{"id":61722,"date":"2016-01-19T17:43:38","date_gmt":"2016-01-19T16:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=61722"},"modified":"2016-07-18T10:39:50","modified_gmt":"2016-07-18T08:39:50","slug":"no-alle-trivellazioni-la-corte-costituzionale-da-il-via-libera-al-referendum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/no-alle-trivellazioni-la-corte-costituzionale-da-il-via-libera-al-referendum\/","title":{"rendered":"No alle trivellazioni: la Corte Costituzionale d\u00e0 il via libera al referendum"},"content":{"rendered":"<p>La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle.<br \/>\nIl quesito riguarda l&#8217;abrogazione di una norma contenuta nel decreto Sblocca Italia che consente l\u2019esplorazione di giacimenti di gas nel Mar Adriatico \u201cper la durata della vita utile del giacimento\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato premia lo sforzo comune profuso dai Presidenti delle Regioni di Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche e Molise che avevano recepito le numerose sollecitazioni delle associazioni e comitati che da anni si mobilitano in tutta Italia per contrastare le multinazionali del petrolio e difendere i propri territori.<\/p>\n<p>I quesiti inizialmente presentati erano sei ma, a seguito di alcuni interventi del governo contenuti nella Legge di Stabilit\u00e0 che confermano il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia, l\u2019unico quesito rimasto \u00e8 quello che mantiene le concessioni gi\u00e0 autorizzate.<\/p>\n<p>Si tratta di un risultato tangibile che dimostra, ancora una volta, come sia possibile raggiungere importanti risultati quando la protesta civile viene sposata dall\u2019impegno e dalla volont\u00e0 politica dei soggetti istituzionali.<\/p>\n<p>Il 19 settembre scorso, i Presidenti delle sei Regioni siglarono un accordo per approvare i quesiti (identici per tutte le regioni) che sono stati sottoposti ai rispettivi Consigli regionali per l\u2019approvazione necessaria per richiedere l\u2019indizione del Referendum sulle norme che consentono le ricerche e lo sfruttamento petrolifero.<\/p>\n<p>L\u2019approvazione delle delibere ha poi consentito di raggiungere il numero sufficiente affinch\u00e9 \u2013 ai sensi della carta costituzionale \u2013 la Corte di Cassazione prima e la Corte Costituzionale dopo, esaminassero la formulazione dei quesiti per la consultazione referendaria.<br \/>\nE cos\u00ec, il 30 settembre scorso i rappresentanti dei Consigli regionali (a cui si sono aggiunte altre quattro regioni -Sardegna, Veneto, Liguria e Campania) hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio.<\/p>\n<p>Nel novembre 2015, i sei quesiti che chiedevano l\u2019abrogazione di un articolo dello Sblocca Italia e di cinque articoli del decreto Sviluppo avevano ricevuto l&#8217;ok della Corte di Cassazione.<br \/>\nAdesso il pronunciamento della Consulta apre le porte per l&#8217;indizione del referendum.<\/p>\n<p>Le reazioni all&#8217;ammissibilit\u00e0 del referendum non sono tardate ad arrivare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presidente della Regione Puglia <strong>Michele Emiliano<\/strong> ha dichiarato: \u201c<em>Abbiamo appreso dalla Corte costituzionale che il referendum anti-trivelle si svolger\u00e0, \u00e8 stato ammesso. Si tratta di un referendum eminentemente politico, che tende a spingere il Governo a elaborare una politica energetica e a dire se in questa politica energetica debbano o meno avere un ruolo le ricerche di idrocarburi e, in particolare, l\u2019eventuale sfruttamento dei pozzi ritrovati, cosa che il governo ancora non ha fatto.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo, in attesa di questa risposta, le Regioni hanno chiesto al popolo italiano di decidere se ritengono che la ricerca di idrocarburi e l\u2019eventuale sfruttamento dei pozzi sia necessario all\u2019economia italiana. Abbiamo l\u2019occasione di fare una bella discussione, finalmente, sulle cose veramente importanti, sino ad ottobre quando si svolger\u00e0 il referendum, per capire qual \u00e8 il destino energetico del nostro Paese. Mi auguro dunque che la paura della coincidenza di questo referendum con quello sulle riforme costituzionali non stronchi questa discussione. Certo, il Governo pu\u00f2 fare un\u2019altra norma &#8220;uccidi-referendum&#8221; e mi auguro, a questo punto, che la eviti, perch\u00e9 la campagna referendaria partir\u00e0 oggi stesso e bisogna evitare che gli italiani pensino che di queste cose non si pu\u00f2 discutere nel nostro Paese. Lo faremo con i Consigli regionali, ai quali faccio le mie congratulazioni, perch\u00e9 sono i veri promotori del referendum.