{"id":40962,"date":"2015-04-23T13:30:19","date_gmt":"2015-04-23T11:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=40962"},"modified":"2015-04-23T13:30:19","modified_gmt":"2015-04-23T11:30:19","slug":"linceneritore-dellasi-ed-il-modello-appea-sono-compatibili-franco-magno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/linceneritore-dellasi-ed-il-modello-appea-sono-compatibili-franco-magno\/","title":{"rendered":"L&#8217;inceneritore dell&#8217;ASi ed il modello APPEA sono compatibili? (Franco Magno)"},"content":{"rendered":"<p>I Media informano che il Consorzio ASI sta valutando la richiesta avanzata da Nubile e CISA per la riattivazione della \u201cpiattaforma polifunzionale\u201d, ex termomeccanica ed in particolare quella dell\u2019inceneritore per portare in combustione il CSS (combustibile solido secondario) prodotto nell\u2019impianto comunale gestito dalla stessa Nubile Srl.<br \/>\nAppare come se tale valutazione, da parte del Consorzio ASI, sia solo legata ad aspetti legali, amministrativi e di fidejussioni, prescindendo da quelli ambientali, sanitari, della tecnologia obsoleta dell\u2019inceneritore e della \u201cqualit\u00e0\u201d dello stesso CSS prodotto da Nubile e che nulla contano i pareri degli Enti territorialmente competenti, nonch\u00e9 quelli della popolazione brindisina.<br \/>\nE\u2019 necessario rammentare che il Consorzio ASI \u00e8 proprietario della \u201cpiattaforma\u201d e da questa, per molti anni, ha recuperato notevoli risorse economiche; il Consorzio, quindi, si \u00e8, per buona parte della sua esistenza, finanziato con un impianto di incenerimento che portava in combustione rifiuti \u201ctossici, nocivi e pericolosi ospedalieri\u201d, i peggiori in assoluto, rivenienti da tutta Italia ed i cui effetti sulla salute dei Cittadini non sono noti.<br \/>\nFa specie, quindi, che tale valutazione cozzi pesantemente con le recenti dichiarazioni del Presidente del Consorzio ASI che, con convinzione, ha riportato la volont\u00e0 di attivare, nel territorio industriale amministrato, una Area Produttiva Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzata (APPEA), secondo le indicazioni del recente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nEbbene, si ha l\u2019impressione che nell\u2019ambito del Consorzio ASI non si abbia una reale contezza di cosa sia una Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA secondo il Decreto n. 112\/98 \u2013 Bersani) e quali siano le azioni di \u201cgovernance\u201d che portano a definire una program-mazione basata sui principi della \u201cgreen economy\u201d.<br \/>\nSe solo il Consorzio valutasse, con cognizione e razionalit\u00e0, la realizzazione dell\u2019APPEA, sono certo che lo stesso rigetterebbe la richiesta di Nubile e CISA, senza alcun altro tipo di valutazione.<br \/>\nN\u00e9 \u00e8 accettabile l\u2019ombrello dell\u2019occupazione dei dipendenti che, con tutta la solidariet\u00e0 possibile, sono vittime dello stesso Consorzio, unico Ente economico in grado di produrre occupazione in funzione della capacit\u00e0 gestionale del territorio amministrato; altro che responsabilit\u00e0 addebitate alla \u201cpolitica\u201d, che ha tutti altri compiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nVi \u00e8 quindi una sostanziale incongruenza fra il \u201cvoler\u201d riattivare la piattaforma e puntare a realizzare un\u2019APPEA.<br \/>\nAncor di pi\u00f9 oggi in Puglia, rispetto a gran parte dell\u2019Italia, vi \u00e8 una sostanziale incongruenza fra l\u2019esistenza di Consorzi ASI, di gestione dei terreni industriali e gli stessi comuni che su quei terreni non hanno nessuna competenza; nel caso di Brindisi, ma il concetto \u00e8 riferito a tutta la Puglia, i comuni di Brindisi, Ostuni, Fasano e Francavilla Fontana non avendo alcuna competenza nella gestione della porzione industriale del proprio territorio, farebbero bene ad eliminare lo specifico assessorato!<br \/>\nAncor di meno contano, rispetto ai comuni, le volont\u00e0 gestionali delle aziende industria-li insediate che, invece, subiscono lungaggini amministrative e maggiori costi dei servizi.<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 in forte contrasto con la normativa nazionale vigente (DL 112\/98) e con la stessa visione comunitaria che prevedono, appunto, una governance diretta di Enti elettivi (comuni) ed aziende insediate, sui territori industriali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con esplicito riferimento alle norme esistenti \u00e8 evidente che il Consorzio ASI rappresenta un \u201cinutile orpello\u201d alle procedure di gestione dell\u2019area industriale; \u201corpello\u201d che da WP si identifica, appunto, come un passaggio \u201cartificioso ed inessenziale\u201d.