{"id":58390,"date":"2015-12-06T11:07:59","date_gmt":"2015-12-06T10:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=58390"},"modified":"2015-12-06T11:09:27","modified_gmt":"2015-12-06T10:09:27","slug":"tap-a-cerano-andare-oltre-la-convenzione-del-96-di-ernesto-musio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/tap-a-cerano-andare-oltre-la-convenzione-del-96-di-ernesto-musio\/","title":{"rendered":"TAP a Cerano? Andare oltre la Convenzione del \u201996. Di Ernesto Musio"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 noto che la drammatica novit\u00e0 alla quale \u00e8 chiamata a dare una risposta efficace e vincolante la Conferenza sul clima di Parigi, dopo le diverse \u201c<em>floppenaghen\u201d<\/em> susseguitesi al Protocollo di Kyoto, consiste nella velocit\u00e0 esponenziale che ha assunto il surriscaldamento terrestre, causato dall\u2019alterazione del clima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difatti, tutti gli studi e gli organismi di osservazione internazionale concordano che, se gi\u00e0 oggi fossimo in linea con il programma del Protocollo di Kyoto, non arresteremmo pi\u00f9 il surriscaldamento in atto, ma diminuiremmo, mitigheremmo solo l\u2019entit\u00e0 degli effetti dello scioglimento dei ghiacci, dell\u2019innalzamento dei mari, dei processi di desertificazione e di tropicalizzazione dei climi, di quelle che si cominciano a chiamare \u201cmigrazioni climatiche\u201d e\/o ambientali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle nostra mani \u00e8 rimasta unicamente la possibilit\u00e0 di scegliere di quanti gradi lasciare aumentare in questo secolo la temperatura della Terra, a seconda degli obiettivi di riduzione delle emissioni alteranti il clima che decidiamo e riusciamo a conseguire. Secondo gli studiosi, il genere umano sta correndo verso le condizioni climatiche del Pliocene di tre milioni di anni fa. Basta portare, come stiamo portando, l\u2019anidride carbonica e gli altri gas a \u201ceffetto serra\u201d a un livello di 550 parti per milione e a un conseguente aumento medio della temperatura sopra i tre gradi, entro la fine del secolo. Per avere una cognizione comparativa dell\u2019entit\u00e0 del disastro verso cui stiamo correndo, basti pensare che nel 1750, prima dell\u2019attuale rivoluzione industriale fondata sullo sfruttamento delle energie fossili, il livello di anidride carbonica era di 270 parti per milione e che nel 2007 era gi\u00e0 di 380 parti per milione. Oggi, all\u2019inizio dell\u2019era che gli scienziati chiamano Antropocene, la CO2 \u00e8 a 398 per milione. Il limite di irreversibilit\u00e0 \u00e8 stimato in 450 per milione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dinnanzi a questo scenario globale, nel quale la centrale policombustibile di Cerano, sia pure con asse appositamente attrezzato, \u00e8 la pi\u00f9 clima alterante d\u2019Italia e una delle maggiori in Europa, che senso ha farsi illuminare sulla strada per Melendugno dall\u2019improvvisa idea di metanizzare la centrale di Cerano con la TAP, nell\u2019era della necessaria e urgente \u201cde-fossilizzazione\u201d del pianeta?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se lo chiede chi come me nel \u201996, assieme ad altri ragazzi, \u00e8 stato motore politico e istituzionale fondamentale per la firma di un accordo siglato presso un notaio dal Governo, dall\u2019Enel, dalla Snam e dai soggetti istituzionali titolati (Regione, Comune capoluogo e Provincia), che la metanizzazione crescente del polo energetico e di quella Centrale prevedeva, senza peraltro la perdita di un solo posto di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia poi racconta che fatto l\u2019accordo, \u00e8 stato trovato l\u2019inganno, all\u2019ombra dei decreti di liberalizzazione e privatizzazione del mercato elettrico sancito dai decreti Bersani. Eppure, non abbiamo visto nessuno allora dei soccorritori di oggi, in favore della metanizzazione via TAP di Cerano, ergersi a difensore di quella Convenzione che ci\u00f2 prevedeva, senza TAP, ma che veniva smantellata e demolita dalla classe dirigente del tempo! Era allora che occorreva fare la battaglia per de carbonizzare la centrale con il metano, visto che ci\u00f2 era stato concordato con il Governo e \u201cconvenuto\u201d con l\u2019Enel!