{"id":59966,"date":"2015-12-23T20:41:22","date_gmt":"2015-12-23T19:41:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=59966"},"modified":"2015-12-27T12:59:40","modified_gmt":"2015-12-27T11:59:40","slug":"miracolo-di-natale-di-pasquale-cavalera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/miracolo-di-natale-di-pasquale-cavalera\/","title":{"rendered":"Miracolo di Natale. Di Pasquale Cavalera"},"content":{"rendered":"<p>Fui chiamato al telefono di mia moglie per un intervento in sala operatoria. Una bambina doveva essere operata d\u2019urgenza ed unicamente la mia equipe di specialisti aveva l\u2019esperienza pregressa per salvarle la vita. Distavo circa mezz\u2019ora dalla struttura ospedaliera, diedi immediatamente la mia disponibilit\u00e0 ad intervenire e andai a vestirmi. Dopo cinque minuti ero gi\u00e0 fuori casa, baciai mia moglie, le mie figlie, i parenti che erano a cena da noi e corsi via.<br \/>\nEra la notte di Natale, il ventiquattro Dicembre duemilatre, esattamente le ore ventidue. Avevo da poco spento il cellulare privato, con la certezza che ogni reparto fosse degnamente coperto dai miei validi colleghi. Ma questo si presentava come un caso singolare, necessitava di un intervento invasivo su una piccola paziente di otto anni. Non me la sentii di delegare. Volevo essere responsabile in prima persona del successo dell\u2019operazione. Successo, perch\u00e9 doveva forzatamente andare tutto per il verso giusto, non contemplavo nessuna altra ipotesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parcheggiai accanto l\u2019entrata del Pronto Soccorso, ad attendermi trovai la madre in lacrime. Mi supplic\u00f2 di considerare la bambina come se fosse una delle mie figlie, mi url\u00f2 con le ultime forze che le restavano di salvarle la vita perch\u00e9 sua unica ragione di esistere. Feci un segno di approvazione col capo, mi precipitai negli spogliatoi, ero concentrato, non riusc\u00ec a spiaccicare una sola parola di consolazione nei riguardi di quella donna. In sala operatoria ritrovai la mia squadra al completo, non mancava nessuno. La vita della piccola si dimostr\u00f2 per noi pi\u00f9 importante di ogni altra cosa. Cominciammo ad operare alle ventitre e trenta, terminammo la mattina di Natale alle ore otto in punto, ne uscimmo stremati. I colleghi del turno natalizio presero il mio posto, promisi di rientrare in reparto entro sera per la visita post operatoria. Tornai a casa per riposare. Feci subito una doccia ghiacciata, mia figlia prepar\u00f2 una camomilla doppia, mi addormentai sfinito. Il cellulare rimase acceso tutto il giorno, ma nessuno prov\u00f2 a rintracciarmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Verso sera ritornai come promesso e come di dovere in ospedale, la prima persona che vidi fu la madre, questa volta non mi fece passare, ingabbiandomi in un abbraccio tanto caloroso quanto spontaneo. Accarezz\u00f2 i miei capelli, mi baci\u00f2 la mano e con una preghiera quasi sussurrata raccomand\u00f2 la mia anima al buon Ges\u00f9. Ad attendermi in stanza trovai Angelica, questo il nome della bambina. Sorrise di gusto nel vedermi entrare, lentamente affond\u00f2 entrambe le mani nella mia folta barba, era la prima volta che contemplava il mio volto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come io non avevo mai avuto l\u2019occasione di osservare i suoi profondi occhi azzurri.<\/p>\n<p>Provai a fantasticarne la forma, la vivacit\u00e0, il colore, l\u2019espressione, per tutta la durata dell\u2019intervento.<br \/>\nSolo per un istante ebbi il timore di non riuscire a vedere quanto per ore immaginato, il suo cuoricino fragile per un attimo cess\u00f2 di pulsare sangue.