{"id":70151,"date":"2016-04-22T15:22:29","date_gmt":"2016-04-22T13:22:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=70151"},"modified":"2016-04-22T15:22:55","modified_gmt":"2016-04-22T13:22:55","slug":"fine-corsa-o-un-altro-giro-altra-corsa-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/fine-corsa-o-un-altro-giro-altra-corsa-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Fine corsa? O un altro giro&#8230; altra corsa? Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-21095\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239-300x185.jpeg\" alt=\"carmine dipietrangelo\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239-300x185.jpeg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239-1024x634.jpeg 1024w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239-112x70.jpeg 112w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/carmine-dipietrangelo-e1409566936239.jpeg 1252w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La citt\u00e0 \u00e8 pronta (si fa per dire) a questa ennesima campagna elettorale amministrativa anticipata? Il ceto politico brindisino \u00e8 in grande fermento e in mobilit\u00e0 permanente, mentre l&#8217;opinione pubblica si sente sempre pi\u00f9 frastornata e sbigottita di fronte alla baraonda dei candidati e dei loro spregiudicati posizionamenti.<br \/>\nLa vecchia rappresentanza della politica \u00e8 ormai implosa e sembra mossa solo da rancori e rivalse. Purtroppo anche la nuova rappresentanza pentastellata non \u00e8 immune da questo processo di sfaldamento e di sfarinamento. Anche i grillini sono brindisini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Della citt\u00e0 e delle sue sofferenze ne parlano, con consapevolezza e competenza, in pochi. Distinzioni, visioni diverse, proposte innovative che possono fare la differenza sono diventate merce rara.<br \/>\nLa considerazione pi\u00f9 diffusa e ascoltata \u00e8&#8230;&#8221;non si capisce niente&#8221;.<br \/>\nSinistra, destra, centro, moderati appaiono parole vuote o in alcuni casi contenitori rappresentati dai cosiddetti portatori di voti anche se impresentabili o indesiderati.<br \/>\nI responsabili dei recenti danni politici e amministrativi si sono autoassolti e addirittura si sentono ancora protagonisti diretti e indiretti di questa campagna elettorale. Parlano del futuro della citt\u00e0 con una disinvoltura o pi\u00f9 prosaicamente con una &#8220;faccia di&#8230;.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli stessi candidati sindaci, se si esclude qualcuno, rischiano di apparire pi\u00f9 espressione di marpioni politici del vecchio e recente passato che della necessaria rottura con esso e con essi. La novit\u00e0 non pu\u00f2 essere solo la loro faccia.<br \/>\nSi \u00e8 rimossa la causa dell&#8217;interruzione anticipata di una consigliatura nata male e finita peggio. Consales non era solo quando amministrava la citt\u00e0. I suoi sostenitori, disseminati in tutte le liste e in quasi tutti gli schieramenti, sono gli stessi che oggi ritornano a chiedere i voti.<br \/>\nUn po&#8217; di storia e di ricostruzione della vita amministrativa della citt\u00e0 forse servirebbe e aiuterebbe a non perseverare negli errori e nei guasti.<br \/>\nSe non ricordo male, in questi ultimi 22 anni, ne abbiamo avute cinque di elezioni anticipate.<br \/>\nIn questo periodo i mandati completati ininterrottamente per cinque anni sono stati solo due, uno di Antonino dal 1997 al 2002 (grazie al cosiddetto ribaltone), l&#8217;altro di Mennitti dal 2004 al 2009.<br \/>\nIn 12 anni si sono consumate ben cinque interruzioni anticipate.<br \/>\nInizi\u00f2 Michele Errico che, primo sindaco eletto direttamente dai cittadini, interruppe autonomamente (non si \u00e8 mai capito il vero motivo) dopo solo 11 mesi l&#8217;amministrazione di centrosinistra.