{"id":66402,"date":"2016-03-11T14:18:53","date_gmt":"2016-03-11T13:18:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=66402"},"modified":"2016-03-13T08:24:26","modified_gmt":"2016-03-13T07:24:26","slug":"renato-guttuso-in-mostra-a-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/renato-guttuso-in-mostra-a-brindisi\/","title":{"rendered":"Renato Guttuso in mostra a Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>Giuseppe Benvenuto in collaborazione con la Galleria De Bonis e col Patrocinio del Comune di Brindisi, propone, nello spazio espositivo del Palazzo Granafei &#8211; Nervegna, una ricca esposizione dedicata al Maestro di Bagheria.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa mostra, in programma dal 13 marzo al 3 aprile 2016 con inaugurazione il 13 alle 18.00, rivisiter\u00e0 la storia di Guttuso e, attraverso il suo sguardo, i cambiamenti della societ\u00e0 italiana, della quale \u00e8 stato interprete e poeta. Opere scelte, fra cui pezzi rari e preziosi, per meglio conoscere le diverse fasi della sua ricerca e la ricchezza tematica della sua pittura.<br \/>\nIn mostra, dipinti ad olio su tela, chine, tecniche miste e matite di ogni decennio e di ogni soggetto caro all\u2019artista: intense nature morte, figure, luoghi quotidiani e moderne scene di genere. Ampio spazio sar\u00e0 dedicato non solo a studi preparatori, ma anche ad opere finite, parte di un preciso percorso di studio ed approfondimento. Buona parte della mostra sar\u00e0 incentrata su una dimensione privata e intimista di Guttuso. Saranno presenti chicche e perle curiose: rarissime chine raffiguranti la moglie ritratta dall&#8217;Artista durante i loro viaggi privati ed uno splendido olio (Luxor, 1959) ricordo del capodanno in Egitto.<\/p>\n<p>Per finire, opere della serie originale dalla quale sono stati realizzati i suoi famosi Tarocchi ed una selezione di chine e disegni su carta, per analizzare i diversi approcci di Guttuso alla figura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGuttuso \u00e8 il viandante che percorre la vita scorgendo nel quotidiano l\u2019epico e il senso di un\u2019ermeneutica del reale con una marcata percezione della storicit\u00e0 del contemporaneo come generatore di semantica. Un viaggio alla ricerca di questa declinazione di senso fatta di impegno e didascalica offerta simbolica all\u2019umano che riempie lo spazio della relazione politica, la concreta realizzazione esistenziale dell\u2019atto umano o azione\u201d, cos\u00ec Giuseppe Marrone, filosofo della Societ\u00e0 Filosofica Italiana, propone nella \u201cnarrazione\u201d del grande maestro.<br \/>\nFlaminio Gualdoni in \u201cRenato Guttuso. Il realismo e l\u2019attualit\u00e0 dell\u2019immagine, catalogo, museo archeologico, Aosta\u201d dice di Guttuso: \u201cRagionare del \u201crapporto tra l\u2019uomo e la sua societ\u00e0, l\u2019uomo e la donna, l\u2019uomo e gli elementi\u201d, \u00e8 la misura dell\u2019impegno che Renato Guttuso chiede alla pittura nel testo L\u2019arte dei giovani, apparso nel 1937. Un rapporto, cio\u00e8 una condizione e una ragione dell\u2019esistere indagati senza remore, sullo sfondo di un essere nella storia che esclude ogni vagheggiamento culturale, ogni schema preconfetto, ogni fuga intellettuale.<\/p>\n<p>Quel mondo concreto \u00e8 il mondo dell\u2019esistere effettivo, primariamente, in cui l\u2019artista interrogando se stesso non si separa dalla comunit\u00e0 di cui fa parte ma, com\u2019era nelle stagioni autorevoli del passato, se ne fa interprete, e figura criticamente attiva. La politicit\u00e0 della posizione di Guttuso \u00e8 tutta inscritta in questa scelta. Pi\u00f9 lucidamente di altri, egli avverte che l\u2019impasse primaria delle arti del \u2018900 \u00e8 l\u2019aver mitizzato la propria disciplina, il proprio irrelato sistema di valori, come mondo a parte. Certo, l\u2019autonomia fondamentale \u00e8 fuori discussione: e a ben vedere lo sar\u00e0 per il nostro anche in seguito, anche negli anni difficili del dibattito sul realismo. La pittura non pu\u00f2 sopportare d\u2019essere eterodiretta. Ma una raison d\u2019\u00eatre che non sia il mero vagheggiamento estetico, il riflettere e il discorrere delle proprie stesse forme e teorie, dovr\u00e0 pur essere rivendicata, infine. L\u2019artista \u00e8 un uomo tra altri uomini, che, per usare le parole dello stesso Guttuso, esplorando