{"id":68262,"date":"2016-04-03T12:53:10","date_gmt":"2016-04-03T10:53:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=68262"},"modified":"2016-04-05T08:04:52","modified_gmt":"2016-04-05T06:04:52","slug":"altro-che-cozze-dal-campo-aquila-abbiamo-rischiato-un-disastro-ambientale-di-francesco-magno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/altro-che-cozze-dal-campo-aquila-abbiamo-rischiato-un-disastro-ambientale-di-francesco-magno\/","title":{"rendered":"Altro che \u201ccozze\u201d!  Dal \u201cCampo Aquila\u201d abbiamo rischiato un disastro ambientale!  Di Francesco Magno"},"content":{"rendered":"<p>A pochi giorni dal referendum indetto sulle piattaforme off-shore, gli scandali evidenziati nella gestione del petrolio nazionale interessano, guarda caso, anche le nostre acque e le nostre coste.<br \/>\nQuanto riportato dalla stampa, con dovizia di particolari, in merito alla piattaforma \u201cAquila\u201d posta alla distanza di circa 23 miglia dal porto di Brindisi, ove rispondesse a verit\u00e0, costituirebbe un\u2019azione di una gravit\u00e0 assoluta; gravit\u00e0 che evidenzierebbe lo spregio e la mancanza di rispetto verso le Istituzioni nazionali e la stessa cittadinanza brindisina.<br \/>\nDel resto, cosi come ebbi a scrivere (30\/04\/2012) all\u2019allora Presidente del Consiglio Regionale Dott. Onofrio Introna, la piattaforma \u201cAquila\u201d dell\u2019ENI costituisce l\u2019ennesimo eco mostro pronto ad aggredire il mare, il litorale e la stessa salute umana, senza che questa abbia avuto il vaglio di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La medesima nota, in forma di denuncia fu mandata anche alla Commissione europea che rispose prontamente (CHAP(2012)00341) e solo per motivi organizzativi, l\u2019istanza non fu portata a compimento.<br \/>\nIl \u201cCampo Aquila\u201d \u00e8 costituito da due pozzi estrattivi e da un piattaforma petrolifera dell\u2019ENI, la cui concessione autorizzativa (F.C2.AG.) \u00e8 stata conferita con D.M. del 19\/03\/1992 e con scadenza il 25\/05\/2020. Tale concessione, per\u00f2, non risulta munita di \u201cgiudizio\u201d relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), anche se il rilascio della concessione \u00e8 successivo alla Direttiva del Consiglio UE 85\/337\/CE e relativa alla VIA di determinati progetti pubblici e privati; all\u2019allegato II di tale Direttiva, infatti, l\u2019estrazione di petrolio e gas naturale sono soggetti a V.I.A. e sono riportati ai punti f) e g).<br \/>\nInoltre, la concessione \u00e8 anche successiva alla Legge 349\/86 istitutiva del Ministero dell\u2019Ambiente e che recepisce la richiamata Direttiva 85\/337\/CE; anche in ottemperanza a questa legge nazionale la concessione dell\u2019ENI sarebbe dovuta essere corredata da giudizio di VIA.<br \/>\nNel rifare un po\u2019 la storia della concessione si rileva che il pozzo \u201cAquila 1\u201d \u00e8 stato realizzato nel 1981 (con precedente concessione) ed \u00e8 risultato mineralizzato ad olio sottosaturo (35\u00b0API) , e ad una profondit\u00e0 d\u2019acqua di circa 850 m.; tale pozzo \u00e8 stato successivamente chiuso. Il termine \u201csottosaturo\u201d sta ad intendere che la pressione del giacimento \u00e8 superiore al punto di \u201cbolla\u201d; in questo caso anche la \u201cviscosit\u00e0\u201d dell\u2019olio \u00e8 elevata e quindi di scarsa qualit\u00e0.<br \/>\nNel 1993 e nel 1995 sono stati perforati i pozzi denominati \u201cAquila 2 bis\u201d e \u201cAquila 3\u201d a poca distanza fra di loro (circa 400 m.).<br \/>\nNel 1998 questi due ultimi pozzi sono stati aperti alla produzione utilizzando l\u2019unit\u00e0 galleggiante \u201cFPSO Firenze\u201d attrezzata con impianti di trattamento e stoccaggio per l\u2019olio prodotto; i due pozzi sono collegati alla nave appoggio attraverso dei collettori (risers) che partono dalla testa dei pozzi.