<br \/>\nDopo di lui fu eletto a capo di una amministrazione di centrodestra, l&#8217;avvocato Maggi, la cui esperienza fu interrotta dopo solo due anni; poi, dopo un anno e mezzo, per le note vicende giudiziarie, ci fu l&#8217;interruzione di quella del secondo mandato di Antonino.<br \/>\nIl secondo mandato di Mennitti dur\u00f2 poco meno di due anni ed infine, l&#8217;interruzione traumatica della giunta Consales per le altrettanto note vicende giudiziarie.<br \/>\nLa citt\u00e0 di Brindisi &#8211; da quando si vota direttamente il sindaco &#8211; non ha potuto usufruire di quella stabilit\u00e0 amministrativa per la quale fu fatta la nuova legge elettorale comunale che prevedeva anche che i sindaci potessero essere eletti per non oltre due mandati (10 anni).<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 stata privata di questa opportunit\u00e0, ed \u00e8 come se non fosse cambiato niente rispetto a quando i sindaci venivano eletti e sostituti pi\u00f9 volte dai consigli comunali.<br \/>\nIn quasi tutte le citt\u00e0 l&#8217;elezione diretta dei sindaci ha prodotto effetti positivi e di stabilit\u00e0 consentendo agli stessi di programmare e realizzare interventi, di coniugare programmi e visioni con opere e scelte, oltrech\u00e9 di formare e rinnovare nuove classi dirigenti. a Brindisi questo non \u00e8 stato possibile.<br \/>\nI brindisini non hanno mai, con la dovuta serenit\u00e0, potuto giudicare i propri sindaci per uno o due mandati interi.<br \/>\nProvo ad elencare alcuni motivi che mi sembrano siano la causa di questa instabilit\u00e0 o incapacit\u00e0 della citt\u00e0 di autogovernarsi e di dotarsi di nuove classi dirigenti.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8 stata abituata a farsi dirigere e comandare da altri e dall&#8217;alto.<br \/>\nTranne alcuni episodi &#8211; come la lotta contro il rigassificatore &#8211; per molti anni ha preferito delegare il proprio presente e il proprio futuro.<br \/>\nLo sviluppo industriale \u00e8 stato imposto e disinvoltamente accettato. Attorno ad esso si sono sviluppati intermediazioni politiche, imprenditoriali, sindacali, istituzionali che ne hanno minato l&#8217;autonomia, l&#8217;affidabilit\u00e0, l&#8217;incisivit\u00e0 propositiva e progettuale.<br \/>\nTutto questo ha creato classi dirigenti mediocri e pronte ad essere utilizzate e pi\u00f9 che dirigere hanno sempre preferito farsi dirigere.<br \/>\nIl loro prezzo o il loro ruolo \u00e8 stato solo quello di sentirsi coinvolte, di essere prese in considerazione e di usufruire di qualche favore residuale.<br \/>\nTutto ci\u00f2 ha legittimato e fatto crescere, in maniera esponenziale, la litigiosit\u00e0, la diffidenza reciproca, la dietrologia, la furbizia.<br \/>\nIn questo clima la politica brindisina \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 una marmellata, tanto pi\u00f9 litigiosa quanto pi\u00f9 consociativa.<br \/>\nDa tempo le differenze tra visioni, programmi, progetti, idee, non appartengono alla politica brindisina; esistono solo soggetti indistinti &#8211; alcuni sempre gli stessi da decenni a questa parte &#8211; che, secondo le convenienze, passano da una lista ad un altra, da una coalizione di centrosinistra ad una di centrodestra. E non perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 differenza tra destra e sinistra, ma perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo e pi\u00f9 conveniente, in quel dato momento, mettere se stessi ed i propri voti a disposizione del presumibile vincitore di turno.<br \/>\nLeggo cos\u00ec la facilit\u00e0 della transumanza di candidati e di consiglieri in servizio permanente effettivo che si presentano ad ogni elezione comunale.<br \/>\nIn questi 22 anni pochi sono quelli che si sono fatti da parte.