{"id":59556,"date":"2015-12-18T08:05:11","date_gmt":"2015-12-18T07:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=59556"},"modified":"2016-07-19T02:24:10","modified_gmt":"2016-07-19T00:24:10","slug":"le-sculture-di-edgardo-simone-al-map-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/le-sculture-di-edgardo-simone-al-map-brindisi\/","title":{"rendered":"Le sculture di Edgardo Simone al Map Brindisi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-59557\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-Edgardo-Simone-Ritratto-del-padre-Coll.Privata-225x300.jpg\" alt=\"1 Edgardo Simone  Ritratto del padre  (Coll.Privata)\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-Edgardo-Simone-Ritratto-del-padre-Coll.Privata-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-Edgardo-Simone-Ritratto-del-padre-Coll.Privata-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-Edgardo-Simone-Ritratto-del-padre-Coll.Privata-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/1-Edgardo-Simone-Ritratto-del-padre-Coll.Privata.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Organizzata dalla societ\u00e0 CRACC spin off dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, con i preziosi contributi di ABA Federalberghi Brindisi, Palazzo Virgilio, degli Amici dei Musei Brindisi, e in collaborazione con Club Unesco Brindisi, Fondazione Biblioteca Arcivescovile \u201cDe Leo\u201d Diocesi di Brindisi, Archivio di Stato Brindisi, Confraternita dei Musici, il 21 dicembre 2015 alle ore 18,00 sar\u00e0 inaugurata al MAP Brindisi, la mostra \u201cEdgardo Simone. Piccola esposizione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa mostra, esito di una decennale ricerca del Dipartimento di Beni Culturali, avviata a Lecce nell\u2019ambito del progetto \u201cSull\u2019arte contemporanea. Metodologia e ricerca nei luoghi dell\u2019Universit\u00e0\u201d, nel 60\u00b0 dell\u2019ateneo salentino, consentir\u00e0 per tutto il periodo natalizio e sino al mese di febbraio di poter ammirare per la prima volta nella sua citt\u00e0 natale le opere di piccolo formato dello scultore Edgardo Simone, nato a Brindisi nel 1890 e morto a Hollywood nel 1948.<br \/>\nVentidue opere le opere di Nin\u00ec, come lo chiamavano i familiari, tra bronzetti, gessi, terrecotte e ceramiche, provenienti da collezioni italiane e americane, insieme a cataloghi e periodici d\u2019epoca prestati dalla \u201cBiblioteca De Leo\u201d e privati cittadini e fotoriproduzione di documenti predisposti a cura dell\u2019Archivio di Stato di Brindisi, che saranno ordinate nell\u2019esposizione con lo scopo di far conoscere la produzione la produzione dello scultore brindisino, che dopo un ventennio di attivit\u00e0 in Italia (Roma. Napoli, Verona, Ferrara) dal 1928 insegu\u00ec il sogno americano tra New York, Washington, Detroit, Chicago e Hollywood, dove lavor\u00f2 per la Metro-Goldwyn-Mayer e alle scenografie del film \u201cBernadette\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nFacendo seguito alla mostra del Musa a Lecce, questa esposizione del MAP si arricchisce di alcune importanti opere prestate dagli eredi dello scultore, tra cui \u00e8 significativo il \u201critorno\u201d a Brindisi del Ritratto di Salvatore Simone, padre dell\u2019artista, che Nin\u00ec realizz\u00f2 giovanissimo nel 1910, e un dipinto a olio, il Ritratto di Leda, la bellissima sorella che varie volte pos\u00f2 per lui, che per la prima volta permette al pubblico di conoscere un aspetto ignorato dell\u2019arte di Simone: la pittura.