{"id":41070,"date":"2015-04-24T19:03:38","date_gmt":"2015-04-24T17:03:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=41070"},"modified":"2015-04-24T19:03:38","modified_gmt":"2015-04-24T17:03:38","slug":"xylella-dottori-agronomi-urge-piano-di-ricerca-e-sperimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/xylella-dottori-agronomi-urge-piano-di-ricerca-e-sperimentazione\/","title":{"rendered":"Xylella, Dottori Agronomi: &#8220;Urge piano di ricerca e sperimentazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 profonda la preoccupazione per la rapida diffusione del Complesso del Disseccamento Rapido dell\u2019Olivo (CO.Di.RO) nella provincia di Lecce e i recenti focolai di infezione riscontrati nel brindisino, in agro di Oria.<\/p>\n<p>Per natura e dimensioni il fenomeno rischia di compromettere non solo un comparto strategico dell\u2019agricoltura regionale, ed il suo relativo indotto, ma anche di cancellare definitivamente un paesaggio agrario unico al mondo e di incomparabile bellezza, con i conseguenti drammatici impatti sul territorio e pi\u00f9 in generale sulla sua economia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali Dottori Agronomi e Forestali, pur riconoscendo il valore e l\u2019impegno profuso dai ricercatori nella lotta a questo parassita, non possiamo esimerci dal rilevare che le strategie poste in essere per il contenimento dell\u2019emergenza, in osservanza alle indicazioni dettate dall\u2019Unione Europea, sono essenzialmente incentrate sull\u2019eradicazione delle piante infette o con manifestazione di sintomi, nonch\u00e8 sul controllo chimico\/agronomico dell\u2019insetto vettore. Ne deriva una limitata efficacia delle predette misure anche in virt\u00f9 dell\u2019ampia estensione delle aree interessate dal batterio, del gran numero di piante ospiti dell\u2019insetto vettore (Philaenus spumarius L.) e delle sue caratteristiche biologiche,\u00a0nonch\u00e9 per il lungo periodo di incubazione del batterio (<em>Xylella fastidiosa<\/em>) la cui patogenicit\u00e0 non \u00e8 stata ancora dimostrata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se il rispetto degli impegni assunti in ambito europeo (sottoscrizione dei protocolli EPPO) e il senso di responsabilit\u00e0 nei confronti di altri territori richiedono da un lato la totale osservanza delle misure in attuazione (Piano Silletti), per altro verso ragionevolezza e cautela suggeriscono di sottoporre queste stesse a un attento \u201criesame\u201d, al fine di verificarne l\u2019efficacia e la rispondenza agli obiettivi attesi. Tanto in ragione delle condizioni di intervento quali quelle descritte, che ne pregiudicano l\u2019adeguatezza e gli effetti previsti, producendo impatti\u00a0non accettabili sul piano costi\/benefici. Ma soprattutto nell\u2019incertezza dei numeri e di una ricerca che, ancora limitata per quanto concerne il ceppo del batterio e il suo rapporto con l\u2019ospite specifico (l\u2019olivo), non ha ad oggi dimostrato che a far morire gli alberi sia solo la Xylella e tantomeno ne conferma la patogenicit\u00e0. Come ribadito recentemente dall\u2019EFSA (Autorit\u00e0 europea per la sicurezza alimentare), non esiste al momento alcuna evidenza scientifica che comprovi l\u2019indicazione che alcuni funghi, piuttosto che il batterio Xylella fastidiosa, siano la causa primaria della sindrome del disseccamento rapido degli ulivi osservata in Puglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ritiene altres\u00ec che l\u2019abbandono di vecchie pratiche colturali, il progressivo impoverimento della fertilit\u00e0 biologica dei suoli &#8211; dovuta anche, in alcune aree, all\u2019abuso di diserbanti chimici &#8211; e la sussistenza di fattori di stress abiotici possano rappresentare una concausa nella manifestazione del Co.Di.RO, determinando condizioni di diffusa sofferenza vegetativa delle piante che ne riducono le capacit\u00e0 naturali di difesa a fronte di agenti patogeni. Per migliorare la reattivit\u00e0 delle piante si ritengono utili, seppur non esaustive, le indicazioni di intervento a carattere agronomico inserite nelle Linee Guida della Regione Puglia e riprese nel Piano del Commissario Delegato. Utili appaiono le regolari potature, le spollonature ed una corretta gestione della fertilit\u00e0 del suolo, adottando tecniche migliorative e conservative della sostanza organica che escludano l\u2019impiego di diserbanti chimici. Utile potrebbe essere, come recentemente proposto dalla Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica (Federbio), ottenere l\u2019autorizzazione all\u2019uso di tutte le sostanze attive previste dalla normativa europea di agricoltura biologica (Regg. CE 834\/07 e 889\/08 e s.m. e i.) per il contenimento del vettore specifico del batterio sull\u2019olivo e sulle altre specie ospiti del vettore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 premesso, atteso che le strategie poste in atto presentano carattere contenitivo e non risolutivo &#8211; come oggi da pi\u00f9 parti riconosciuto &#8211; non consentendo l&#8217;eradicazione del batterio ma rallentandone al pi\u00f9 la diffusione, e considerati altres\u00ec i conseguenti pesanti impatti ambientali, economici e sociali, riteniamo\u00a0 necessario ed improcrastinabile l\u2019avvio di un importante programma di ricerca e di sperimentazione, a carattere internazionale, sostenuto con adeguate risorse dall\u2019U.E. e dal governo nazionale, utile ad attivare e concretizzare