<br \/>\nCi sono poi i professionisti del consiglio comunale che in quanto proprietari di voti fanno, da sempre, il bello e il cattivo tempo dell&#8217;istituzione cittadina.<br \/>\nAd esclusione di Michele Errico, tutti i sindaci &#8211; Antonino e Mennitti inclusi &#8211; sono stati vittime di questi professionisti del voto e del consiglio comunale.<br \/>\nIl patto sociale e civile per Brindisi dovrebbe avere questa premessa: non sono candidabili non solo quelli che hanno avuto responsabilit\u00e0 dirette nella precedente amministrazione ma anche chi nella propria esperienza politica ha gi\u00e0 fatto il consigliere comunale per due mandati. \u00c8 chiedere troppo?<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una generazione che va messa alla prova sperando che sia migliore di quella precedente. I nuovi candidati sindaci dovrebbero pretenderlo e si dovrebbero impegnare a ricreare le condizioni di una serenit\u00e0 cittadina e di una nuova civilt\u00e0 politica.<br \/>\nLa politica riguarda la vita e la vita \u00e8 il ciclo delle generazioni che si succedono.<br \/>\nBrindisi ha bisogno di generazioni che si passano la mano che devono riabituarsi a vivere intorno al &#8220;noi&#8221; e non ad un &#8220;io&#8221;. E di ego,carichi di rancori e di aspettative mal poste, ce ne sono ancora troppi in giro e da tutte le parti.<br \/>\nLa citt\u00e0 \u00e8, innanzitutto, di chi ci vive, la abita, la usa. Non \u00e8 dei consiglieri in servizio permanente effettivo. I &#8220;noi&#8221; dovrebbero comprendere che far rinascere Brindisi,bonificarla, e&#8217; opera difficile e impegnativa. Nei programmi e nelle dichiarazioni troveremo certamente queste buone intenzioni,ma la storia amministrativa brindisina ci ricorda che di buone intenzioni e&#8217; lastricata la via dell&#8217;inferno.<br \/>\nLa citt\u00e0, ho detto pi\u00f9 volte, dovrebbe essere il luogo per eccellenza del &#8220;noi&#8221;, e quindi della partecipazione.<br \/>\nNella citt\u00e0 convivono le sofferenze umane, le emarginazioni sociali con i luoghi dell&#8217;intelligenza, del successo, del voler fare e del saper fare.<br \/>\nLa citt\u00e0 non deve essere solo il luogo pi\u00f9 evidente delle diseguaglianze vecchie e nuove, ma deve anche essere il luogo delle potenzialit\u00e0 e delle opportunit\u00e0.<br \/>\nLa citt\u00e0 di Brindisi deve diventare il luogo in cui \u00e8 possibile ripensare modelli di sviluppo, stili di vita e, sulla base di questo, ritornare ad essere attrattiva, sapendo mettere a valore tutte le sue potenzialit\u00e0 produttive, paesaggistiche e infrastrutturali.<br \/>\n\u00c8 la sfida di queste elezioni. \u00c8 il patto che dovrebbero fare tutti i candidati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 \u00e8 pronta (si fa per dire) a questa ennesima campagna elettorale amministrativa anticipata? Il ceto politico brindisino \u00e8 in grande fermento e in mobilit\u00e0 permanente, mentre l&#8217;opinione pubblica si sente sempre pi\u00f9 frastornata e sbigottita di fronte alla baraonda dei candidati e dei loro spregiudicati posizionamenti. La vecchia rappresentanza della politica \u00e8 ormai implosa e sembra mossa solo da rancori e rivalse. Purtroppo anche la nuova rappresentanza pentastellata non \u00e8 immune da questo processo di sfaldamento e di sfarinamento. Anche i grillini sono brindisini. &nbsp; Della citt\u00e0 e delle sue sofferenze ne parlano, con consapevolezza e competenza, in pochi. Distinzioni, visioni diverse, proposte innovative che possono fare la differenza sono diventate merce rara. La considerazione pi\u00f9 diffusa e ascoltata \u00e8&#8230;&#8221;non si capisce niente&#8221;. Sinistra, destra, centro, moderati appaiono parole vuote o in alcuni casi contenitori rappresentati dai cosiddetti portatori di voti anche se impresentabili o indesiderati. 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