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del resto, che senso ha avuto in questi anni venire dalla Regione a Brindisi a fare tante marce contro il Rigassificatore, assieme a istituzioni e ambientalisti locali, e poi voler imporre oggi la Tap a Cerano? Non \u00e8 in questa contraddizione reale che si rileva tutta la strumentalit\u00e0 politica di questa \u201cilluminazione\u201d, che pare pi\u00f9 finalizzata a togliersi, legittimamente, un peso (la TAP a Melendugno) che a risolvere uno problema (il carbone di Cerano)?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I metanizzatori odierni sembrano essere fuori tempo di un ventennio rispetto a quei ragazzi del 2015, agli studenti per l\u2019Ambiente verso la Marcia per il Clima di questi giorni, che reclamano un modello di sviluppo alternativo, non pi\u00f9 fondato sulle energie fossili (carbone, petrolio, ma anche gas).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorre pure ricordare che le modalit\u00e0 di esercizio delle centrali, come nel \u201996, anche dopo la modifica del Titolo V\u00b0 della Costituzione, operata dal Governo d\u2019Alema, sono di esclusiva competenza dello Stato, non dei Piani Energetici Ambientali Regionali, che possono avere al pi\u00f9 un mero valore programmatorio.<\/p>\n<p>Ai \u201cragazzi del \u201996\u201d come me per i quali i contenuti di quella sconfitta hanno costituito il proprio paradigma politico identitario deve \u201cpour cose\u201d, necessariamente, subentrare una generazione di persone e di idee all\u2019altezza delle sfide planetarie del nuovo tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, il tema della centrale di Cerano, non \u00e8 la sua metanizzazione, ma la pianificazione, concertata a tutti i livelli e con gli attori idonei, della sua \u201cprogressiva de carbonizzazione\u201d, attraverso: una graduale riduzione \u201cfisica\u201d delle quantit\u00e0 di carbone movimentato e bruciato, senza cio\u00e8 il trucco di quella licenza a inquinare costituito dall\u2019acquisto delle quote verdi sul mercato; l\u2019ottimizzazione massima della sua efficienza; l\u2019 implementazione delle opere di ambientalizzazione; una migliore pi\u00f9 alta qualit\u00e0 del carbone; e, parallelamente, una progressiva sostituzione del carbone, mai inaugurata, con crescenti e pianificate quantit\u00e0 di energie rinnovabili (eolico e fotovoltaico) per le quali, pure con esse, abbiamo gi\u00e0 oggi conseguito un altro primato regionale e nazionale, ma con una esplosione fuori controllo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su questa base, su questa impostazione, che non riguarda solo l\u2019energia!, \u00e8 necessario immaginare, \u201cvedere\u201d, anzi, \u201cpre vedere\u201d, da qui a dieci, venti anni, un altro sviluppo di quel regno di Pimby -Please in my back yard (per favore, tutto nel mio giardino)- che \u00e8 stato in questi decenni il territorio di Brindisi, il cui sviluppo economico \u00e8 stata fondato su una industrializzazione massiva classica, altamente inquinante (chimica ed energia da fonti fossili) risalente all\u2019era Caiati-Guadalupi, protrattasi fino ai giorni nostri ma che ha esaurito da tempo, fin dagli anni \u201990 \u2013si rileggano gli studi pre veggenti di allora del Cerpem-, la sua capacit\u00e0 espansiva, con i suoi danni ambientali e i suoi cascami disoccupazionali crescenti.<\/p>\n<p>Ovviamente questo tipo di sviluppo, che nella fase espansiva ha assicurato una notevole occupazione, non va decontestualizzato, se non si vuole scadere nel regno fallace delle \u201cverit\u00e0 assolute\u201d, nel fondamentalismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi occorre chiedersi per\u00f2 cosa farne del nostro territorio, quale futuro per esso immaginiamo, al di l\u00e0 dei paradigmi economici e culturali finora conosciuti, inoltrandoci, partendo da ci\u00f2 che abbiamo, in un mondo inesplorato, la cui ricerca e inventiva, alla quale la condizione del pianeta ci obbliga, sono affascinanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la decarbonizzazione del pianeta, per la verit\u00e0, si impone non solo per un motivo di salute ambientale e di clima alterazione, ma anche per il progressivo, esponenziale esaurimento delle fonti fossili di energia. Ci\u00f2 da tempo sta riorientando le strategie energetiche delle multinazionali del settore, Enel compresa, e dei Governi italiani, di diversi Stati europei (come ad esempio la Germania), dei pi\u00f9 importanti produttori di CO2 come USA e Cina, verso la produzione di energie pulite, rinnovabili, non fossili, \u201cnon combustibili\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difatti, da tempo vi sono stime inesorabili, in quanto dimostratesi finora esatte, sulla durata delle riserve fossili di petrolio, carbone , gas.