{"id":67190,"date":"2016-03-19T07:56:00","date_gmt":"2016-03-19T06:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=67190"},"modified":"2016-03-22T13:58:41","modified_gmt":"2016-03-22T12:58:41","slug":"non-e-una-citta-per-giovani-riprendiamocela-di-andrea-pezzuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/non-e-una-citta-per-giovani-riprendiamocela-di-andrea-pezzuto\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 una citt\u00e0 per giovani. Riprendiamocela!!! Di Andrea Pezzuto"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa vera libert\u00e0 individuale non pu\u00f2 esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro \u00e8 la pasta di cui sono fatte le dittature.\u201d Cos\u00ec parl\u00f2 Roosevelt: e caspita se aveva ragione!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nA Brindisi il principio sotteso a queste parole \u00e8 stato applicato troppo spesso e, in questi anni di crisi economica dilaniante, i poveri di spirito sembrano essersi moltiplicati. La citt\u00e0 appare sotto la stretta di tali individui in perenne ricerca del tornaconto personale. I destinatari delle loro \u201cattenzioni\u201d non possono che essere soprattutto i giovani, in quanto rappresentanti oggettivamente la fascia pi\u00f9 debole, quella maggiormente bisognosa di assistenza e quindi pi\u00f9 facilmente aggredibile. Nella sfortuna, per\u00f2, possiamo ritenerci fortunati perch\u00e9 le tecniche utilizzate da costoro sono obsolete e di bassissimo lignaggio, quindi le conosciamo gi\u00e0, possiamo prevederle, contrastarle e denunciarle con forza, sempre che si abbia la volont\u00e0 di farlo. In citt\u00e0 (e non solo ovviamente) \u00e8 imperante da anni una forma di clientelismo subdolo, il quale ha costituito, purtroppo, la spina dorsale dell\u2019economia cittadina, i cui abitanti sono da sempre stati dediti ad una certa forma mentis \u201caffaristica\u201d, nell\u2019accezione deteriore del termine s\u2019intende. Ci\u00f2, probabilmente, \u00e8 dovuto al fatto che la citt\u00e0, trovandosi in una posizione geografica strategica, ha sub\u00ecto tante contaminazioni, divenendo un crogiuolo di modus operandi non sempre ortodossi che, con il tempo, si sono sedimentati. Questo, insieme a contingenze varie e ad aspetti peculiari del territorio (vedi l\u2019economia improntata sulle commesse industriali), ha determinato le condizioni ideali per la germinazione di tali pratiche disdicevoli e poco confacenti ad una societ\u00e0 civile. Tuttavia, mentre in passato tali prassi erano imperniate su tecniche pi\u00f9 sottili e \u201csofisticate\u201d, al giorno d\u2019oggi, forse in conseguenza dell\u2019impoverimento umano delle citt\u00e0 del mezzogiorno, si assiste davvero a sistemi dozzinali.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nE\u2019 cos\u00ec che molti giovani si trovano ad affrontare in ogni campo situazioni che li mortificano, ne minano l\u2019entusiasmo e producono un danno inestimabile alla nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nAccade allora che il progetto di Garanzia Giovani, nato per offrire tirocini semestrali agli under 30, possa diventare paradossalmente occasione di sfruttamento degli stessi. Il progetto, basato su risorse comunitarie, prevede uno stipendio di 450 euro mensili per chi dovesse intraprendere un tirocinio di 30 ore lavorative settimanali. Ci\u00f2 dovrebbe produrre il doppio vantaggio di garantire una entrata a chi non studia e non lavora e, parallelamente, permettere ai datori di lavoro di assicurarsi forza lavoro a costo zero. Ma a qualcuno, evidentemente, questo non basta. Succede cos\u00ec che alcuni ragazzi vengano sfruttati per molte pi\u00f9 ore settimanali, senza che gli vengano riconosciute economicamente. Il tutto nella legalit\u00e0 apparente, poich\u00e9 vengono invitati a chiudere un occhio ed a segnare sul libretto le canoniche 30 ore. Non \u00e8 finita qui. Pu\u00f2 accadere anche che ogni bimestre, sulle 900 euro spettanti al giovane (ricordiamo, rivenienti da fondi comunitari), il datore di lavoro possa applicare, non si sa a che titolo, una trattenuta a proprio favore pari a 100 euro. Ovvio che in condizioni normali e di serenit\u00e0 economica chiunque si ribellerebbe ma, in un momento di indigenza diffusa, avviene che