il proprio petto esplora il reale stesso, perch\u00e9 \u201cla totalit\u00e0 dell\u2019essere non \u00e8 cosa diversa dalla totalit\u00e0 dell\u2019uomo con il mondo\u201d. E gli altri uomini, uomini come lui, sono il pubblico. Il pubblico vero, quello cui rivolgersi a prescindere dall\u2019intermediazione di committenza del mercato, della critica, del milieu intellettuale. Gli accenti d\u2019epopea popolaresca che l\u2019artista mette in campo sin dalla sua stagione prima, quell\u2019esigenza di chiarezza narrativa \u2013 sia pur filtrata attraverso accelerazioni coloristiche e concitate evocazioni manieristiche \u2013 indicano dunque che egli ha ben chiaro che il quadro \u00e8 opera s\u00ec individuale, ma implica ineludibilmente la complicit\u00e0 emotiva e culturale d\u2019uno spettatore, d\u2019una comunit\u00e0 di spettatori, che la riconosca come luogo di enunciazione di valori condivisi.<br \/>\nOra che l\u2019ideologia dell\u2019avanguardismo a ogni costo cede il posto a riflessioni meditate sul secondo dopoguerra, la scelta ispida di Guttuso, un\u2019aristocrazia formale attenta allo stesso tempo alle ragioni essenziali del comunicare, conferma che il senso della storia pu\u00f2 essere continuit\u00e0 e non rottura, far nuova la sostanza dello sguardo e non la pelle del far vedere, riportare l\u2019umano al centro del discorso e non limitarsi a un\u2019arte che parli solo d\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019esposizione, sar\u00e0 visitabile fino al 3 aprile 2016, dal marted\u00ec alla domenica inclusi giorni festivi con orario 10.00-13.00 \/ 16,00-20,30.<br \/>\nPer informazioni: Giuseppe Benvenuto (Direttore artistico)<br \/>\nTel. 338 3139499<br \/>\nartebenvenuto@gmail.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Biografia<br \/>\nRenato Guttuso nasce il giorno di santo Stefano del 1911 nella cittadina siciliana di Bagheria.<br \/>\nNel 1931 partecipa con due quadri alla Quadriennale Nazionale d&#8217;Arte Italiana a Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei pi\u00f9 grandi artisti italiani che lo impressionano profondamente. Una mostra di Guttuso e di altri pittori siciliani, alla Galleria del Milione nel 1932, suscita grande interesse nella societ\u00e0 artistica milanese. Per vivere a Roma esegue alcuni lavori di restauro alla Pinacoteca di Perugia e alla Galleria Borghese di Roma. In questo periodo ha modo di legarsi ad artisti come Mario Mafai, Francesco Trombadori, Corrado Cagli, Pericle Fazzini, Mirko e Afro. Dal 1929 collabora con giornali e riviste e gi\u00e0 dalla scelta dei suoi primi soggetti critici si delineano le sue scelte in favore di una pittura impegnata. Il suo primo articolo su Picasso, scritto nel 1933, causa l&#8217;intervento della censura fascista e la sospensione della collaborazione con il giornale l&#8217;Ora di Palermo.<br \/>\nEspone per la seconda volta a Milano, alla galleria del Milione con il &#8220;Gruppo dei 4&#8221; che aveva fondato a Palermo con Giovanni Barbera, Nino Franchina e Lia Pasqualino Noto in aperta polemica con il primitivismo di &#8220;Novecento&#8221;, allora dominante. La mostra viene recensita da Carr\u00e0, in quel momento il pittore pi\u00f9 autorevole che ci fosse in Italia. A causa del servizio militare trascorre il 1935 a Milano, dove ha occasione di stringere grandi amicizie con artisti come Birolli, Sassu, Manz\u00f9, Fontana con cui divider\u00e0 lo studio, ed intellettuali come il poeta Salvatore Quasimodo, Raffaele de Grada, Elio Vittorini, il filosofo Antonio Banfi, Raffaele Carrieri, Edoardo Persico. Malgrado queste amicizie, che saranno fondamentali per l&#8217;esperienza politica e culturale di Corrente, il periodo milanese \u00e8 contrassegnato da una profonda depressione testimoniata dalle poesie scritte in quegli anni, causata probabilmente anche dalle durissime condizioni economiche che lo opprimono nel capoluogo lombardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1937 &#8211; 39 Sono anni tra i pi\u00f9 importanti della sua vita. Si trasferisce definitivamente a Roma, i suoi studi, a cominciare da quello in piazza Melozzo da Forl\u00ec, saranno spesso al centro di sue composizioni pittoriche e diverranno uno dei centri intellettuali pi\u00f9 vivaci ed interessanti della vita culturale della capitale. In questi anni nasceranno le amicizie con Alberto Moravia, Antonello