{"id":52776,"date":"2015-10-01T11:04:32","date_gmt":"2015-10-01T09:04:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=52776"},"modified":"2015-10-01T11:04:32","modified_gmt":"2015-10-01T09:04:32","slug":"riesame-aia-cerano-le-proposte-operative-del-forum-ambiente-salute-e-sviluppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/riesame-aia-cerano-le-proposte-operative-del-forum-ambiente-salute-e-sviluppo\/","title":{"rendered":"Riesame Aia Cerano: le proposte operative del &#8220;Forum Ambiente Salute e Sviluppo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta sottoscritta da Giovanni Caputo, Michele Di Schiena, Doretto Marinazzo e Maurizio Portaluri (del FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO) inviata al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente della Regione Puglia ed al Sindaco di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oggetto: riesame dell\u2019AIA per la Centrale Enel di Cerano (Brindisi): proposte operative.<\/strong><\/p>\n<p>Apprendiamo dalla stampa dell\u2019interesse dell\u2019Amministrazione Comunale di Brindisi a svolgere un ruolo attivo nel procedimento di riesame dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale (AIA) per la Centrale Enel di Cerano. Negli ultimi mesi, la Centrale \u00e8 stata oggetto dell\u2019attenzione di istituzioni di controllo e di ricerca regionali e nazionali. Infatti, diverse istituzioni hanno pubblicato rapporti scientifici sull\u2019impatto e sul danno causato dalla Centrale e presentato le stesse anche a Brindisi in occasione di un Convegno promosso da Asl ed Arpa il 14 settembre scorso. In questo documento, passiamo brevemente in rassegna le conclusioni che se ne possono trarre e formuliamo alcune proposte operative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Valutazione del Danno Sanitario di ARPA, ASL e ARES<\/strong><\/p>\n<p>Nella VDS gli autori svolgono quello che in gergo \u00e8 definito un risk assessment (RA, valutazione del rischio). Con questa valutazione gli autori stimano, infatti, il rischio di sviluppare il cancro per via inalatoria; e un indice di rischio per malattie respiratorie.<br \/>\nLa VDS ha stimato, dunque, i danni delle sostanze cancerogene contenute nel cosiddetto particolato primario. Gli autori hanno stimato per la stessa tipologia di emissione anche il rischio non-cancerogeno. Con riferimento al solo rischio cancerogeno e valutando solo il particolato primario e le emissioni prodotte dall\u2019erosione eolica del parco carbonile, dalla movimentazione, dal traffico e dalle attivit\u00e0 portuali, ARPA, ASL e ARES rilevano un rischio cancerogeno di 0,3\/10000 esposti e un rischio non-cancerogeno che riporta l&#8217;esistenza di un pericolo in quanto i dati sanitari risultano in eccesso rispetto al riferimento assunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019articolo di Mangia e altri del Cnr<\/strong><br \/>\nGli autori hanno seguito un approccio differente, la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario (VIIAS); hanno utilizzato coefficienti di rischio che pervengono non da studi su animali ma da studi su persone e, nel caso specifico, da studi epidemiologici svolti sulle popolazioni esposte a concentrazioni di particolato (PM2.5). Nell\u2019articolo hanno stimato l\u2019impatto sia del particolato primario emesso dal camino della Centrale sia del particolato secondario che si forma anche a diverse decine di chilometri dal camino (elemento non presente nella VDS). Infine, gli autori hanno calcolato i morti, per qualsiasi causa e dunque non solo per cancro, attribuibili a questo inquinamento (particolato primario + particolato secondario) sulla base delle morti che realmente si sono verificate nell\u2019area in studio, comprendente 120 comuni delle province di Brindisi Lecce e Taranto, nell\u2019anno di studio (2006).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alcune considerazioni critiche<\/strong><br \/>\n\u00c8 evidente, anche per i non addetti ai lavori, il diverso approccio contenuto nell\u2019articolo dei ricercatori del Cnr. Con questo approccio, noto e contemplato in documenti scientifici internazionali ed anche in linee guida nazionali (http:\/\/www.arpa.puglia.it\/c\/document_library\/get_file?uuid=77bd266a-e369-4822-bd91-6c9f7f35fb2f&amp;groupId=13879), i ricercatori del Cnr ci consentono di spostare l&#8217;attenzione su ci\u00f2 che realmente \u00e8 di interesse per la salvaguardia della salute pubblica e cio\u00e8 gli eventi sanitari, nel caso specifico i decessi, attribuibili alla centrale. Quest\u2019approccio consente, dunque, un&#8217;altra importante operazione: il considerare quale limite da prescrivere alla Centrale