{"id":62657,"date":"2016-01-29T14:50:23","date_gmt":"2016-01-29T13:50:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=62657"},"modified":"2016-01-29T14:12:09","modified_gmt":"2016-01-29T13:12:09","slug":"la-regione-decide-il-confronto-sulla-riforma-dei-consorzi-asi-la-proposta-di-leftbrindisi-per-abolirli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-regione-decide-il-confronto-sulla-riforma-dei-consorzi-asi-la-proposta-di-leftbrindisi-per-abolirli\/","title":{"rendered":"La regione decide il confronto sulla riforma dei consorzi ASI: La proposta di LeftBrindisi per abolirli"},"content":{"rendered":"<p>La regione Puglia,anche a seguito di una iniziativa di Confindustria di Bari\/Bat,intende mettere mano alla riforma dei consorzi Asi,ritenuti dal presidente Emiliano e dall&#8217;assessore Capone,enti ormai superati e da riorganizzare. Da tempo sono convinto che una nuova e efficace politica industriale richiede ben altri soggetti. Questi enti hanno fatto il loro tempo e in qualche caso i loro danni. Si riforma la pubblica amministrazione con i decreti delegati del ministro Madia,si sciolgono con la riforma costituzionale le province,si accorpano e si riorganizzano, accorpandole, le camere di commercio,si riformano le autorit\u00e0 portuali,i consorzi di bonifica,le sovrintendenze, e i vecchi carrozzoni dei consorzi Asi possono rimanere ancora quelli che sono stati fino adesso?<\/p>\n<p>I loro bilanci,i costi dei consigli di amministrazione,dei dirigenti e del personale sono compatibili con la revisione e la riorganizzazione della spesa pubblica? E rispetto alle riforme istituzionali in atto e alla necessit\u00e0 di nuove politiche industriali e di moderni servizi alle imprese,sono ancora utili? Sono domande e considerazioni legittime alla luce di quanto sta avvenendo in Puglia nel rapporto con questi Enti. Senza riaprire stantie polemiche personali mi sembra,per queste ragioni, che l&#8217;attivismo a tutto campo(secondo la prassi brindisina del &#8220;tutti fanno tutto&#8221;) del consorzio ASI di Brindisi, assurto da qualche mese ad ente di programmazione della citt\u00e0 di Brindisi,proponendo addirittura progetti di campi da golf,vendite impossibili della diga del cillarese,piattaforme logistiche di competenza dell&#8217;autorit\u00e0 di sistema portuale(unica o meno che sia),ecc.,partecipando,cos\u00ec,alla fiera di una progettualit\u00e0 vecchia e fuori dal contesto industriale attuale e potenziale,sia non solo esuberante ma anche scarsamente credibile e praticabile. Ma tornando allo stato,alle funzioni e alla governance dei consorzi Asi vanno approfondite le ragioni che spingono la regione a riorganizzarli. LeftBrindisi metter\u00e0 a disposizione dei consiglieri regionali brindisini,del presidente Emiliano e dell&#8221;assessore Capone gli studi, gli approfondimenti che ha svolto in questi anni sulle politiche industriali e ambientali e di quanto ha maturato in materia di consorzi industriali e delle nuove articolazioni istituzionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nI consorzi ASI sono enti pubblici economici e sono composti in prevalenza numerica da soggetti pubblici territoriali come la provincia,i comuni,la camera di commercio. A Brindisi la presenza di questi enti \u00e8 totale,a differenza di quello di Bari, e come tali ne determinano i programmi e gli indirizzi. Ogni Ente associato partecipa alle attivit\u00e0 istituzionali e amministrative con propri rappresentanti,aderisce in ragione del contributo annuo associativo e contribuisce a formare la compagine di amministrazione degli organi statutari(consiglio direttivo, nomina del presidente,ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLo Statuto del consorzio ASI di Brindisi e lo stesso richiamo all\u2019art. 11 (comma 3) della Legge Regionale n.2\/2007 chiarisce che \u201c A ciascun socio spetta un numero di voti proporzionale al valore della rispettiva quota\u201d.E non a caso prima di ogni votazione degli atti che si approvano negli organi \u00e8 espressamente scritto in delibera che \u201c\u2026si da atto che i soci sono in regola con i rispettivi pagamenti delle quote associative\u201d.