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPer l\u2019inaugurazione sono previsti la performance dell\u2019attore Simone Franco e un video documentario a cura della Confraternita dei Musici. Durante il periodo della mostra il liceo musicale \u201cDurano\u201d di Brindisi accoster\u00e0 allo scultore la figura del violinista-compositore Ugo Giuseppe Gigante, musicista brindisino della prima met\u00e0 del secolo scorso che emigrato a New York fu in contatto con il concittadino Edgardo che gli fece un ritratto e a cui dedic\u00f2 un interessante quanto commovente articolo sulla testata \u201cIndipendente\u201d nel 1928.<br \/>\nLa mostra i cui allestimenti sono stati possibili dalla partecipazione del club Unesco di Brindisi, rester\u00e0 aperta sino al 27 febbraio 2016, per favorire la divulgazione alle scolaresche e a quanti vorranno prenotare l\u2019interessante percorso di visita guidata, tra opere, documenti dell\u2019artista brindisino e un documentario sulla sua vita e le sculture d\u2019arte contemporanea, tra cui \u201cRi- Nascita\u201d di Giovanni Carpignano, che anche quest\u2019anno, in occasione del Santo Natale, rinnova l\u2019ormai consueto appuntamento del MAP con i presepi, che dal 2011 vengono realizzati nei linguaggi e materiali dell\u2019arte contemporanea nei suggestivi spazi della chiesa di San Michele delle Suole Pie; dove sono tuttora in esposizione la Pale d\u2019Altare e la mostra di Giuseppe Cirac\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>INFO MOSTRE<\/strong><\/p>\n<p>Edgardo Simone. Piccola esposizione Ordinata da Massimo Guastella dal 21 dicembre 2015 al 27 febbraio 2016<br \/>\n\u201cRi- Nascita\u201d di Giovanni Carpignano dal 21 dicembre 2015 al 27 febbraio 2016<br \/>\n\u201cPale d\u2019Alatare \u201d di Giuseppe Cirac\u00ec Sino a 4 febbraio 2016<br \/>\nMAP \u2013 Museo Mediterraneo dell\u2019Arte Presente Brindisi &#8211; gi\u00e0 Chiesa di S. Michele Arcangelo delle Scuole Pie Via Tarantini, 37 (Centro Storico nei pressi di piazza Duomo.) Brindisi<\/p>\n<p>Orari: luned\u00ec\/sabato 18,00 -20,00 (ultimo ingresso 19,40), Esclusi i festivi. Ingresso libero\/donation<br \/>\nINFO:MAP 3382618983 oppure 3402767898\/32704126913<\/p>\n<p>Solo su richiesta al mattino o la domenica e festivi visite guidate per gruppi in orari da concordare telefonando 3382618983 (\u20ac 4 adulti; \u20ac 2 under 21)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Organizzazione: Una produzione CRACCsrl Spin Off Universit\u00e0 del Salento<br \/>\nMain Sponsor ABA Associazione Albergatori della Provincia di Brindisi Palazzo Virgilio Amici dei Musei \u2013 Brindisi<br \/>\nin collaborazione con :<br \/>\nClub Unesco Brindisi,<br \/>\nFondazione Biblioteca Arcivescovile \u201cDe Leo\u201d Diocesi di Brindisi,<br \/>\nArchivio di Stato Brindisi, Coftarnita Confraternita dei Musici Centro Studi &#8220;Edgardo Simone&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>BIOGRAFIA EDGARDO SIMONE<\/strong><br \/>\nNasce a Brindisi nel 1890. Appresi i rudimenti dell\u2019arte plastica, nel 1908 si reca a Roma. Sotto la guida dei Cozza accede al Regio Istituto di Belle Arti. Nel clima artistico romano assimila quell\u2019eclettismo in voga nei primi decenni del Novecento, tra verismo ottocentesco, simbolismo, D\u00e9co e poliedrismi dei secessionisti, che sar\u00e0 la sua ricorrente cifra stilistica. Lascia Roma per diplomarsi a Urbino. Raggiunge Napoli e completa gli studi