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 delle volte \u00e8 la lucida freddezza, naturale conseguenza di un\u2019esperienza trentennale, che permette di riconsegnare alla vita ci\u00f2 che sembra perduto per sempre. La riprendemmo immediatamente, avvenne tutto in maniera cos\u00ec rapida da apparire alle nostre menti soltanto come un brutto sogno.<\/p>\n<p>Ora quegli occhioni mi stavano osservando, scrutavano con curiosit\u00e0 ogni angolo del mio faccione.<\/p>\n<p>Non ci separammo mai pi\u00f9, impossibile dimenticare ci\u00f2 che in quella notte di Natale aveva legato le nostre anime in un abbraccio spiritualmente indissolubile.<\/p>\n<p>Angelica cominci\u00f2 a frequentare la nostra casa, fin da subito le mie figlie la accolsero come parte integrante della famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa sera lei ed il suo ragazzo hanno cenato da noi. Avevo quasi terminato di scartare la torta, quando ho visto Angelica in procinto di consegnarmi un papiro color perla, dai bordi consumati.<\/p>\n<p>La partecipazione per il loro matrimonio. All\u2019interno vi era un pezzettino di carta, tagliuzzato in malo modo, con su scritto \u201cPer il Dottore Illustrissimo\u201d in una calligrafia forse resa incerta dall\u2019emozione.<\/p>\n<p>L\u2019ho aperto delicatamente. Questa volta, come in poche altre occasioni nella mia vita, la mano ferma del chirurgo ha lasciato spazio al sentimento forte, cominciando, deliberatamente, a tremare. Mi esortavano a leggere a voce alta, ma l\u2019emozione aveva preso possesso della mia mente, neppure una sola parola \u00e8 stata pronunciata dalla mia bocca, non un suono, non sono pi\u00f9 riuscito a dir nulla.<\/p>\n<p>In totale smarrimento ho mandato gi\u00f9 un calice di vino bianco, mi sono alzato in piedi e ho cercato la forza per leggere. Non l\u2019ho trovata.<\/p>\n<p>Ho bevuto alla goccia un secondo calice di vino, tra i rimproveri di mia moglie. La stanza ha cominciato a girare, dapprima lentamente, poi sempre pi\u00f9 in fretta. Avrei dovuto dire qualcosa prima di sbattere per terra. Dopo un profondo respiro, l\u2019ennesimo, ho letto tutto d\u2019un fiato ci\u00f2 che era riportato sul papiro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCosa faresti se per un solo giorno io provassi a trasformarti nel Cavaliere dei miei sogni? Lo sopporteresti? Sai, non so tu, ma io avrei immenso piacere ad essere accompagnata da te in chiesa, ai piedi dell\u2019altare. Oppure chiedo troppo mio carissimo Dottore? Coraggio, comincia a dimagrire che voglio vederti in forma per quel giorno.<\/p>\n<p>Non ho avuto mai nella mia vita la possibilit\u00e0 di comprendere fino in fondo quale forma di amore si potesse provare al cospetto di un padre, ma in egual modo sono certa che ci\u00f2 che nutro per te nel mio cuore va ben oltre il semplice affetto. Sei e per sempre sarai il mio angelo custode.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io, la tua piccola Angelica!\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Pasquale Cavalera<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fui chiamato al telefono di mia moglie per un intervento in sala operatoria. Una bambina doveva essere operata d\u2019urgenza ed unicamente la mia equipe di specialisti aveva l\u2019esperienza pregressa per salvarle la vita. Distavo circa mezz\u2019ora dalla struttura ospedaliera, diedi immediatamente la mia disponibilit\u00e0 ad intervenire e andai a vestirmi. Dopo cinque minuti ero gi\u00e0 fuori casa, baciai mia moglie, le mie figlie, i parenti che erano a cena da noi e corsi via. Era la notte di Natale, il ventiquattro Dicembre duemilatre, esattamente le ore ventidue. Avevo da poco spento il cellulare privato, con la certezza che ogni reparto fosse degnamente coperto dai miei validi colleghi. 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