{"id":69258,"date":"2016-04-14T08:17:01","date_gmt":"2016-04-14T06:17:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=69258"},"modified":"2016-04-14T08:17:01","modified_gmt":"2016-04-14T06:17:01","slug":"serinelli-dopo-la-xylella-un-progetto-di-sistema-per-lo-sviluppo-di-torchiarolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/serinelli-dopo-la-xylella-un-progetto-di-sistema-per-lo-sviluppo-di-torchiarolo\/","title":{"rendered":"Serinelli: &#8220;dopo la xylella, un Progetto di sistema per lo sviluppo di Torchiarolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata da Nicola Serinelli, Sindaco di Torchiarolo, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Presidente della Regione Puglia, all&#8217;Assessore Regionale alla Agricoltura, al Direttore Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e tutela dell&#8217;ambiente, all&#8217;Assessore regionale allo sviluppo, all&#8217;Assessore regionale alla Pianificazione territoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oggetto: Un Progetto di sistema per lo sviluppo di Torchiarolo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>UN PROGETTO DI SISTEMA <\/strong><strong>PER LO SVILUPPO DI TORCHIAROLO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;<\/strong><em>Non dobbiamo mai giudicare ciascun giorno<br \/>\n<\/em><em>in base al raccolto che abbiamo ottenuto,<br \/>\n<\/em><em>ma dai semi che abbiamo saputo piantare<br \/>\n<\/em><em>in ogni ambito del nostro agire umano&#8221;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si \u00e8 ancora spenta l\u2019eco del dramma vissuto dalla mia gente a causa del \u201c<em>flagello Xylella\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sono ancora vive le immagini e i volti segnati dalla dura prova che hanno dovuto subire i miei concittadini.<\/p>\n<p>Interminabili giorni intrisi di forti tensioni sociali, alternati dalle lunghe notti insonni vissute dalle sentinelle avanzate\u00a0(gli eroi della notte) sul fronte della difesa degli ulivi, patrimonio inalienabile del popolo del Salento e della comunit\u00e0 Torchiarolese.<\/p>\n<p>Il vincolo dettato dal Piano Silletti, che prevedeva per Torchiarolo\u00a0<em>(dichiarato area completamente infetta),<\/em>\u00a0la eradicazione di tutte le piante insistenti nel raggio dei 100 metri da quella malata, ha rischiato di vedere irrimediabilmente raso al suolo l\u2019intero territorio comunale, di conseguenza irrimediabilmente compromesso nei valori portanti della sua stessa storia.<\/p>\n<p>I segni della sofferenza sono tuttora impressi negli animi delle persone e nell\u2019economia dell\u2019intero paese. Per far fronte alla emergenze il Comune ha dovuto sobbarcarsi sacrifici enormi anche di natura economica; la emanazione delle ordinanze che obbligavano i cittadini ad attivare le buone pratiche ha prodotto inevitabili disagi economici; accanto al mancato raccolto \u00a0la gente si \u00e8 vista appesantita dagli obblighi derivanti dalla applicazione del dispositivo ordinatorio; ma l\u2019Ente, per dare testimonianza di credibilit\u00e0, \u00e8 stato costretto ad attivarsi dando incarico ad altrettante ditte per dare l\u2019esempio operando pulizie sui cigli stradali ed eradicazione di tutto ci\u00f2 che poteva o avrebbe potuto procurare ulteriori danni agli ulivi.<\/p>\n<p>E pensare che Torchiarolo annovera, quali capisaldi del proprio sviluppo economico\/sociale, i doni pi\u00f9 preziosi resi gratuitamente, da madre natura: terra, sole, mare ingredienti straordinari capaci di promuovere turismo alla luce anche della presenza sul territorio non solo di sei localit\u00e0 balneari che si estendono ben oltre 8 Km di costa\u00a0<em>(Torre San Gennaro, Presepe, Miramare, Cipolla, Lendinuso, Canuta), <\/em>ma anche dell\u2019area archeologica dell\u2019antica Valesio, nonch\u00e9 degli itinerari turistico religiosi con in prima evidenza la via Francigena.<\/p>\n<p>Un potenziale enorme che ha dovuto subire un forte smacco a causa delle non poche responsabilit\u00e0 legate al citato flagello. Il tutto mentre intorno al paese si tocca con mano la possibilit\u00e0 di venire fuori dalla delicata situazione in cui versano i cittadini.