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tali stime sono tratte seguendo metodi desunti dalla teoria di Hubbert, un geofisico della Shell che previde, il periodo del declino degli Stati Uniti (1965-1970), quale leader mondiale della produzione di petrolio. La storia si incaric\u00f2 di dimostrare che le previsioni erano fondate e, da allora, a questa teoria previsionale, si applicarono sempre pi\u00f9 consolidati modelli matematici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immaginate una curva a forma di campana, il cui vertice rappresenta il punto medio del picco della sua produzione. Da quel punto la produzione declina con la stessa rapidit\u00e0 con la quale \u00e8 salita.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 ottimisti ammettono che a questo picco del petrolio manca solo qualche decennio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviare per\u00f2 al progressivo ma rapido esaurimento del petrolio con pari quantit\u00e0 di altri idrocarburi, come il carbone e l\u2019olio combustibile, sappiamo gi\u00e0 che ce lo dobbiamo vietare, data l\u2019insostenibilit\u00e0 delle quantit\u00e0 dei gas serra, che velocemente e drasticamente dobbiamo ridurre.<\/p>\n<p>Ma puntare esclusivamente o prevalentemente a una diversificazione, pur necessaria, con uno sfruttamento massivo del gas naturale, del metano, anche se meno inquinante ma ugualmente pro quota clima alterante, non d\u00e0 garanzie di futuro, sempre per via di quella inesorabile curva di Hubbert, che prevede il suo picco di produzione inverarsi subito dopo quella del petrolio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pare davvero che l\u2019era dei combustibili fossili \u2013carbone, petrolio e gas naturale- per esaurimento materiale e per la salvezza del pianeta, sia al giro di boa, al suo doppiaggio.<\/p>\n<p>Siamo arrivati alla fine dell\u2019era dell\u2019anidride carbonica e, come dice Rifkin, siamo alle soglie di una terza necessaria rivoluzione industriale, fondata sulle energie non combustibili \u2013sole, vento, acqua\u2026-immagazzinate e veicolate dalle celle d\u2019idrogeno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mai come oggi, nella storia dell\u2019umanit\u00e0, sostenibilit\u00e0 ambientale e sviluppo economico sono obbligati a compenetrarsi con creativa reciprocit\u00e0, a concorrere alla riconversione ecologica dell\u2019economia del pianeta, alla quale \u00e8 affidata la salvezza dell\u2019umanit\u00e0. Nel mondo e a Brindisi.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 destinato a consumarsi nell\u2019arco di questo secolo, pena la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi ha oggi vent\u2019anni o sar\u00e0 testimone e attore di un passaggio a una nuova civilt\u00e0 o al suo non pi\u00f9 arrestabile declino.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 lo scenario del futuro nel quale \u00e8 gi\u00e0 immersa la nostra quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ernesto Musio<\/strong><br \/>\n<strong>Direzione Provinciale del PD e coautore della Convenzione del \u201996<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 noto che la drammatica novit\u00e0 alla quale \u00e8 chiamata a dare una risposta efficace e vincolante la Conferenza sul clima di Parigi, dopo le diverse \u201cfloppenaghen\u201d susseguitesi al Protocollo di Kyoto, consiste nella velocit\u00e0 esponenziale che ha assunto il surriscaldamento terrestre, causato dall\u2019alterazione del clima. &nbsp; Difatti, tutti gli studi e gli organismi di osservazione internazionale concordano che, se gi\u00e0 oggi fossimo in linea con il programma del Protocollo di Kyoto, non arresteremmo pi\u00f9 il surriscaldamento in atto, ma diminuiremmo, mitigheremmo solo l\u2019entit\u00e0 degli effetti dello scioglimento dei ghiacci, dell\u2019innalzamento dei mari, dei processi di desertificazione e di tropicalizzazione dei climi, di quelle che si cominciano a chiamare \u201cmigrazioni climatiche\u201d e\/o ambientali. &nbsp; Nelle nostra mani \u00e8 rimasta unicamente la possibilit\u00e0 di scegliere di quanti gradi lasciare aumentare in questo secolo la temperatura della Terra, a seconda degli obiettivi di riduzione delle emissioni alteranti il clima che decidiamo e riusciamo a conseguire. 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