{"id":52943,"date":"2015-10-07T09:33:24","date_gmt":"2015-10-07T07:33:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=52943"},"modified":"2015-10-09T19:08:23","modified_gmt":"2015-10-09T17:08:23","slug":"gramsci-antonio-detto-nino-venerdi-9-allex-convento-santa-chiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/gramsci-antonio-detto-nino-venerdi-9-allex-convento-santa-chiara\/","title":{"rendered":"Gramsci Antonio detto Nino: venerd\u00ec 9 all&#8217;ex convento Santa Chiara"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 9 ottobre, alle ore 19.30, presso l\u2019ex convento Santa Chiara (nei pressi di piazza Duomo a Brindisi) LeftBrindisi riprende la sua attivit\u00e0 e, in collaborazione con l&#8217;associazione culturale URA Teatro, presenta<br \/>\n\u201cGramsci Antonio detto Nino\u201d.<\/p>\n<p>Lo spettacolo teatrale di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno \u00e8 realizzato con la collaborazione artistica di Fabrizio Pugliese e la consulenza scientifica di Maria Luisa Righi della fondazione Gramsci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u2026ero un combattente che non ha avuto fortuna nella<\/em><br \/>\n<em> lotta immediata, e i combattenti non possono e non<\/em><br \/>\n<em> devono essere compianti, quando essi hanno lottato<\/em><br \/>\n<em> non perch\u00e9 costretti, ma perch\u00e9 cos\u00ec hanno essi stessi<\/em><br \/>\n<em> voluto consapevolmente.<\/em><br \/>\n<em> Antonio Gramsci<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gobbo. Alto meno di un metro e cinquanta. Una bara sotto il letto.<br \/>\nAppeso a una trave nel tentativo di raddrizzarlo.<br \/>\nDenutrito. Sempre al freddo. Il primo cappotto quasi a trent\u2019anni.<br \/>\nDieci anni in carcere. Cinque giorni di libert\u00e0 prima di morire. Gramsci racconta frammenti della vita di uno degli uomini pi\u00f9 preziosi del Novecento.<br \/>\nVita assolutamente privata: sullo sfondo, e solo sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI e l\u2019internazionale socialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. E l\u2019ombra di Benito Mussolini. In primo piano invece la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente, che vive una disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell\u2019assenza delle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto piccolissimo, il secondo non lo ha nemmeno mai conosciuto. Proprio le bellissime lettere del riccio, sono state il punto di partenza: queste tenerissime epistole per i due bimbi, ai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica, dando il meglio di s\u00e9 come uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo aspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un marito.<br \/>\nIl corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari \u00e8 un capolavoro di umanit\u00e0, etica, onest\u00e0 spirituale e sofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in teatro \u00e8 avventura sorprendente.<\/p>\n<p>A Mondaino chiuderemo un anno e mezzo di lavoro intorno a Gramsci: saranno gli ultimi cinque giorni di prove prima del debutto. Abbiamo lavorato accumulando materiali, lettere, arringhe, biografie e tutto quello che poteva permetterci di costruire il ritratto del nostro Nino.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anche l\u2019ultimo confronto con un gruppo di narratori su questo argomento. Il terzo per l\u2019esattezza, dopo Lari e l\u2019Aquila: \u00e8 stato un modo per scambiarci storie, umori e passioni intorno a una figura verso la quale il debito \u00e8 enorme, eppure dimenticata. I meccanismi della narrazione sono un bene prezioso, riuscire a metterli in comune all\u2019Arboreto, e su un argomento del genere, una grande occasione.<br \/>\nGramsci Antonio detto Nino racconta frammenti della vita di uno degli uomini pi\u00f9 preziosi del Novecento.<br \/>\nVita assolutamente privata: sullo sfondo, e solo sullo sfondo, il tormentoso rapporto con il PCI e l&#8217;internazionale<br \/>\nsocialista, le incomprensioni con Togliatti e Stalin. E l&#8217;ombra di Benito Mussolini.