<\/p>\n<p>Lo sviluppo del turismo che sta vivendo oggi il Salento \u00e8 principalmente il frutto di una unicit\u00e0 che il nostro territorio pu\u00f2 offrire in termini di\u00a0 agricoltura, enogastronomia, storia, arte e paesaggio; non esiste infatti un Sito del Salento dove non ci siano tutti questi elementi che rendono il luogo dove viviamo, un punto di grande interesse ed attrazione a livello nazionale ed internazionale.<\/p>\n<p>Se da un lato le statistiche e il crescendo del fenomeno \u201cSalento\u201d stanno confermando questa positivit\u00e0, (<em>che<\/em>\u00a0<em>si concentra in prospettiva proprio sul nostro territorio),<\/em>dall\u2019altro ci stimolano (<em>e stimolano soprattutto quelli che hanno funzioni istituzionali)<\/em>\u00a0ad assumere\u00a0in tempo una posizione di Politica Territoriale\u00a0capace di essere lungimirante per riportare al centro l\u2019importanza della salvaguardia paesaggistica anche attraverso la tutela del patrimonio di ulivi, molti dei quali secolari.<\/p>\n<p>La Xylella, si sa, \u00e8 in grado di mutare radicalmente l\u2019intero paesaggio e, di conseguenza, il patrimonio paesaggistico.<\/p>\n<p>Viviamo fortunatamente in un territorio, il nostro, che vanta una delle pi\u00f9 alte\u00a0concentrazioni di ulivi per metro quadro del Salento, ricco di acqua nel sottosuolo, facile da coltivare, da sempre vocato all\u2019agricoltura. Tutto ci\u00f2 potrebbe essere messo a rischio se non riusciamo, non solo a dare una risposta a questa malattia, ma a dare risposte per ricreare un reddito agricolo che si \u00e8 praticamente azzerato: con la globalizzazione e l\u2019invasione di prodotti a basso prezzo, \u00e8 infatti sempre pi\u00f9 difficile continuare a coltivare gli ulivi che sono di fatto la nostra ricchezza ed il nostro patrimonio di identit\u00e0 territoriale.<\/p>\n<p>Dobbiamo pertanto essere convinti che la soddisfazione economica dei produttori di olio debba essere il risultato di una sostenibilit\u00e0 dell\u2019intero territorio che pu\u00f2 essere raggiunta solo se\u00a0iniziamo a fare tutti assieme RETE\u00a0e a proporci ad un MERCATO che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ampio ed aperto e pertanto sempre pi\u00f9 competitivo.<\/p>\n<p>In pratica dobbiamo pensare, ma soprattutto volere, non tanto e non solo oggi di ottenere dei contributi specifici per il rilancio del nostro sistema olivicolo, ma arricchire il nostro prodotto attraverso una precisa identit\u00e0 territoriale, dove l\u2019olio diventa una componente importante per attrarre un turista sempre pi\u00f9 attento non solo alla qualit\u00e0, ma desideroso di vivere un\u2019esperienza sensoriale ed emotiva di viaggio.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 fare\u00a0Sistema fra agricoltura, turismo, arte e storia, diventa ormai l\u2019unica soluzione per aumentare la nostra competitivit\u00e0 olivicola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esistono molti esempi a cui riferirsi e l\u2019Italia \u00e8 ricca di prodotti che sono diventati tipici dei territori e dei territori sono diventati tipici dei prodotti come ad esempio il Brunello di Montalcino, il Chianti Gallo Nero, il prosciutto di San Daniele ecc. Il Salento, ma soprattutto noi di Torchiarolo, dobbiamo ed abbiamo la possibilit\u00e0 di cimentarci su un progetto ambizioso, ma allo stesso tempo\u00a0 appassionante.<\/p>\n<p>Il futuro dipende molto da scelte che riusciremo a fare proprio quest\u2019anno\u00a0e solo cos\u00ec potremo competere a livello nazionale ed internazionale facendo durare nel tempo il successo che sta vivendo in questi ultimi anni il Salento in particolare e molto meno Torchiarolo.<\/p>\n<p>Ci sono troppi elementi che hanno impoverito l\u2019agricoltura per combatterli singolarmente, e non \u00e8 neppure possibile contrastare interessi comunitari e di grandi lobby che non hanno nessuna \u201cconvenienza\u201d a tutelare la qualit\u00e0 dell\u2019olio. Per\u00f2 oggi abbiamo una grandissima opportunit\u00e0: \u00e8 stato approvato il Piano Olivicolo Nazionale\u00a0che da sostegno per incrementare la produzione del Made in Italy facendo leva non solo sull\u2019incremento della produzione, ma soprattutto sulla tutela dei consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso Made in Italy.