{"id":5991,"date":"2014-02-23T18:40:37","date_gmt":"2014-02-23T17:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=5991"},"modified":"2014-02-27T01:13:21","modified_gmt":"2014-02-27T00:13:21","slug":"quando-unazione-inconsapevole-diventa-sublime-performance-di-bastiancontrario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/quando-unazione-inconsapevole-diventa-sublime-performance-di-bastiancontrario\/","title":{"rendered":"Quando un&#8217;azione inconsapevole diventa sublime performance. Di BastianContrario"},"content":{"rendered":"<p><strong>QUANDO UN&#8217;AZIONE\u00a0INCONSAPEVOLE DIVENTA\u00a0SUBLIME\u00a0PERFORMANCE<br \/>\novvero l&#8217;atto del ramazzare oggetti d&#8217;arte che si trasforma esso medesimo in opera d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5994\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/anna-macchi-300x225.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5994\" class=\"size-thumbnail wp-image-5994\" alt=\"Anna Macchi\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/anna-macchi-300x225-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" data-id=\"5994\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/anna-macchi-300x225-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/anna-macchi-300x225-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5994\" class=\"wp-caption-text\">Anna Macchi<\/p><\/div>\n<p>La storia della zelante donna delle pulizie barese che ha spazzato via con scopa e paletta alcune \u201cpreziose\u201d opere d&#8217;arte, \u00e8 troppo ganza per sfuggire al mio commento.<br \/>\nPer l&#8217;ennesima volta, nell&#8217;ambito delle produzioni artistiche, \u00e8 successo che qualcuno ha gridato che il Re \u00e8 nudo, svegliando dal letargo pecoronesco la dormiente opinione pubblica, finalmente gratificata del diritto di sbeffeggio nei confronti di sedicenti geni e di mercanti ruffiani e interessati.<br \/>\nLa brava signora Annina, trovando la sala Murat piena di rifiuti e avanzi (vuoti di birra, scatole semi aperte, fogli di giornali appallottolati, persino biscotti spezzettati), ci ha dato gi\u00f9 di buona lena raccogliendo tutto a favore di capienti sacchetti da spazzatura e finendo poi il lavoro \u201ca regola d&#8217;arte\u201d con una bella passata di acqua fresca e Lysoform.<\/p>\n<div id=\"attachment_5995\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-scultura-di-TOT-durante-la-pitturazione.jpg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5995\" class=\"size-thumbnail wp-image-5995 \" alt=\"Il rilievo di Amerigo Tot durante la pitturazione\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-scultura-di-TOT-durante-la-pitturazione.jpg-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" data-id=\"5995\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-scultura-di-TOT-durante-la-pitturazione.jpg-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-scultura-di-TOT-durante-la-pitturazione.jpg-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5995\" class=\"wp-caption-text\">Il rilievo di Amerigo Tot durante la pitturazione<\/p><\/div>\n<p>Il pensiero corre subito all&#8217;ultimo ready-made di Duchamp, una vecchia porta, a cui, qualche anno fa, uno scrupoloso operaio\u00a0 pens\u00f2 bene di dare una generosa rinfrescata di vernice.<br \/>\nE a proposito di &#8220;sverniciatina&#8221;, vi torna in mente quella subita dal rilievo di Amerigo Tot sulla facciata del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi?<br \/>\nLa memoria va anche a quel vecchio film, \u201cVacanze intelligenti\u201d, in cui Albertone Sordi fa accomodare la stanca consorte su una sedia\u00a0 posta in un angolo della biennale di Venezia.<br \/>\nLa poverina sar\u00e0 scambiata per un soggetto da body art dagli istupiditi visitatori.