{"id":41097,"date":"2015-01-30T14:02:02","date_gmt":"2015-01-30T13:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=41097"},"modified":"2015-04-25T17:35:31","modified_gmt":"2015-04-25T15:35:31","slug":"speciale-j-g-ballard-foresta-di-cristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/speciale-j-g-ballard-foresta-di-cristallo\/","title":{"rendered":"Speciale J.G. Ballard: &#8220;Foresta di cristallo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Foresta di cristallo (2005)<\/em><br \/>\n<em>Traduttore Dolman J.<\/em><br \/>\n<em>Editore Feltrinelli (collana Universale economica)<\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quanti film o romanzi di fantascienza (nonch\u00e9 videogames) esordiscono con la pi\u00f9 classica delle trame in cui il protagonista si reca in un luogo &#8220;x&#8221; alla ricerca dei compagni di cui si sono perse le tracce? L&#8217;atto del recarsi presso un luogo per individuare i &#8220;moventi&#8221; smarriti \u00e8 uno degli espedienti pi\u00f9 utilizzati nel mondo della produzione artistica avventurosa, che d\u00e0 il via ad una serie di peripezie che finiscono col sostanziare lettura, pellicola (o videogame). <i>La foresta di cristallo<\/i>, tassello conclusivo della tetralogia degli elementi (rappresenta la terra)<i> <\/i>scritto da James G. Ballard nel 1966 segue esattamente questo percorso narrativo: il protagonista, il dottor Sanders, decide di recarsi in Africa Centrale per mettersi sulle tracce di Suzanne e Max Clair, i suoi amici scomparsi.<a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/foresta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-41101 alignleft\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/foresta-193x300.jpg\" alt=\"foresta\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/foresta-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/foresta.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>La foresta di cristallo <\/i>\u00e8 un romanzo visionario, uno dei vertici della produzione ballardiana, in cui convergono immaginismo fantascientifico, catastrofismo apocalittico e riflessione psicologica. Indipendentemente dai personaggi in carne ed ossa (o meglio in cellulosa ed inchiostro) della storia, vero e proprio protagonista \u00e8 il concetto di mutazione, qui portato alle sue estreme conseguenze. Il complemento di specificazione &#8220;di cristallo&#8221; contenuto nel titolo si riferisce alle strane anomalie studiate dal dottor Sanders, che una volta giunto in Camerun a Port Matarre, scopre una natura inusitata, un habitat stravolto da una trasformazione di origini ignote che tramuta piante, animali e uomini in cristalli. L&#8217;oscura flora africana brilla dei riverberi della mutazione, i fiumi si trasformano in assopite lastre senza vita, cos\u00ec come gli animali costretti ad un innaturale immobilismo. Ma il dottor Sanders non \u00e8 lo scienziato positivista che ripristiner\u00e0 il naturale ordine delle cose, in un tripudio di nozionismi e colpi di genio (magari intervallati da sporadiche avventure amorose, come &#8220;insegnano&#8221; i blockbuster). Sanders \u00e8 un uomo in balia degli elementi. Il cristallizzarsi del mondo circostante \u00e8 il pretesto per interrogarsi sul concetto di eternit\u00e0, dribblando i problemi che ogni personaggio si porta dietro: Thorensen \u00e8 il proprietario della miniera che tenta disperatamente di salvare la moglie Serena, il capitano Radek viene immortalato nell&#8217;eterna posa del cristallo, Suzanne Clair \u00e8 preda dei tribalismi locali, vedendo nella mutazione un segnale divino. Fra disperazione, rassegnazione ed anche esaltazione ogni personaggio dovr\u00e0 fare i conti con l&#8217;inarrestabile corso degli eventi. <i>La foresta di cristallo <\/i>\u00e8 un romanzo profondamente psicologico, che riflette nel e sul cristallo, spronando il lettore ad interrogarsi su come si potrebbe rimodulare il tempo e quindi il vissuto umano, alla luce di una prospettiva di vita eterna che \u00e8 allo stesso tempo stasi infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>James Lamarina<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foresta di cristallo (2005) Traduttore Dolman J. Editore Feltrinelli (collana Universale economica) Quanti film o romanzi di fantascienza (nonch\u00e9 videogames) esordiscono con la pi\u00f9 classica delle trame in cui il protagonista si reca in un luogo &#8220;x&#8221; alla ricerca dei compagni di cui si sono perse le tracce? L&#8217;atto del recarsi presso un luogo per individuare i &#8220;moventi&#8221; smarriti \u00e8 uno degli espedienti pi\u00f9 utilizzati nel mondo della produzione artistica avventurosa, che d\u00e0 il via ad una serie di peripezie che finiscono col sostanziare lettura, pellicola (o videogame). La foresta di cristallo, tassello conclusivo della tetralogia degli elementi (rappresenta la terra) scritto da James G. Ballard nel 1966 segue esattamente questo percorso narrativo: il protagonista, il dottor Sanders, decide di recarsi in Africa Centrale per mettersi sulle tracce di Suzanne e Max Clair, i suoi amici scomparsi. La foresta di cristallo \u00e8 un romanzo visionario, uno dei vertici della produzione ballardiana, in cui convergono immaginismo fantascientifico, catastrofismo apocalittico e riflessione psicologica. 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