{"id":4137,"date":"2014-02-07T14:24:48","date_gmt":"2014-02-07T13:24:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=4137"},"modified":"2014-02-09T16:23:57","modified_gmt":"2014-02-09T15:23:57","slug":"rete-imprese-italia-le-priorita-del-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/rete-imprese-italia-le-priorita-del-2014\/","title":{"rendered":"Rete Imprese Italia: &#8220;le priorit\u00e0 del 2014&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Le priorit\u00e0 per il 2014 \u00abUn treno che non possiamo perdere\u00bb Sono anni che aspettiamo di uscire dalla crisi, di raggiungere quella \u00abluce in fondo al tunnel\u00bb fin troppe volte annunciata.<\/p>\n<p>L\u2019intrecciarsi delle vicende politiche, il dibattito, sempre pi\u00f9 stanco, sulle cure da somministrare al nostro Paese, non ha sortito effetti sostanziali. In un contesto in cui solo la protesta eclatante &#8211; legittima ma spesso sterile &#8211; riesce a conquistare l\u2019attenzione dei media, Rete Imprese Italia ( Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti) vuole porsi in un\u2019ottica propositiva e costruttiva. Vuole provare, per il bene del sistema produttivo Italia, a mettere da parte la crescente frustrazione che deriva dal constatare la profondit\u00e0 dell\u2019abisso che separa il \u00abdire\u00bb dal \u00abfare\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 in quest\u2019ottica che, ancora una volta, le sottoscritte Rappresentanze Datoriali della Provincia di Brindisi in forma congiunta ed unitaria, vogliono indicare una \u00ablista delle urgenze\u00bb, un conciso elenco di provvedimenti non oltre rinviabili, pena il superamento del punto di non ritorno per le nostre imprese e per il nostro sistema economico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CREDITO<\/strong><\/p>\n<p>Il problema dell\u2019accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, raggiunge nel nostro territorio elevatissimi livelli di criticit\u00e0. E\u2019 sufficiente analizzare i dati , per accorgersi che, in un anno, da ottobre 2012 ad ottobre 2013, i finanziamenti alle imprese nella Provincia di Brindisi sono in calo del 3,5 per cento che equivalgono al 7,2 per cento degli impieghi complessivi. Le piccole imprese non hanno beneficiato dell\u2019iniezione di prestiti a tasso agevolato messi a disposizione della Banca centrale europea. Anzi, le erogazioni continuano a diminuire in maniera esponenziale. Occorre semplificare l\u2019accesso al credito delle imprese, innescando un sistema per cui la valutazione della cosiddetta \u00abbancabilit\u00e0\u00bb passi anche dall\u2019analisi della storia dell\u2019impresa richiedente nonch\u00e9 del suo \u00aboutlook\u00bb, ossia delle prospettive di crescita dell\u2019attivit\u00e0. Non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile un sistema che, ad esempio, anche a fronte di garanzie fidi all\u201980 per cento continui a negare l\u2019erogazione di prestiti. Le banche, insomma, devono tornare a fare le banche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> BUROCRAZIA <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 la pi\u00f9 grave malattia che affligge il nostro Paese. L\u2019immotivata frammentazione dei processi decisionali paralizza anche la migliore delle iniziative economiche, sia essa pubblica o privata. L\u2019ipertrofia burocratica permea letteralmente la vita dei cittadini e delle imprese, finendo con l\u2019istituire diffusi centri di potere che mirano unicamente all\u2019autoconservazione e non certo all\u2019efficienza del servizio o alla qualit\u00e0 dei controlli. Un esempio lampante sono i tempi biblici che bisogna attendere per l\u2019avvio ed il completamento delle opere pubbliche. Come possiamo anche solo auspicare la ripresa degli investimenti senza una radicale opera di bonifica della palude burocratica italiana?