{"id":64966,"date":"2016-02-28T10:12:40","date_gmt":"2016-02-28T09:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=64966"},"modified":"2016-02-28T13:18:56","modified_gmt":"2016-02-28T12:18:56","slug":"anche-brindisi-ha-la-sua-scala-santa-di-aldo-indini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/anche-brindisi-ha-la-sua-scala-santa-di-aldo-indini\/","title":{"rendered":"Anche Brindisi ha la sua Scala Santa.  Di Aldo Indini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/SCALA-SANTA.jpg\" rel=\"attachment wp-att-64823\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-64823\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/SCALA-SANTA.jpg\" alt=\"SCALA SANTA\" width=\"220\" height=\"264\" \/><\/a>La Scala Santa di Roma \u00e8 la pi\u00f9 celebre: \u00e8 autentica; \u00e8 meta di pellegrinaggi cattolici; \u00e8 adorata da tutti i cristiani; fa parte del complesso denominato &#8220;Santuario della Scala Santa&#8221; nelle immediate adiacenze della basilica di San Giovanni in Laterano.<\/p>\n<p>La leggenda narra che si tratterebbe della scala salita da Ges\u00f9 per recarsi nell\u2019aula dove ha subito l\u2019interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione.<br \/>\nLa scala sarebbe stata trasportata a Roma da Sant\u2019Elena Imperatrice madre di Costantino.<\/p>\n<p>Correva l\u2019anno 326. Sant\u2019Elena prevedeva di imbarcarsi per la Terra Santa da Monte sant\u2019Angelo del Gargano, ma dopo una tratta a piedi, si imbarc\u00f2 da Brindisi per raggiungere la Palestina.<\/p>\n<p>Al mondo esistono altre Scale Sante. Tra di esse quella di Gerusalemme (anch&#8217;essa, secondo la leggenda, sarebbe quella percorsa da Ges\u00f9), a Bastia, in Corsica (posseduta da Papa Pio VII nel 1811), a Lourdes, in Francia (posta all\u2019interno del percorso della Via Crucis), a Mantova (nel Palazzo Ducale) ed a Veroli, in provincia di Frosinone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pochi sanno, per\u00f2, che una Scala Santa c&#8217;\u00e8 anche a Brindisi.<\/p>\n<p>Personalmente ho rintracciato la documentazione della sua esistenza nell\u2019interno del monastero delle clarisse cappuccine.<br \/>\nIl complesso fu costruito in uno con la chiesa di Santa Maria degli Angeli voluta da San Lorenzo da Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scoperta \u00e8 avvenuta per puro caso nella ricerca della provenienza di alcuni suoli nei pressi della Fontana Tancredi ed in particolare di quelli ove insiste la \u201cFontana di Monsignore\u201d.<br \/>\nSe ne parla nel catalogo delle 372 pergamene giacenti presso la Biblioteca Pubblica Arcivescovile Annibale De Leo ubicata a Brindisi in Piazza Duomo, pergamene comprendenti documenti dall\u2019anno 1033 all\u2019anno 1955.<\/p>\n<p>Antonio Sansale, Arcivescovo di Brindisi dal 1743 al 1750, con un suo decreto del 24 maggio 1744, insign\u00ec del titolo di abbadessa la superiora delle monache di Santa Maria del Angeli, sopprimendo ed abolendo per sempre l\u2019antico titolo di guardiana; \u00e8 questo il periodo che all\u2019interno del monastero vi era una scala che le monache salivano con la stessa devozione della Scala Santa di Roma.<\/p>\n<p>1751, 28 agosto, anno XII del pontificato di Benedetto XIV. Rescritto di Benedetto XIV in favore della badessa di S. Maria degli Angeli di Brindisi per le indulgenze a quelle lucrabili con visita alla Scala Santa di Roma, concesse per una Scala tenuta al monastero. Data a Roma in S. Maria Maggiore.<\/p>\n<p>In seguito alle disposizioni contenute nel decreto del 17 febbraio 1861, relativo alle cose degli Ordini Religiosi, il monastero degli \u201cAngioli\u201d, come ente ecclesiastico, doveva essere consegnato ai militari.<\/p>\n<p>L&#8217;abadessa si dichiar\u00f2 \u201cprofondamente addolorata\u201d, rivolgendosi al sindaco Domenico Balsamo per \u201cimplorare la sua assistenza nell\u2019infortunio di cui son minaccia\u201d, dal Maggiore Comandante la Piazza.<\/p>\n<p>L\u2019istanza del Ministero di Grazia e Giustizia, per la cessione da parte del demanio dello Stato al Comune del monastero, fu approvata con istrumento del notaio D\u2019Ippolito il 24 luglio 1894, mentre il passaggio dei diritti, obblighi, ragioni, azioni e servit\u00f9 attive e passive fu sancito il 24 settembre dello stesso anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo nel 1913 le ultime tre clarisse, suora Arsenio, D\u2019Alessio e Murri lasciarono il monastero, dopo un compromesso stipulato il 19 luglio dello stesso anno tra il Municipio di Brindisi e le religiose, successivamente nell\u2019anno 1916, il convento delle Clarisse fu demolito dal Comune per far posto alle scuole elementari femminili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Aldo Indini \u2013 Cultore di storia locale<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Scala Santa di Roma \u00e8 la pi\u00f9 celebre: \u00e8 autentica; \u00e8 meta di pellegrinaggi cattolici; \u00e8 adorata da tutti i cristiani; fa parte del complesso denominato &#8220;Santuario della Scala Santa&#8221; nelle immediate adiacenze della basilica di San Giovanni in Laterano. La leggenda narra che si tratterebbe della scala salita da Ges\u00f9 per recarsi nell\u2019aula dove ha subito l\u2019interrogatorio di Ponzio Pilato prima della crocifissione. La scala sarebbe stata trasportata a Roma da Sant\u2019Elena Imperatrice madre di Costantino. Correva l\u2019anno 326. Sant\u2019Elena prevedeva di imbarcarsi per la Terra Santa da Monte sant\u2019Angelo del Gargano, ma dopo una tratta a piedi, si imbarc\u00f2 da Brindisi per raggiungere la Palestina. Al mondo esistono altre Scale Sante. Tra di esse quella di Gerusalemme (anch&#8217;essa, secondo la leggenda, sarebbe quella percorsa da Ges\u00f9), a Bastia, in Corsica (posseduta da Papa Pio VII nel 1811), a Lourdes, in Francia (posta all\u2019interno del percorso della Via Crucis), a Mantova (nel Palazzo Ducale) ed a Veroli, in provincia di Frosinone. &nbsp; Pochi sanno, per\u00f2, che una Scala&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":65269,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[622],"tags":[],"class_list":["post-64966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-locale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64966"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64966\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":65270,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64966\/revisions\/65270"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/65269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}