{"id":65075,"date":"2016-02-25T21:11:23","date_gmt":"2016-02-25T20:11:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=65075"},"modified":"2016-02-25T21:11:23","modified_gmt":"2016-02-25T20:11:23","slug":"macedonia-e-brindisi-storia-di-un-secolare-rapporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/macedonia-e-brindisi-storia-di-un-secolare-rapporto\/","title":{"rendered":"Macedonia e Brindisi: storia di un secolare rapporto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi.jpg\" rel=\"attachment wp-att-65076\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-65076\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi-300x143.jpg\" alt=\"Macedonia e Brindisi\" width=\"300\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi-768x367.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi-1024x489.jpg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Macedonia-e-Brindisi.jpg 1587w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Macedonia e Brindisi: storia di un secolare rapporto&#8221; \u00e8 il tema del XLIII Colloquio di studi e ricerca storica previsto per il 3 Marzo, alle ore 17.00, presso Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi<\/p>\n<p>L&#8217;evento \u00e8 organizzato da GRANAfertART e dalla Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia \u2013Sezione di Brindisi con il partneraniato dell&#8217;Istituto Culturale Internazionale Real Casa di Macedonia ed il patrocinio della Comunit\u00e0 Ellenica del Grande Salento &#8211; Brindisi, Lecce e Taranto.<\/p>\n<p><strong>PROGRAMMA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Indirizzi di saluto:<\/strong><br \/>\nCosimo Cannone (Presidente Istituto Culturale Internazionale Real Casa di Macedonia)<br \/>\nAntonella Mastropaolo (Console onorario di Grecia per Brindisi, Lecce e Taranto)<\/p>\n<p><strong>Interventi:<\/strong><br \/>\nGiacomo Carito (Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia): Un brindisino alla corte di Perseo di Macedonia: Lucio Ramnio<\/p>\n<p><strong>Coordina e introduce i lavori:<\/strong><\/p>\n<p>Antonio Mario Caputo (Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia)<\/p>\n<p>Al termine delle relazioni, i lavori proseguiranno presso l&#8217;Open Club (vico Tarantafilo, 10), locale posto nella suggestiva cornice degli scavi romani sotto il Teatro Verdi, dove Ioannis Davilis (Presidente della Comunit\u00e0 Ellenica del Grande Salento &#8211; Brindisi, Lecce e Taranto e referente regionale dei Greci di Puglia) si soffermer\u00e0 sulla Controversia tra Repubblica di Macedonia e Grecia. Nel corso dell&#8217;informale, conviviale e originale incontro, Giancarlo Cafiero (Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia) dar\u00e0 lettura di brani relativi al porto di Brindisi. La scelta comprende versi di Franco Calderaro (da Viersi \u2018rranciati, Brindisi: Tipografia Roma, 1931), Giovanni Guarino (da Puisii, Brindisi: Mealli, 1933 e Mellonata, Brindisi: Tipografia Durano, 1933), Pasquale Camassa (Un brindisi a Brindisi, pro manuscripto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quando le luci della notte si rifletteranno immobili<br \/>\n<\/em><em>sulle acque verdi di Brindisi<br \/>\n<\/em><em>Lascerai il molo confuso dove si agitano parole<br \/>\n<\/em><em>passi remi e macchinari<\/em><\/p>\n<p><em>( Sophia de Mello Breyner Andresen, Itaca, da Come un grido puro, traduzione e cura di Federico Bertolazzi Milano: Crocetti Editore, 2013)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Brindisi, navigando verso oriente, i Romani mossero per la conquista dei Balcani. Per raggiungere lo scopo non bastava un punto di partenza, era necessario che questo luogo fosse facilmente raggiungibile ed \u00e8 probabile che il prolungamento dell\u2019Appia sino a Brindisi e seriormente, dopo il crollo della potenza macedone, sull\u2019altra sponda su una direttrice transbalcanica quale l\u2019Egnazia, lungo la quale i prodotti dell&#8217;Adriatico penetravano nell&#8217;interno della penisola balcanica e nell&#8217;Oriente, e quelli d&#8217;Oriente a loro volta scendevano verso l&#8217;Adriatico e l&#8217;Occidente, sia stato dovuto a tale circostanza. Gli stati o gli imperi in ascesa o all\u2019apice della loro potenza costruiscono strade e ponti, mentre quelli in declino o in pericolo innalzano mura e barriere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente diveniva inevitabile, per giungere a una nuova sintesi, il confronto con la potenza egemone in quell\u2019area: il regno di Macedonia. L\u2019obiettivo militare della guerra era quello di impedire a quella potenza di minacciare Roma e alterare gli equilibri geopolitici; le offensive lanciate prima contro Filippo V e poi contro Perseo, sono motivate dall\u2019accusa di agire da fiancheggiatori dei nemici di Roma. Di fronte ad una minaccia con queste caratteristiche le tradizionali strategie della politica estera romana, ovvero il contenimento e la deterrenza, si rivelano inadatte. La deterrenza, ovvero la promessa di una rappresaglia massiccia contro un aggressore, rischia di essere un\u2019arma spuntata in quanto basata su assunti non applicabili a governi assoluti. Essa presuppone, infatti, che un eventuale confronto militare coinvolga comunque attori dotati di razionalit\u00e0, in grado di soppesare i rischi connessi alle diverse ipotesi strategiche, di scendere a patti e tra i quali, quindi, possa alla fine nascere una &#8211; sia pure forzosa &#8211; fiducia. Il contenzioso con la Macedonia fu risolto in ultimo con la guerra preventiva; l\u2019intervento armato \u00e8 giustificato da una diversa percezione della minaccia, che in questo caso \u00e8 stimata come imminente e di entit\u00e0 crescente, quasi prossima ad essere attivata. Non esistono quindi, alla luce di questi presupposti di necessit\u00e0 ed urgenza, altre alternative se non quella dell\u2019azione militare. Nella visione dei pi\u00f9 influenti pensatori neoconservatives, la preemptive war viene definita come \u201canticipatory self-defence\u201d, nella quale si mira addirittura a colpire anche le intenzioni dell\u2019avversario, e non solo gli atti preparatori a un eventuale attacco. Quando si adotta una strategia basata sulla guerra preventiva si ritiene che l\u2019attacco immediato sia meno costoso di quello futuro, perch\u00e9 nel frattempo il nemico si rinforzerebbe, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 difficile e sanguinoso il successo. In tutto il lungo conflitto grande fu il ruolo di Brindisi e dei cittadini di Brindisi uno dei quali forn\u00ec il pretesto per l\u2019ultima e decisiva campagna militare ai danni della Macedonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Macedonia e Brindisi: storia di un secolare rapporto&#8221; \u00e8 il tema del XLIII Colloquio di studi e ricerca storica previsto per il 3 Marzo, alle ore 17.00, presso Palazzo Granafei-Nervegna a Brindisi L&#8217;evento \u00e8 organizzato da GRANAfertART e dalla Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia \u2013Sezione di Brindisi con il partneraniato dell&#8217;Istituto Culturale Internazionale Real Casa di Macedonia ed il patrocinio della Comunit\u00e0 Ellenica del Grande Salento &#8211; Brindisi, Lecce e Taranto. 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