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LAVORO<\/strong><\/p>\n<p>Quello del lavoro \u00e8 il grande dilemma del nostro tempo. Negli ultimi vent\u2019anni le riforme del mercato del lavoro, pi\u00f9 o meno incisive, si sono succedute in maniera sempre pi\u00f9 vorticosa eppure i risultati ci restituiscono un panorama post-bellico, con iltasso di disoccupazione che ha raggiunto, nel terzo trimestre 2013, quasi il 20 per cento. Questo senza considerare la tragica situazione dei giovani. Continuare ad agire unicamente sul lato dell\u2019offerta di lavoro non crea occupazione, anzi: contribuisce ad aggiungere farraginosit\u00e0 ad una legislazione gi\u00e0 oltremodo complessa. In questo senso occorre semplificare ma soprattutto agire in maniera convinta sul lato della domanda e cio\u00e8 sulle imprese. Sono le imprese, non le leggi, a creare il lavoro. Il drastico abbattimento del cuneo fiscale \u00e8 l\u2019unico passaggio possibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong> INNOVAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE <\/strong><\/p>\n<p>Sono queste le parole d\u2019ordine per il nuovo anno. L\u2019Italia dispone di una ricchezza unica: il marchio \u00abmade in Italy\u00bb \u00e8 il terzo pi\u00f9 conosciuto al mondo. Eppure ormai lo sappiamo: si pu\u00f2 sopravvivere e crescere solo innovando il prodotto ed aprendosi ai mercati esteri: \u00e8 questa la strategia vincente a fronte del crollo della domanda interna. La Puglia dispone di fulgidi esempi in questa direzione, ma le oasi nel deserto non bastano: occorre fare ogni sforzo per trasformare le \u00abbest practices\u00bb in punti di forza dell\u2019intero sistema regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>POLITICA ECONOMICA e FONDI COMUNITARI <\/strong><\/p>\n<p>Ormai da troppo tempo l\u2019intero Paese manca di un piano organico di politica economica, di una visione per il nostro territorio. I Fondi Comunitari sono col tempo diventati la principale fonte di investimento e sostegno alle imprese per lo Stato Centrale, spesso proprio ai danni del Mezzogiorno. Si tratta di una stortura che non pu\u00f2 pi\u00f9 tollerarsi. La Puglia ha dato prova di essere all\u2019avanguardia nella collocazione delle risorse europee: abbiamo dimostrato di saperle spendere. Ora, per\u00f2, dobbiamo dimostrare di saperle spendere bene. La programmazione 2014-2020 \u00e8 l\u2019ultima chance in questo senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FISCO<\/strong><\/p>\n<p>Di importanza vitale \u00e8 il tema delle tasse che negli ultimi tempi ha rappresentato una vera via crucis per i cittadini ma ancora di pi\u00f9 per le imprese. Il susseguirsi di provvedimenti regressivi, intempestivi e finanche contraddittori tra loro ha costituito un\u2019intollerabile aggravante rispetto ad situazione gi\u00e0 insostenibile che vede la pressione fiscale scaricarsi per pi\u00f9 del 68% sugli utili di impresa. \u00c8 giunto il momento di allentare la morsa delle tasse. In caso contrario le nostre imprese semplicemente non riusciranno a sopravvivere. E\u2019 necessario, insomma, colmare l\u2019abisso tra il dire e il fare. La pazienza di tutti gli imprenditori \u00e8 giunta al limite: il 2014 \u00e8 un treno che non possiamo perdere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA RETE IMPRESE ITALIA (CONFCOMMERCIO &#8211; CONFESERCENTI &#8211; CONFARTIGIANATO &#8211; CNA)-\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le priorit\u00e0 per il 2014 \u00abUn treno che non possiamo perdere\u00bb Sono anni che aspettiamo di uscire dalla crisi, di raggiungere quella \u00abluce in fondo al tunnel\u00bb fin troppe volte annunciata. L\u2019intrecciarsi delle vicende politiche, il dibattito, sempre pi\u00f9 stanco, sulle cure da somministrare al nostro Paese, non ha sortito effetti sostanziali. 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