<br \/>\nIn primo piano invece la feroce sofferenza di un uomo che il fascismo vuole spezzare scientificamente, che vive<br \/>\nuna disperata solitudine, e in dieci anni di prigionia, giorno dopo giorno, si spegne nel dolore e nell&#8217;assenza<br \/>\ndelle persone che ama: la moglie Julka, i figli Delio e Giuliano. Il primo lo ha visto piccolissimo, il secondo non lo<br \/>\nha nemmeno mai conosciuto.<br \/>\nProprio le bellissime lettere ai suoi figli sono state il punto di partenza: tenerissime epistole a Delio e Giuliano,<br \/>\nai quali Gramsci scrive senza mai nominare il carcere e la sua condizioni fisica e psichica, dando il meglio di s\u00e9<br \/>\ncome uomo genitore e pedagogo. Ma accanto a queste, le lettere di un figlio devoto a una madre anziana che lo<br \/>\naspetta in Sardegna e non capisce. Le lettere di un fratello. Di un marito.<br \/>\nIl corpus delle lettere di Antonio Gramsci ai familiari \u00e8 un capolavoro di umanit\u00e0, etica, onest\u00e0 spirituale e<br \/>\nsofferenza, un romanzo nel romanzo, che apre a pensieri, dubbi, misteri che raccontare in teatro \u00e8 avventura<br \/>\nsorprendente.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Francesco Niccolini<\/strong><br \/>\nlaureato in Storia dello Spettacolo all\u2019Universit\u00e0 di Firenze. Drammaturgo, sceneggiatore, talvolta regista.<br \/>\nDa molti anni lavora, studia e scrive con Marco Paolini e insieme a lui ha realizzato Il Milione, Appunti Foresti, Parlamento chimico, la versione televisiva del Vajont e i racconti del Teatro civico di Report per RAI3, insieme ad Andrea Purgatori. Nel 2011 hanno debuttato con ITIS Galileo dedicato a Galileo Galilei, di cui ha preparato la versione francese insieme al regista Charles Tordjman.<br \/>\nHa scritto testi e spettacoli per Sandro Lombardi, Arnoldo Fo\u00e0, Anna Bonaiuto, Antonio Catalano, Roberto Citran, Anna Meacci, Roberto Abbiati, Angela Finocchiaro, Giuseppe Cederna. Molti dei suoi spettacoli sono stati rappresentati in tutti i paesi d\u2019Europa, in Africa, Stati Uniti e in Asia con alcune delle pi\u00f9 importanti compagnie italiane, francesi e belghe, fra cui Aldes, Dirk, Fattore K, Femme Theatrale, JoleFilm, Koreja, SiciliaTeatro, Sosta Palmizi, Th\u00e9\u00e2tre de l\u2019Arc-en-Terre, Th\u00e9\u00e2tre Vidy.<br \/>\nDal 2009 lavora insieme a Luigi D\u2019Elia, con il quale ha gi\u00e0 realizzato tre spettacoli: Storia d\u2019amore e di alberi, La Grande Foresta e Aspettando il vento.<br \/>\nCon La Grande Foresta ha vinto il premio Eolo 2013 come migliore novit\u00e0. Con Paladini di Francia ha vinto il Premio della Critica 2009, il Premio Eolo 2009; con Vita d\u2019Adriano il premio Enriquez per la drammaturgia 2009; con Canto per Falluja il premio Enriquez per il teatro civile 2009; con Doctor Frankenstein il premio al miglior attore protagonista al festival internazionale Fadjr di Teheran. Storia d\u2019amore e alberi si \u00e8 classificato terzo al premio Eolo 2011. Aspettando il vento, ha vinto nel settembre 2013 il Festival di Teatro Ragazzi Festeb\u00e0. Voccaverta, monologo su san Giuseppe da Copertino ha appena vinto il Festival di Troia 2014.<br \/>\nDal 2007 ha allargato la propria attivit\u00e0 alla documentaristica, con documentari prodotti dalla Televisione Svizzera Italiana. Ha collaborato con Radio3 e la trasmissione Tre colori. Per la Radio Svizzera italiana ha collaborato a racconti e documentari radiofonici.<br \/>\nHa realizzato le sceneggiature di tre fumetti pubblicati da BeccoGiallo: Aspettando il vento (insieme a Luigi D\u2019Elia, 2014), Vajont (2013, illustrato da Duccio Boscoli), Mattei (2012, illustrato da Simone Cortesi).<br \/>\nTra le sue pubblicazioni: ITIS Galileo (con Marco Paolini, Einaudi, 2013) Memoria (2012, Titivillus, insieme a Loris Seghizzi), Mattei(2012, Becco Giallo, insieme a Simone Cortesi) La grande foresta (2012, Titivillus, insieme a Luigi d\u2019Elia e Lucia Baldini), La guerra grande dell\u2019Arno (2011, audio libro Scienza Express), Trilogia del Salento (2009, Titivillus), Il Milione (2009, Einaudi, con Marco Paolini), Racconti civili, d\u2019amore e di guerra (2005, Manni), Teatro civico (2004, con Marco Paolini e Andrea Purgatori, Einaudi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Saccomanno<\/strong><br \/>\nHa studiato Antropologia Culturale presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma. Attore, regista e pedagogo teatrale dal 1998 quando ha iniziato a lavorare con Koreja.