<\/p>\n<p>Anche\u00a0la legge salva\/olio \u201cMongiello\u201d n.9 del 2013\u00a0\u00a0sta aprendo un percorso di tutela attraverso i controlli per la valutazione organolettica dei prodotti e all\u2019attuazione delle normative legate alle verifiche della qualit\u00e0 dei prodotti di importazione.<\/p>\n<p>Spesso si dice che la Spagna ha ormai una produzione doppia di quella italiana, ma non possiamo assolutamente paragonare i sapori del nostro olio con quello spagnolo e pertanto dobbiamo essere convinti ed essere capaci di valorizzare il nostro prodotto che \u00e8 il frutto di un sistema antico che prevedeva la tutela e la crescita naturale delle piante di ulivo con sesti da 10&#215;10 o addirittura 12&#215;12 che permette di coltivare 80\/100 piante per ettaro e non 1600\/1800 come in Spagna. Basta valutare questa differenza sostanziale, per capire che il nostro olio non pu\u00f2 essere sostanzialmente equiparato ai prezzi degli oli spagnoli. Non \u00e8 neppure pensabile di non tutelare il nostro patrimonio paesaggistico con il reimpianto di\u00a0 altre Cultivar che, se da un verso, garantiscono nel breve un maggiore ritorno economico, non garantiscono nel tempo la qualit\u00e0, la salute e soprattutto possono sostituire il fascino del nostro Territorio attuale.<\/p>\n<p>\u00c8 ormai chiaro che l\u2019esperienza spagnola ha dato conferma sull\u2019obbiettivo quantitativo, ma non certamente sul risultato qualitativo ed organolettico dell\u2019olio extra vergine. Va infatti messo in evidenza che per coltivare 1600 piante ad ettaro, l\u2019impiego di prodotti chimici, sempre\u00a0 dannosi alla salute, diventa indispensabile !<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Torchiarolo <\/strong>ha avuto un danno di immagine, e di conseguenza, economico, con la Xylella che deve essere assolutamente riparato con\u00a0 un\u00a0progetto di Sistema volto alla valorizzazione dell\u2019intero territorio\u00a0attraverso l\u2019unione di azioni tutte convergenti verso lo sviluppo di una nuova identit\u00e0 che\u00a0possa valorizzare su basi nuove anche l\u2019olio extravergine che siamo in grado di produrre\u00a0sui nostri 1.700 ca. ettari\u00a0di ulivi.<\/p>\n<p>Il Piano Olivicolo Nazionale, la legge Salva\/olio Mongiello, il nuovo PUG sono tutti strumenti posti nelle nostre mani, ma che devono trovare in un progetto di Sistema una visione comune, capace di creare lo sviluppo economico che il nostro territorio si merita, non fosse altro perch\u00e9 ha sofferto sin troppo e ha persino pianto.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, anche al di l\u00e0 degli strumenti di sostegno che saranno legati all\u2019implementazione del nuovo Piano Olivicolo Nazionale\u00a0 e del PSR regionale, intendo fortemente sollecitare le Autorit\u00e0 in indirizzo, con questa lettera, a uno sforzo ulteriore, in una direzione realmente nuova: quella dell\u2019investimento immediato di risorse pubbliche in azioni di ricerca e di sperimentazione volte a rendere proprio il territorio di Torchiarolo un \u201claboratorio pubblico\u201d per la stima, la quantificazione e l\u2019individuazione di meccanismi giuridici di remunerazione dei servizi eco\/sistemici forniti dagli uliveti tradizionali, in favore degli agricoltori-custodi del patrimonio ulivetato.<\/p>\n<p>\u00c8 noto che proprio l\u2019attuale Parlamento italiano, per la prima volta nella storia, ha segnato una grande innovazione approvando la Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 (\u201c<em>Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell\u2019uso eccessivo di risorse naturali<\/em>\u201d), entrata in vigore all\u2019inizio di febbraio del 2016.