<br \/>\nPer non parlare poi della storica beffa di Livorno, quando tre mattacchioni fecero\u00a0 ritrovare alcune teste scolpite col&#8230; Black &amp; Decker che furono subito prese per originali manufatti di Modigliani. Il confine tra opera d&#8217;arte e bufala \u00e8 quindi molto labile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornando al caso in ispecie, questo tal Fabio Santacroce \u00e8 un Achille o un Tersite? Le sue pallottole cartacee e i suoi Oro Saiwa disseminati tra i cartoni, hanno una valenza nobile e incantevole come declamato nel patinato catalogo, o sono un&#8217;ennesima presa per i fondelli?<\/p>\n<p>Siamo di fronte a qualcosa di originale, di epocale o, per dirla col mitico Fantozzi, ci hanno propinato la solita\u00a0 \u201ccagata pazzesca\u201d? Come per la quasi totalit\u00e0 delle opere riconducibili al\u00a0segmento dell&#8217; informale e del concettuale, non si capisce mai se ci troviamo di fronte a roba per palati fini o semplicemente a lavori che un certo cerchio magico ha interesse a promuovere e a piazzare sul mercato.<br \/>\nResta l&#8217;equivoco di fondo: per non fare la figura dei rozzi ualani ignoranti e conservatori, ci mordiamo la lingua ingoiando dubbi e sospetti e continuiamo a guardare con falso interesse le opere esposte, sotto l&#8217;occhio indagatore dell&#8217;artista che forse ha subodorato il dissenso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5996\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/121.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5996\" class=\"size-thumbnail wp-image-5996\" alt=\"Merda d'artista\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/121-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" data-id=\"5996\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/121-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/121-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5996\" class=\"wp-caption-text\">Merda d&#8217;artista<\/p><\/div>\n<p>Il problema di cosa sia e cosa non sia opera d&#8217;arte \u00e8 vecchio come il cucco.<br \/>\nA partire da Aristotele (Poetica), Kant (Critica del giudizio), Croce (Estetica), Benjamin (L&#8217;opera d&#8217;arte) e tanti altri ancora.<\/p>\n<p>Come si riconosce un capolavoro? La consacrazione deve venire da molti o solo dagli esperti?<br \/>\nE&#8217; giusto replicarli o devono rimanere originali ed unici?<br \/>\nSono queste le domande che si pongono da secoli i ricercatori della cosiddetta \u201contologia dell&#8217;arte\u201d Gli studiosi contemporanei concordano nel definire opera d&#8217;arte moderna un oggetto materiale che provoca emozioni e sensazioni (aisthesis, come dicono quelli che parlano bene).<br \/>\nTutto per\u00f2 in un contesto sociale allargato e con il supporto di un avallo critico non episodico o marginale. Ma questo non \u00e8 ancora sufficiente.<\/p>\n<p>E&#8217; vero che l&#8217;opera, come dice Umberto Eco gi\u00e0 dal lontano &#8217;62, \u00e8 sempre un&#8217;opera \u201caperta\u201d, con un suo lato che sfugge alla classificazione e in parte alla comprensione, ma il fruitore deve essere messo in condizione di rapportarsi alla \u201ccosa\u201d, di relazionarsi con essa, di recepirla come frutto di una ricerca che ha prodotto qualcosa di nuovo. La \u201cgrande emozione\u201d non pu\u00f2 che donargliela il \u201cvero\u201d artista per il tramite di un suo indefinibile quid che \u00e8 il peculiare lampo della creazione, dell&#8217;invenzione assoluta.<br \/>\nL&#8217;autore, per diventare artista, deve quindi compiere il miracolo della trasfigurazione. Soltanto cos\u00ec l&#8217;oggetto comune si trasforma in oggetto d&#8217;arte (L&#8217;orinatoio di Duchamp, trattato dal \u201cpensiero\u201d del Maestro, si trasforma in \u201cFontana\u201d, 1917).<br \/>\nCos\u00ec cambia magicamente lo statuto dell&#8217;oggetto e la percezione stessa del destinatario.<br \/>\nPer\u00f2, attenzione, le esperienze sono\u00a0 uniche, irripetibili.<br \/>\nSe qualcuno replica Andy Warhol e la sua piramide di 100 scatole di detersivo\u201d (1964) non \u00e8 un genio, \u00e8 un guitto.