{"id":67558,"date":"2016-03-23T16:26:33","date_gmt":"2016-03-23T15:26:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=67558"},"modified":"2016-03-23T16:26:33","modified_gmt":"2016-03-23T15:26:33","slug":"delusione-e-rabbia-il-futuro-della-citta-si-decida-a-brindisi-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/delusione-e-rabbia-il-futuro-della-citta-si-decida-a-brindisi-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"&#8220;Delusione e Rabbia, il futuro della citt\u00e0 si decida a Brindisi&#8221;. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho deciso la mia reiscrizione al PD, dopo due anni, per una reazione al tentativo messo in atto da parte di Consales e di alcuni suoi sostenitori di appropriarsi definitivamente del partito, attraverso quella che Michele Emiliano ha definito un&#8217;opa ostile.<br \/>\nEra in atto un tentativo per trasformare il PD in sostegno silente e ossequioso ad una amministrazione chiacchierata, inconcludente, inadeguata oltrech\u00e9 sfiduciata dai massimi dirigenti regionali, provinciali e cittadini.<br \/>\nUna amministrazione che, come sostenevo da tempo, aveva disperso nel corso della sua esperienza qualsiasi connotato di sinistra e di centrosinistra. Motivi questi, tra gli altri, compresi quelli di carattere nazionale, che mi avevano allontanato dal PD, partito che in Puglia avevo contribuito a fondare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho richiesto la tessera assieme a tanti altri, abbandonando indugi e persistenti perplessit\u00e0, accettando l&#8217;appello di emiliano, per contrastare questo tentativo e con l&#8217;intento di sostenere la battaglia per l&#8217;autonomia e per la credibilit\u00e0 di un partito che rischiava di perdere fisionomia, valori, anima.<br \/>\nL&#8217;ho fatto anche per aiutare a bonificare un partito che in citt\u00e0 stava diventando indistinto e pieno di iscritti ignari e inconsapevoli, di solo clienti di amministratori e manovrati da consiglieri accecati dal proprio stato e insensibili ai problemi della citt\u00e0.<br \/>\nNon a caso molti di questi, oggi, sono impegnati, nel silenzio del PD ufficiale, a costruire liste e coalizioni alternative allo stesso PD. Per costoro si pu\u00f2 stare con chiunque pur di perpetuare la propria presenza nelle istituzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla loro parte c&#8217;\u00e8 per\u00f2 un atteggiamento ambiguo e refrattario ad un dialogo costruttivo di una gestione commissariale del PD che invece di unire e chiarire ha preferito furbizie e macchinazioni che ne hanno minato credibilit\u00e0, affidabilit\u00e0 e autorevolezza. Ho sempre pensato ad un PD come partito di centrosinistra e dalla cultura riformista, dove la sinistra ha e deve avere un ruolo. Non credo alla trasformazione del PD in partito della nazione, un partito pigliatutti, senza valori e senza idealit\u00e0.<br \/>\nHo come riferimento l&#8217;art.49 della Costituzione, i valori della sinistra e credo ancora che c&#8217;\u00e8 una differenza tra destra e sinistra. Questa differenza la determina l&#8217;idea di uguaglianza e di solidariet\u00e0, questioni fondamentali per la cultura della sinistra laica e per il cattolicesimo democratico. Culture queste alla base della fondazione del PD.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti all&#8217;arresto di Consales ci fu una polemica, antipatica e fuorviante, sul governo della citt\u00e0 e sulle responsabilit\u00e0 politiche del passato, una polemica tra me e l&#8217;ex sindaco che purtroppo fu interrotta da un atto traumatico per lui che mi auguro Consales possa risolvere nel modo migliore. Avrei preferito un confronto politico, anche se duro, con Consales e i suoi sostenitori, possibilmente in un congresso di idee e non solo di iscritti ignari. Anche quando non ero iscritto al PD ho preso le distanze, in maniera trasparente e leale, dall&#8217;amministrazione Consales e da alcune scelte come quella sull&#8217;urbanistica, sulla costa, sui rifiuti, sulla mobilit\u00e0 e la gestione delle partecipate, sulle alleanze che lo sostenevano. Qualcuno addirittura mi definiva in quei giorni come il burattinaio della vecchia politica brindisina che agiva nell&#8217;ombra per destabilizzare e mettere in crisi l&#8217;amministrazione.