{"id":74970,"date":"2016-06-24T12:35:14","date_gmt":"2016-06-24T10:35:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=74970"},"modified":"2016-06-24T12:35:14","modified_gmt":"2016-06-24T10:35:14","slug":"brexit-i-rischi-per-le-esportazioni-pugliesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brexit-i-rischi-per-le-esportazioni-pugliesi\/","title":{"rendered":"Brexit, i rischi per le esportazioni pugliesi"},"content":{"rendered":"<p>Ben 204,9 milioni di euro. Ecco quanto vale il made in Puglia nel mercato britannico. \u00c8 quanto emerge da un\u2019elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia.<br \/>\nIn particolare, le aziende della provincia di Bari esportano beni per un valore di 146,6 milioni di euro, pari al 71,5 per cento del totale dell&#8217;export pugliese. Seguono le province di Foggia con 23,8 milioni, pari all&#8217;11,6 per cento del dato complessivo; Barletta-Andria-Trani con 22,8 milioni (11,1 per cento); Lecce con 6 milioni (2,9 per cento); Brindisi con 3,8 milioni (1,9 per cento). Chiude Taranto, gi\u00e0 parecchio ridimensionata a causa dell\u2019involuzione dell\u2019Ilva, con 1,9 milioni (0,9 per cento).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abL\u2019elaborazione del nostro centro studi regionale \u2013 commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia \u2013 ci d\u00e0 l\u2019idea di quanto il Regno Unito rappresenti un partner commerciale importante per le nostre imprese.<br \/>\nPurtroppo le conseguenze dell\u2019uscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione Europea sono tutte da valutare. Non mi riferisco unicamente alle ripercussioni sui mercati finanziari, ma anche a quelle sull\u2019economia reale, visto l\u2019indebolimento di quell\u2019area di libero scambio che ha rappresentato il vero punto di partenza dell\u2019Europa per come la conosciamo oggi. Il rischio \u2013 spiega Sgherza \u2013 \u00e8 quello di tornare indietro di decenni, passando da una situazione di libera circolazione di merci e lavoratori ad una frattura profonda, fatta di chiusura dei mercati e ripristino di dazi e tariffe, sia da una parte che dall\u2019altra<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSono fiducioso \u2013 continua il presidente \u2013 che l\u2019Europa sar\u00e0 in grado di trovare le modalit\u00e0 necessarie a gestire e minimizzare le ricadute di quanto si \u00e8 verificato. Tuttavia, per evitare un catastrofico \u201ceffetto domino\u201d, \u00e8 fondamentale indagare i motivi che hanno condotto uno Stato membro cos\u00ec importante a considerare la strada dell\u2019abbandono dell\u2019Unione. Al di l\u00e0 delle questioni pi\u00f9 spiccatamente politiche, come la gestione dell\u2019immigrazione, il controllo dei confini e la tutela della sicurezza, non \u00e8 certo un segreto che anche i cittadini e le imprese italiani a volte vedano l\u2019Europa come una fonte di problemi ed oppressione burocratica, piuttosto che come un\u2019occasione di sicurezza sociale e sviluppo economico.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa percezione, a volte drammaticamente veritiera, \u00e8 che nell\u2019attuale strutturazione la UE sia macchinosa, poco trasparente e poco efficiente, incapace di rappresentare un supporto per le imprese, specie quelle piccole e medie, e per i cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nNon dobbiamo commettere l\u2019errore di pensare in questi termini. L\u2019Europa non \u00e8 solo questo. Non possiamo guardare unicamente alle storture della direttiva Bolkenstein, alle quote latte, all\u2019olio tunisino o ai ritardi nell\u2019emanazione della normativa a tutela del Made in Italy. Senza l\u2019UE sarebbe ben maggiore il numero di imprenditori falcidiati dalla crisi, cos\u00ec come sarebbe ben minore il numero di investimenti che le imprese, anche quelle pugliesi, sono riuscite ad effettuare negli ultimi anni solo grazie allo stanziamento dei Fondi comunitari. Ci\u00f2 senza contare i benefici, a cui forse siamo abituati, ma che non sono affatto scontati, derivanti dalla libera circolazione delle merci e delle persone. Grazie all\u2019Unione abbiamo acquisito possibilit\u00e0 e diritti a cui sarebbe impensabile rinunciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nPertanto \u2013 conclude Sgherza \u2013 l\u2019auspicio \u00e8 che il referendum britannico, pur nella sua traumaticit\u00e0, possa rappresentare un punto di partenza per rilanciare in maniera decisa la collaborazione dei Paesi che fanno parte della Comunit\u00e0, con l\u2019obiettivo di rinvigorirne il cammino, nella direzione del progresso economico-sociale e della realizzazione di un\u2019Europa veramente unita e solidale\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>COMUNICATO STAMPA CONFARTIGIANATO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ben 204,9 milioni di euro. Ecco quanto vale il made in Puglia nel mercato britannico. \u00c8 quanto emerge da un\u2019elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia. 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