{"id":57161,"date":"2015-11-23T08:05:29","date_gmt":"2015-11-23T07:05:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=57161"},"modified":"2015-11-23T08:05:29","modified_gmt":"2015-11-23T07:05:29","slug":"scelte-industriali-almiento-cgil-si-parla-di-noi-ma-non-con-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/scelte-industriali-almiento-cgil-si-parla-di-noi-ma-non-con-noi\/","title":{"rendered":"Scelte Industriali, Almiento (Cgil): &#8220;si parla di noi ma non con noi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Quando si hanno sul territorio insediamenti\u00a0 strategici sul versante del sistema industriale nazionale capita di ritrovarsi al centro dell\u2019attenzione come in questi giorni: da un lato per l\u2019approdo TAP, dall\u2019altro per la vendita di parte della propriet\u00e0 del gruppo ENI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che spesso caratterizza\u00a0 il dibattito su Brindisi \u00e8 che si parla di noi ma non con noi: il presidente Emiliano sfida il Governo per lo spostamento del gasdotto da S. Foca a un non meglio precisato punto della costa brindisina, ma il partenariato economico- sociale, e forse anche i livelli istituzionali brindisini, da quello che mi \u00e8 dato sapere,\u00a0 lo apprendono solo tramite stampa. Non voglio entrare nel merito della fattibilit\u00e0 dell\u2019opera, che comunque, come sappiamo,\u00a0 era stata gi\u00e0 esaminata per tutta la fascia dell\u2019estensione costiera interessata, valutandone i pro e i contro, ancora prima che si\u00a0 prendesse in considerazione\u00a0 quella del\u00a0 basso Salento, e si era deciso per il no; ma la domanda che vorrei porre al Presidente Emiliano \u00e8 se la proposta dello spostamento parte solo da una forte motivazione \u201cad Escludendum\u201d, cio\u00e8 purch\u00e8 non si faccia a \u00a0San Foca consideriamo, allora,\u00a0Brindisi. Perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, vorrei chiedere ad Emiliano se l\u2019idea del vantaggio che Brindisi ne ricaverebbe con la trasformazione della Centrale Federico II di ENEL da carbone a gas \u00e8 stata gi\u00e0 valutata con la stessa azienda, che invece non mostra alcun interesse alla proposta di riconversione. Sicuramente ENEL deve porsi \u00a0l&#8217;obiettivo della decarbonizzazione e di un piano industriale di energie rinnovabili, che ci riguarda, se Brindisi non vuole assistere\u00a0 inerte alla scomparsa del polo energetico, ma sul piano tecnico- scientifico non mi sembra che il percorso dell\u2019innovazione consideri l\u2019investimento nelle centrali a gas una strategia vincente. Potrebbe anche essere che ci siano altre ragioni che renderebbero utile lo spostamento dell\u2019approdo e allora sarebbe opportuno, in concreto, conoscerli, perch\u00e9 sarebbero\u00a0 aspetti non di poco conto se, torno a dire, la proposta di Emiliano parte anche da un \u201cprendersi cura\u201d del futuro di Brindisi nell&#8217;ambito di una visione generale di sviluppo industriale pugliese, invece che essere solo una risposta al legittimo dissenso\u00a0 per la TAP da parte del territorio di Melendugno. Quella visione complessiva di sviluppo in cui trova motivazione la richiesta gia&#8217; fatta alla Regione Puglia di un confronto con la societ\u00e0 A2A Edipower per chiedere nuovi investimenti sul versante impiantistico per il recupero di materia e la chiusura del ciclo dei rifiuti, ma di cui ancora purtroppo non abbiamo riscontro, mentre dal 30 novembre \u201915, i lavoratori saranno trasferiti presso altri impianti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riguardo invece la questione ENI, domani a Brindisi ci sar\u00e0 un\u2019assemblea sindacale e sono state proclamate due ore di sciopero in tutte le aziende del gruppo ENI, perch\u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo ci preoccupa e merita l\u2019attenzione da parte di tutti i livelli istituzionali e di tutti i Parlamentari della nostra\u00a0 provincia. Siamo stati pi\u00f9 volte tranquillizzati dal Management aziendale che lo stabilimento di Brindisi non correva rischi di chiusura quando non c&#8217;era traccia di investimenti \u00a0per la \u00a0trasformazione \u00a0di processo e di prodotto a Brindisi nell&#8217;ultimo piano industriale, ma solo per la \u00a0fermata dovuta per la manutenzione. Ma non pensavamo che ci\u00f2 potesse significare che tutto ci\u00f2 che in Italia rappresenta investimento nella chimica verde avrebbe subito lo stop forzato che si sta verificando alla luce delle operazioni finanziarie che il gruppo sta per compiere. E&#8217; opportuno che domani dall&#8217;assemblea dei lavoratori venga fuori una richiesta precisa da indirizzare a Governo e Parlamentari per capire cosa significhi per Brindisi, come per tutti i siti di Eni in Italia che sono in agitazione e con cui si sta preparando la mobilitazione nazionale del 5 dicembre prossimo, la vendita al Fondi esteri di parte di Versalis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se Eni vuole abbandonare il Paese e&#8217; indispensabile che il Governo faccia chiarezza, perch\u00e9 significa capire quale sar\u00e0 il futuro industriale della chimica in Italia. Si faccia chiarezza su cosa pu\u00f2 accadere nel petrolchimico di Brindisi, dove il destino industriale di Eni Versalis \u00e8 strettamente integrato con Eni Power e con altri insediamenti industriali come quello di \u00a0Basell e \u00a0delle \u00a0societ\u00e0 operanti per le attivit\u00e0 di servizi e logistica, BSG, Chemgas e di tutte le aziende dell\u2019indotto.\u00a0 Si faccia chiarezza sul destino di Eni Syndial e sulle bonifiche dell\u2019area Sin, visto che Eni non ha mai aderito all\u2019accordo di programma n\u00e9 transato economicamente con il Ministero dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutte questioni non di poco conto per lo sviluppo e per l&#8217;occupazione di un&#8217;intera provincia \u00a0che, con gli ultimi dati \u00a0pubblicati in questi giorni, raggiunge il record negativo di una percentuale di disoccupazione pari ad oltre il 31% dei lavoratori attivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Considero ormai urgente prendersi cura di un territorio, quale il nostro che tanto ha dato al Paese in termini di produzione, \u00a0con un raccordo vero a livello interistituzionale, per discutere di sviluppo, innovazione e di certezze in termini di investimenti industriali. L&#8217;appello \u00e8 che si parli di noi anche con noi avendo come obiettivo comune il bene di Brindisi e della sua gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Michela Almiento<\/strong><br \/>\n<strong>Segretario Generale CGIL Brindisi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si hanno sul territorio insediamenti\u00a0 strategici sul versante del sistema industriale nazionale capita di ritrovarsi al centro dell\u2019attenzione come in questi giorni: da un lato per l\u2019approdo TAP, dall\u2019altro per la vendita di parte della propriet\u00e0 del gruppo ENI. &nbsp; Ma ci\u00f2 che spesso caratterizza\u00a0 il dibattito su Brindisi \u00e8 che si parla di noi ma non con noi: il presidente Emiliano sfida il Governo per lo spostamento del gasdotto da S. 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