{"id":66014,"date":"2016-03-07T11:03:34","date_gmt":"2016-03-07T10:03:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=66014"},"modified":"2016-03-07T11:03:34","modified_gmt":"2016-03-07T10:03:34","slug":"8-marzo-laugurio-della-uil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/8-marzo-laugurio-della-uil\/","title":{"rendered":"8 Marzo: l&#8217;augurio della Uil"},"content":{"rendered":"<p>Il Coordinamento territoriale Donne della UIL si \u00e8 riunito per \u201ccelebrare e commemorare\u201d questa giornata. S\u00ec perch\u00e9 proprio di questo ha bisogno questa storica giornata di Commemorazione e Memoria sotto una veste di riflessione e cambiamento! Nella riunione affrontando nello specifico l\u2019argomento lavoro\/donne, con dati di ricerca alla mano, \u00e8 stato approfondito il tema della condizione lavorativa delle donne, se sussista il lavoro per le donne e come incida tutto ci\u00f2 sulla qualit\u00e0 di vita delle medesime. Nel dibattito la dottoressa Francesca Masiello \u2013 psicologa psicoterapeutica che collabora insieme all\u2019avvocatessa Francesca Chiechi con il centro UIL di Brindisi Stalking e Mobbing, discutendo nello specifico l\u2019argomento lavoro\/donne hanno ribadito che, a partire dagli anni Settanta, le donne si inseriscono in modo crescente nel mondo del lavoro. Eppure i numeri sono ancora lontani dalle aspettative dell\u2019Unione Europea che vuole un 60% di esse a lavoro nel 2020, mentre le statistiche Istat confermano un dato pari al 46,6% delle donne italiane occupate a fronte di un 64% degli uomini (febbraio 2014). Se si osservano i nostri contesti sociali \u00e8 facile ritrovare, hanno continuato, che i numeri confermano che l\u2019uomo \u00e8 destinato a ricoprire un ruolo sociale che lo identifichi come lavoratore mentre la donna, pur lavoratrice, \u00e8 impiegata per retaggio culturale a far fronte ai bisogni di cura della famiglia, dell\u2019infanzia, degli anziani (si pensi che circa il 72% del carico di lavoro domestico -dati Istat- \u00e8 svolto dalle donne).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La conciliazione lavoro\/famiglia, non poche volte, \u00e8 resa ancora pi\u00f9 difficoltosa da mancanze di flessibilit\u00e0 dell\u2019organizzazione lavorativa (virtuose quelle realt\u00e0 lavorative che ospitano un asilo nido o reali condizioni di flessibilit\u00e0 a vantaggio delle lavoratrici madri), dalla tipologia di occupazione che si svolge, dai servizi a supporto della gestione familiare e, nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione familiare medesima, dalla disponibilit\u00e0 dei partners in merito alla condivisione delle responsabilit\u00e0 attinenti gestione e cura della casa e dei figli. Altro problema \u00e8 la Precariet\u00e0 lavorativa, ossia la mancanza di sicurezze nella possibilit\u00e0 di progettare il futuro e, nel caso delle donne-lavoratrici (specie se impegnate in percorsi di carriera in ascesa), dover affrontare la scelta tra essere madri e\/o fare carriera, eventi che statisticamente si verificano nel medesimo tempo di vita della donna (dai 30 ai 40 anni). Il sistema del lavoro sembrerebbe non pensato, non organizzato in modo da aprirsi alla molteplicit\u00e0 dei ruoli della donna. Il risultato di questo insieme di istantanee sulla situazione delle donne e il lavoro nel nostro paese \u00e8 un tasso di natalit\u00e0 tra i pi\u00f9 bassi in Europa! Le condizioni di lavoro delle donne ed i rischi per la Salute e la Sicurezza delle stesse non sono ancora adeguatamente tutelate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ai rischi che coinvolgono indistintamente uomini e donne, per qualit\u00e0 delle condizioni di lavoro, si aggiunge la minore possibilit\u00e0 per le donne di utilizzare i dispositivi di protezione individuale che