<\/p>\n<p>Questa legge, oltre a riconoscere tra i propri obiettivi (art. 21) quello di \u201c<em>rafforzare la qualificazione ambientale dei prodotti agricoli, attraverso l\u2019attenzione prioritaria alla definizione di parametri di produzione sostenibili dal punto di vista ambientale e della qualit\u00e0 del paesaggio<\/em>\u201d, ha previsto all\u2019art. 70 la \u201c<em>introduzione di un sistema di Pagamento dei Servizi Ecosistemici e Ambientali (PSEA)<\/em>\u201d, affinch\u00e9 sia \u201c<em>riconosciuto il ruolo svolto dall\u2019agricoltura\u00a0e dal territorio agroforestale nei confronti dei servizi ecosistemici, prevedendo meccanismi di incentivazione attraverso cui il pubblico operatore possa creare programmi con l\u2019obiettivo di remunerare gli imprenditori agricoli che proteggono, tutelano o forniscono i servizi medesimi<\/em>\u201d; la legge prevede che \u201c<em>nella de\ufb01nizione del sistema di PSEA siano speci\ufb01camente individuati i servizi oggetto di remunerazione, il loro valore, nonch\u00e9 i relativi obblighi contrattuali e le modalit\u00e0 di pagamento<\/em>\u201d e che \u201c<em>siano in ogni caso remunerati i seguenti servizi: \ufb01ssazione del carbonio \u2026 salvaguardia della biodiversit\u00e0 delle prestazioni ecosistemiche e delle qualit\u00e0 paesaggistiche<\/em>\u201d; la legge, infine, chiarisce che \u201c<em>bene\ufb01ciari \ufb01nali del sistema di PSEA siano i comuni, le loro unioni, le aree protette, le fondazioni di bacino montano integrato e le organizzazioni di gestione collettiva dei beni comuni, comunque denominate<\/em>\u201d e stabilisce di \u201c<em>introdurre forme di premialit\u00e0 a bene\ufb01cio dei comuni che utilizzano, in modo sistematico, sistemi di contabilit\u00e0 ambientale e urbanistica e forme innovative di rendicontazione dell\u2019azione amministrativa<\/em>\u201d. La stessa legge (art. 72), prevede una \u201c<em>strategia nazionale delle Green community<\/em>\u201d in grado di individuare \u201c<em>il valore dei territori rurali \u2026 che intendono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio<\/em>\u201d, puntando sullo \u201c<em>sviluppo di un turismo sostenibile, capace di valorizzare le produzioni locali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La Legge n. 221\/2015, sul punto, recepisce indirizzi forniti da tempo a livello internazionale (ONU, Millenium Ecosystem Assessment; TEEB- The Economics of Ecosystems and Biodiversity) \u00a0ed europeo (la Strategia dell&#8217;UE sulla biodiversit\u00e0 fino al 2020, COM(2011) 244 e COM(2015) 478; il Settimo programma UE di azione in materia di ambiente di cui alla Decisione n. 1386\/2013\/UE; da ultimo, l\u2019importantissimo documento dell\u2019Agenzia Europea dell\u2019Ambiente intitolato \u201c<em>L\u2019ambiente in Europa: Stato e prospettive nel 2015 \u2013 Relazione di sintesi<\/em>\u201d, cd. SOER 2015, pubblicato nel marzo del 2015 e reperibile al link\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eea.europa.eu\/soer-2015\/synthesis\/l2019ambiente-in-europa-stato-e\">http:\/\/www.eea.europa.eu\/soer-2015\/synthesis\/l2019ambiente-in-europa-stato-e<\/a>\u00a0).<\/p>\n<p>Se si applica alle foreste di ulivi, tipiche dell\u2019area euro\/mediterranea e in particolare della Puglia (la quale, con i suoi sessanta milioni di ulivi, di cui molti milioni plurisecolari, \u00e8 la Regione con pi\u00f9 ulivi al mondo; gli ulivi con oltre 100 anni di et\u00e0 localizzati nella Regione rappresentano quasi il 40% del totale nazionale), l\u2019approccio che viene dal contesto internazionale e dai citati documenti giuridici delle istituzioni UE nonch\u00e9 dalla L. 221\/2015, i servizi ecosistemici forniti dalle foreste di ulivi, in quanto paradigmi secolari di \u201c<em>capitale naturale<\/em>\u201d, non possono essere limitati solo ai \u201c<em>servizi di<\/em>\u00a0<em>provvista<\/em>\u201d<em>,<\/em>\u00a0ossia di fornitura di biomasse di rilievo agroalimentare quali olive e olio, ma comprendono anche i fondamentali \u201c<em>servizi di<\/em>\u00a0<em>regolazione e mantenimento<\/em>\u201d (ad es., formazione e composizione dei nutrienti del suolo, purificazione delle acque, conservazione di biodiversit\u00e0 genetica, mitigazione climatica e sequestro del carbonio, etc.) e, soprattutto, i \u201c<em>servizi culturali<\/em>\u201d, a partire dall\u2019immenso valore paesaggistico, storico, antropologico e turistico in relazione alle interazioni fisiche, intellettuali, spirituali e simboliche con gli ecosistemi ulivetati (CICES, 2013).