{"id":58174,"date":"2015-12-04T14:09:42","date_gmt":"2015-12-04T13:09:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=58174"},"modified":"2015-12-08T10:26:11","modified_gmt":"2015-12-08T09:26:11","slug":"arresto-prete-per-pedopornografia-sotto-accusa-la-reazione-mons-caliandro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/arresto-prete-per-pedopornografia-sotto-accusa-la-reazione-mons-caliandro\/","title":{"rendered":"Arresto prete per pedopornografia: sotto accusa la reazione di Mons. Caliandro"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata dal Manifesto4Ottobre a Mons. Domenico Caliandro (Arcivescovo di Brindisi-Ostuni) e, per conoscenza, a Papa Francesco ed a Mons. Nunzio Galantino (Segretario Generale CEI)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gent.mo Arcivescovo,<\/p>\n<p>qualche giorno fa, dopo l\u2019arresto di un prete ad Ostuni con l\u2019accusa di pedopornografia, Le abbiamo reiterato una proposta gi\u00e0 avanzata nel maggio scorso dopo l\u2019arresto di un altro presbitero per abusi su minori: l\u2019istituzione di una Commissione di indagine che, come avvenuto nelle diocesi di Bressanone e Verona, studi il fenomeno per individuarne le cause strutturali, difenda le vittime, non abbandoni nello stigma gli accusati ed i colpevoli. La pedofilia tra il clero non rappresenta un problema di trasgressione individuale e neppure evidentemente solo una questione \u201cinterna\u201d.<br \/>\nSi tratta di un fenomeno che matura in particolari situazioni all&#8217;interno di comunit\u00e0 ecclesiali ferendole nel cuore della loro missione per poi investire le intere comunit\u00e0 locali assumendo indubbio carattere sociale.<br \/>\nAvevamo avanzato quella proposta di maggio in spirito di collaborazione, per il bene della chiesa tutta e di tutta la societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima lettera ci eravamo chiesti se non fosse pi\u00f9 giusto procedere rapidamente, dopo le prescritte verifiche, alla sospensione a divinis dell\u2019ultimo presbitero accusato, anche in considerazione di una sua precedente condanna passata in giudicato per reati simili nel 2000. E ci\u00f2 per rendere pi\u00f9 chiara e rigorosa la posizione della chiesa nei confronti di fatti cos\u00ec gravi. Anche questi argomenti sono stati offerti alla Sua attenzione \u201crestando \u2013 come precisammo &#8211; a disposizione per ogni colloquio, chiarimento e correzione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tale lettera Lei ha cos\u00ec indirettamente risposto nel corso di una recente intervista: &#8220;<em>Ci sono alcuni laici che credono di essere pi\u00f9 santi degli altri. Le persone di Chiesa, sono uomini umili che capiscono che deve essere garantita la dignit\u00e0 delle persone, la dignit\u00e0 dei bambini che non subiscano scandali e non conseguano ferite che possono fare male nella loro crescita<\/em>&#8220;. Una reazione che \u00e8 per noi motivo di sorpresa e di amarezza perch\u00e9 a chi esprimeva preoccupazione per il grave problema ed in spirito di collaborazione prospettava (a torto o a ragione) ipotesi di possibili interventi, dichiarandosi a disposizione per ogni incontro o &#8220;correzione&#8221; Lei risponde col rifiuto aprioristico di ogni dialogo e con una accusa (&#8220;credono di essere pi\u00f9 santi degli altri&#8221;) che oltre ad essere irrispettosa e gratuita, rasenta il dileggio. Un&#8217;amarezza, la nostra, che si fa pi\u00f9 cocente per la considerazione che simile trattamento ci viene riservato alla vigilia del Giubileo della Misericordia.<br \/>\nNella stessa intervista Lei afferma &#8220;<em>Quando una persona (un prete, ndr.) \u00e8 inquisita la Chiesa, restringe le facolt\u00e0 e gli fa conservare il diritto di celebrare Messa in forma privata, senza i fedeli. Quando la situazione va avanti e si arriva al rinvio a giudizio, il prete viene sospeso \u201ca divinis\u201d in attesa della conclusione del processo. Ed in questo caso, quindi non potr\u00e0 celebrare la Messa<\/em>&#8220;.