Trombadori e Mario Alicata che avranno un ruolo determinante nella sua adesione al partito comunista, nel quale si iscriver\u00e0 nel 1940. La sua prima personale a Roma viene presentata dallo scrittore Nino Savarese. Sono gli anni delle straordinarie nature morte, della Fucilazione in campagna (dedicata a Federico Garcia Lorca), della Fuga dall&#8217;Etna, che ricever\u00e0 il premio Bergamo, in quel momento il pi\u00f9 importante premio di pittura in Italia. Nella stesso anno conosce Mimise Dotti che sar\u00e0 sua compagna per tutta la vita. Collabora come critico a Le Arti, Primato e Il Selvaggio, diretto da Mino Maccari che dedica un intero numero ai suoi disegni (1939), proseguendo con impegno e vigore l&#8217;attivit\u00e0 di critico che durer\u00e0 tutta la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1940 &#8211; 44 Continua la straordinaria produzione artistica dipingendo nudi, paesaggi, nature morte e realizza la Crocefissione (1940-41), la sua opera pi\u00f9 famosa ed uno dei quadri pi\u00f9 significativi del Novecento. Lui stesso chiarisce il significato dell&#8217;opera: &#8220;questo \u00e8 un tempo di guerra. Voglio dipingere questo supplizio del Cristo come scena d&#8217;oggi. &#8230; come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee&#8221;. Il quadro, presentato al premio Bergamo nell&#8217;autunno del 1942, dove ricever\u00e0 il secondo premio, suscita un grande scandalo e il Vaticano proibisce ai religiosi di guardare l&#8217;opera. Nel 1940 al Teatro delle Arti di Roma, diretto da Anton Giulio Bragaglia, Renato Guttuso fa il suo esordio nella scenografia musicale, firmando scene e costumi per l&#8217;Histoire du Soldat. Nel 1943 lascia Roma per motivi politici e partecipa attivamente alla resistenza antifascista. Della lotta partigiana ha lasciato una struggente testimonianza artistica nella serie di disegni realizzati con inchiostri delle tipografie clandestine intitolati Gott mitt Uns.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1945 &#8211; 50 A Parigi con Pablo Picasso stringe una amicizia che durer\u00e0 tutta la vita. In Italia assieme ad alcuni artisti ed amici tra i quali Birolli, Vedova, Marchiori, il gallerista Cairola fonda il movimento Fronte Nuovo delle Arti, un raggruppamento di artisti molto impegnato politicamente con l&#8217;obbiettivo di recuperare le esperienze artistiche europee che a causa del fascismo erano poco conosciute in Italia. Nella sua pittura sono presenti temi sociali e di vita quotidiana: picconieri della pietra dell&#8217;Aspra, zolfatari, cucitrici, manifestazioni di contadini per l&#8217;occupazione delle terre incolte. Nel &#8217;47 trasferisce il suo studio a Villa Massimo. Nello stessso anno a Venezia con le scene e i costumi per Lady Macbeth di Sostakovic, in prima assoluta per l&#8217;Italia, prosegue la collaborazione con l&#8217;opera e con il coreografo Aurele Millos.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1950 &#8211; 56 Nel 1950 ottiene a Varsavia il premio del Consiglio Mondiale per la Pace, nello stesso anno tiene la sua prima personale a Londra. A Roma al Teatro dei Satiri curer\u00e0 le scenografie e i costumi per &#8220;Madre Coraggio e i suoi figli&#8221; di Bertolt Brecht, in prima assoluta per l&#8217;Italia. E&#8217; sempre presente alle Biennali di Venezia con grandi quadri, nel &#8217;52 con la Battaglia di Ponte dell&#8217;Ammiraglio, nel &#8217;54 con Boogie Woogie, nel &#8217;56 con la Spiaggia suscitando discussioni e dibattitti. Sposa Mimise; Pablo Neruda, che gli ha dedicato una sentita poesia, sar\u00e0 testimone delle loro nozze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1957 &#8211; 65 Collabora alle pi\u00f9 importanti riviste italiane e internazionali con scritti di teoria e critica d&#8217;arte, prendendo posizione nel dibattito sul realismo. Dipinge La Discussione che verr\u00e0 acquistato dalla Tate Gallery di Londra. Lavora all&#8217;illustrazione della Divina Commedia che sar\u00e0 pubblicata nel &#8217;61 da Mondadori. Elio Vittorini scrive un&#8217;importante monografia sul pittore mentre l&#8217;amico Pasolini scriver\u00e0 un&#8217;introduzione per un suo libro di disegni. A New York, la Aca-Heller Gallery gli dedica un&#8217;importante mostra. Il Museo Puskin di Mosca gli dedica un&#8217;importante retrospettiva nel &#8217;61. Il Museo Stedelick di Amsterdam