{"id":46732,"date":"2015-07-06T14:04:27","date_gmt":"2015-07-06T12:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=46732"},"modified":"2015-07-06T13:16:02","modified_gmt":"2015-07-06T11:16:02","slug":"venerdi-10-giuseppe-schillaci-presenta-a-francavilla-il-libro-leta-definitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/venerdi-10-giuseppe-schillaci-presenta-a-francavilla-il-libro-leta-definitiva\/","title":{"rendered":"Venerd\u00ec 10 Giuseppe Schillaci presenta a Francavilla il libro &#8220;L&#8217;Et\u00e0 definitiva&#8221;"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/locandina_web_schillaci.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-46733 alignleft\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/locandina_web_schillaci-212x300.png\" alt=\"locandina_web_schillaci\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/locandina_web_schillaci-212x300.png 212w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/locandina_web_schillaci-724x1024.png 724w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/locandina_web_schillaci.png 842w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Venerd\u00ec 10 luglio, alle 20, la Libreria Francavillese ospita Giuseppe Schillaci per la presentazione del suo secondo romanzo, &#8220;L&#8217;et\u00e0 definitiva&#8221; (LiberAria). Intervengono con l\u2019autore Giorgia Antonelli (editore di LiberAria) e Davide Sportillo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Il romanzo<\/strong><\/div>\n<div>&#8220;L&#8217;et\u00e0 definitiva&#8221; \u00e8 ambientato principalmente a Palermo, nella borgata di Brancaccio, dove la mafia \u00e8 una presenza spettrale e invasiva: non si vede, ma si odora. La maggior parte delle vicende si concentra nel biennio 2011-2012 ma il 1992, anno delle stragi di Falcone e di Borsellino, ritorna spesso nella narrazione come trauma personale e collettivo. In tutto il romanzo, il ventennio 1992-2012 si rivela infatti un periodo di passaggio cruciale in cui l\u2019umanit\u00e0 galleggia, in attesa di una nuova era o di un abisso definitivo. Il protagonista si chiama Nico Chimenti e racconta, in prima persona, la storia della morte del suo gemello Leo, \u201cil Conte\u201d (esplicito riferimento al Conte Mascetti dell\u2019indimenticabile film &#8220;Amici miei&#8221; di Mario Monicelli). Nico Chimenti \u00e8 un trentenne ferito, lacerato dall\u2019assurdo che lo circonda, un po\u2019 come &#8220;Lo straniero&#8221; di Albert Camus. Il passaggio all\u2019et\u00e0 adulta per lui non \u00e8 ancora avvenuto e<\/div>\n<div>si compie mentre tutto torna ossessivamente all\u2019anno della morte del gemello, il 1992, quando Nico e Leo avevano tredici anni: i compagni di scuola, la musica e il pallone, le prime ragazze. Da questo passato inquieto riemergono i ricordi, i misteri e i segreti di famiglia che cambieranno per sempre le sorti del protagonista. Attraverso flashback ed ellissi, la narrazione scorre e affonda in un passato labirintico, una storia di famiglia e violenza raccontata con i toni del grottesco e del paradosso.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La vicenda inizia quando Nico torna a Palermo per il breve periodo delle vacanze di Natale. Nella casa di famiglia ricomincia per lui un dialogo con Palermo e con quello che rimane della sua famiglia, soprattutto la madre Doris: una donna d\u2019origine tedesca, immalinconita dalla vita al punto da farne una malattia. Nel frattempo, grazie all\u2019aiuto di un vecchio compagno di scuola, Nico prova a restare in Sicilia, riscoprendone le sue bellezze. Ma nonostante la dolcezza dell\u2019Iris (il tipico dolce palermitano che Nico addenta ogni mattina, prima del lavoro), la permanenza del<\/div>\n<div>protagonista sull\u2019isola si rivela fallimentare.