<br \/>\n\u201c<em>Nel caso poi il prete, all\u2019esito del procedimento, viene condannato per pedofilia, interviene il Papa che riduce il prete allo stato laicale<\/em>.\u201d E ancora: \u201c<em>Non esiste (la commissione di inchiesta, ndr), esistono i giudici e l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica nell\u2019ordine canonico. A seguito della condanna civile, quella del diritto canonico appesantisce di pi\u00f9, perch\u00e9 toglie al prete la fiducia al suo servizio<\/em>\u201d.<br \/>\nLe cose non sembrano, per\u00f2, stare proprio cos\u00ec. Le &#8220;LINEE GUIDA PER I CASI DI ABUSO SESSUALE NEI CONFRONTI DI MINORI DA PARTE DI CHIERICI&#8221; pubblicate dalla Conferenza Episcopale Italiana nel gennaio 2014 (e che avevamo citato nella lettera di maggio) infatti cos\u00ec si esprimono: &#8220;<em>Il procedimento canonico per gli illeciti in oggetto \u00e8 autonomo da quello che si svolga per i medesimi illeciti secondo il diritto dello Stato. Di conseguenza, il Vescovo, da un lato, non pu\u00f2 far riferimento ad atti o conclusioni definitive o non definitive del procedimento statale onde esimersi da una propria valutazione e\/o per far valere presunzioni ai fini del procedimento canonico. Dall\u2019altro lato, anche se non risulti in atto un procedimento penale nel diritto dello Stato (ricomprendendosi in esso anche la fase delle indagini preliminari), dovr\u00e0 ugualmente procedere senza ritardo secondo quanto previsto al numero 1 delle presenti Linee Guida, ove abbia avuto notizia di possibili abusi, al giudizio di verosimiglianza e, se necessario, all\u2019indagine previa e all\u2019adozione degli opportuni provvedimenti cautelari<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo stesso modo ci ha sorpreso la Sua opinione secondo cui il reato in questione \u201c<em>\u00e8 diventato pi\u00f9 grave<\/em>\u201d perch\u00e9 \u201c<em>sono cambiati i tempi da Giovanni Paolo II in poi<\/em>\u201d. Non possiamo dimenticare, infatti, che la sofferenza delle vittime, di ieri e di oggi, \u00e8 sempre uguale e che l&#8217;aggravamento delle pene per i reati di abuso in danno di minori voluto da Giovanni Paolo II non fu certo disposto per motivi legati ad una diversa valutazione della gravit\u00e0 di tali reati, ma all&#8217;esigenza di accrescerne la prevenzione a fronte della loro diffusione e dei diversi scandali verificatisi in molte parti del mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vicende come quelle che hanno sollecitato le nostre lettere aperte provocano, a noi come a tutti, sofferenza e preoccupazione. Lei certamente converr\u00e0 che il silenzio e le minimizzazioni, specie all\u2019interno della chiesa, non aiutano a prevenire il ripetersi di queste tristi esperienze e a rimuovere le cause che ne sono all\u2019origine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rispettosi saluti.<\/p>\n<p>Il Gruppo \u201cManifesto4ottobre\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata dal Manifesto4Ottobre a Mons. Domenico Caliandro (Arcivescovo di Brindisi-Ostuni) e, per conoscenza, a Papa Francesco ed a Mons. Nunzio Galantino (Segretario Generale CEI) &nbsp; Gent.mo Arcivescovo, qualche giorno fa, dopo l\u2019arresto di un prete ad Ostuni con l\u2019accusa di pedopornografia, Le abbiamo reiterato una proposta gi\u00e0 avanzata nel maggio scorso dopo l\u2019arresto di un altro presbitero per abusi su minori: l\u2019istituzione di una Commissione di indagine che, come avvenuto nelle diocesi di Bressanone e Verona, studi il fenomeno per individuarne le cause strutturali, difenda le vittime, non abbandoni nello stigma gli accusati ed i colpevoli. La pedofilia tra il clero non rappresenta un problema di trasgressione individuale e neppure evidentemente solo una questione \u201cinterna\u201d. Si tratta di un fenomeno che matura in particolari situazioni all&#8217;interno di comunit\u00e0 ecclesiali ferendole nel cuore della loro missione per poi investire le intere comunit\u00e0 locali assumendo indubbio carattere sociale. 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