{"id":52080,"date":"2015-09-21T10:25:20","date_gmt":"2015-09-21T08:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=52080"},"modified":"2015-09-21T10:26:03","modified_gmt":"2015-09-21T08:26:03","slug":"ambiente-il-rischio-di-un-ingannevole-parodosso-di-ernesto-musio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ambiente-il-rischio-di-un-ingannevole-parodosso-di-ernesto-musio\/","title":{"rendered":"Ambiente, il rischio di un ingannevole parodosso. Di Ernesto Musio"},"content":{"rendered":"<p>Esiste una nemesi della storia ambientale brindisina che obbliga a vincere l\u2019esitazione a mettere in guardia dal rischio paradossale che proprio i dati del pregevole lavoro della ASL di Brindisi sullo stato di salute della popolazione della provincia di Brindisi, appagando l\u2019aspettativa a lungo inseguita di una conoscenza pi\u00f9 \u201cscientifica\u201d sulla condizione sanitaria del territorio, possano silenziosamente scivolare (o fatti scivolare) in quella rassicurante dimensione nella quale la politica e le istituzioni si sentano in qualche modo \u201cassolte\u201d dall\u2019intraprendere e\/o dal proseguire le azioni necessarie fin dagli anni \u201880\/\u201990 al disinquinamento e al risanamento dell\u2019area a rischio di crisi ambientale (e sanitaria), nonch\u00e8 a rischio di incidente rilevante, e per questo Sito di Interesse Nazionale, che \u00e8 per lo Stato Brindisi. N\u00e9 pi\u00f9 e n\u00e9 meno di Taranto, anche se le evidenze epidemiologiche non sono quelle del rione Tamburi!<br \/>\nQuesti dati, con l\u2019asettica ma ingenerosa sinteticit\u00e0 dei numeri, registrano, dal 2011 al 2014, una incidenza decrescente di mortalit\u00e0 per patologie legate al sistema circolatorio, per i tumori e per quelle legate all\u2019apparato respiratorio, con criticit\u00e0 crescenti e pi\u00f9 specifiche nell\u2019area a rischio.<br \/>\n\u201cHo l\u2019impressione che rispetto a questi dati ci sia una attesa \u201cmessianica\u201d, quasi che i dati sanitari debbano evidenziare necessariamente i danni derivanti dall\u2019inquinamento ambientale e debbano produrre le decisioni che non siamo stati capaci di prendere sinora: un errore grossolano perch\u00e9 \u00e8 vero che siamo tutti esposti all\u2019inquinamento, ma ci sono settori di popolazione che lo sono pi\u00f9 di altri e, quindi, patiscono di pi\u00f9. Ma sono cos\u00ec piccoli che ad uno sguardo di insieme sfuggono. Il recente studio del CNR sul particolato secondario da Cerano stima da 7 a 44 decessi annuali attribuiti su una popolazione di 1 milione e 200 mila abitanti. Un danno che pu\u00f2 essere solo stimato, ma che non verr\u00e0 mai fuori da uno studio macroscopico come la Relazione sullo Stato di salute. L\u2019errore consiste nell\u2019attendere evidenze di danno, quando si sa che ci\u00f2 a cui si espongono alcune parti della popolazione \u2013benzene, particolato, mercurio, metalli- \u00e8 sicuramente nocivo\u201d.<br \/>\nE\u2019 ci\u00f2 che ho sempre pensato, ma acquista ben altra rilevanza se questa ovvia riflessione viene fatta, come sopra, da un primario radio-oncologo come Maurizio Portaluri, una delle personalit\u00e0, tra altre, pi\u00f9 limpide e affidabili della cittadinanza attiva dell\u2019ambientalismo brindisino.<br \/>\nDel resto, quando i \u201cragazzi del 96\u201d come me spinsero a redarre una storica Convenzione che sarebbe divenuta il simbolo dell\u2019ambientalismo nostrano, perch\u00e9 dava soluzione alle compatibilit\u00e0 ambientali (salvaguardando tutti gli occupati) necessarie al territorio, coinvolgente l\u2019insieme dell\u2019apparato industriale, tramite un monitoraggio globale permanente, non aspettarono n\u00e9 presero a base dati epidemiologici, (anche se l\u2019OMS e diverse indagini rilevavano gi\u00e0 allora crescenti criticit\u00e0 sanitarie), ma si mossero in virt\u00f9 di quell\u2019elementare principio di precauzione che intendeva prevenire pi\u00f9 gravi impatti ambientali, rispetto a quelli gi\u00e0 esistenti, in una piccolissima area che ospitava un imponente complesso industriale chimico ed energetico, altamente inquinanti. Ci guid\u00f2 quel ragionevole buon senso che solo l\u2019avventatezza giovanile riusc\u00ec a superare le resistenze sistemiche che si ripresero subitamente la rivincita \u2013come Nemesis,\u201d la dea punitrice di quanto, eccedendo la giusta misura, turba l\u2019ordine dell\u2019universo\u201d-, sabotando quella Convenzione appena entrata in vigore, con le conseguenze ambientali, sanitarie e occupazionali odierne!