<br \/>\nCome pedagogo teatrale ha condotto numerosi laboratori (circa 23) in Italia e all\u2019estero, in teatro, nelle scuole e nelle carceri, e ne ha diretto le rappresentazioni finali. Nel maggio 2007, all\u2019interno del progetto Scena Nomade, ha diretto insieme a Salvatore Tramacere un workshop teatrale con i giovani della comunit\u00e0 Rom di Smederevo (Serbia) e i giovani attori della compagnia Pathos, sempre di Smederevo, realizzando lo spettacolo Brat presentato in tourn\u00e9e in Serbia (\u0160abac, Gimnazija, Smederevo, Belgrado), a Skopje all\u2019interno della Biennale dei Giovani Artisti dell\u2019Europa e del Mediterraneo e poi in Italia (Festival di Napoli, Milano, Lecce, Sicilia).<br \/>\nNel 2008 ha insegnato narrazione teatrale all\u2019interno di un corso di Alta Formazione e nelle annualit\u00e0 2005-2006, 2006-2007, 2010-2011, 2011-2012 ha diretto il Laboratorio Teatrale permanente dei Cantieri Teatrali Koreja \u201cPratica in cerca di Teoria\u201d.<br \/>\nHa recitato in molte delle produzioni di Koreja: Doctor Frankenstein, La Passione delle Troiane, Il Calapranzi, Molto rumore per nulla, Dimissioni dal Sud, Brecht\u2019s dance, Chart-to-line (Cartoline), Quel diavolo di un Bertuccia, La Crociata dei bambini, Iancu, Acido fenico. Produzioni che hanno viaggiato per tutta l\u2019Italia e nel mondo (Inghilterra, Albania, Macedonia,Polonia, Bulgaria, Croazia, Serbia, Slovenia, Grecia, Cipro, Malta, Spagna, Francia, Brasile, Bolivia, Canada, Germania, Iran).<br \/>\nNel 2013 \u00e8 regista dello spettacolo La visita della vecchia signora di Friedrich D\u00fcrrenmatt, con i 18 allievi del laboratorio annuale permanente \u201cPratica in cerca di teoria\u201d.<br \/>\nNello stesso anno lavora in una produzione di Giorgio Barberio Corsetti La Guerra di Kurukshetra come narratore\/attore e come regista di Voccaverta una produzione della Cooperativa Thalassia di Brindisi.<br \/>\nAttualmente conduce un laboratorio annuale sulle tecniche teatrali a Lecce ed \u00e8 impegnato come attore nella nuova produzione di Thalassia sulla tragedia della motovedetta albanese Kater I Rades speronata dalla Marina Militare italiana nel 1997.<br \/>\nCon il sostegno di Thalassia nel 2014 riporta in scena due spettacoli: VIA \u2013 epopea di una migrazione, di cui \u00e8 autore, regista e interprete (spettacolo che, prodotto da Koreja nel 2004, ha girato fino al 2007 per un totale di circa 200 repliche in vari teatri nazionali e internazionali come a Santa Cruz, in Bolivia, Serbia, Macedonia, Svizzera) e Iancu, un paese vuol dire, di cui \u00e8 interprete e co-autore insieme a Francesco Niccolini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 9 ottobre, alle ore 19.30, presso l\u2019ex convento Santa Chiara (nei pressi di piazza Duomo a Brindisi) LeftBrindisi riprende la sua attivit\u00e0 e, in collaborazione con l&#8217;associazione culturale URA Teatro, presenta \u201cGramsci Antonio detto Nino\u201d. Lo spettacolo teatrale di Francesco Niccolini e Fabrizio Saccomanno \u00e8 realizzato con la collaborazione artistica di Fabrizio Pugliese e la consulenza scientifica di Maria Luisa Righi della fondazione Gramsci. &nbsp; \u2026ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non devono essere compianti, quando essi hanno lottato non perch\u00e9 costretti, ma perch\u00e9 cos\u00ec hanno essi stessi voluto consapevolmente. Antonio Gramsci &nbsp; Gobbo. Alto meno di un metro e cinquanta. Una bara sotto il letto. Appeso a una trave nel tentativo di raddrizzarlo. Denutrito. Sempre al freddo. Il primo cappotto quasi a trent\u2019anni. Dieci anni in carcere. Cinque giorni di libert\u00e0 prima di morire. Gramsci racconta frammenti della vita di uno degli uomini pi\u00f9 preziosi del Novecento. 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