nell\u2019Accademia partenopea. Dopo la leva nella Grande Guerra, nel milieu artistico napoletano adotta il verismo di D\u2019orsi e l\u2019art nouveau di Renda e De Luca. Negli anni Venti alterna bronzetti di folclore e di gusto liberty all\u2019esecuzione di monumenti ai caduti, a Napoli e in Campania, Verona, nel ferrarese, Lucania, Monopoli e Brindisi, riecheggiando i fregi vittoriani dello Zanelli, il simbolismo rodiniano e la potente plastica del Mestrovich. Sul finire del 1927 si trasferisce negli Stati Uniti per erigere il Monumento ai caduti a Tampa. Dopo New York, durante la crisi del &#8217;29, risieder\u00e0 con alterne fortune tra Washington e Detroit, poi a Cleveland e Chicago, dove presenta le sue opere all&#8217;Esposizione Universale del 1933, Coronado e Hollywood. Qui collabora a varie scenografie con la MGM. Muore cinquantottenne a Hollywood, nel 1948.<br \/>\nNote su Edgardo Simone.<br \/>\nCon quella leccese al Musa di Unisalento e questa ordinata al MAP Brindisi dalla spin-off CRACC, arricchita di opere giovanili come il Ritratto del padre e l\u2019inedita per quanto scarna produzione pittorica (Ritratto di Leda), due mostre celebrano il ritorno nella terra nat\u00eca e in Italia di Edgardo Simone; al quale, dopo la morte avvenuta Hollywood nel 1948, solo il figlio Silvan dedic\u00f2 una retrospettiva, nel lontano 1961, nella sua galleria di Los Angeles. Dopo quella esposizione americana un buio ha eclissato per decenni il nome dello scultore salentino.<br \/>\nDa Brindisi, dopo le giovanili prove artistiche, attestate dai maestri salentini Luigi Guacci e Cesare Augusto Lucrezio, si reca nel 1908 a Roma. \u00c8 affidato al magistero di Adolfo e Lorenzo Cozza, che gli consente l\u2019accesso all\u2019istituto di Belle Arti.<br \/>\nNel triennio 1908 \u2013 1911, assiste al completamento del Vittoriano, con la Dea Roma e i rilievi di Zanelli, la Fontana di Rutelli di Piazza Esedra, vede le opere dei maestri europei presenti all\u2019Esposizione Internazionale, su tutti di Me\u0161trovi\u010d e Rodin. \u00c8 al francese e al simbolismo che si ispira nel Rimorso, perduta figura virile assisa che con il Ritratto del padre (1910) \u00e8 tra le sue prime produzioni plastiche. Il suo iter artistico trover\u00e0 la costante cifra stilistica nell\u2019eclettismo dell\u2019ambiente romano, dove confluiscono art nouveau e stile simbolista, suggestioni neobarocche e gusto art Dec\u00f2 dei secessionisti austriaci-tedeschi (si veda la Galera assalita), ritorno alla classicit\u00e0 rievocata dalla scultura dei francesi e dalla plasticit\u00e0 monumentale d\u2019ispirazione michelangiolesca del serbo Me\u0161trovi\u010d. Pi\u00f9 che i corsi accademici, pratica i cantieri delle \u00abdue esposizioni di P. d\u2019Armi e Valle Giulia\u00bb, assiste Adolfo Laurenti nelle decorazioni per il Palazzo dell\u2019Esposizione e osserva Giovanni Prini (vedi il Fante che bacia una donna con elmetto). Tra gli esiti memori del soggiorno romano va considerato il bronzeo Nudo femminile, poi appartenuto alla collezione di Federico Zeri. Passato all\u2019accademia di Belle Arti di Napoli, accoglie la lezione verista di D\u2019Orsi, l\u2019eclettismo di Luigi De Luca, il gusto liberty di Peppe Renda. Tra gli anni Dieci &#8211; Venti, risponde a quei caratteri una serie di statuette da salotto, in terracotta o bronzo, come il Cocchiere napoletano, Il Territoriale congedato, di vivo folclore partenopeo, il Tango di genere mondano e i soggetti femminili dai volti graziosi, nei piccoli busti, o di maliziosa sensualit\u00e0, come Gar\u00e7onne o Salom\u00e8 con la testa del Battista dalle suggestioni simboliste e secessioniste.