{"id":56223,"date":"2015-11-23T19:10:50","date_gmt":"2015-11-23T18:10:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=56223"},"modified":"2015-11-25T22:18:51","modified_gmt":"2015-11-25T21:18:51","slug":"mercoledi-25-si-presenta-il-film-documentario-matteo-dono-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/mercoledi-25-si-presenta-il-film-documentario-matteo-dono-di-dio\/","title":{"rendered":"Mercoled\u00ec 25 si presenta il film-documentario &#8220;Matteo: Dono di Dio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 25 Novembre, presso il Teatro della Parrocchia San Vito Martire, al quartiere Commenda di Brindisi, si terr\u00e0 la proiezione del film-documentario &#8220;Matteo: Dono di Dio&#8221; del regista Giovanni Politi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Matteo Farina nasce ad Avellino, paese natale del nonno paterno, il 19 settembre 1990. Tuttavia, vivr\u00e0 sempre a Brindisi, nel rione Casale, circondato dall\u2019amore dei genitori, Paola Sabbatini e Miky Farina e della sorella maggiore Erika e accarezzato dall\u2019affetto dei suoi parenti ed amici. Figlio di una casalinga e di un impiegato di banca, cresce in una famiglia normalissima che sente e vive profondamente la fede cristiana, che riesce a trasmettere al piccolo Matteo, introducendolo, da subito, nella vita comunitaria della Parrocchia di appartenenza \u201cAve Maris Stella\u201d, a cui Matteo rimarr\u00e0 sempre legato.<\/em><br \/>\n<em> I primi anni di vita scorrono tranquilli: Matteo \u00e8 un bambino allegro, solare, come lo sono tanti bambini amati e coccolati dalla propria famiglia, ma al contempo \u00e8 mite, affabile e dolce, caratteristiche che lo distingueranno anche negli anni della sua adolescenza e della sua breve giovinezza.<\/em><br \/>\n<em> Fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, mostra una vivace intelligenza, desiderosa di conoscere e imparare, che lo porta a socializzare e ad apprendere molto rapidamente durante gli anni trascorsi nella scuola materna \u201cM. Boschetti Alberti\u201d e, in seguito, nella scuola elementare \u201cG. Cal\u00f2\u201d. Alla base di questo entusiasmo per ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, vi \u00e8 un forte amore, una passione sviscerata per la vita, preludio, in un bambino cos\u00ec piccolo, di un\u2019esistenza che anche in seguito sar\u00e0 vissuta appieno e con gioia, gustata e assaporata lentamente fin in fondo, anche quando essa sar\u00e0 amara: in futuro, provato dalla malattia, dir\u00e0 che non ha mai perso la gioia di vivere: \u201cS\u00ec, la gioia di vivere. Vivere la vita, perch\u00e9 la vita \u00e8 bella\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Questa consapevolezza fa s\u00ec che egli viva tutto con intensit\u00e0 e profondit\u00e0 e lo porta ad essere molto attivo e volitivo anche negli impegni extrascolastici: svariate sono le attivit\u00e0 sportive che pratica e, sin da piccolo, sviluppa una forte passione per la musica, che lo spinger\u00e0 ad imparare a suonare diversi strumenti e che, adolescente, gli permetter\u00e0 di fondare con i suoi amici un gruppo musicale, i \u201cNo Name\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Ama tantissimo, anche, l\u2019informatica perci\u00f2, dopo le medie, frequentate alla \u201cJ. F. Kennedy\u201d, si iscrive presso l\u2019ITIS \u201cG. Giorgi\u201d di Brindisi. Tuttavia si appassioner\u00e0 presto alla chimica, materia che, attraverso lo studio dell\u2019atomo, particella piccola e perfetta, gli fa percepire ancor di pi\u00f9 l\u2019infinita grandezza di Dio. Pertanto, dopo il biennio, si iscrive presso l\u2019ITIS \u201cE. Majorana\u201d nella sezione di chimica industriale. Il suo sogno \u00e8 quello di intraprendere, dopo le superiori, gli studi di Ingegneria chimico \u2013 ambientale, s\u00ec da potersi mettere al servizio di Dio anche attraverso la tutela dell\u2019ambiente, tanto \u00e8 grande il suo amore per il creato. Vince, persino, il primo premio del concorso \u201cEnergica-mente\u201d, prova di giornalismo dedicata agli studenti degli istituti superiori di Brindisi, terza edizione del progetto \u201cEdipower per la scuola\u201d. Purtroppo Matteo non riuscir\u00e0 ad arrivare agli esami di stato.