{"id":57943,"date":"2015-12-02T13:43:25","date_gmt":"2015-12-02T12:43:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=57943"},"modified":"2015-12-02T13:43:25","modified_gmt":"2015-12-02T12:43:25","slug":"nessuna-sterile-polemica-sul-tracciato-della-tap-attenzione-su-brindisi-e-su-di-un-fatidico-numero-450","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/nessuna-sterile-polemica-sul-tracciato-della-tap-attenzione-su-brindisi-e-su-di-un-fatidico-numero-450\/","title":{"rendered":"Nessuna sterile polemica sul tracciato della TAP. Attenzione su Brindisi e su di un fatidico numero (450)"},"content":{"rendered":"<p>Non intendo entrare nella polemica della localizzazione della condotta della TAP, che poco ha a che fare con la situazione ambientale che il territorio di Brindisi si trova a subire da decenni e che, comunque, si incrementer\u00e0 proprio in virt\u00f9 dell\u2019arrivo della TAP, sia che il metanodotto venga da S. Foca\/Melendugno che, dall\u2019area industriale di Brindisi.<br \/>\nIn ambedue i casi il punto di arrivo del metanodotto \u00e8 presso la \u201csottostazione\u201d di Brindisi in contrada Pignicedda\/Conella, posta a circa 500 m. in linea d\u2019aria dal Quartiere S. Elia.<br \/>\nE\u2019 necessario rammentare che tale \u201csottostazione\u201d costituisce gi\u00e0 oggi un \u201cpunto sensibile\u201d all\u2019inquinamento atmosferico in quanto \u00e8 sede dell\u2019arrivo di 2 metanodotti da Palagiano, uno del diametro di 18\u2019\u2019pollici da S. Vito dei Normanni ed uno da 42\u2019\u2019 da Mesagne e dalla partenza di 4 metanodotti di cui 2 per la zona industriale di Brindisi ed i restanti per le tratte Brindisi-Maglie e Brindisi-Arnesano.<br \/>\nBel 6 metanodotti in un\u2019area ristretta e priva di monitoraggio per le c.d. \u201cemissioni fuggitive\u201d e posta in prossimit\u00e0 di un quartiere popoloso quale \u00e8 S. Elia.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunga l\u2019arrivo del metanodotto della TAP, di ben 56\u2019\u2019 di diametro, cos\u00ec come rilevato dalla planimetria della stessa Snam Rete Gas, allegata alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il tracciato Melendugno-Brindisi.<br \/>\nInfine, se pur in termini dubitativi, Brindisi\/Conella protrebbe anche essere sede dell\u2019arrivo del metanodotto \u201cPoseidon\u201d ad oggi autorizzato solo per l\u2019approdo ad Otranto.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE\u2019 rilevante il fatto che sulla \u201csottostazione\u201d di Brindisi si verranno a concentrare ben 7\/8 metanodotti, in un\u2019area ristretta e potenzialmente in grado di \u201ccontaminare\u201d con emissioni fuggitive ed in particolare, con i pericolosi \u201ccomponenti in tracce\u201d del gas naturale.<br \/>\nQuesto sito \u201csensibile\u201d va ad aggiungersi alle \u201ccriticit\u00e0 ambientali\u201d che Brindisi gi\u00e0 presenta e che ha evidenziato lo stesso Presidente della Regione, in un recente incontro a Brindisi relativo al riordino delle Autorit\u00e0 portuali.<br \/>\nCriticit\u00e0 ambientali che non si risolvono ipotizzando la riconversione a \u201cgas naturale\u201d della centrale Enel di Cerano, destinata dal mercato e dai futuri scenari energetici a chiudere definitivamente, in quanto in esercita mediante combustibili fossili, siano questi carbone e\/o metano.