<br \/>\nI fatti hanno dimostrato altro. Se mai nell&#8217;ombra hanno agito molti di coloro che avevano contribuito a candidare Consales, a sostenerlo e ad utilizzarlo.<br \/>\nLe mie battaglie sono stato abituato a farle sempre a viso aperto. Non ci sarebbe stato motivo per agire nell&#8217;ombra. Da tempo ho detto che non sono interessato alla politica attiva ma che sono fortemente impegnato, anche sulla base dei miei errori, a ricostruire una cultura di sinistra e di farla vivere nel PD.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi si riconosce nel PD, nei suoi valori, nelle sue iniziali ambizioni, \u00e8 messo oggi a dura prova.<br \/>\nA Brindisi poi, non solo per le vicende giudiziarie presenti e passate, \u00e8 necessario uno scossone profondo e doloroso se si vuole recuperare credibilit\u00e0 e ricostruire un valore alto alla politica e ridare senso al PD come partito di sinistra e di centrosinistra.<br \/>\nDevo per\u00f2 riconoscere che la iniziativa della commissaria del PD non ha aiutato per niente il PD a rinnovarsi e a riflettere sul suo passato, il presente e il futuro. Ho sperato tanto che la gestione commissariale aprisse un confronto dentro e fuori il PD. Non mi hanno convinto i suoi comportamenti, la doppiezza, l&#8217;arroganza del suo modo di fare.<br \/>\nInvece di unire il partito nel rigore e in una linea chiara di centrosinistra mi sembra che sia andata e vada alla ricerca di scorciatoie pericolose che non aiutano per niente una riflessione sulla citt\u00e0 e il suo bisogno di cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sembra che pi\u00f9 che ascoltare la citt\u00e0 abbia preferito intrupparsi nelle pastoie e nel pettegolezzo di un ceto politico consunto che cerca di rimuovere le proprie responsabilit\u00e0 da quanto accaduto in questi anni.<br \/>\nAnche da commissario di un partito umiliato, diviso, avrebbe dovuto lavorare per unire e per utilizzare ogni energia sana, non coinvolta e disinteressata.<br \/>\nUomini e scenari politici nuovi in grado di praticare e non solo enunciare discontinuit\u00e0 e rottura con il passato, devono essere espressione di un progetto politico, programmatico e amministrativo chiaro, definito e certamente nuovo, e, aggiungerei, innovativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora una volta per semplificare una situazione politica a dir poco confusa e frantumata, per rilanciarlo o per prenderne le distanze, si fa ricorso al termine &#8220;laboratorio&#8221;, termine abusato e che non contribuisce a chiarire un bel niente.<br \/>\nInnanzitutto nei laboratori si sperimentano processi o prodotti. Se funzionano si passa dalla sperimentazione alla fase industriale, produttiva. La funzione del laboratorio in politica pu\u00f2 essere dettata da emergenze o per provare possibili alleanze. Se il laboratorio politico produce effetti positivi allora non \u00e8 pi\u00f9 laboratorio ma alleanza politica. Continuare a parlare di laboratorio per nascondere alleanze innaturali o indicibili e&#8217;, per chi lo vuole, ipocrisia, per chi lo attacca o lo demonizza, un alibi, buono solo per una propaganda un po&#8217; sempliciotta. In politica anche per governare sono necessarie alleanze chiare e trasparenti, tenute assieme da programmi e cose da fare e non da laboratori. Se poi i laboratori diventano addirittura dei centri di riciclaggio, come \u00e8 stato quello sperimentato da Consales e dai suoi sostenitori e utilizzatori finali, sono scelte che si pagano perch\u00e9 privano di anima e di identit\u00e0 la politica e la stessa amministrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E non saranno certamente le primarie o il richiamo alla citt\u00e0 per nobilitare alleanze improprie e a rilegittimare ceti politici o loro prestanomi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A sinistra invece grande \u00e8 la confusione!