<br \/>\nIn questa nave l\u2019olio estratto veniva separato dal gas, veniva stabilizzato e stoccato per essere esportato periodicamente con navi petrolifere, mentre il gas veniva bruciato in fiaccola; la produzione si \u00e8 assestata a circa 783 mc\/g , pari a circa 4500 barili equivalenti al giorno.<br \/>\nLa produzione \u00e8 andata avanti fino all\u2019aprile del 2006 ed \u00e8 stata fermata a causa di una deformazione sul lato sinistro della nave \u201cFPSO Firenze\u201d e la stessa \u00e8 stata disconnessa dai pozzi.<br \/>\nE\u2019 bene evidenziare che la nave d\u2019appoggio all\u2019estrazione dei pozzi era a \u201cscafo semplice\u201d e non a \u201cscafo doppio\u201d, come un minimo di accorgimento avrebbe voluto.<br \/>\nCosa sarebbe successo se la deformazione\/spanciamento della nave avesse indotto a rotture ed a perdite di greggio?? Di certo un \u201cdisastro ambientale\u201d per le nostre coste!!<br \/>\nCi\u00f2 per fortuna non \u00e8 avvenuto ma le pericolose operazioni di disormeggio della nave ed il relativo distacco dei \u201crisers\u201d che collegano la stessa ai due pozzi, sono state autorizzate nel 2006 dalla stessa Direzione di Napoli del Ministero dello Sviluppo Economico e non risulta alcun parere da parte del Ministero dell\u2019Ambiente in merito alla sicurezza delle operazioni e dello svuotamento dei tubi.<br \/>\nGli interventi di ripristino di quella nave sono risultati antieconomici (sic!!) al punto che la Saipem, per conto ENI, ha acquistato la nave denominata \u201cBETATANK II\u201d , questa volta a \u201cdoppio scafo\u201d completo e rinominata \u201cFirenze FPSO\u201d.<br \/>\nIn questo periodo, fra il 2006 ed il 2007, sono state rilevate sulle spiagge di Brindisi numerose quantit\u00e0 di \u201colio catramoso\u201d di indubbia provenienza anche se non \u00e8 del tutto errato ipotizzare che le perdite possano essere derivate dal distacco dei collettori dai due pozzi.<br \/>\nIn data 18\/11\/2010, l\u2019ENI presenta il progetto di riconnessione della nuova nave alle teste sottomarine dei due pozzi e relativo ancoraggio, nonch\u00e9 di autorizzazione all\u2019inizio dei lavori di riconnessione di detta nave; anche in questo caso non risulta alcuna richiesta di autorizzazione al Ministero dell\u2019Ambiente e\/o quanto meno una richiesta di procedura di \u201cVerifica preliminare o Screening\u201d.<br \/>\nCon provvedimento del 22\/07\/2011, il Ministero dello Sviluppo Economico, autorizza l\u2019inizio dei lavori occorrenti alla connessione della nave FPSO e delle attivit\u00e0 connesse all\u2019attivazione della coltivazione del \u201cCampo Aquila\u201d; tali operazioni sono state effettuate e concluse in data 11\/11\/2011 e ciascun pozzo sottomarino \u00e8 stato collegato alla nave, posta fra i due pozzi, tramite tre condotte (riser di produzione, di servizio per i gas di sollevamento e di controllo dei segnali).<br \/>\nCon nota del 28\/12\/2011 il Ministero dello Sviluppo Economico autorizza l\u2019ENI Spa all\u2019esercizio gli impianti offshore di superficie e sottomarini connessi al \u201cCampo Aquila\u201d ed al punto \u201c1\u201d testualmente riporta: \u201c Adottare tutti gli accorgimenti e le cautele che la tecnica e l\u2019arte suggeriscono al fine di garantire, durante l\u2019attivit\u00e0 di coltivazione, la sicurezza interna ed esterna al luogo di lavoro de quo e la tutela dell\u2019ambiente in ogni forma di inquinamento\u201d<br \/>\nNon mi sembra che riportare una proposizione di principio possa equivalere a dare certezze sulla tutela dell\u2019ambiente e di ogni forma di inquinamento, nel momento in cui queste transitano solo ed esclusivamente attraverso una procedura di VIA.<br \/>\nNella medesima autorizzazione viene anche riportato che: \u201cAl fine della salvaguardia dell\u2019ambiente, dovranno essere osservate le vigenti disposizioni di legge e quelle che saranno emanate dalle Autorit\u00e0 competenti relativamente alla tutela delle acque marine per garantire l\u2019integrit\u00e0 delle risorse biologiche e marine e predisporre i mezzi previsti dal DM 20\/05\/1982, dandone comunicazione a questo \u2018Ufficio ed a Comparare di Brindisi\u201d.