<\/div>\n<div>Il mondo narrativo di questo romanzo ruota intorno all\u2019idea che ognuno di noi abbia un\u2019et\u00e0 definitiva: L\u2019assunto \u00e8 banale: ogni uomo e ogni donna appartiene a un anno preciso, un tempo perfetto, in cui il proprio volto \u00e8 realmente suo; per il resto della vita, ognuno non fa che inseguire quell\u2019et\u00e0 o rimpiangerla: ecco, quindi, la donna col viso dei dodici anni, le gote gonfie e indecise, lo sguardo n\u00e9 infantile n\u00e9 adulto, condannato ai dodici anni e costretto ad andare oltre; oppure il bambino col broncio del quarantaduenne, l\u2019espressione disillusa tra gli occhiali e il labbro, la noia per lo sgocciolio del tempo. Giuseppe Schillaci mescola bene i tempi e le atmosfere del nomadismo individuale contemporaneo e restituisce un dipinto cinematografico dell\u2019Italia in particolare di Palermo e di Roma: simboli del decadimento ma anche della rassegnata ricerca di radici.<\/div>\n<div>La sua scrittura, matura e al tempo stesso svelta, mimetizza la voce del protagonista con le voci di un\u2019Italia che si frantuma e si sfalda in una miriade di mondi irreali, di sogni e di incubi, di delusioni e di solitudini e in cui l\u2019amore sembra l\u2019unica salvezza ma alla fine si rivela un\u2019illusione, come tutto il resto: Le isole non stanno da sole, le isole si cercano, tendono a mettersi insieme, e quindi fanno gli arcipelaghi, come delle costellazioni. Infatti neanche le stelle, nel cielo, stanno da sole. Per\u00f2 questo \u00e8 un altro discorso.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>L&#8217;autore<\/strong><\/div>\n<div>Giuseppe Schillaci vive tra Palermo e Parigi, dove lavora come regista e autore cinematografico. Attualmente \u00e8 rappresentato dall\u2019agenzia letteraria \u201cLoredana Rotundo\u201d. Nel 2010 \u00e8 uscito il suo primo romanzo, &#8220;L\u2019anno delle ceneri&#8221; per Nutrimenti, candidato al Premio Strega 2010 e finalista al Premio John Fante 2011, per il quale \u00e8 stato segnalato da Il Sole 24 Ore tra i migliori scrittori italiani under 40. Nel 2011 alcuni suoi racconti sono pubblicati sulle riviste Nazione Indiana, Italia Magazine, Sud, Atti Impuri, e tradotti in portoghese dalla brasiliana MundoMundano. Dal 2014, \u00e8 redattore del litblog Nazione Indiana. Regista e produttore di film documentari tra cui: The Cambodian Room (Premio Speciale della Giuria al Torino Film Festival 2009); Cosmic Energy (Toronto Hot Docs 2011) e Apolitics Now! (Miglior Documentario Italian Cinema London 2014).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8212;<\/div>\n<div>Libreria Francavillese S.a.s<\/div>\n<div>C.so Garibaldi, 15<\/div>\n<div>Francavilla Fontana<\/div>\n<div>72021 \u00b7 BR<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 10 luglio, alle 20, la Libreria Francavillese ospita Giuseppe Schillaci per la presentazione del suo secondo romanzo, &#8220;L&#8217;et\u00e0 definitiva&#8221; (LiberAria). Intervengono con l\u2019autore Giorgia Antonelli (editore di LiberAria) e Davide Sportillo. Il romanzo &#8220;L&#8217;et\u00e0 definitiva&#8221; \u00e8 ambientato principalmente a Palermo, nella borgata di Brancaccio, dove la mafia \u00e8 una presenza spettrale e invasiva: non si vede, ma si odora. La maggior parte delle vicende si concentra nel biennio 2011-2012 ma il 1992, anno delle stragi di Falcone e di Borsellino, ritorna spesso nella narrazione come trauma personale e collettivo. In tutto il romanzo, il ventennio 1992-2012 si rivela infatti un periodo di passaggio cruciale in cui l\u2019umanit\u00e0 galleggia, in attesa di una nuova era o di un abisso definitivo. Il protagonista si chiama Nico Chimenti e racconta, in prima persona, la storia della morte del suo gemello Leo, \u201cil Conte\u201d (esplicito riferimento al Conte Mascetti dell\u2019indimenticabile film &#8220;Amici miei&#8221; di Mario Monicelli). 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