{"id":641,"date":"2013-11-24T13:43:10","date_gmt":"2013-11-24T12:43:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=641"},"modified":"2013-11-24T13:45:23","modified_gmt":"2013-11-24T12:45:23","slug":"radizioni-british-sea-power-machineries-of-joy-il-disco-della-settimana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/radizioni-british-sea-power-machineries-of-joy-il-disco-della-settimana\/","title":{"rendered":"Radi@zioni: British Sea Power &#8211; Machineries of Joy &#8211; Il Disco della Settimana"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/bsp-500x2501.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-730\" alt=\"bsp-500x250[1]\" src=\"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/bsp-500x2501-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>BRITISH SEA POWER <\/b><\/p>\n<p><b><i>\u201cMachineries Of Joy\u201d<\/i><\/b><i> (Rough Trade, 2013) <\/i><\/p>\n<p><i><a href=\"http:\/\/www.britishseapower.co.uk\/\">www.britishseapower.co.uk<\/a><\/i><i><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Tracklist<\/span><\/i>:<br \/>\n01. Machineries Of Joy<br \/>\n02. K Hole<br \/>\n03. Hail Holy Queen<br \/>\n04. Loving Animals<br \/>\n05. What You Need The Most<br \/>\n06. Monsters Of Sunderland<br \/>\n07. Spring Has Sprung<br \/>\n08. Radio Goddard 09. A Light Above Ascending<br \/>\n10. When A Warm Wind Blows Through The Grass<\/p>\n<p><b><i><span style=\"text-decoration: underline;\">10 piccole storie da un universo parallelo<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p>\u201cIn questo momento, il mondo sembra spesso un posto isterico. Vorremmo che questo disco fosse un antidoto, un bel gioco di carte in piacevole compagnia\u201d. Cos\u00ec i British Sea Power hanno presentato la loro quinta fatica discografica ufficiale, \u201cMachineries Of Joy\u201d, un titolo che omaggia il recentemente scomparso Ray Bradbury, autore di \u201cCronache marziane\u201d, \u201cFahrenheit 451\u201d e della raccolta di piccole storie \u201cLe macchine della felicit\u00e0\u201d. Ma non c\u2019\u00e8 nulla di fantascientifico nei suoni e nelle atmosfere che pervadono questo lavoro, concepito tra le nebbiose Berwin Mountains del Galles, e da quel clima fortemente influenzato.<\/p>\n<p>Sembrano proprio piccoli ma vividi racconti questi che arrivano a due anni di distanza da \u201cValhalla Dancehall\u201d e a dieci dal debutto \u201cThe Decline Of British Sea Power\u201d. Se da una parte queste nuove 10 canzoni sono forti di un campionario d\u2019influenze, sapori e umori in continua espansione, dall\u2019altro rappresentano la summa ideale di quanto riesca meglio a un gruppo che arriva in gran forma al traguardo del doppio lustro d\u2019attivit\u00e0. Una collezione cos\u00ec eclettica che suona come un greatest hits, anche se non lo \u00e8: il suono \u00e8 spesso cinematico, evocativo ma non evanescente, con una sapiente alternanza tra la pomposit\u00e0 dei tappeti d\u2019archi e i pi\u00f9 diretti riff chitarristici \u2013 tutto in perfetto equilibrio tra tensione e distensione.<\/p>\n<p>Tutto questo dimostra che la band di Brighton non ha mai smesso di lavorare sodo; non importa se i colleghi che oggi sono arrivati col fiatone negli anni Dieci hanno raggiunto prima di loro i tanto agognati traguardi. I British Sea Power sono ancora come li abbiamo conosciuti, solo che oggi li ritroviamo pi\u00f9 consapevoli della qualit\u00e0 del proprio songwriting. Pur non avendo perso il gusto per l\u2019eccentricit\u00e0, sono riusciti a confezionare l\u2019album che finalmente pu\u00f2 far avvicinare al loro mondo anche il neofita pi\u00f9 restio. Se non \u00e8 un successo questo\u2026 <i>(<a href=\"http:\/\/sentireascoltare.com\/recensioni\/british-sea-power-machineries-of-joy\/\">http:\/\/sentireascoltare.com\/recensioni\/british-sea-power-machineries-of-joy\/<\/a>).