{"id":50958,"date":"2015-09-04T15:00:19","date_gmt":"2015-09-04T13:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=50958"},"modified":"2015-09-07T16:04:21","modified_gmt":"2015-09-07T14:04:21","slug":"barocco-festival-a-san-vito-i-mottetti-sacri-di-leonardo-leo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-a-san-vito-i-mottetti-sacri-di-leonardo-leo\/","title":{"rendered":"Barocco Festival: a San Vito i mottetti sacri di Leonardo Leo"},"content":{"rendered":"<p>Il \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb riprende il suo filo di concerti e lo fa in tema con il format di questa XVIII edizione, che alterna appuntamenti musicali a momenti di studio e di approfondimento: e cos\u00ec, dalla sala conferenze si torna ancora a quella musicale. Di nuovo protagonista, domenica 6 settembre alle ore 21, il Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, sede del concerto \u00abDivine bellezze. I mottetti sacri di Leonardo Leo\u00bb. L\u2019orchestra baroque \u00abLa Confraternita de\u2019 Musici\u00bb accompagna Paolo Lopez, sopranista tra i pi\u00f9 celebri al mondo, per eseguire tre mottetti sacri del caposcuola di San Vito dei Normanni, proposti in prima esecuzione moderna e oggetto di una registrazione discografica. Nell\u2019ensemble anche un primo violino d\u2019eccezione, Francesco D\u2019Orazio, apprezzato specialista di violino barocco e contemporaneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nI mottetti sacri traggono ispirazione dai testi biblici, al punto che in un dato periodo storico, dalla seconda met\u00e0 del Seicento fino agli inizi dell\u2019Ottocento, la musica supera le arti figurative nel divenire interprete della Bibbia. Ma la vita musicale napoletana nel XVIII secolo, cos\u00ec come in ogni altra epoca della sua storia, si svolge in una mescolanza di sacro e profano, come testimoniano diversi studi che hanno approfondito la \u201cspettacolarit\u00e0\u201d napoletana.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCos\u00ec, la forma compositiva del mottetto porta gradualmente a privilegiare i testi in latino sempre meno aderenti alle Scritture. Scorrendo i cataloghi delle opere dei compositori di quel secolo si osserva che se agli inizi ancora erano riportati testi dei salmi, o di parti di messa da musicare in forma di mottetto secondo lo stile antico, pi\u00f9 avanti si vanno diffondendo testi rimaneggiati con un latino ibrido che creano forte disappunto fra le alte sfere ecclesiastiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nDisappunto che culmina in un decreto patriarcale, siamo nel 1628, con il quale la Chiesa fa viva raccomandazione affinch\u00e9 non fosse permesso \u00abche nelle [&#8230;] Chiese, Oratorij, o Capelle, nelle Musiche che si faranno si cantino altre parole, che quelle della Sacra scrittura admesse dalla Santa Chiesa Cattolica Romana\u00bb. Si giunge in questo modo alla proibizione di \u00abcantar parole inventate da nuovo, et non descritte sopra Libri Sacri\u00bb. Ma i divieti poco valgono ad arginare il fenomeno e a Napoli, come a Venezia, si diffondono presto i mottetti allegorici, che evocano suggestioni teatrali. In effetti col tempo i mottetti, scritti per cappelle e confraternite e non pi\u00f9 vincolati ai testi liturgici, decadono contestualmente al predominio preso dall\u2019opera teatrale, tantoch\u00e9 nell\u2019Ottocento non vi \u00e8 quasi pi\u00f9 differenza con le arie melodrammatiche e con le romanze.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nTra il 1719 e il 1744, anno della sua morte, Leonardo Leo scrive oltre centotrenta lavori destinati al servizio divino, di questo periodo fanno parte i tre mottetti che saranno eseguiti nel corso della serata nel Chiostro dei Domenicani:\u00a0\u00abCessat vani fragores\u00bb,\u00a0\u00abPrata colles plante flores\u00bb,\u00a0\u00abIn summo coeli trhono\u00bb, quest\u2019ultimo mutilo e datato\u00a0aprile 1728. Nelle due fughe emerge il Leo didatta, quello che risale alla carica di primo maestro in due dei quattro conservatori, Sant\u2019Onofrio a Capuana e, negli ultimi anni della sua carriera, alla Piet\u00e0 de\u2019 Turchini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DIVINE BELLEZZE<br \/>\nI mottetti sacri di Leonardo Leo<\/p>\n<p>Paolo Lopez\u00a0sopranista<\/p>\n<p>Orchestra barocca<br \/>\nLa Confraternita de\u2019 Musici<br \/>\ndirettore al cembalo Cosimo Prontera<\/p>\n<p>violino principale\u00a0Francesco D\u2019Orazio<br \/>\nviolino secondo\u00a0Cristiano Brunella<br \/>\nviola\u00a0Francesco Masi<br \/>\nvioloncello\u00a0Claudio Mastrangelo<br \/>\ntiorba\u00a0Giuseppe Petrella<br \/>\ncontrabbasso\u00a0Maurizio Ria<\/p>\n<p>Prima esecuzione in tempi moderni<\/p>\n<p>Si comincia alle ore 21.00<br \/>\nDurata: 60 minuti<br \/>\nIngresso gratuito<br \/>\nInfo: baroccofestival.it &#8211; 347 0604118<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ufficio Stampa \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb riprende il suo filo di concerti e lo fa in tema con il format di questa XVIII edizione, che alterna appuntamenti musicali a momenti di studio e di approfondimento: e cos\u00ec, dalla sala conferenze si torna ancora a quella musicale. Di nuovo protagonista, domenica 6 settembre alle ore 21, il Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, sede del concerto \u00abDivine bellezze. I mottetti sacri di Leonardo Leo\u00bb. L\u2019orchestra baroque \u00abLa Confraternita de\u2019 Musici\u00bb accompagna Paolo Lopez, sopranista tra i pi\u00f9 celebri al mondo, per eseguire tre mottetti sacri del caposcuola di San Vito dei Normanni, proposti in prima esecuzione moderna e oggetto di una registrazione discografica. Nell\u2019ensemble anche un primo violino d\u2019eccezione, Francesco D\u2019Orazio, apprezzato specialista di violino barocco e contemporaneo. &nbsp; I mottetti sacri traggono ispirazione dai testi biblici, al punto che in un dato periodo storico, dalla seconda met\u00e0 del Seicento fino agli inizi dell\u2019Ottocento, la musica supera le arti figurative nel divenire interprete della Bibbia. 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