<\/p>\n<p>L&#8217;Arte con la \u201cA\u201d maiuscola \u00e8 come un\u00a0 quadrifoglio, \u00e8 rara e non \u00e8 facile da scovare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5997\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/VittorioSgarbi-Paterno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5997\" class=\"size-thumbnail wp-image-5997\" alt=\"Mostra Patern\u00f2 - Brindisi\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/VittorioSgarbi-Paterno-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" data-id=\"5997\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/VittorioSgarbi-Paterno-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/VittorioSgarbi-Paterno-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5997\" class=\"wp-caption-text\">Mostra Patern\u00f2 &#8211; Brindisi<\/p><\/div>\n<p>Sono andato a vedere la mostra di Patern\u00f2 a Palazzo Nervegna.<br \/>\nMalgrado gli entusiastici endorsement di Sgarbi, ho trovato i lavori esposti piuttosto ordinari e banali.<br \/>\nMolto colore, molta luce, un pizzico di ironia, volti fotografici, buona tecnica pop ma anche ripetitivit\u00e0, latitanza di profondit\u00e0, mancanza di spessore, anche materico.<br \/>\nQuadri simpatici da collocare in una boutique, in un salone di estetista o nella stanzetta di un adolescente. E in giro non \u00e8 che la musica cambi.<br \/>\nLe mostre degli artisti informali si riducono ad una monotona rielaborazione di tele cariche di colori a cui fanno da pendant i titoli delle opere, spesso pi\u00f9 interessanti delle opere esposte. Non se ne abbiano a male gli artigiani -esecutori e i grandi addetti ai lavori (Bonito Oliva, Caroli, Sgarbi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari critici, potete scrivere tutte le belle parolone che volete, indorare la pillola, straparlare alle vernici delle mostre, il vostro latinorum non ci incanter\u00e0 perch\u00e9 ci pare troppo simile a quello usato dal famoso Azzeccagarbugli.<\/p>\n<p>Non ci faremo condizionare, miei illustri esperti, perch\u00e9 continueremo ad affidarci al nostro gusto e alla nostra sensibilit\u00e0 nel giudicare quanto ci passa la conventicola.<br \/>\nI capolavori andateli a proporre ai soliti ricconi o alle madame snob.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, propongo che sia assegnata almeno una targa alla gentile signora Anna Macchi che, nell&#8217;\u201dinstallare\u201d nel bidone della monnezza quei ridicoli simulacri spacciati per arte, ha involontariamente creato una geniale opera d&#8217;arte: la performance della distruzione di un&#8217;opera da cui, ne \u00e8 nata un&#8217;altra \u201cpi\u00f9 bella e pi\u00f9 superba che pria\u201d.<\/p>\n<p>Un lavoro che anche il professor Immanuel Kant non avrebbe esitato a classificare \u201csublime \u201c, considerato che il filosofo di Konigsberg affermava che il bello \u00e8 misurabile, mentre il sublime \u00e8 smisurato e illimitato. Come appunto il buon senso&#8230;artistico della simpatica signora Anna.<br \/>\n<strong>Bastiancontrario<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUANDO UN&#8217;AZIONE\u00a0INCONSAPEVOLE DIVENTA\u00a0SUBLIME\u00a0PERFORMANCE ovvero l&#8217;atto del ramazzare oggetti d&#8217;arte che si trasforma esso medesimo in opera d&#8217;arte &nbsp; La storia della zelante donna delle pulizie barese che ha spazzato via con scopa e paletta alcune \u201cpreziose\u201d opere d&#8217;arte, \u00e8 troppo ganza per sfuggire al mio commento. Per l&#8217;ennesima volta, nell&#8217;ambito delle produzioni artistiche, \u00e8 successo che qualcuno ha gridato che il Re \u00e8 nudo, svegliando dal letargo pecoronesco la dormiente opinione pubblica, finalmente gratificata del diritto di sbeffeggio nei confronti di sedicenti geni e di mercanti ruffiani e interessati. La brava signora Annina, trovando la sala Murat piena di rifiuti e avanzi (vuoti di birra, scatole semi aperte, fogli di giornali appallottolati, persino biscotti spezzettati), ci ha dato gi\u00f9 di buona lena raccogliendo tutto a favore di capienti sacchetti da spazzatura e finendo poi il lavoro \u201ca regola d&#8217;arte\u201d con una bella passata di acqua fresca e Lysoform. 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