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE\u2019 lodevole che il Presidente Emiliano indente migliorare la situazione ambientale di Brindisi, Taranto e della Puglia in genere, ma ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire ipotizzando una riconversione della sola centrale Enel di Cerano che, non avverr\u00e0 mai; il Presidente ha gli strumenti normativi per farlo e che sono: il PEAR ( Piano Energetico Ambientale Regionale) ed il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, entrambi rappresentano un\u2019evoluzione normativa e racchiudono enormi potenzialit\u00e0 per abbattere la CO2, senza far ricorso al \u201cmetano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl Presidente Emiliano valuta, correttamente, ma solo teoricamente, la possibilit\u00e0 di poter abbattere le oltre 19.000 Kton di CO2 prodotte dal polo energetico brindisino, utilizzando il metano della TAP; sfugge per\u00f2 al Presidente che le \u201cLinee guida\u201d per la progettazione e localizzazione di impianti ad energie rinnovabili, riportate nel PPTR, permettono di installare ancora in Puglia circa 1.600 MW di eolico e 1.131.005 MW di biomassa e quindi di ridurre notevolmente l\u2019emissione di CO2.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nBasterebbe che la Regioni incentivi la produzione di impianti per la \u201cconversione\u201d (non combustione!) della enorme quantit\u00e0 di \u201cbiomassa\u201d presente in Regione (fra cui anche i rifiuti organici) per ottenere un totale abbattimento della CO2, oltre ad altri benefici annessi.<br \/>\nDevo ammettere che da anni ormai sono ossessionato da due numeri, uno dei quali \u201cmobile\u201d che sempre pi\u00f9 si avvicina a quello \u201cfisso\u201d; tali numeri rappresentano la concentrazione di CO2 in atmosfera ed in particolare quello fisso, definito in 450 ppm di CO2 raffigura la concentrazione dell\u2019irreversibile disequilibrio ambientale, ove non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile tornare indietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPeriodicamente mi collego al sito http:\/\/co2now.org\/ per verificare l\u2019andamento dei due numeri ed oggi il sito riferisce che la concentrazione del valore \u201cmobile\u201d ad ottobre del 2015 \u00e8 pari a 398,29 ppm (ppm-parti per milione), con un incremento rispetto all\u2019ottobre del 2014 (395,95 ppm) ed uno, ancor pi\u00f9 rispetto all\u2019ottobre del 2013 (393,66 ppm).<br \/>\nNon essendo uno statistico non mi avventuro in proiezioni temporali ma, in maniera elementare rilevo che con tale progressione in circa 20 anni raggiungeremo la fatidica concentrazione di 450 ppm., riconosciuta come quella relativa al non ritorno dell\u2019equilibrio atmosferico (aumento temperatura, modifiche correnti oceaniche, ecc.)<br \/>\nE\u2019 vero che il \u201cproblema\u201d \u00e8 globale, cos\u00ec come si discute in questi giorni a Parigi, ma anche la Puglia , pur essendo gi\u00e0 virtuosa (a prescindere dai danni arrecati col fotovoltaico selvaggio) pu\u00f2 ulteriormente contribuire, incentivando le energie rinnovabili da eolico (mini e micro in particolare), da biomassa ed anche da \u201cmoto ondoso\u201d e \u201cgeotermia a bassa entalpia\u201d, queste ultime due non annoverate nel PPTR, come rinnovabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof. dott. Francesco Magno<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non intendo entrare nella polemica della localizzazione della condotta della TAP, che poco ha a che fare con la situazione ambientale che il territorio di Brindisi si trova a subire da decenni e che, comunque, si incrementer\u00e0 proprio in virt\u00f9 dell\u2019arrivo della TAP, sia che il metanodotto venga da S. Foca\/Melendugno che, dall\u2019area industriale di Brindisi. In ambedue i casi il punto di arrivo del metanodotto \u00e8 presso la \u201csottostazione\u201d di Brindisi in contrada Pignicedda\/Conella, posta a circa 500 m. in linea d\u2019aria dal Quartiere S. Elia. E\u2019 necessario rammentare che tale \u201csottostazione\u201d costituisce gi\u00e0 oggi un \u201cpunto sensibile\u201d all\u2019inquinamento atmosferico in quanto \u00e8 sede dell\u2019arrivo di 2 metanodotti da Palagiano, uno del diametro di 18\u2019\u2019pollici da S. 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