<br \/>\nIl richiamo ad essa dimostra un certo abuso e un suo utilizzo minoritario utile solo a posizionamenti individuali a creare qualche rendita. La candidatura di Rossi in alternativa a quella di Errico, risponde solo a questa logica.<br \/>\nLa sinistra da sola in questa citt\u00e0 \u00e8 difficile che possa farcela e avere il consenso per governarla. Allora la sinistra, quella di governo e non quella di testimonianza, doveva e deve avere una certa pazienza per costruire alleanze e programmi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Partire dai candidati sindaci si rischia di dividere e non di unire. Mi sembra questo l&#8217;errore in cui sono incorsi Errico, la stessa commissaria del PD e coloro che l&#8217;hanno ispirata e ad essa creduto.<br \/>\nPrima la citt\u00e0 e la sua autonomia necessaria per ricostruire il proprio autogoverno. Prima la riflessione sulle criticit\u00e0 di una citt\u00e0 che ha perso ruolo istituzionale, produttivo e alla ricerca di un futuro che nessun Superman \u00e8 in grado di garantire da solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sinistra, quella interna al PD e quella che sta fuori da esso si \u00e8 mai incontrata? Ha mai discusso assieme della citt\u00e0? Ha preferito, invece, misurarsi sul nome di un candidato che, sembra sia stato deciso fuori da Brindisi e come tale non lo ha aiutato e lo ha privato anche di quel l&#8217;autonomia indispensabile per la sua stessa ed eventuale campagna elettorale. Io sarei partito e, se ce ne fosse ancora il tempo, ripartirei di qua, fisserei dei punti chiari(situazione finanziaria del comune e rigore nei confronti della struttura amministrativa, futuro e asseto produttivo e delle infrastrutture del territorio, sostenibilit\u00e0 ambientale, vivibilit\u00e0 e sicurezza nelle piazze, nelle abitazioni, nelle aziende, autonomia, autorevolezza e competenza dei futuri amministratori, ecc.).<\/p>\n<p>Avrei preso, poi, in considerazione il manifesto Brindisi2021,l&#8217;appello alla politica e alla citt\u00e0 in esso contenuto e lanciato da una nuova generazione che vorrebbe dire e dare qualcosa a Brindisi.<\/p>\n<p>Penso pure io ad una sinistra certo capace di dialogare con le forze moderate, ma a condizione che non vengano utilizzate per riciclare vecchio e consunto ceto politico. Per questo ho sostenuto che tutti dovevano fare un passo indietro, soprattutto quelli che si sono fatti candidare o che si sono autocandidati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono altres\u00ec d&#8217;accordo con chi ha detto che le alleanze, il candidato a sindaco, le liste, si fanno a Brindisi e non in altri luoghi della Puglia. Cos\u00ec come \u00e8 duro, in un partito che ha fatto delle primarie uno dei suoi aspetti fondativi, subire scelte monocratiche e assolute.<br \/>\nSarebbe una novit\u00e0 negativa e una esagerazione difficilmente sostenibile.<br \/>\nChi sta fuori dalla nostra citt\u00e0 e si \u00e8 assunto responsabilit\u00e0 di direzione deve avere l&#8217;umilt\u00e0 e la determinazione per aiutarla a cambiare e per dotarla di una nuova classe dirigente. Le imposizioni hanno l&#8217;effetto opposto. Chiarisco, ad un candidato che si richiamasse a qualche valore di centrosinistra e garantisse rispetto, per le idee altrui, oltrech\u00e9 capace e disinteressato amministratore del bene comune, arrivati a questo punto, darei il mio sostegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho sperato, dopo gli accadimenti giudiziari e amministrativi, luoghi e strumenti per confrontarsi con gli altri appartenenti tesserati (tutti). Purtroppo devo dire che anche nell&#8217;attuale gestione commissariale del PD, come nel passato, latitano luoghi, occasioni per incontrarsi e per discutere.