tali ragazzi preferiscano tacere e sottostare a questi soprusi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSempre su questo solco poco edificante ci si pu\u00f2 imbattere allora in qualche politico cittadino che, annunciando con soddisfazione che, testuali parole, \u201cil reddito di dignit\u00e0 \u00e8 stato finalmente approvato anche a Brindisi\u201d (???), si dichiara disponibile a fungere da \u201cfacilitatore\u201d per presentare l\u2019apposita domanda, con tanto di numero di cellulare \u201cin sovraimpressione\u201d per contattarlo. Inutile aggiungere che il reddito di dignit\u00e0 \u00e8 una misura entrata in vigore in tutta la regione tramite legge regionale e che i soggetti beneficiari potranno autonomamente rivolgersi al Servizio Sociale del Comune per chiedere delucidazioni in merito ed essere guidati da chi \u00e8 a ci\u00f2 preposto.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPer carit\u00e0, nulla quaestio, gesto potenzialmente apprezzabile al netto della \u201cfolcloristica\u201d ed imprecisa uscita. Al di l\u00e0 del caso precipuo, su cui, si ripete, non c\u2019\u00e8 da gridare allo scandalo (semmai c\u2019\u00e8 da sorridere), il messaggio che deve passare, per\u00f2, \u00e8 che sarebbe il caso di non farsi pi\u00f9 suggestionare da coloro i quali vorrebbero soltanto ingraziarsi la nostra attenzione e sarebbe opportuno pertanto non svendere il proprio prezioso voto al primo offerente. Proviamo a volare alto, premiamo chi dimostra di essere capace, non cediamo davanti all\u2019estemporaneo gesto travestito da \u201cwelfare fatto in casa\u201d, perch\u00e9 il buono di benzina o l\u2019aiuto di scarsa rilevanza su questioni come quelle test\u00e9 citate rappresentano spesso forme di clientelismo, non di assistenzialismo o di misericordia cristiana. E\u2019 la storia che ce lo insegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPuniamo chi vorrebbe decidere per noi senza avere i requisiti culturali e lo spessore morale per farlo. Riprendiamoci la politica e facciamola nelle sedi dei partiti, perch\u00e9 esse sono casa nostra! Non lasciamo che la disaffezione agevoli il compito di costoro, cos\u00ec come avvenuto sino ad ora. Alcuni noti partiti in citt\u00e0, al giorno d\u2019oggi, si presentano come una landa desolata, dove l\u2019assenza del presidio di noi cittadini, di noi giovani, facilita il realizzarsi di dinamiche opache. Negli ultimi anni sono stati tanti i campanelli d\u2019allarme che hanno risuonato inascoltati e che ci hanno indotto a ritenere che alcuni partiti siano diventati ricettacolo di affaristi e affarismi di \u201cbasso bordo\u201d e sede privilegiata di giochi di potere. Capita anche in quelle sedi, infatti, di trovare giovani e validi dirigenti di partito abbandonati a se stessi, vittime di situazioni incresciose, dove, con la promessa di un tozzo di pane, si pretende connivenza e sottomissione assoluta verso prassi opinabili. Contrastiamo, ad esempio, la sgradevole usanza invalsa in alcuni partiti di imporre centinaia di tesseramenti il giorno prima della chiusura degli stessi, tesseramenti di soggetti che, perlopi\u00f9, fanno inconsapevolmente parte di un meccanismo di \u201cpotere\u201d che, oramai, ha stancato. Ridisegniamo allora gli equilibri e, per 200 tesseramenti fittizi, rispondiamo con 200 tesseramenti reali, di ragazzi (e non) che desiderano soltanto un futuro migliore e che vorrebbero contribuire a costruirlo. La partecipazione \u00e8 l\u2019unico strumento che abbiamo per riprenderci ci\u00f2 che \u00e8 nostro, per vigilare sul bene comune che, in quanto tale, \u00e8 di tutti e non loro, per svuotare le sacche di potere che sempre pi\u00f9 sono andate ingrassandosi, per far s\u00ec che tali soggetti non agiscano pi\u00f9 indisturbati nei partiti, per elidere, insomma, il loro sistema basato su pressioni o scambi di favore con gli amici (o compagni?!) di partito che amministrano la citt\u00e0. I pi\u00f9 grandi cambiamenti partono da piccoli gesti, iniziamo quindi ad irrorare le sedi dei partiti di nuova linfa, sovvertiamo gli equilibri e lo status quo che tali personaggi pensano di aver instaurato a vita e defenestriamoli con i fatti. In pochi \u00e8 impossibile sperare in un cambiamento, servono i numeri, servono grandi risposte. Servono unione, partecipazione, orgoglio. L\u2019aria sta cambiando, quello che sta avvenendo negli ultimi anni con la nascita di associazioni (No al carbone) e movimenti (M5S) lascia sperare in una inversione di tendenza che possa sfociare in una maggiore presa di coscienza diffusa ed in una consequenziale partecipazione attiva.