<br \/>\nQuindi, se Brindisi, Cellino San Marco, San Pietro Vernotico e Torchiarolo delineano un quadro sanitario pi\u00f9 compromesso\u2026 \u201dSe questi Comuni \u2013 continua Portaluri- fanno parte di un\u2019area a rischio che include un sito di interesse nazionale da bonificare (Sin), un pericolo ci sar\u00e0. Non so se compromesso sia il termine giusto.<\/p>\n<p>Negli anni 80\u2019 Brindisi e l\u2019area a rischio avevano una mortalit\u00e0 per tutte le cause e per tumori superiori a quella nazionale. Allora s\u00ec il quadro sanitario era compromesso, ma non si fece nulla ugualmente. Compromessi sono il suolo e le falde del Sin , come dimostrano le caratterizzazioni. Impatto sanitario vuol dire che qualche uomo e qualche donna in pi\u00f9 si ammalano e muoiono per l\u2019inquinamento e per le emissioni nocive anche quando si rispettano i limiti di legge. Se i nostri rappresentanti istituzionali prenderanno coscienza di questa verit\u00e0, senza delegare all\u2019epidemiologia decisioni che non pu\u00f2 assumere, probabilmente assisteremo ad un miglioramento della situazione ambientale e sanitaria\u201d.<br \/>\nE per\u00f2 accade anche ai giorni nostri che se, come nel \u201996, nelle aule parlamentari viene riproposta la \u201ccoscienza di questa verit\u00e0\u201d da una onorevole del territorio, anche con il contributo citato dello stesso Maurizio Portaluri, con una interpellanza che ripropone all\u2019attenzione del Governo la questione ambientale brindisina nella sua globalit\u00e0, affinch\u00e8 si riaccendano, dopo 18 anni, i riflettori nazionali, quella nemesi sistemica mai dormiente reagisce ora con veemenza ora con iniziative che fanno indirizzare lo sguardo verso i singoli alberi, distogliendolo dalla foresta del grandioso accumulo degli inquinanti e delle loro sorgenti nella loro totalit\u00e0, che costituisce la vera peculiarit\u00e0 della questione ambientale brindisina, e che va affrontata perci\u00f2 nel suo insieme.<br \/>\nLa verit\u00e0 pi\u00f9 vera, anch\u2019essa paradossale, \u00e8 che la tutela ambientale brindisina non \u00e8 mai stata una \u201cquestione ambientale\u201d in s\u00e9 e per s\u00e8, in quanto l\u2019universo intero ha sempre saputo fin dagli anni 80\/90 che questo territorio, appositamente dichiarato allora area a rischio, andava disinquinato, senza aggiungere nemmeno un grammo di inquinamento in pi\u00f9, e che per esso andava riavviato uno sviluppo pi\u00f9 sostenibile \u2013cose tutte compendiate nella Convenzione del \u201996, che non riguardava solo il polo energetico, come ci racconta anche il protocollo aggiuntivo a quella Convenzione, convenuto con lo stesso Governo.<br \/>\nIn verit\u00e0, la questione ambientale brindisina \u00e8 sempre stata \u201cuna questione politica\u201d, tutta politica, che ha innestato nel corso di questi decenni una lotta titanica tra chi voleva cambiare verso con l\u2019ottimismo dell\u2019intelligenza, soccombendo, e il vincente pessimismo della volont\u00e0 di chi ha coltivato la conservazione del nostro infelice esistente.<br \/>\nLa sistematicit\u00e0 della nemesi brindisina, in servizio permanente, si \u00e8 dimostrata invincibile con le generose volont\u00e0 dei singoli, n\u00e8 la si commuove e smuove con le continue evidenze ambientali e sanitarie, per ultime quelle benemerite della Asl.<br \/>\nSe la questione ambientale brindisina \u00e8 una questione politica e di sistema, come ritengo, \u00e8 risolvibile solo con una rigenerazione radicale, una catarsi del sistema politico brindisino, con l\u2019avvento di una nemesi dell\u2019interesse generale capace di porre fine alla nemesi degli interessi particolari, finora dominante, di impedire a un presente eternamente attaccato al passato di continuare a mangiarsi il futuro.<br \/>\n<strong>Ernesto Musio<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste una nemesi della storia ambientale brindisina che obbliga a vincere l\u2019esitazione a mettere in guardia dal rischio paradossale che proprio i dati del pregevole lavoro della ASL di Brindisi sullo stato di salute della popolazione della provincia di Brindisi, appagando l\u2019aspettativa a lungo inseguita di una conoscenza pi\u00f9 \u201cscientifica\u201d sulla condizione sanitaria del territorio, possano silenziosamente scivolare (o fatti scivolare) in quella rassicurante dimensione nella quale la politica e le istituzioni si sentano in qualche modo \u201cassolte\u201d dall\u2019intraprendere e\/o dal proseguire le azioni necessarie fin dagli anni \u201880\/\u201990 al disinquinamento e al risanamento dell\u2019area a rischio di crisi ambientale (e sanitaria), nonch\u00e8 a rischio di incidente rilevante, e per questo Sito di Interesse Nazionale, che \u00e8 per lo Stato Brindisi. 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