<\/i><\/p>\n<p>Ascoltare l\u2019album dei <strong>British Sea Power<\/strong> significa incamminarsi in un sentiero che cambia costantemente direzione, una musica che a tratti sembra subire una mutazione genetica senza per\u00f2 che nulla si alteri o si deformi. Il loro marchio resta chiaro, cos\u00ec come la compattezza stilistica nei rimandi al post-punk, al rock degli anni duemila, a sonorit\u00e0 beatlesiane. E questo, indipendentemente dai giudizi di merito, compare nei resoconti di alcune recensioni anche non del tutto positive lette un po\u2019 in giro per il web. Ma il suggerimento finale, per quanto mi riguarda, resta sempre il solito: non curatevi troppo di chi recensisce (neanche di noi!) e ascoltatela tutta la musica! La decisione di ci\u00f2 che \u00e8 buono e di ci\u00f2 che non lo \u00e8, resta sempre del tutto soggettiva! <i>(<\/i><i><a href=\"http:\/\/www.mentinfuga.com\/web\/index.php\/british-sea-power-machineries-of-joy-una-raccolta-di-musiche-tra-refrain-di-chitarre-e-aperture-di-archi\/\">www.mentinfuga.com\/web\/index.php\/british-sea-power-machineries-of-joy-una-raccolta-di-musiche-tra-refrain-di-chitarre-e-aperture-di-archi\/<\/a><\/i><i>).<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>Dieci anni di carriera non hanno quindi affatto disseccato la vena compositiva dei nostri, che probabilmente, con questo album, raggiungono i loro vertici, sia in termini qualitativi che di piacevolezza all\u2019ascolto, segnale evidentemente di ispirazione, ma anche di raggiunta maturit\u00e0. Detto che il gruppo ha dichiarato la propria volont\u00e0 di rendere l\u2019album \u201ccaldo e ristoratore, come una partita a carte tra amici\u201d, fin dall\u2019inizio si fa sul serio, con le atmosfere in stile kraut, sull\u2019insistito del basso e sul tappeto di viola e tastiere della fantastica, cinematica \u201ctitle track\u201d, seguita dalla possente \u201c<em>K-Hole\u201d<\/em><i>,<\/i> che ci introduce al lato pi\u00f9 rockettaro dei nostri, mentre \u201c<em>Loving Animals\u201d<\/em>, un altro dei pezzi forti del disco, paga il dovuto agli immancabili Beatles. Il disco termina con la suggestiva \u201c<em>When A Warm Wind Blows Through The Grass\u201d<\/em>, probabilmente un altro dei momenti migliori del disco, con il suo arpeggio circolare e un\u2019atmosfera quasi sinistra, degna conclusione per un disco notevole <i>(<\/i><i><a href=\"http:\/\/www.distorsioni.net\/canali\/dischi\/machineries-of-joy\">www.distorsioni.net\/canali\/dischi\/machineries-of-joy<\/a><\/i><i>).<\/i><i><\/i><\/p>\n<p><i>a cura di: <b><a href=\"http:\/\/www.camillofasulo.blogspot.com\/\">Camillo \u201cRADI@zioni\u201d Fasulo<\/a><\/b><\/i><\/p>\n<p><b><i>\u201cRADI@zioni\/N.R.G.\u201d \u00e8 un programma <\/i><\/b><i>ideato da <strong>Camillo Fasulo e realizzato con la radi@ttiva collaborazione di Gabriella Trastevere, Mimmo Saponaro e Carmine Tateo,<\/strong><b> in onda tutti i luned\u00ec tra le ore 22 e le 24 sull\u2019emittente radiofonica \u201cCiccio Riccio\u201d (<a href=\"http:\/\/www.ciccioriccio.it\/\">www.ciccioriccio.it<\/a>) di Brindisi.<\/b><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRITISH SEA POWER \u201cMachineries Of Joy\u201d (Rough Trade, 2013) www.britishseapower.co.uk &nbsp; Tracklist: 01. 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