<\/p>\n<p>Breve inciso: i grillini non possono pretendere di essere i soli depositari di purezza e conoscenza. In ogni partito, nel rispetto della diversit\u00e0 di idee, si pu\u00f2 fare della buona politica senza appiattirsi al pensiero unico e senza apostrofare chi la pensa diversamente. Il pluralismo \u00e8 il sale della democrazia. L\u2019importante \u00e8 la finalit\u00e0 comune con cui si agisce. E\u2019 bene allora che i giovani pi\u00f9 sensibili scendano in campo; ci\u00f2 non vuol dire per forza candidarsi, tutt\u2019altro. Vuol significare solo informarsi, partecipare senza demandare. Solo cos\u00ec potremo diventare protagonisti delle scelte e modellare insieme la citt\u00e0 che vogliamo. Quella citt\u00e0 che spesso, lamentandoci, definiamo parca di opportunit\u00e0. Ebbene, dall\u2019interno \u00e8 probabilmente pi\u00f9 agevole rappresentare le proprie istanze. Sar\u00e0 cos\u00ec possibile spiegare, ad esempio, che per molti giovani disoccupati appartenenti alla fascia di et\u00e0 tra i 25 ed i 35 anni, un biglietto di teatro a prezzo intero (che va dai 22 ai 35 euro) rappresenta una spesa insostenibile, oppure che sarebbe importante garantire un ventaglio di offerte culturali adeguato ed assolutamente da implementare, oppure che lo sport \u00e8 un veicolo di socializzazione straordinario ed in quanto tale non va mortificato ed usato per traguardare interessi che nulla hanno a che vedere con i valori che lo stesso incarna.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nFino ad adesso si \u00e8 scelto di non dare spazio ai giovani perch\u00e9 fanno paura e noi, colpevolmente, glielo abbiamo lasciato fare. Fortunatamente, per\u00f2, le regole del gioco permettono ancora di rientrare in partita. Pertanto, se non ci concedono spazio e voce di loro sponte, prendiamoceli con la prepotenza di chi vuole difendere un suo diritto. La societ\u00e0 ringrazier\u00e0.<br \/>\nOramai non conta pi\u00f9 quanto ci hanno tolto, conta soltanto quanto riusciremo a riprenderci e dipende da noi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andrea Pezzuto<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa vera libert\u00e0 individuale non pu\u00f2 esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro \u00e8 la pasta di cui sono fatte le dittature.\u201d Cos\u00ec parl\u00f2 Roosevelt: e caspita se aveva ragione! &nbsp; A Brindisi il principio sotteso a queste parole \u00e8 stato applicato troppo spesso e, in questi anni di crisi economica dilaniante, i poveri di spirito sembrano essersi moltiplicati. La citt\u00e0 appare sotto la stretta di tali individui in perenne ricerca del tornaconto personale. I destinatari delle loro \u201cattenzioni\u201d non possono che essere soprattutto i giovani, in quanto rappresentanti oggettivamente la fascia pi\u00f9 debole, quella maggiormente bisognosa di assistenza e quindi pi\u00f9 facilmente aggredibile. Nella sfortuna, per\u00f2, possiamo ritenerci fortunati perch\u00e9 le tecniche utilizzate da costoro sono obsolete e di bassissimo lignaggio, quindi le conosciamo gi\u00e0, possiamo prevederle, contrastarle e denunciarle con forza, sempre che si abbia la volont\u00e0 di farlo. In citt\u00e0 (e non solo ovviamente) \u00e8 imperante da anni una forma di clientelismo subdolo, il quale ha costituito, purtroppo, la spina dorsale dell\u2019economia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3691,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-67190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=67190"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67191,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/67190\/revisions\/67191"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3691"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=67190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=67190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=67190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}