<br \/>\nEscluso il soggiorno ferrarese dove, verso il 1922, ha il \u00absuo studio a Palazzo dei Diamanti\u00bb, impegnato al progetto del concorso aggiudicatosi per il Monumento ai Caduti e ai Martiri, mai realizzato, Simone muove lungo tutta la penisola per eseguire numerosi monumenti commemorativi dei caduti della Grande Guerra. In bronzo o marmo bianco di Carrara, impiega l\u2019ampio repertorio che gli \u00e8 proprio, non privo di retorica, tra rievocazioni zanelliane, secessioniste e attenzione per l\u2019arte classica, facendo ricorso alle poderose anatomie mestroviciane. Talvolta concepisce il monumento-fontana quale arredo urbano.<br \/>\nSimone \u00e8 apprezzato nelle rassegne espositive leccesi, da Pietro Marti a Tot\u00f2 Genovesi.<br \/>\nSul finire del 1927, parte per gli Stati Uniti d\u2019America, per realizzare il Monumento ai caduti di Tampa. Giunto a New York avvia il ventennio della stagione americana. Inizialmente, espone parte della produzione italiana, come i bronzetti fusi a Napoli dalla Fonderia Lagan\u00e0. La padronanza delle tecniche artistiche e l\u2019ecletticit\u00e0 del suo stile assicurano le attenzioni della critica, ma soprattutto della committenza per le abilit\u00e0 di ritrattista. Effigia, tra altri, Solomon R. Guggenheim, Thomas Edison, David Niven, Marlene Dietrich. Una mostra personale gli viene ordinata alla National Gallery di Washington. Sin dal 1929, per far fronte alla crisi, oltre ai ritratti, reitera a uso commerciale un repertorio bozzettistico di genere su temi infantili. Traduce scugnizzi e guapparielli dei vicoli napoletani in monelli chapliniani come il Bellhop (Facchino di Hotel), il Caddie o i piccoli jazzisti di colore. Le graziose statuine femminili sono tratte dall&#8217;American life.<br \/>\nCoast to coast esegue, con versatilit\u00e0, opere di tipologia e generi diversi, dalla ritrattistica alla statuaria, dal soggetto civile alle allegorie, dal genere sacro all\u2019oggetto d\u2019arredo, in piccola e in larga scala, dalle statuine-<br \/>\nlampade alle sculture da giardino. Nel 1933, naturalizzato americano, si trasferisce a Chicago, per ordinare le sue opere alla Mostra Italiana dell\u2019Esposizione Universale. Sua ultima tappa Hollywood, dove realizza ceramiche nelle stilizzazioni Art Nouveau. Negli anni Quaranta collabora come scenografo con la Metro-Goldwyn-Mayer: dovrebbe appartenergli il Ges\u00f9 Cristo che appare tra gli arredi sacri del film The song of Bernardette, vincitore degli Oscar nel 1944.<br \/>\n<em>Massimo Guastella<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Organizzata dalla societ\u00e0 CRACC spin off dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, con i preziosi contributi di ABA Federalberghi Brindisi, Palazzo Virgilio, degli Amici dei Musei Brindisi, e in collaborazione con Club Unesco Brindisi, Fondazione Biblioteca Arcivescovile \u201cDe Leo\u201d Diocesi di Brindisi, Archivio di Stato Brindisi, Confraternita dei Musici, il 21 dicembre 2015 alle ore 18,00 sar\u00e0 inaugurata al MAP Brindisi, la mostra \u201cEdgardo Simone. Piccola esposizione\u201d. &nbsp; La mostra, esito di una decennale ricerca del Dipartimento di Beni Culturali, avviata a Lecce nell\u2019ambito del progetto \u201cSull\u2019arte contemporanea. 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