{"id":40075,"date":"2015-04-14T16:35:14","date_gmt":"2015-04-14T14:35:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=40075"},"modified":"2015-04-14T19:38:47","modified_gmt":"2015-04-14T17:38:47","slug":"legambiente-stop-allasi-si-crei-lappea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/legambiente-stop-allasi-si-crei-lappea\/","title":{"rendered":"Legambiente: &#8220;stop all&#8217;Asi, si crei l&#8217;APPEA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Come riportato dai media, la Provincia di Brindisi, oltre la giusta \u201cinsofferenza\u201d evidenziata dal Comune di Ostuni in merito alla gestione dell\u2019area industriale affidata al Consorzio ASI, ha deciso di uscire dal Consorzio stesso che, sostanzialmente, rappresenta oggi un inutile orpello per le aziende insediate e per la stessa programmazione dei territori comunali, spesso impedita dalla presenza di strumenti di pianificazione dell\u2019ASI differenti rispetto alle necessit\u00e0 di gestire il territorio e dannosi per le stesse aziende.<\/p>\n<p>Fin dal 2010 Legambiente ha sollecitato la Regione Puglia al ripristino di una normativa regionale (L.R. 2\/2002) che prevedeva, in ottemperanza al D.Lgs 112\/98 (Decreto Bersani), la costituzione nelle aree industriali di un\u2019Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA); infatti, la L.R. n. 2\/2002, demandava ai Comuni che intendessero realizzare \u201cAree produttive ecologicamente attrezzate\u201d, tutte le funzioni amministrative e gestionali delle aree industriali, prevedendo, inoltre, l\u2019abolizione degli allora Consorzi SISRI e l\u2019immediato commissariamento.<\/p>\n<p>Nessuno dei comuni appartenenti all\u2019allora Consorzio SISRI (Brindisi, Ostuni, Fasano e Francavilla Fontana) ha ottemperato alla possibilit\u00e0 offerta dalla Regione; ci\u00f2 fino all\u2019emanazione della L.R. 2\/2007 con la quale la Regione regolava \u201cl\u2019Ordinamento dei Consorzi per lo sviluppo industriale\u201d, identificati nelle 5 province pugliesi, eliminava i commissariamenti effettuati ed abrogava la precedente L.R. 2\/2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fatto impediva la costituzione delle A.P.E.A., mantenendo la gestione \u201cpolitica\u201d di un Ente economico, denominandolo \u201cConsorzio ASI\u201d.<\/p>\n<p>Vi era, quindi, da parte della Regione un\u2019evidente inottemperanza rispetto al Decreto Bersani (D.Lgs 112\/1998) che demandava alle Regioni la costituzione delle APEA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) rappresentano, infatti, la migliore garanzia per superare le attuali difficolt\u00e0, attraverso la costruzione di nuove \u201creti di impresa\u201d, territoriali e tematiche; in tale contesto le APEA rappresentano (come avviene in molte altre Regioni) un modello innovativo ed efficace di supporto alla produzione, alla competitivit\u00e0 e all\u2019innovazione; in definitiva: ottimizzare i processi produttivi \u201c core \u201d , esternalizzare i processi \u201c no core \u201d, risparmiare migliorando l\u2019assetto gestionale e quello di impatto ambientale, ecc. il tutto per recuperare competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Legambiente ha molto insistito perch\u00e9 la normativa regionale fosse adeguata a quella nazionale in merito alla realizzazione delle APEA (non ultimo il Convegno tenutosi nella sala Consiliare della Regione il 27 giugno 2013 dal titolo \u201c Anche in Puglia \u00e8 tempo di A.P.E.A.\u201d ed il recente Convegno di Legambiente del 20\/02\/2015 in Brindisi) e la Regione Puglia ha compensato le mancanze normative fornendo, finalmente, uno strumento attuativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti la Regione ha approvato e pubblicato (Burp del 23\/03\/2015) il \u201cPiano Paesaggistico Territoriale Regionale\u201d (P.P.T.R.) e nell\u2019obiettivo generale n. 11 prevede la realizzazione di \u201c Aree Produttive Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzate \u201d (A.P.P.E.A.); in sostanza, la Regione aggiunge solo il termine \u201cPaesaggisticamente\u201d alla consolidata APEA in quanto le attuali aree produttive presentano forti criticit\u00e0 ambientali, di edilizia, di urbanistica e paesaggistica.<\/p>\n<p>La Regione, con il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) affronta il problema delle strutture produttive sul territorio ponendosi l\u2019obiettivo di ridurre le criticit\u00e0 e producendo delle \u201cLinee Guida\u201d per le aree produttive paesaggisticamente ed ecologicamente attrezzabili (APPEA) che costituiscono un\u2019evoluzione inclusiva dei temi paesaggistici, della qualit\u00e0 edilizia e dei temi della produzione energetica delle tradizionali APEA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 quindi possibile svincolarsi dal \u201cConsorzio ASI\u201d attraverso la costituzione di un\u2019APPEA.<\/p>\n<p>In definitiva, il percorso da seguire per rendersi autonomi e realizzare sul proprio territorio una APPEA, con il diretto coinvolgimento delle aziende insediate, passa attraverso la redazione, da parte del Comune del \u201cPiano per la riconversione delle aree produttive\u201d che dovr\u00e0 essere sviluppato seguendo le apposite \u201cLinee Guida\u201d regionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Legambiente, quindi, con questa e con altre azioni che sono in fase di preparazione, intende sollecitare, come ha correttamente fatto la Provincia, i Comuni appartenenti al Consorzio ASI a ridurre la spesa pubblica e ad essere artefici del \u201cgoverno\u201d del proprio territorio, rendendo realmente protagoniste le aziende insediate, attraverso le forme giuridiche consentite, di recuperare competitivit\u00e0 e crescita anche attraverso i canoni della \u201cgreen economy\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Legambiente ritiene sia necessario ridurre al massimo la gestione \u201cpolitica\u201d di quegli Enti Economici che, in quanto totalmente svincolati dagli Enti elettivamente costituiti, rappresentano un reale freno alla \u201cgovernace\u201d del territorio da parte di chi ne ha titolo ed impediscono lo snellimento delle procedure di gestione, a danno delle aziende insediate, rallentandone e\/o impedendone quello sviluppo al quale le stesse aziende ambiscono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Comunicato Stampa Direttivo Legambiente Brindisi \u201cTonino Di Giulio\u201d<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come riportato dai media, la Provincia di Brindisi, oltre la giusta \u201cinsofferenza\u201d evidenziata dal Comune di Ostuni in merito alla gestione dell\u2019area industriale affidata al Consorzio ASI, ha deciso di uscire dal Consorzio stesso che, sostanzialmente, rappresenta oggi un inutile orpello per le aziende insediate e per la stessa programmazione dei territori comunali, spesso impedita dalla presenza di strumenti di pianificazione dell\u2019ASI differenti rispetto alle necessit\u00e0 di gestire il territorio e dannosi per le stesse aziende. Fin dal 2010 Legambiente ha sollecitato la Regione Puglia al ripristino di una normativa regionale (L.R. 2\/2002) che prevedeva, in ottemperanza al D.Lgs 112\/98 (Decreto Bersani), la costituzione nelle aree industriali di un\u2019Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA); infatti, la L.R. n. 2\/2002, demandava ai Comuni che intendessero realizzare \u201cAree produttive ecologicamente attrezzate\u201d, tutte le funzioni amministrative e gestionali delle aree industriali, prevedendo, inoltre, l\u2019abolizione degli allora Consorzi SISRI e l\u2019immediato commissariamento. 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