un limite ambientale di concentrazioni delle sostanze emesse ai camini derivato da un limite di tipo strettamente sanitario e cio\u00e8, per l\u2019appunto, il numero massimo di decessi attribuibili che la comunit\u00e0 \u00e8 disposta a tollerare. Questo comporta un cambiamento di paradigma culturale e rimette al centro della AIA il concetto di accettabilit\u00e0 del rischio da parte delle popolazioni e dei rappresentanti istituzionali delle medesime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Proposte operative<\/strong><br \/>\nTenuto conto che:<br \/>\n1) l&#8217;AIA deve ubbidire alla riduzione del danno ambientale e sulla salute (direttiva IPPC) utilizzando non solo tutte le tecnologie disponibili ma anche tutte le conoscenze disponibili;<br \/>\n2) la valutazione realizzata nell&#8217;articolo dei ricercatori del Cnr \u00e8 limitata alle emissioni al camino di particolato ed alle emissioni gassose (NOx e SO2) che sono precursori di particolato secondario;<br \/>\n3) la valutazione dei ricercatori del Cnr stima un solo esito sanitario, i decessi per tutte le cause non-accidentali, sul lungo termine e, quindi, rappresenta un danno &#8220;di minima&#8221; perch\u00e9 non si considerano malattie, acute e croniche, attribuibili alle emissioni della centrale;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>la proposta consiste nel basare le indicazioni di contenimento delle emissioni sullo schema suggerito dai ricercatori del Cnr ed integrato con valutazioni di rischio che contemplino altri e\/o specifici esiti sanitari avversi, altre sostanze inquinanti, altri comparti ambientali &#8211; quali acqua e suolo &#8211; ed altre vie di esposizione, per esempio i prodotti agricoli che risentono delle ricadute degli inquinanti provenienti dalla centrale.<br \/>\nQuesto schema prevede la necessit\u00e0 di esplicitare, prima dell\u2019analisi, il numero di eventi sanitari stimabili che si ritengono accettabili e da questi, a ritroso, ricavare una configurazione delle emissioni con esso compatibili.<br \/>\nInoltre, essendo la stima intrinsecamente incerta, si deve decidere prima se essere conservativi fino al punto di rilasciare solo autorizzazioni che salvaguardino pienamente la salute pubblica. Nel caso auspicabile che si propenda per misure di massima salvaguardia, si devono utilizzare tra le ipotesi fatte per realizzare il procedimento, quelle che realizzano lo scenario peggiore in termini di esiti sanitari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Operativamente, si propone di:<\/strong><br \/>\n&#8211; integrare, nel procedimento di revisione dell&#8217;AIA, la procedura fin qui descritta;<br \/>\n&#8211; di decidere in primis una soglia di accettabilit\u00e0 dell&#8217;esito sanitario in esame sull&#8217;area geografica esposta (p.es. il rischio di un decesso all&#8217;anno? 10? 100?);<br \/>\n&#8211; da questa soglia, derivare il regime emissivo compatibile con l\u2019impatto ritenuto accettabile.<br \/>\n&#8211; sulle emissioni ritenute accettabili, data la pressione ambientale e sanitaria attuale sul territorio, prescrivere forme di compensazione; Queste possono essere emissioni evitate sul territorio attraverso accordi con altri attori (p.es. metanizzazione del trasporto pubblico su gomma) o l\u2019utilizzo di modelli correnti (tra questi per esempio quello dell\u2019Agenzia Ambientale Europea), per stimare le esternalit\u00e0 economiche negative da ripagare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per concludere, si vuole sottolineare che le istruttorie AIA ci paiono la sede pi\u00f9 opportuna per ragionare sul peso ambientale e sanitario delle attivit\u00e0 produttive. La produzione di elettricit\u00e0 dal carbone rimane classificata fra le pi\u00f9 impattanti. Oggi abbiamo il modo di ragionare su malattie e decessi: \u00e8 necessario dunque promuovere modalit\u00e0 di produzione di energia meno nocive e alternative con un programma di medio lungo periodo come \u00e8 avvenuto in altre parti del mondo come per esempio in North Carolina (USA) (<a href=\"http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25046689\">http:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/25046689<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta sottoscritta da Giovanni Caputo, Michele Di Schiena, Doretto Marinazzo e Maurizio Portaluri (del FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO) inviata al Ministro dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Presidente della Regione Puglia ed al Sindaco di Brindisi. &nbsp; Oggetto: riesame dell\u2019AIA per la Centrale Enel di Cerano (Brindisi): proposte operative. 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