{"id":74504,"date":"2016-06-17T18:15:01","date_gmt":"2016-06-17T16:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=74504"},"modified":"2016-06-17T18:09:10","modified_gmt":"2016-06-17T16:09:10","slug":"no-al-carbone-a-chi-fa-paura-lindagine-epidemiologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/no-al-carbone-a-chi-fa-paura-lindagine-epidemiologica\/","title":{"rendered":"No al Carbone: &#8220;a chi fa paura l&#8217;indagine epidemiologica?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-74505\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2-300x297.jpg\" alt=\"Carciofeti2\" width=\"300\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2-300x297.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Carciofeti2.jpg 612w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella mattinata del 13 giugno 2016, durante l\u2019udienza del processo contro ENEL avviato nel 2012 in cui siamo parte civile insieme ad altre associazioni, il pm della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati per la dispersione di polvere di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale di Cerano. Non ci sono dubbi quindi (e per noi non ci sono mai stati) che la polvere nera che ha contaminato i campi coltivati, come denunciato dagli agricoltori, fosse polvere di carbone. Campi coltivati con prodotti che negli anni sono entrati nella catena alimentare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella serata del 13 giugno 2016 intorno alle 21.00 la torcia di Punta di Torre Cavallo di ENI-Versalis brucia tanto da rendere rosso e lampeggiante il cielo di Brindisi, con una fiamma visibile a distanza di molti chilometri. Sulle ripetute sfiammate delle torce ENI che vanno continuamente in blocco abbiamo presentato diversi esposti. L\u2019Arpa comunica che in concomitanza con la fermata programmata dell&#8217;impianto di cracking del petrolchimico, avvenuta fra il 30 e il 31 maggio, si sono registrati picchi di benzene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi la ASL comunica ufficialmente l&#8217;accreditamento del Registro Tumori di Brindisi ma non si sa che fine ha fatto l\u2019indagine epidemiologica avviata dal 2014 presso il Centro Salute e Ambiente regionale che nel 2013 aveva ampliato le azioni di intervento anche a Brindisi, area ad elevato rischio di crisi ambientale e sito di interesse nazionale per le bonifiche.<br \/>\nIl gruppo di ricerca era guidato dal dott. Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio che aveva gi\u00e0 condotto su Taranto uno studio di coorte residenziale. In occasione di un incontro che abbiamo avuto con la ASL di Brindisi nel mese di ottobre 2014, \u00e8 stato comunicato dalla Direzione che l&#8217;Azienda Sanitaria \u00e8 impegnata istituzionalmente nell\u2019elaborazione dell&#8217;indagine. Sono passati quasi due anni dall&#8217;avvio dello studio che doveva essere effettuato nell\u2019area di Carovigno, San Vito dei Normanni, Brindisi, Mesagne, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Cellino San Marco, come previsto dalla delibera regionale del 2013.<br \/>\nUn\u2019indagine epidemiologica pu\u00f2 rendere pi\u00f9 chiaro un quadro gi\u00e0 delineato da precedenti studi effettuati da ricercatori ed esperti, anche se siamo convinti che gi\u00e0 quelli disponibili basterebbero a ideare soluzioni concrete per risolvere una situazione sanitaria a rischio come la nostra. E\u2019 quello che ci aspettiamo dai prossimi amministratori senza ulteriori rinvii. Non si pu\u00f2 perdere altro tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vogliamo sapere cosa mangiamo e cosa respiriamo. Vogliamo sapere perch\u00e8 un territorio come il nostro debba essere costretto ad aspettare i risultati di un&#8217;indagine epidemiologica mai finita come la tela di penelope. Quanto ancora devono aspettare i cittadini di Brindisi, di Torchiarolo, di S.Pietro e di tutti quei paesi coinvolti dalle emissioni della pi\u00f9 grande centrale a carbone italiana e di un polo petrolchimico obsoleto che continua a produrre senza controllo, per conoscere gli effetti nefasti sulla propria salute e su quella dei propri figli. Perch\u00e9 i cittadini di questa terra, dopo aver perso il diritto di determinare il proprio sviluppo economico, hanno perso anche il diritto di conoscere il loro stato di salute&#8230;.. a chi fa paura quest&#8217;indagine epidemiologica?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mattinata del 13 giugno 2016, durante l\u2019udienza del processo contro ENEL avviato nel 2012 in cui siamo parte civile insieme ad altre associazioni, il pm della procura di Brindisi Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione per 13 dei 15 imputati per la dispersione di polvere di carbone dal nastro trasportatore e dal carbonile della centrale di Cerano. Non ci sono dubbi quindi (e per noi non ci sono mai stati) che la polvere nera che ha contaminato i campi coltivati, come denunciato dagli agricoltori, fosse polvere di carbone. Campi coltivati con prodotti che negli anni sono entrati nella catena alimentare. &nbsp; Nella serata del 13 giugno 2016 intorno alle 21.00 la torcia di Punta di Torre Cavallo di ENI-Versalis brucia tanto da rendere rosso e lampeggiante il cielo di Brindisi, con una fiamma visibile a distanza di molti chilometri. Sulle ripetute sfiammate delle torce ENI che vanno continuamente in blocco abbiamo presentato diversi esposti. 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