<br \/>\nE non a caso lo Statuto, (art.9 punto 6) specifica \u201c La partecipazione di ciascun componente, con ogni diritto di elettorato e di voto, agli Organi del Consorzio, presuppone che il soggetto di cui lo stesso \u00e8 rappresentante abbia versato le quote annuali di partecipazione relative agli esercizi finanziari precedenti\u201d e che sono:<br \/>\nProvincia 37,04% &#8211; Comune di Brindisi 28,82% -Camera di Commercio 3,07% Fasano 9,97% &#8211; Ostuni 10,74% &#8211; Francavilla Fontana 10,36%-.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nNon so se i comuni, la provincia e la camera di commercio hanno provveduto a versare per il 2015 le loro quote e, se lo hanno fatto, se sono in grado ancora di confermare anche per il 2016 le stesse e le rispettive percentuali.<br \/>\nIn virt\u00f9 della disposizione della legge regionale e della direttiva fatta propria dallo Statuto Consortile, la partecipazione della Provincia risulta determinante ai fini della gestione del consorzio e decisiva nella composizione degli organi statutari in quanto il numero dei voti attribuiti al componente della provincia \u00e8 prevalente fra quelle versate o da versare dagli Enti Consorziati.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPertanto, se la Provincia, ormai sciolta, priva di risorse (ragione per cui sta uscendo da tutte le partecipate) e ammesso che ne abbia facolt\u00e0 nella nuova veste giuridica di area vasta decidesse di non erogare il contributo finanziario per i prossimi anni il suo rappresentante non avrebbe diritto a votare. Ed allora come potr\u00e0 essere approvato il Programma triennale di attivit\u00e0 del Consorzio ed il Piano annuale economico-finanziario attuativo del Programma triennale? E saranno legittime le delibere poste in essere in questo periodo? E\u2019 certamente un caso unico, da approfondire ulteriormente. Personalmente non escludo che si potrebbe parlare di vera e propria \u201cdecadenza\u201d dall\u2019incarico del rappresentante della Provincia. Viene meno il presupposto tecnico-giuridico, cio\u00e8 la nomina e la percentuale del 37,04 per cento che da&#8217; diritto a rappresentare la Provincia in quanto legate esclusivamente all\u2019apporto contributivo, non trattandosi di carica elettiva. Resta anche da definire se attualmente la Provincia ha titolo a designare un proprio rappresentante in qualsiasi altro Ente, sia pubblico che privato. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra cosa che richiede altro approfondimento. La stessa cosa riguarda il rappresentante della camera di commercio di Brindisi che, come si sa,sar\u00e0 accorpata a quella di Taranto e alla quale sono state tagliate risorse e funzioni. Nella situazione in cui si trova la camera e&#8217; in grado di mantenere e versare la stessa quota degli anni passati?<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCome associazione Leftbrindisi, partecipando alla sagra del programma del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, Michele Emiliano, avanzammo una proposta di legge regionale per l&#8217;abolizione dei Consorzi ASI con l&#8217;obiettivo di trasferire ai comuni che ne fanno parte, personale, funzioni, poteri,gestione delle aree e il relativo patrimonio. L&#8217;iniziativa della Regione e&#8217; un&#8217;occasione per aprire un confronto anche a Brindisi. Tra le varie ipotesi che la Regione pu\u00f2 prendere in considerazione per riorganizzare i consorzi Asi non e&#8217; da escludere quella della loro \u00a0abolizione,cos\u00ec come proposto da LeftBrindisi.<br \/>\nIl patrimonio dei consorzi \u00e8 costituito dai beni immobili e mobili di propriet\u00e0 degli stessi nonch\u00e9 dai conferimenti iniziali e successivi dei partecipanti associati. I principi stabiliti dalla proposta di legge di abolizione dei Consorzi presumono, pertanto, che il patrimonio consortile venga trasferito e distribuito fra il Comune di Brindisi ed i comuni sedi di agglomerati industriali. Cos\u00ec come vanno trasferite le competenze specifiche e relative alla pianificazione urbanistica ed edilizia su tutti i territori classificati come zone industriali per ricomprenderle nei rispettivi PUG. In questa ipotesi sarebbero trasferiti ai Comuni il personale dipendente e dirigente, tutte le infrastrutture industriali, la gestione degli impianti, i beni mobili ed immobili gi\u00e0 realizzati con finanziamenti pubblici nei territori dei comuni sedi di agglomerati industriali. Funzioni che rientrerebbero cos\u00ec nell&#8217;amministrazione diretta ed ordinaria dei comuni facendo saltare un livello di governo intermedio, deresponsabilizzato, costoso e ormai inutile.