<br \/>\nIl commissariamento \u00e8 degli organismi dirigenti e non degli iscritti e n\u00e8 tantomeno delle idee.<br \/>\nIl dovere di appartenenza non sembra praticato da molti e n\u00e8 \u00e8 regolato da chi ha responsabilit\u00e0 di direzione del partito.<br \/>\nVedo infatti iscritti e dirigenti pi\u00f9 impegnati ad organizzarsi in liste, in coalizioni, in iniziative, contro il loro stesso partito, che ricercare luoghi e sedi di dialogo e di confronto. Io sono all&#8217;antica. Aspetto le sedi di partito per partecipare alle decisioni su scelte, candidato, programmi, lista.<br \/>\nIn mancanza di queste, scrivo &#8230; e mi assumo pubblicamente le mie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlavo prima di scossone. La citt\u00e0 deve liberarsi delle solite facce che da anni hanno ridotto l&#8217;istituzione locale a sede di mercanteggiamenti individuali e di tornaconto personale o di gruppo. E questo non lo risolve certamente un candidato imposto da pochi e alla ricerca di consensi a prescindere. Anzi&#8230;<br \/>\nLa citt\u00e0 dei bisogni deve riscoprire la dignit\u00e0 dei diritti. Sui bisogni legittimi \u00e8 cresciuta una intermediazione politica che a lungo andare rischia sempre pi\u00f9 di intermediare bisogni illegittimi. Brindisi dovrebbe ritornare ad essere comunit\u00e0 e non citt\u00e0 provvisoria alla ricerca di identit\u00e0 perdute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 vero, la citt\u00e0 vive forse uno dei momenti pi\u00f9 critici della sua storia moderna. Sta perdendo ruolo, sedi operative e istituzionali, funzioni.<br \/>\nLa sua stessa vecchia base produttiva industriale \u00e8 in una fase di esaurimento. I livelli occupazionali sono tra i pi\u00f9 bassi del mezzogiorno. La disoccupazione giovanile ha superato da tempo il 50%. Un comune quasi in dissesto finanziario.<br \/>\nPer questo ci vorrebbe un clima e un impegno diverso per preparare la prossima scadenza elettorale.<br \/>\nInvece sono in atto vecchi riti che stanno allontanando la citt\u00e0 dalla politica e dai suoi attori vecchi, nuovi o commissari che siano. E se la mediocrit\u00e0, poi, riprendesse il sopravvento si assisterebbe pi\u00f9 che in altre occasioni ad una frammentazione e a una confusione che non aiuter\u00e0 la citt\u00e0 a ritrovarsi. I segnali non sono incoraggianti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente di LeftBrindisi<\/strong><br \/>\n<strong> Componente Assemblea regionale del PD<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho deciso la mia reiscrizione al PD, dopo due anni, per una reazione al tentativo messo in atto da parte di Consales e di alcuni suoi sostenitori di appropriarsi definitivamente del partito, attraverso quella che Michele Emiliano ha definito un&#8217;opa ostile. Era in atto un tentativo per trasformare il PD in sostegno silente e ossequioso ad una amministrazione chiacchierata, inconcludente, inadeguata oltrech\u00e9 sfiduciata dai massimi dirigenti regionali, provinciali e cittadini. Una amministrazione che, come sostenevo da tempo, aveva disperso nel corso della sua esperienza qualsiasi connotato di sinistra e di centrosinistra. Motivi questi, tra gli altri, compresi quelli di carattere nazionale, che mi avevano allontanato dal PD, partito che in Puglia avevo contribuito a fondare. &nbsp; Ho richiesto la tessera assieme a tanti altri, abbandonando indugi e persistenti perplessit\u00e0, accettando l&#8217;appello di emiliano, per contrastare questo tentativo e con l&#8217;intento di sostenere la battaglia per l&#8217;autonomia e per la credibilit\u00e0 di un partito che rischiava di perdere fisionomia, valori, anima. 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