per le donne sono generalmente peggiori di quelle degli uomini. Anche in termini contrattuali alle donne sono riservati con maggiore frequenza contratti di lavoro atipici, o a tempo determinato, o part-time, o presenza di lavori multipli. \u00c8 riscontrabile inoltre la concentrazione della presenza femminile solo in alcuni settori lavorativi, quali: la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, la pubblica amministrazione (in particolar modo per le lavoratrici pi\u00f9 anziane), il settore horeca, ossia l\u2019insieme di strutture alberghiere, catering, ristorazione e vendita al dettaglio.\u00a0 Altro dato da considerare \u00e8 il\u00a0divario retributivo\u00a0tra uomo e donna a parit\u00e0 di ruolo (si tratta di un gap rilevante). A tal proposito il rapporto pubblicato da Eu-Osha\u00a0 evidenzia che la situazione dal 2003 ai giorni nostri non \u00e8 assolutamente migliorata, anzi le donne a pari mansione rispetto ad un uomo, percepiscono retribuzioni in percentuale pari a circa il 16% in meno. Inoltre, nonostante l\u2019introduzione di una normativa sul riconoscimento delle c.d. \u201cquote di genere\u201d (Legge Golfo\/Mosca), in ambito soprattutto lavorativo, esigua \u00e8 ancora la presenza di donne in posizioni dirigenziali determinando da un lato il mancato abbattimento del glass ceiling, ossia gli ostacoli per l\u2019avanzamento delle donne alle posizioni di vertice e dall\u2019altro la minore possibilit\u00e0 di influenzare ed orientare le politiche aziendali verso azioni mirate a tutelare gli specifici bisogni di salute e sicurezza in azienda a misura anche di donna. Eppure la tutela paritaria \u00e8 da collegare gi\u00e0, sia pure indirettamente, al principio di Uguaglianza (di cui all\u2019art. 3 Cost.). La Costituzione non ha mai specificato che i contraenti di quell\u2019identico rapporto di lavoro, inserito in quello stesso ambiente lavorativo, debba essere diversamente modulato in base alle differenze di sesso. Anzi, proprio in virt\u00f9 di tale efficacia interprivata, la Giurisprudenza ha da tempo riconosciuto efficacia precettiva immediata alla norma dell\u2019art. 37 della Costituzione sulla parit\u00e0 retributiva in favore delle donne ed a quella, pi\u00f9 ampia, della parit\u00e0 di diritti della donna a cui deve corrispondere un diritto soggettivo alla parit\u00e0 di trattamento verso il datore di lavoro, obbligato a sua volta, alla non discriminazione per et\u00e0 e per sesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl Coordinamento territoriale Donne della UIL vuole ricordare la data dell\u20198 marzo e ringraziare le tante Donne che nella Storia hanno dato vita all\u2019azione per il riconoscimento dei Diritti di Uguaglianza formale e sostanziale, aprendo il varco del Cambiamento e rendendo le Donne Soggetti di Diritti. Ci\u00f2 che vogliamo augurare \u00e8 che sotto il vento costante del cambiamento un giorno, quanto pi\u00f9 vicino possibile, anche nell\u2019articolo 37 della Costituzione si possa finalmente riconoscere che \u201cla cura dei figli, della casa, dei bisogni primari di ogni individuo, della conservazione anche e soprattutto della qualit\u00e0 della vita, delle decisioni sul lavoro, \u00e8 responsabilit\u00e0 sia dell\u2019uomo sia della donna, cos\u00ec da consentire a ciascuno l\u2019adempimento delle proprie funzioni lavorative e familiari\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Daniela Esposito responsabile Mobbing- Stalking UIL Brindisi<br \/>\nDott.ssa Francesca Masiello \u2013 psicologa psicoterapeuta<br \/>\nAvv.to Francesca Chiechi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Coordinamento territoriale Donne della UIL si \u00e8 riunito per \u201ccelebrare e commemorare\u201d questa giornata. 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