gli dedica un&#8217;antologica di grande successo che sar\u00e0 poi ospitata anche al Palais de Beaux Arts di Charleroi mentre nel &#8217;63 si apre a Parma una sua ampia mostra antologica, presentata da Roberto Longhi. Sempre a Parma, nello stesso anno, curer\u00e0 scene e costumi per il Macbeth di Verdi. Nel &#8217;65 elabora il tema del lettore di giornale e quello dell&#8217;Edicola che lo porter\u00e0 a realizzare la sua unica grande scultura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1965 &#8211; 71 Si trasferisce a Palazzo del Grillo dove continuer\u00e0 ad abitare e lavorare fino alla morte. Nel &#8217;66 realizza il grande ciclo dell&#8217;Autobiografia, una serie di dipinti che costituiranno il nucleo di importanti antologiche ospitate in vari musei europei. A questo ciclo Werner Haftmann dedicher\u00e0 un&#8217;importante monografia. Tra i quadri pi\u00f9 belli e significativi Gioacchino Guttuso Agrimensore (1966), omaggio al padre ritratto nell&#8217;erba dietro il teodolite. Collabora alla realizzazione delle scene teatrali per il Contratto di Eduardo de Filippo, suo grande amico. Nel &#8217;71 riceve dall&#8217;Universit\u00e0 di Palermo, la laurea Honoris Causa e gli sono dedicate due importanti antologiche: una a Palermo al Palazzo dei Normanni con testi di Leonardo Sciascia, Franco Grasso e una al Musee d&#8217;Art Moderne de la Ville di Parigi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1972 &#8211; 80 Nel 1972 riceve il premio Lenin e gli viene dedicata una grande mostra all&#8217;Accademia delle arti di Mosca. Una grande mostra retrospettiva percorre l&#8217;Europa orientale toccando Praga, Bucarest, Bratislava, Budapest. Dipinge il grande quadro la Vucciria (1974) che affida all&#8217;universit\u00e0 di Palermo e nel &#8217;76 dipinge il Caff\u00e8 Greco (ora Collezione Ludwig di Colonia.) Illustra i Malavoglia di Verga nel 1978 e l&#8217;Eneide di Virgilio nel 1980. Viene eletto Senatore, nelle liste del PCI, nel collegio di Sciacca.<br \/>\nNel 1973 Guttuso sceglie un importante nucleo di opere, sue e di altri artisti, che costituiranno la base per istituire a Bagheria la Galleria civica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1981- 87 Giuliano Briganti scrive la presentazione per la sua mostra a Roma sul ciclo delle Allegorie, della Malinconia e della Visita della sera. Il centro di cultura di Palazzo Grassi di Venezia gli dedica una importante mostra antologica nell&#8217;82, a cura di Maurizio Calvesi, Cesare Brandi e Vittorio Rubiu. Nel 1983 affresca una cappella del Sacromonte di Varese con la Fuga in Egitto. Vengono pubblicati, a cura di Enrico Crispolti, i primi tre volumi del catalogo generale dei suoi dipinti. Nel 1985 intraprende un&#8217;opera monumentale, affrescando l&#8217;intera volta ( pi\u00f9 di 120 mq. di pittura) del soffitto del teatro lirico Vittorio Emanuele di Messina, rappresentando la leggenda del Cola Pesce. Nel 1986 dipinge un ciclo di opere dedicato al tema del gineceo che culmina nel quadro &#8220;Nella stanza le donne vanno e vengono&#8230;&#8221;, ultimo grande sforzo del pittore che rester\u00e0 incompiuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 18 gennaio del 1987 muore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Benvenuto in collaborazione con la Galleria De Bonis e col Patrocinio del Comune di Brindisi, propone, nello spazio espositivo del Palazzo Granafei &#8211; Nervegna, una ricca esposizione dedicata al Maestro di Bagheria. &nbsp; La mostra, in programma dal 13 marzo al 3 aprile 2016 con inaugurazione il 13 alle 18.00, rivisiter\u00e0 la storia di Guttuso e, attraverso il suo sguardo, i cambiamenti della societ\u00e0 italiana, della quale \u00e8 stato interprete e poeta. Opere scelte, fra cui pezzi rari e preziosi, per meglio conoscere le diverse fasi della sua ricerca e la ricchezza tematica della sua pittura. In mostra, dipinti ad olio su tela, chine, tecniche miste e matite di ogni decennio e di ogni soggetto caro all\u2019artista: intense nature morte, figure, luoghi quotidiani e moderne scene di genere. Ampio spazio sar\u00e0 dedicato non solo a studi preparatori, ma anche ad opere finite, parte di un preciso percorso di studio ed approfondimento. Buona parte della mostra sar\u00e0 incentrata su una dimensione privata e intimista di Guttuso. 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