<br \/>\n\u201cOrpello\u201d ancor pi\u00f9 se prodotto da un Ente Economico nel quale vengono riversate risorse pubbliche, di estrazione politica ed il cui rimanente peso economico per la gestione, ricade solo ed esclusivamente sulle aziende insediate.<br \/>\nOggi si legge che il Consorzio ASI \u00e8 avviato verso l\u2019istituzione della APPEA, come normata dal recente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR); ci\u00f2 non mi meraviglia e, per certi aspetti \u00e8 anche comprensibile, in quanto la scelta di attivare la APPEA porta a difendere e legittimare i posti di lavoro ma anche rendite di posizione.<br \/>\nResta il fatto che ritengo non sia possibile condividere positivamente l\u2019attivazione di un\u2019APPEA sul territorio industriale di Brindisi e\/o di Puglia con la presenza del Consorzio ASI come \u201cSoggetto Gestore Unico\u201d e neppure come componente; sarebbe come cadere dalla \u201cpadella alla brace\u201d, non cambierebbe nulla e resterebbe il solito \u201corpello\u201d.<br \/>\nQuesto (APEA) ormai consolidato strumento comunitario e nazionale di programmazione e di crescita economica ed ambientale del territorio industriale, passa attraverso un \u201cmodello\u201d che snellisca procedure, costi di gestione e segua i principi della green-economy; modello questo che non pu\u00f2 essere rappresentato dal Consorzio ASI ma solo ed esclusivamente dalle professionalit\u00e0 intrinseche delle aziende insediate e dalla governance politica dell\u2019Ente territoriale (Comune) elettivamente abilitato.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn definitiva, sperando che il futuro dell\u2019area industriale di Brindisi sia orientato su criteri di conduzione differenti rispetto al passato, non posso esimermi dal pormi alcuni quesiti che riguardano proprio gli aspetti ambientali dell\u2019attuale gestione e dovuti a presumibili ingerenze nelle competenze quali:<br \/>\nL\u2019aver effettuato, gi\u00e0 a partire dal 2003, la caratterizzazione chimica dei terreni pubblici e privati dell\u2019area industriale e non aver effettuato la caratterizzazione dei primi 60 cm. di terreno, hanno costituito un danno notevole per l\u2019economia pubblica e privata della zona industriale ed un asfissiante prolungamento della procedura di rilascio dei terreni agli usi consentiti?<br \/>\nL\u2019aver autorizzato (congiuntamente alla Provincia) lo smaltimento abusivo di oltre 5.000 tonnellate di RSU in \u201cecoballe\u201d napoletane, da parte della ex Alfa Edile, \u00e8 stato un danno ambientale per la zona industriale ed un danno economico per il Comune di Brindisi e dei Cittadini che dovr\u00e0 attivare la bonifica?<br \/>\nAver preventivato il raddoppio della discarica per rifiuti pericolosi e l\u2019attivazione dell\u2019inceneritore della \u201cpiattaforma\u201d, dal Consorzio tanto auspicata, \u00e8 stato un ulteriore danno paesaggistico ed ambientale all\u2019area industriale?<br \/>\nEcc.<br \/>\nSi potrebbe continuare ad elencare attivit\u00e0 in contrasto con il \u201cmodello\u201d individuato nelle APPEA, ma crediamo che quanto riportato sia sufficiente per confermare, con la massima correttezza e rispetto dei ruoli, che il Consorzio ASI rimane un \u201cinutile orpello\u201d.<br \/>\nBrindisi ha bisogno di ben altro!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof. dott. Francesco Magno<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Media informano che il Consorzio ASI sta valutando la richiesta avanzata da Nubile e CISA per la riattivazione della \u201cpiattaforma polifunzionale\u201d, ex termomeccanica ed in particolare quella dell\u2019inceneritore per portare in combustione il CSS (combustibile solido secondario) prodotto nell\u2019impianto comunale gestito dalla stessa Nubile Srl. Appare come se tale valutazione, da parte del Consorzio ASI, sia solo legata ad aspetti legali, amministrativi e di fidejussioni, prescindendo da quelli ambientali, sanitari, della tecnologia obsoleta dell\u2019inceneritore e della \u201cqualit\u00e0\u201d dello stesso CSS prodotto da Nubile e che nulla contano i pareri degli Enti territorialmente competenti, nonch\u00e9 quelli della popolazione brindisina. 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