{"id":50764,"date":"2015-04-18T13:24:31","date_gmt":"2015-04-18T11:24:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=50764"},"modified":"2015-09-02T16:43:33","modified_gmt":"2015-09-02T14:43:33","slug":"a-place-to-bury-strangers-transfixiation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/a-place-to-bury-strangers-transfixiation\/","title":{"rendered":"A Place To Bury Strangers &#8211; Transfixiation"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Etichetta: Dead Oceans<\/p>\n<p align=\"justify\">Genere: shoegaze\/noise<\/p>\n<p align=\"justify\">Gli A Place To Bury Strangers giungono al quarto capitolo della loro rumorosa discografia. La band newyorkese si impose all&#8217;attenzione dei critici nel 2007 con l&#8217;esordio omonimo, proponendo un aggressivo e frastornante connubio fra noise, shoegaze e post-punk. Ascoltando gli A Place To Bury Strangers la prima cosa che salta immediatamente all&#8217;orecchio \u00e8 la mole di distorsione ed effetti di cui si carica la chitarra del frontman Oliver Ackermann, vero e proprio deus ex machina del sound della band, in tutti i sensi, essendo anche un abile costruttore di effetti a pedale per chitarra. Ackermann \u00e8 infatti il proprietario della Death By Audio, una boutique di effettistica che vanta clienti eccellenti del calibro di The Edge degli U2. L&#8217;artigiano\/chitarrista\/vocalist ha riversato tutta la sua passione per l&#8217;elettronica nell&#8217;elaborazione di un sound fortemente saturo e stratificato, come se <i>White Light White Heat <\/i>venisse suonato dalla versione indemoniata dei Jesus And Mary Chain.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il nuovo <i>Transfixiation<\/i> \u00e8 un album conservatore (stilisticamente parlando) che presenta per\u00f2 delle piccole novit\u00e0, merito soprattutto del cantato di Ackermann che accantona l&#8217;approccio monotonale che gli era valso pi\u00f9 di qualche critica. L&#8217;iniziale &#8220;Supermaster&#8221; spiazza per la sua inusitata leggerezza, quasi a voler suggerire un cambio di rotta ed uno smorzamento del sound. Falso indizio spazzato via dall&#8217;assalto di &#8220;Straight&#8221; e &#8220;Deeper&#8221; dove le distorsioni tornano in primo piano, assistite da una sezione ritmica tipicamente post-punk che ha il grande merito di non fungere da semplice accompagnatrice, merito anche del lavoro in fase di produzione che contribuisce a tenere tutti i volumi dei vari strumenti sullo stesso livello. Filling the Void&#8221;, &#8220;I\u2019m So Clean&#8221; e &#8220;Love High&#8221; sono i brani pi\u00f9 rappresentativi dell&#8217;album, con i loro assalti sonici al fulmicotone ed una rinnovata voglia di sparare nelle orecchie dell&#8217;ascoltatore tonnellate di rumore. Perch\u00e9 \u00e8 di questo che stiamo parlando. Gli A Place To Bury Strangers sono un gruppo rumorosissimo, i feedback, la poca intelligibilit\u00e0 di alcuni passaggi o la voce sommersa dai suoni pi\u00f9 disparati non sono difetti di produzione o prodotti della scarsa perizia tecnica, ma effetti voluti, veri e propri marchi di riconoscimento.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sul fronte dell&#8217;innovazione invece l&#8217;album mostra decisamente poco da segnalare eccezion fatta, come detto in precedenza, per la voce di Ackermann, che opta per un registro leggermente pi\u00f9 vario. <i>Transfixiation <\/i>non \u00e8 certamente il disco della svolta, ma la riproposizione di uno stile indissolubilmente associato al nome del gruppo. Chi gi\u00e0 conosce gli A Place To Bury Strangers ed apprezza il loro stile pu\u00f2 schiacciare il tasto play con il sorriso sulle labbra, quanti invece speravano in una svolta rimarranno delusi.<\/p>\n<p align=\"right\"><b>James Lamarina<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Etichetta: Dead Oceans Genere: shoegaze\/noise Gli A Place To Bury Strangers giungono al quarto capitolo della loro rumorosa discografia. La band newyorkese si impose all&#8217;attenzione dei critici nel 2007 con l&#8217;esordio omonimo, proponendo un aggressivo e frastornante connubio fra noise, shoegaze e post-punk. Ascoltando gli A Place To Bury Strangers la prima cosa che salta immediatamente all&#8217;orecchio \u00e8 la mole di distorsione ed effetti di cui si carica la chitarra del frontman Oliver Ackermann, vero e proprio deus ex machina del sound della band, in tutti i sensi, essendo anche un abile costruttore di effetti a pedale per chitarra. Ackermann \u00e8 infatti il proprietario della Death By Audio, una boutique di effettistica che vanta clienti eccellenti del calibro di The Edge degli U2. L&#8217;artigiano\/chitarrista\/vocalist ha riversato tutta la sua passione per l&#8217;elettronica nell&#8217;elaborazione di un sound fortemente saturo e stratificato, come se White Light White Heat venisse suonato dalla versione indemoniata dei Jesus And Mary Chain. 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