{"id":45240,"date":"2015-06-15T23:41:45","date_gmt":"2015-06-15T21:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=45240"},"modified":"2016-07-04T17:52:32","modified_gmt":"2016-07-04T15:52:32","slug":"un-minuto-di-61-secondi-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/un-minuto-di-61-secondi-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Un minuto di 61 secondi\u2026 Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>Quante volte al giorno conferiamo al \u201csecondo\u201d (inteso come il minuto secondo degli orologi) uno spazio temporale obiettivamente sproporzionato? Quante volte promettiamo a noi stessi o rassicuriamo gli altri sul fatto che, in un secondo, si riuscir\u00e0 a fare ci\u00f2 che si \u00e8 disatteso in un\u2019ora, se non addirittura in un\u2019intera giornata? Tante, troppe!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il modesto \u201csecondo\u201d finisce per essere l\u2019ancora di salvezza di chi il Tempo lo spreca o, quanto meno, non lo rispetta. Ci si trova in colpevole ritardo? La frase rassicurante \u00e8: \u201cUn secondo e arrivo\u201d. Ad un esame non riusciamo a trovare la giusta risposta? \u201cUn secondo\u2026\u201d \u00e8 la parolina cui si ricorre per fermare il prof e continuare a rimestare disperatamente nella memoria. Vogliamo sdrammatizzare un evento? Diciamo che dura solo un secondo\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non la sottovalutiamo questa frazione di tempo all\u2019apparenza cos\u00ec modesta. Infatti basta pensare che in ogni secondo nascono sulla Terra quattro bambini e due blog, muoiono due persone e vengono inviati 5700 tweet, mentre nello spazio nascono tre supernove e duecento nuove stelle. Vi pare poco?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo spiega il fatto che l\u2019<strong>Iers<\/strong> (<em>International Earth Rotation Service)<\/em>, un organismo internazionale con sede a Parigi, ha da tempo preannunciato che i settanta orologi atomici utilizzati in tutto il mondo per calcolare il Tempo Universale Coordinato andranno sincronizzati con la rotazione della Terra. E quando avverr\u00e0 questo \u201cassestamento\u201d? Il prossimo 30 giugno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi marted\u00ec 30 giugno verr\u00e0 aggiunto a quegli orologi un \u201csecondo intercalare\u201d (<em>Leap Second<\/em>). Questo vuol dire che quel giorno durer\u00e0 86.401 secondi anzich\u00e9 86.400.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u201cmanutenzione straordinaria\u201d \u00e8 stata compiuta altre 25 volte dal 1972 ad oggi, nelle due date convenzionali del 30 giugno e del 31 dicembre. Si tratta, in pratica, di sincronizzare la misurazione del tempo data dagli orologi atomici (basata sull\u2019oscillazione di un atomo di cesio) con l\u2019orologio planetario, che si basa invece sulla rotazione della Terra intorno al Sole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtroppo la velocit\u00e0 di rotazione non \u00e8 costante, influenzata com\u2019\u00e8 dai cambiamenti all\u2019interno del nucleo planetario. La Terra, attualmente, perde due millesimi di secondo al giorno. Gli scienziati\u00a0 calcolano che il \u201critardo\u201d del nostro pianeta rispetto agli implacabili orologi atomici potrebbe essere di un\u2019ora ogni mille anni. Agli occhi di un profano la cosa pu\u00f2 apparire insignificante, ma non lo \u00e8 di sicuro per la scienza.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ora da chiedersi se questo \u201cassestamento\u201d consista in una operazione di routine. Sembrerebbe di no. Infatti potrebbero esserci degli effetti potenzialmente rischiosi per il nostro mondo super tecnologico. Si pensa, insomma, che possano riaffacciarsi i timori (fortunatamente rientrati) del <em>Millennium bug<\/em>, allorquando i sistemi informatici, nel passaggio di data dal 1999 al 2000, rischiarono il default.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In effetti in occasione dell\u2019ultimo <em>Leap Second<\/em> \u00ad quello del 30 giugno 2012 \u00ad molti computer andarono in tilt, bloccandosi per minuti e a volte addirittura per ore in quel secondo in pi\u00f9 che non erano in grado di gestire e che, in attesa di ricevere nuove istruzioni, li mandava in <em>crash<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi furono molte \u201cvittime\u201d tra cui Linkedin e Mozilla. Il fatto \u00e8 che sugli orologi atomici (introdotti nel 1950) e sulla loro precisione (sgarrano di un secondo ogni trenta anni) oggi si appoggiano i sistemi informatici di aeroporti, borse, agenzie spaziali (per le quali anche un miliardesimo di secondo \u00e8 rilevante!), motori di ricerca e piattaforme di vendita online. Non a caso Google ha cominciato ad aggiungere\u00a0 ai suoi computer ogni giorno una frazione\u00a0 di secondo in pi\u00f9, per arrivare al 30 giugno gi\u00e0 sincronizzata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non mancano le critiche al metodo del <em>Leap Second <\/em>aggiunto e ai rischi che comporta. Stati Uniti, Francia, Germania e Italia vorrebbero dismetterlo, mentre la Gran Bretagna \u00e8 la capofila dei Paesi che intendono mantenerlo, forse anche per ragioni di bandiera. Tanto per cambiare! Infatti il mancato aggiornamento degli orologi atomici e il ritardo che si accumulerebbe renderebbe obsoleto il cosiddetto Tempo Medio di Greenwich (GMT) adottato nel lontano 1847.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora disinteressiamoci delle questioni tecnico-scientifiche e torniamo a valutare l\u2019aspetto umano, oltre che etico, di questo benedetto secondo in pi\u00f9. \u00c8 proprio importante, vi chiederete? Lo \u00e8. Anche se lo mettiamo a confronto con i gravi problemi del momento quale, tra tutti, l\u2019irresponsabile policy del Governo nell\u2019affrontare e risolvere l\u2019emergenza immigrazione? Anche! Perch\u00e9 quel secondo in pi\u00f9 serve a richiamare la nostra attenzione sull\u2019importanza del Tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprimeva <strong>Petrarca<\/strong>, nelle <em>Epistole<\/em>: \u00ab<em>Vorrei poter dire di non aver perduto nessun giorno: ne ho persi molti, invece, e purtroppo anni interi! Ma non temo di dir questo, che, per quanto mi ricordi, non ho perduto un giorno senza averne coscienza. Il tempo non mi \u00e8 sfuggito, ma mi \u00e8 stato strappato: sicch\u00e9 anche in mezzo ai lacci delle occupazioni o all\u2019ardore dei piaceri, io dicea: \u201cAhim\u00e8! Mi \u00e8 sottratto questo giorno, che non torner\u00e0 pi\u00f9\u201d\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0 <\/em>Perci\u00f2 il prossimo 30 giugno \u00ad se mi \u00e8 consentito un consiglio \u00ad concentratevi su quel secondo in pi\u00f9. E tenete presente che se non vi cambier\u00e0 la vita, certamente ve la far\u00e0 apprezzare di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quante volte al giorno conferiamo al \u201csecondo\u201d (inteso come il minuto secondo degli orologi) uno spazio temporale obiettivamente sproporzionato? Quante volte promettiamo a noi stessi o rassicuriamo gli altri sul fatto che, in un secondo, si riuscir\u00e0 a fare ci\u00f2 che si \u00e8 disatteso in un\u2019ora, se non addirittura in un\u2019intera giornata? 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