<\/em><br \/>\n<em> Le sue capacit\u00e0, la sua volitivit\u00e0, fanno di lui un ragazzo brillante, stimato dai professori e amato anche dai compagni, attratti dalla sua maturit\u00e0, mitezza, dolcezza e semplicit\u00e0, ma anche dalla sua risolutezza nel combattere le ingiustizie e difendere i pi\u00f9 deboli. Queste doti naturali, in Matteo, non brillano di luce propria ma sono illuminate dal dono soprannaturale della Fede, l\u2019unico che d\u00e0 senso pieno alla vita.<\/em><br \/>\n<em> La Fede \u00e8 in lui un dono, anzi, il Dono che pi\u00f9 di tutto vive con il suo atteggiamento scevro da ogni forma di superficialit\u00e0 e leggerezza. Gi\u00e0 a nove anni mostra una conoscenza del Vangelo insolita per quell\u2019et\u00e0. Mai si staccher\u00e0 dal desiderio di conoscere e approfondire la Parola per poter meglio aderire ad essa. In ci\u00f2 \u00e8, sicuramente, aiutato da quel rapporto intimo che vive con Ges\u00f9 che incontra nella lettura quotidiana del Vangelo e nella contemplazione dei suoi misteri nella quotidiana recita del Rosario.<\/em><br \/>\n<em> Matteo si accosta molto frequentemente al Sacramento della Riconciliazione, ricorrendo al suo confessore abituale; partecipa all\u2019Eucaristia e l\u2019Adorazione Eucaristica con grande raccoglimento e consapevolezza.<\/em><br \/>\n<em> Matteo, nel suo cammino spirituale, si \u00e8 ispirato a san Pio da Pietrelcina, a san Francesco d\u2019Assisi, a santa Gemma Galgani e Teresa di Ges\u00f9 Bambino, di cui ha letto gli scritti, e al beato Piergiorgio Frassati.<\/em><br \/>\n<em> Nel settembre 2003 si presentano i primi sintomi di quel male che, per quasi sei anni, costituir\u00e0 la sua salita al Calvario: nell\u2019ottobre 2003 affronta una pericolosa biopsia al cervello; nel gennaio 2005 subisce un primo intervento per asportare il tumore cerebrale, seguito da quaranta giorni di dura chemio e radio. Nel dicembre 2007 affronta un nuovo intervento per una prima recidiva, e nell\u2019anno successivo compare una seconda recidiva tanto che, tra dicembre 2008 e gennaio 2009, verr\u00e0 sottoposto ad altre tre operazioni chirurgiche, che per\u00f2 non gli salveranno la vita. Matteo sale alla casa del Padre il 24 aprile 2009.<\/em><br \/>\n<em> Il modo in cui Matteo reagisce alla malattia mostra l\u2019eccezionalit\u00e0 di questo ragazzo. Conserva la gioia di vivere, che si traduce nella tenacia e nella forza di volont\u00e0 a voler vivere la quotidianit\u00e0 tenendo fede, anche durante i periodi duri della chemio, agli impegni della sua vita ordinaria, recuperando brillantemente nello studio e continuando ad occuparsi delle sua passione, la musica. La sua gioia di vivere gli permette, nonostante la malattia, di innamorarsi di una ragazza, Serena, che gli star\u00e0 vicino negli ultimi due anni della sua vita, per la quale Matteo prover\u00e0 un amore umano, profondo e casto, basato sui valori cristiani.<\/em><br \/>\n<em> Ancor pi\u00f9 rilevante \u00e8 l\u2019impatto che la malattia avr\u00e0 nella sua vita spirituale. Da subito sente che sta vivendo una \u201crifioritura spirituale\u201d, come egli stesso la definisce, in cui riesce a percepire, fin in fondo, l\u2019amore e la misericordia di Dio. In Matteo cresce il pi\u00f9 totale abbandono alla volont\u00e0 divina, consapevole che il futuro che Dio Padre Misericordioso ha in serbo per lui \u00e8 un futuro buono, felice, qualunque esso sia. L\u2019atteggiamento di ascolto, di attenzione e di cura verso i familiari e gli amici non cessa con la malattia, anzi si intensifica. La sua prima preoccupazione \u00e8 quella di non far pesare agli altri la propria sofferenza, perci\u00f2 si mostra forte, con lo sguardo sorridente, mai ripiegato su se stesso, ma sempre rivolto a chi gli sta vicino. Persino durante i diversi ricoveri in clinica ed in ospedale, quasi dimentico di se stesso, \u00e8 sempre intento a pregare per gli altri ammalati e a confortarli, trasmettendo loro tutta la dolcezza dell\u2019amore divino. Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 Matteo vede la propria malattia come una prova da offrire a Dio. Essa \u00e8 il fuoco con cui viene provata la sua fede (cfr. 1Pt.1,6-9), che si rafforzer\u00e0 e maturer\u00e0 in quei sei anni, nei quali i periodi di tranquillit\u00e0 si alternano con i momenti difficili dell\u2019acuirsi del male. La fede e tutti gli altri talenti che Dio ha donato a Matteo vengono cos\u00ec perfezionati nella sua sofferenza. Grazie ad essa Matteo fa di ogni giorno della sua vita un \u201cPrimo Venerd\u00ec del mese\u201d, pia pratica, peraltro, a cui \u00e8 dedito.<\/em><br \/>\n<em> Matteo non si occupa solo delle necessit\u00e0 materiali e contingenti dei fratelli vicini, ma anche di quelli lontani: forte \u00e8 il suo interesse per le popolazioni del Terzo Mondo tanto da creare, con i propri risparmi e le offerte dei suoi familiari, un fondo per le missioni africane del Mozambico.<\/em><br \/>\n<em> Tuttavia la sua preoccupazione maggiore \u00e8 la salute spirituale del prossimo. Gi\u00e0 da piccolo, vi \u00e8 in lui un forte desiderio di evangelizzare e di portare gli uomini a Dio. Questo pensiero \u00e8 sempre presente, tanto che nell\u2019agosto del 2005, quando gi\u00e0 ha subito il primo intervento di asportazione del tumore, compone una raccolta di poesie che, come egli stesso afferma, \u201cvuole esaltare temi come l\u2019Amore e la Fede che oggi purtroppo vengono sempre pi\u00f9 sostituite dall\u2019odio, dalla brama di potere, dalla guerra, dalla ricchezza\u201d. La sua \u00e8 una raccolta \u201cdiretta nei cuori di ognuno\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Ci\u00f2 che fa soffrire Matteo \u00e8 l\u2019amara constatazione di quanto la gente, in particolare la sua generazione, si sia allontanata da Dio. Egli prega continuamente per i giovani e arriva a dire: \u201cPer quanto mi riguarda spero di riuscire a realizzare la mia missione di \u201cInfiltrato\u201d tra i giovani, parlando loro di Dio (illuminato proprio da Lui)\u2026osservo chi mi sta intorno per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l\u2019Amore\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Il suo amore raggiunge un grado d\u2018elevazione tale che Matteo, negli ultimi giorni della sua vita, si offre vittima per la salvezza delle anime e la conversione dei peccatori.<\/em><br \/>\n<em> Matteo ha vissuto tutta la sua vita nella continua ricerca della volont\u00e0 di Dio. Una fede eroica, unite alla speranza e alla carit\u00e0, lo hanno contraddistinto rendendolo un faro per quanti lo hanno incontrato. La vita sacramentale e di preghiera sono state una costante nel suo percorso di vita. Negli ultimi tempi, quando le forze lo avevano abbandonato, registr\u00f2 la recita del rosario con la sua voce, con una pausa nell\u2019enunciazione del mistero, per poter contemplare sempre i misteri del Signore conformandosi ad essi. Quanti nella malattia lo hanno incontrato testimoniano l\u2019eroicit\u00e0 della sua fede che lo ha contraddistinto, consentendogli di vivere tutto in perfetta letizia e di accogliere sorella morte nella serenit\u00e0 che contraddistingue i giusti.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 25 Novembre, presso il Teatro della Parrocchia San Vito Martire, al quartiere Commenda di Brindisi, si terr\u00e0 la proiezione del film-documentario &#8220;Matteo: Dono di Dio&#8221; del regista Giovanni Politi. &nbsp; Matteo Farina nasce ad Avellino, paese natale del nonno paterno, il 19 settembre 1990. 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