<br \/>\nCon nota del 4 gennaio 2012 l\u2019ENI Spa informa gli Enti preposti che alla stessa data \u00e8 ripresa la produzione del \u201cCampo Aquila\u201d.<br \/>\nIn definitiva, dalla documentazione riportata non risulta che vi siano certezze in merito al rischio di inquinamento delle coste brindisine e ci\u00f2 in virt\u00f9 della mancanza di Valutazione di Impatto Ambientale e quindi dalla non ottemperanza a due principi cardini della politica dell\u2019Unione Europea nel settore dell\u2019ambiente che sono: il principio di precauzione e dell\u2019azione preventiva ed il principio della protezione dell\u2019ambiente e della qualit\u00e0 della vita.<br \/>\nSenza entrare nello specifico, si rileva la sostanziale inottemperanza del \u201cCampo Aquila\u201d a tutta una serie di norme nazionali e comunitarie ed in particolare alla stessa Convenzione sottoscritta ad Aarhus (Danimarca) il 25 giugno 1998 e ratificata dall\u2019Italia con la L. 108\/2001, che ha riconosciuto ai Cittadini europei e quindi anche a quelli di Brindisi, un ruolo determinante nelle scelte ambientali.<br \/>\nIn definitiva, da quanto riportato nella richiamata richiesta di autorizzazione da parte dell\u2019ENI Spa, non si evincono certezze in merito al fatto che le modalit\u00e0 di estrazione del greggio, attraverso collettori che partano dalla testa dei due pozzi di estrazione, siano tali da garantire la salvaguardia dell\u2019ecosistema marino, delle spiagge, dei litorali, delle attivit\u00e0 di pesca e contrastano fortemente con gli obiettivi di sviluppo turistico che si intendono acquisire per la costa posta a Nord di Brindisi.<br \/>\nAncora di pi\u00f9 la grave vicenda delle \u201ccozze\u201d che, nella propria funzione di bioindicatori, sarebbero state sostituite nella fase di monitoraggio delle acque marine prossime alla piattaforma, evidenzia quanto sia sprezzante il rispetto nei confronti del nostro territorio e delle speranze di crescita e di sviluppo che noi tutti traguardiamo sulla costa.<br \/>\nAbbiamo, quindi e da tempo, fra i tanti impianti a \u201crischio\u201d, anche questa ulteriore \u201cspada di Damocle\u201d pronta a colpire e, proprio in prossimit\u00e0 del voto referendario, sarebbe utile ai Cittadini di Brindisi conoscere in che modo i \u201ccandidati sindaco\u201d si esprimeranno nella votazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>prof. dott. Francesco Magno<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pochi giorni dal referendum indetto sulle piattaforme off-shore, gli scandali evidenziati nella gestione del petrolio nazionale interessano, guarda caso, anche le nostre acque e le nostre coste. Quanto riportato dalla stampa, con dovizia di particolari, in merito alla piattaforma \u201cAquila\u201d posta alla distanza di circa 23 miglia dal porto di Brindisi, ove rispondesse a verit\u00e0, costituirebbe un\u2019azione di una gravit\u00e0 assoluta; gravit\u00e0 che evidenzierebbe lo spregio e la mancanza di rispetto verso le Istituzioni nazionali e la stessa cittadinanza brindisina. Del resto, cosi come ebbi a scrivere (30\/04\/2012) all\u2019allora Presidente del Consiglio Regionale Dott. Onofrio Introna, la piattaforma \u201cAquila\u201d dell\u2019ENI costituisce l\u2019ennesimo eco mostro pronto ad aggredire il mare, il litorale e la stessa salute umana, senza che questa abbia avuto il vaglio di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La medesima nota, in forma di denuncia fu mandata anche alla Commissione europea che rispose prontamente (CHAP(2012)00341) e solo per motivi organizzativi, l\u2019istanza non fu portata a compimento. 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