un approccio di studio a carattere interdisciplinare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ritiene, per quanto indicato, che la ricerca possa e debba essere indirizzata non solo verso l\u2019individuazione di mezzi di controllo diretti dei presunti patogeni del Co.Di.RO, ma anche verso una migliore conoscenza dei fattori di stress e degli squilibri derivanti, nell\u2019ambito di una visione olistica, ispirata ai principi dell\u2019agroecologia, estesa al rapporto ospite\u2013patogeni\u2013ambiente. L\u2019individuazione di piante resistenti rappresenta un ulteriore percorso obbligato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questa prospettiva appare prezioso il contributo che la figura dell\u2019Agronomo e Forestale, capillarmente presente sul territorio, pu\u00f2 offrire non solo in quanto \u201cdepositaria\u201d di competenze ed esperienze di campo specifiche ed esclusive, ma anche per l\u2019utile ruolo di coniugazione che pu\u00f2 garantire tra il mondo della ricerca e quello contadino, con i suoi antichi e insostituibili \u201csaperi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In attesa di conoscere gli esiti delle prove di patogenicit\u00e0 e nelle more di indicazioni utili rivenienti dalla ricerca e dalla sperimentazione, riteniamo che l\u2019eradicazione delle piante infette dovrebbe essere sospesa e temporaneamente sostituita, nelle zone cuscinetto e nella fascia di eradicazione, con energiche sfrondature della chioma che, riducendo drasticamente l\u2019apparato fogliare infetto, contribuirebbero per un verso a contenere la fonte di inoculo e per altro a salvaguardare il patrimonio olivicolo e paesaggistico nella sua complessit\u00e0. Analoga proposta \u00e8 stata peraltro gi\u00e0 avanzata da diverse organizzazioni olivicole. Per le restanti aree infette, \u00e8 ormai consapevolezza comune che prevedere oggi l\u2019abbattimento delle piante colpite sarebbe un\u2019impresa irrealizzabile e distruttiva, oltre che inutile: tali zone possono costituire un laboratorio all\u2019aperto utile per eseguire osservazioni, fare sperimentazioni e ricerca. Va in questa direzione la recente proposta di realizzare in provincia di Lecce un parco scientifico della biodiversit\u00e0 olivicola, \u201cUn Getsemani in Salento\u201d, comprendente le numerosissime variet\u00e0 di olivo esistenti al mondo. Per il resto riteniamo che nella zona di profilassi debbano essere osservate le prescrizioni previste dal Piano del Commissario delegato.<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura pugliese deve oggi imparare a \u201cconvivere\u201d con il batterio Xylella fastidiosa. In futuro, complice la globalizzazione e la difficolt\u00e0 di controllare il trasferimento di piante potenzialmente infette, potrebbero presentarsi altre nuove patologie. Nel merito \u00e8 opportuno che il Governo centrale e la UE intensifichino i controlli fitosanitari sulle merci e materiale vegetale in ingresso nei paesi UE, poich\u00e9 \u00e8 ormai acclarato che tali scambi commerciali sono la principale fonte del contagio da Xilella nel territorio salentino dove giungono, da ogni parte del mondo, enormi quantit\u00e0 di piante ornamentali e da frutto che spesso sfuggono ai controlli.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza subita e la sua drammaticit\u00e0 ci inducono a ritenere che sia necessaria una rivisitazione delle politiche comunitarie, nazionali e regionali, perch\u00e9 possa concretamente svilupparsi un nuovo modello di fare agricoltura, pi\u00f9 sostenibile sul piano ambientale, economico e sociale.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 agricola salentina rivendica oggi un diritto inalienabile: quello della sopravvivenza del proprio paesaggio agrario, della propria storia, della propria cultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Agronomi e Forestali, quali tecnici del settore, ribadendo il nostro intendimento a contribuire attivamente per l\u2019affermazione di tale diritto, ci rivolgiamo alle Istituzioni e alla rappresentanza politica locale affinch\u00e9 sollecitino la Regione Puglia, il Governo nazionale e l\u2019Unione Europea a riesaminare le strategie poste in essere e ad attivare, con urgenza e senza ulteriori indugi, un concreto programma di ricerca e sperimentazione in campo che si ritiene essere l\u2019unica strategia percorribile per conservare e consegnare alle future generazioni un patrimonio millenario di 60 milioni di alberi di olivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>F.to:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Agr. J. Giandomenico Argentieri \u2013 Dott. Agr. Piero Chirarelli &#8211; Dott. Agr. Gianfranco Ciola &#8211; Dott. Agr. Francesco De Carlo Chimienti &#8211; Dott. Agr. Alberto Mele &#8211; Dott. Agr. Teodoro Membola &#8211; Dott. Agr. Vito Mileti &#8211; Dott. Agr. Oronzo Milone &#8211; Dott. Agr. Marco Mitrotta &#8211; Dott. Agr. Angelo Moro &#8211; Dott. Agr. Vincenzo Pugliese &#8211; Dott. For. Anna Sacco &#8211; Dott. Agr. Genoveffa Solvimene &#8211; Dott. Agr. Felice Suma &#8211; Dott. Agr. Michele Trotti &#8211; Dott. For. Angelo Zurlo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 profonda la preoccupazione per la rapida diffusione del Complesso del Disseccamento Rapido dell\u2019Olivo (CO.Di.RO) nella provincia di Lecce e i recenti focolai di infezione riscontrati nel brindisino, in agro di Oria. 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