{"id":69043,"date":"2016-04-11T17:45:29","date_gmt":"2016-04-11T15:45:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=69043"},"modified":"2016-04-11T17:42:19","modified_gmt":"2016-04-11T15:42:19","slug":"vorrei-una-legge-che-alunni-di-san-vito-premiati-al-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/vorrei-una-legge-che-alunni-di-san-vito-premiati-al-senato\/","title":{"rendered":"Vorrei una legge che&#8230;: alunni di San Vito premiati al Senato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160121_123034.jpg\" rel=\"attachment wp-att-69046\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-69046\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160121_123034-169x300.jpg\" alt=\"20160121_123034\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160121_123034-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160121_123034.jpg 432w\" sizes=\"auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a>Il prossimo venerd\u00ec 15 aprile, 46 alunni delle classi 1a B e 1a C della scuola secondaria di primo grado \u201cDon Vincenzo Meo\u201d di San Vito dei Normanni, accompagnati dal Dirigente scolastico, prof. Antonio Santoro, dalla prof.ssa Silvana Errico, che ha guidato la ricerca, e dalle docenti, Patrizia Caforio, Ivana Longo, Antonella Arseni e Lucia Chiarelli, verranno premiati a Roma, nell\u2019Aula del Senato, a Palazzo Madama, dal Presidente Pietro Grasso, come vincitori del progetto \u201cVorrei una legge che\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSi tratta di un\u2019iniziativa didattico-educativa promossa dal Senato della Repubblica, e in collaborazione con il Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca, rivolta al mondo della scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa Commissione mista, composta da rappresentanti del Senato della Repubblica e del Ministero dell\u2019istruzione, dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca ha scelto 5 progetti nella sezione dedicata alle scuole secondarie di primo grado, tra i quali, unico di una scuola del sud, quello presentato dai ragazzi della scuola \u201cDon Vincenzo Meo\u201d di San Vito dei Normanni.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl progetto, realizzato in orario curricolare da novembre 2015 a gennaio 2016, si propone di far riflettere i bambini e i ragazzi su temi a loro vicini e di far cogliere l&#8217;importanza delle leggi nella vita di tutti i giorni, incentivando il senso civico e di partecipazione democratica.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa \u201cproposta di legge\u201d degli alunni sanvitesi, che reca il titolo: \u201cNiente attese, niente barriere\u201d, richiama l\u2019attenzione delle Istituzioni sui diritti delle bambine e dei bambini figli di detenuti, per vincere l\u2019indifferenza e difendere l\u2019innocenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nL\u2019iniziativa rientra nel percorso di \u201cEducazione alla cittadinanza attiva\u201d che l\u2019intero Primo istituto comprensivo di San Vito dei Normanni attua da diversi anni, come \u201cUna scuola amica dei bambini e dei ragazzi\u201d (progetto \u201cMiur\u2013Unicef\u201d).<br \/>\nObiettivo fondamentale del percorso formativo \u00e8 la costruzione del senso di legalit\u00e0 e lo sviluppo di un&#8217;etica della responsabilit\u00e0 promuovendo nei ragazzi la capacit\u00e0 di scegliere e agire in modo consapevole nel contesto classe e nella vita quotidiana. Si \u00e8 partiti dalle esperienze pi\u00f9 significative, personali e di gruppo, senza trascurare eventi della contemporaneit\u00e0, allo scopo di consolidare la conoscenza di se stessi, degli altri e dell&#8217;ambiente, e di sviluppare forme di collaborazione e di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nDal punto di vista didattico gli allievi hanno analizzato, anche attraverso l\u2019uso della Lim (la lavagna interattiva multimediale), i principi fondamentali della Costituzione italiana, l&#8217;organizzazione della Repubblica e la funzione delle varie istituzioni, la Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo, la Dichiarazione dei diritti del fanciullo e la Convenzione internazionale dei diritti dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl progetto presentato \u00e8 stato la sintesi di un percorso di confronto sulle varie tematiche proposte nei lavori di gruppo, ma soprattutto di ascolto di due testimonianze \u201cforti\u201d di due alunne, che hanno vissuto l\u2019esperienza di \u201cfiglie di padri detenuti\u201d. Il racconto, sofferto ma anche liberatorio, della cruda realt\u00e0, delle domande rivolte alle mamme per sapere la verit\u00e0 di quelle assenze: \u201cQuando torna a casa?; delle bugie: \u201cHo un lavoro importante e non posso lasciare\u201d; della vergogna, delle discriminazioni. Ma soprattutto del racconto di quelle attese per poterli incontrare.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nL\u2019attesa del colloquio con la persona alla quale vuoi tanto bene, nonostante tutto, diventa l\u2019unico momento per poter tenere in vita quella relazione genitore\u2013figlio, cos\u00ec importante per la crescita dei bambini.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nAlzarsi prestissimo la mattina, una volta la settimana, sopportando l\u2019attesa sul marciapiede sotto la pioggia o sotto il sole, colpiti dallo sguardo dei passanti curiosi e comunque nell\u2019indifferenza generale. L\u2019attesa prima di entrare nella sala destinata ai controlli; l\u2019attesa del turno per incontrare per un\u2019ora o due il pap\u00e0. E una volta dentro il colloquio che avviene in uno spazio comune, non in uno privato, dove sarebbe almeno possibile esprimere liberamente le proprie emozioni (rabbia, paura, gioia). A ci\u00f2 si aggiunga, nel caso in cui il detenuto debba scontare una pena pi\u00f9 importante, la barriera del vetro, destinata tristemente a separare, anche fisicamente, le emozioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nImpressionante il racconto: \u201cLa prima volta che sono andata in carcere ero piccola e mia madre mi passava oltre il vetro per abbracciare pap\u00e0\u2026\u201d. E ancora: \u201cQuando mio padre \u00e8 entrato per la seconda volta ero gi\u00e0 grande e ci salutavamo poggiando la mano sul vetro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nParole pesanti come pietre, che hanno fatto riflettere i ragazzi ma soprattutto gli insegnanti colpevoli di non aver compreso la tristezza di quell\u2019assenza puntuale del gioved\u00ec, giustificata come \u201cmotivi di famiglia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 nata la proposta di legge \u201cNiente attese, niente barriere\u201d, strutturata in 6 articoli, per far s\u00ec, che la rieducazione del condannato sia agevolata, da una parte, dalla relazione affettiva all\u2019interno della famiglia, in modo tale da produrre, una volta scontata la pena, un \u201crientro sicuro\u201d e, dall\u2019altra, dalla necessit\u00e0 che i figli dei detenuti non paghino una pena che non appartiene loro. Che purtroppo sono spesso costretti a scontare in silenzio e alla costante ricerca di un perch\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo venerd\u00ec 15 aprile, 46 alunni delle classi 1a B e 1a C della scuola secondaria di primo grado \u201cDon Vincenzo Meo\u201d di San Vito dei Normanni, accompagnati dal Dirigente scolastico, prof. 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