<\/p>\n<p>Le istituzioni UE chiedono oggi agli Stati europei di \u201c<em>valutare il valore economico dei servizi ecosistemici<\/em>\u201d e \u201c<em>promuovere la loro integrazione in sistemi di contabilit\u00e0 e rendicontazione<\/em>\u201d attraverso lo \u201c<em>sviluppo della contabilit\u00e0 degli ecosistemi<\/em>\u201d, ossia la \u201c<em>contabilit\u00e0 fisica e monetaria per il capitale naturale e i servizi ecosistemici<\/em>\u201d, per pervenire a \u201c<em>pagamenti per i servizi ecosistemici<\/em>\u201d, e ancor pi\u00f9 specificamente, sottolineano che \u201c<em>adottare una prospettiva di paesaggio e metodi di infrastruttura verdi <\/em><em>(che abbraccino le caratteristiche fisiche di una zona e i servizi ecosistemici che essa fornisce) <\/em><em>\u00e8 un modo utile per promuovere l\u2019integrazione tra diversi i settori delle politiche \u2026 i settori politici dell\u2019agricoltura e della pianificazione territoriale sono particolarmente adatti a un\u2019integrazione del genere, poich\u00e9 ci sono forti interazioni tra l\u2019uso agricolo del territorio e i processi ambientali europei e globali<\/em>\u201d (AEA, SOER 2015).<\/p>\n<p>Orbene, proprio questo non \u00e8 stato mai fatto, sinora, rispetto al territorio di Torchiarolo.<\/p>\n<p>Nelle azioni pubbliche adottate negli scorsi anni e mesi in relazione all\u2019olivicoltura e all\u2019emergenza\u00a0<em>Xylella fastidiosa<\/em>\u00a0\u00e8 stato considerato (peraltro in maniera limitata) solo il valore economico dei servizi di provvista legati alla produzione olivicola sul mercato, ma si \u00e8 totalmente omesso di operare una stima valutativa del valore dei servizi eco\/sistemici di regolazione, di mantenimento e di valenza culturale legati agli uliveti, per integrare questa valutazione nelle politiche di intervento a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.<\/p>\n<p>Quello che si chiede alle Autorit\u00e0 in indirizzo \u00e8 di finanziare interventi che mettano subito il Comune di Torchiarolo in condizioni di far partire, in sinergia con il sistema della ricerca universitaria, con le organizzazioni dei produttori e le associazioni del terzo settore, una serie di progetti-pilota da sperimentare sul proprio territorio \u00a0per poi diffonderne i risultati a livello regionale e nazionale: progetti-pilota volti alla quantificazione e alla remunerazione dell\u2019ampio ventaglio di servizi ecosistemici forniti dagli uliveti tradizionali, al fine di far tornare al centro la figura dell\u2019agricoltore come custode di un capitale naturale che ha valore anche bioculturale. Valore che deve essere reso innanzitutto \u201cvisibile\u201d e poi coerentemente \u201cremunerabile\u201d in favore, appunto, degli agricoltori-custodi, in modo da spingere soprattutto le giovani generazioni a ritornare all\u2019olivicoltura in forma collaborativa anzich\u00e9 abbandonare le zone rurali a un destino di declino e frammentazione.<\/p>\n<p>Questi progetti-pilota, se finanziati immediatamente, in tempi ragionevolmente ravvicinati, potranno mettere in luce l\u2019enorme potenziale economico degli uliveti tradizionali rispetto all\u2019attrazione di flussi di turismo responsabile legati alla bellezza paesaggistica e alle tradizioni locali e di creazione di valore sociale anche rispetto alla sopravvivenza dei nuclei rurali e di conservazione dell\u2019eredit\u00e0 della civilt\u00e0 contadina.<\/p>\n<p>Si sottolinea che il Comune di Torchiarolo \u00e8, per le sue caratteristiche storico-socio-economiche, il candidato naturale ed ideale ad essere \u201claboratorio\u201d di questa messe di progetti mirati.<\/p>\n<p>L\u2019olivo e l\u2019olio sono infatti alle radici stesse dell\u2019identit\u00e0 storica e culturale del Comune di Torchiarolo.<\/p>\n<p>Citato come\u00a0<em>Torchiarolum<\/em>\u00a0in un documento del Quattrocento, il Comune di Torchiarolo deriva il suo stesso toponimo (e questo \u00e8 di per s\u00e9 eloquente) proprio dal latino\u00a0<em>torcular, -aris<\/em>, \u2018torchio\u2019, riferito al gran numero di frantoi ivi in uso per la spremitura delle olive, anche per conto degli abitanti dei casolari circostanti<a name=\"_ftnref1\"><\/a><u>[1]<\/u>.