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nI Consorzi avevano un senso quando furono pensati e realizzati per la vecchia industrializzazione e dall&#8217;intervento straordinario per il mezzogiorno. I Comuni allora erano impreparati e c&#8217;era bisogno di livelli pi\u00f9 pronti a garantire un processo di industrializzazione veloce e innovativo per quei tempi e per questi territori. Oggi bisogna puntare sull&#8217;autogoverno e su governance responsabilizzate e orientate a dar conto ai cittadini contribuenti. Sono diventati un passaggio inutile,soggetti di interferenza inopportuna, sono lontani dalle imprese, quasi un ostacolo alla semplificazione,partecipano alla sovrapposizione tra enti (basti pensare a Brindisi a ci\u00f2 che succede tra ASI,autorit\u00e0 portuale ,comune).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLe nuove politiche industriali mal si conciliano con questa vecchia strumentazione di servizio e di sostegno. Ci sono i distretti industriali per le imprese,ci sono le regioni per i finanziamenti e i fondi pubblici,ci sono i comuni per il governo dei propri territori(tutti),e ,mentre si stanno abolendo le province e si stanno accorpando le camere di commercio e le autorit\u00e0 portuali, molti si chiedono:a cosa servono ancora i consorzi ASI?<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa spending review non pu\u00f2 valere per le province, le regioni, i \u00a0comuni,le camere di commercio e relativi lavoratori, per poi fermarsi davanti alla porta dei consorzi ASI,dove si pagano ancora compensi e attivit\u00e0 di consigli di amministrazione ormai inutili e pletorici e si definiscono piante organiche che non hanno pi\u00f9 senso.<br \/>\nI Comuni,a partire da quello di Brindisi,hanno un&#8217;occasione importante per ripensarsi e ripensare il territorio e le proprie aree industriali, per partecipare ad un processo di innovazione coraggiosa, per definire nuovi strumenti e soggetti di sostegno allo sviluppo, coinvolgendo direttamente le imprese e le loro associazioni.<br \/>\nSi tratta di avere coraggio, di studiare e di progettare un futuro credibile, uscendo dalle vecchie logiche di gestione basate su equilibri necessari pi\u00f9 alla spartizione del potere che ad offrire servizi ai cittadini e al territorio.&#8221;Todo Cambia&#8221; dice la bella canzone di Mercedes Sosa nel film di Moretti &#8220;Habemus Papam&#8221;. E a Brindisi quando?<br \/>\nNon si pu\u00f2 essere innovatori a Roma e conservatori a Brindisi difendendo i vecchi assetti e i relativi consunti vantaggi. Lo dico con modestia e umilt\u00e0 soprattutto a tutti quelli che credono nelle riforme di Renzi e del suo governo. Todo cambia e per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente Left Brindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La regione Puglia,anche a seguito di una iniziativa di Confindustria di Bari\/Bat,intende mettere mano alla riforma dei consorzi Asi,ritenuti dal presidente Emiliano e dall&#8217;assessore Capone,enti ormai superati e da riorganizzare. Da tempo sono convinto che una nuova e efficace politica industriale richiede ben altri soggetti. Questi enti hanno fatto il loro tempo e in qualche caso i loro danni. Si riforma la pubblica amministrazione con i decreti delegati del ministro Madia,si sciolgono con la riforma costituzionale le province,si accorpano e si riorganizzano, accorpandole, le camere di commercio,si riformano le autorit\u00e0 portuali,i consorzi di bonifica,le sovrintendenze, e i vecchi carrozzoni dei consorzi Asi possono rimanere ancora quelli che sono stati fino adesso? I loro bilanci,i costi dei consigli di amministrazione,dei dirigenti e del personale sono compatibili con la revisione e la riorganizzazione della spesa pubblica? E rispetto alle riforme istituzionali in atto e alla necessit\u00e0 di nuove politiche industriali e di moderni servizi alle imprese,sono ancora utili? 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