<\/em><\/p>\n<p><em>I Consigli regionali per la prima volta nella storia di Italia hanno capito che basta che cinque di essi non siano d\u2019accordo su una legge dello Stato perch\u00e9 sia possibile chiedere il parere ai cittadini. E questa possibilit\u00e0 va utilizzata anche per altre leggi, perch\u00e9 spesso i governi legiferano senza un adeguato coinvolgimento dal basso degli organismi intermedi e pi\u00f9 in generale dei partiti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per <strong>Onofrio Introna<\/strong>, presidente del Consiglio Regionale Pugliese &#8220;dopo il s\u00ec della Corte Costituzionale dobbiamo partire subito con i comitati per il referendum, coinvolgendo i soggetti che lo hanno promosso e sostengono: Regioni, Comuni, Rete No triv, associazioni ambientaliste. Le istituzioni facciano appello perch\u00e9 in ogni centro e in ogni quartiere si aprano punti di informazione per i cittadini.<\/p>\n<p>La Consulta ha riconosciuto la fondatezza degli argomenti che hanno spinto le Regioni ad usare lo strumento democratico del referendum abrogativo, per difendere l\u2019ambiente e i mari, Dopo questa decisione, sarebbe auspicabile per il Governo nazionale evitare il trauma della consultazione e attivare sulla materia un tavolo permanente Stato-Regioni-Enti locali, allargato alla societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Alle Regioni va inoltre restituita la prerogativa costituzionale di tutelare i propri territori, ripristinando un dialogo istituzionale all\u2019insegna della leale collaborazione tra gli enti che insieme dovranno definire il piano energetico per il Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa decisione della Corte Costituzionale ci riempie di soddisfazione perch\u00e9 d\u00e0 ragione a noi istituzioni e alle tante comunit\u00e0 locali unite in questa battaglia di civilt\u00e0\u201d. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano e presidente della VI Commissione Cultura, <strong>Alfonso Pisicchio<\/strong>, commentando l\u2019ammissibilit\u00e0 dell\u2019ultimo quesito referendario contro le trivelle nell\u2019Adriatico. Il quesito in esame riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti gi\u00e0 rilasciate.<br \/>\n\u201cSin dall\u2019inizio \u2013 sottolinea Pisicchio \u2013 abbiamo sostenuto i comitati No Triv e la mobilitazione spontanea che ha attraversato indistintamente realt\u00e0 e territori della nostra regione. Ribadendo un concetto semplice ma efficace: le bellezze naturali, paesaggistiche e culturali del nostro territorio vanno salvaguardate e il nostro mare non si tocca. In questi mesi di campagna contro le Trivelle il popolo pugliese ha dimostrato maturit\u00e0 e consapevolezza. La nostra non \u00e8 stata una lotta contro il Governo, ma abbiamo solo chiesto di essere ascoltati. Anzi, sarebbe auspicabile riaprire un confronto sereno e \u00a0costruttivo\u201d.<\/p>\n<p>Saremo chiamati direttamente a decidere del destino del nostro mare&#8221;. Questo il commento del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, <strong>Michele Mazzarano<\/strong>, tra i primi ad esultare dopo la notizia arrivata dalla Consulta che ha ammesso i quesiti referendari sulla ricerca di idrocarburi in mare.<\/p>\n<p>&#8220;Esprimo grande soddisfazione &#8211; ha aggiunto &#8211; perch\u00e9 dopo tanti mesi di battaglie sar\u00e0 la popolazione ad essere interpellata sulla necessit\u00e0 o meno di avere le trivelle a poche miglia dalle nostre coste, ed a decidere direttamente sul tema della difesa del nostro mare. Il Partito Democratico e l&#8217;intero gruppo dei consiglieri si attiver\u00e0 da subito per organizzare e promuovere la campagna referendaria, insieme con i comitati dei cittadini e di tutti coloro che in questi mesi si sono impegnati in questa sacrosanta battaglia. Il nostro compito sar\u00e0 quello di tenere accesi i riflettori e alta l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per vincere la battaglia pi\u00f9 importante nelle urne. Come abbiamo pi\u00f9 volte ripetuto in questi mesi &#8211; ha concluso &#8211; questa \u00e8 la battaglia di tutti i pugliesi a difesa del nostro mare e della principale vocazione della Puglia&#8221;.\/com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle. Il quesito riguarda l&#8217;abrogazione di una norma contenuta nel decreto Sblocca Italia che consente l\u2019esplorazione di giacimenti di gas nel Mar Adriatico \u201cper la durata della vita utile del giacimento\u201d. 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