<\/p>\n<p>Nel nostro Comune, la maggioranza delle attivit\u00e0 economiche \u00e8 tuttora fondata o comunque collegata agli oliveti (cfr. ad es. il \u201c<em>Documento Preliminare alla Progettazione per la valorizzazione e riqualificazione del paesaggio costiero del comune di Torchiarolo<\/em>\u201d del gennaio 2015<a name=\"_ftnref2\"><\/a><u>[2]<\/u>; il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale pugliese (PPTR), adottato con deliberazione della Giunta regionale pugliese n. 1435 del 2 agosto 2013; la \u201c<em>Relazione Tecnico Descrittiva Generale<\/em>\u201d del nuovo Piano Comunale delle Coste del Comune di Torchiarolo del marzo 2014)<a name=\"_ftnref3\"><\/a><u>[3]<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi dati sono certificati tra l\u2019altro dall\u2019Attestato del 18 novembre 2015 a firma del Responsabile UTC del Comune di Torchiarolo, che si allega, da cui risulta che:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 l<u>a superficie totale coltivata ad uliveti<\/u>\u00a0sull\u2019intero territorio del Comune di Torchiarolo \u00e8 di circa\u00a0<u>1.672 ettari<\/u>; si tratta di un numero enorme, se si pensa che l\u2019intera superficie del Comune di Torchiarolo \u00e8 di circa 32 chilometri quadrati, pari a 3.200 ettari;<\/p>\n<p><u>dunque, pi\u00f9 della met\u00e0 del territorio di Torchiarolo \u00e8 coltivato ad uliveti<\/u>;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0vi sono circa 900 aziende olivicole nel territorio comunale, che impiegano circa 1000 persone, a fronte di circa 5.000 abitanti complessivi del Comune;<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0sull\u2019intero territorio comunale insistono circa\u00a0<u>200.000 alberi di ulivo<\/u>;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 di questi,\u00a0<u>almeno 2.000 sono ulivi monumentali, ossia plurisecolari<\/u>;<\/p>\n<p>&#8211; vi sono circa 15 aziende agrituristiche sul territorio comunale;<\/p>\n<p>&#8211; sussiste una qualificata presenza nel territorio comunale di zone ulivetate soggette a vincoli archeologici e paesaggistici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certi della Vostra attenzione e in attesa di un Vostro riscontro, mi \u00e8 gradita l\u2019occasione per porgere i pi\u00f9 distinti saluti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Sindaco<\/p>\n<p><em>Dr Nicola SERINELLI<\/em><\/p>\n<p><em>f.to<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente una lettera aperta inviata da Nicola Serinelli, Sindaco di Torchiarolo, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al Presidente della Regione Puglia, all&#8217;Assessore Regionale alla Agricoltura, al Direttore Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale e tutela dell&#8217;ambiente, all&#8217;Assessore regionale allo sviluppo, all&#8217;Assessore regionale alla Pianificazione territoriale. &nbsp; Oggetto: Un Progetto di sistema per lo sviluppo di Torchiarolo &nbsp; UN PROGETTO DI SISTEMA PER LO SVILUPPO DI TORCHIAROLO &nbsp; &#8220;Non dobbiamo mai giudicare ciascun giorno in base al raccolto che abbiamo ottenuto, ma dai semi che abbiamo saputo piantare in ogni ambito del nostro agire umano&#8221; &nbsp; Non si \u00e8 ancora spenta l\u2019eco del dramma vissuto dalla mia gente a causa del \u201cflagello Xylella\u201d. Sono ancora vive le immagini e i volti segnati dalla dura prova che hanno dovuto subire i miei concittadini. Interminabili giorni intrisi di forti tensioni sociali, alternati dalle lunghe notti insonni vissute dalle sentinelle avanzate\u00a0(gli eroi della notte) sul fronte della difesa degli ulivi, patrimonio inalienabile del popolo del Salento e della comunit\u00e0 Torchiarolese&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14886,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-69258","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69258","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69258"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69258\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69259,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69258\/revisions\/69259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14886"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69258"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69258"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69258"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}