{"id":75537,"date":"2016-06-29T10:17:28","date_gmt":"2016-06-29T08:17:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=75537"},"modified":"2016-07-03T23:37:44","modified_gmt":"2016-07-03T21:37:44","slug":"astensionismo-e-fluidita-del-voto-penalizzano-la-sinistra-e-il-pd-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/astensionismo-e-fluidita-del-voto-penalizzano-la-sinistra-e-il-pd-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Astensionismo e fluidit\u00e0 del voto penalizzano la sinistra e il PD. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Si prova un certo fastidio a leggere la piega che ha preso, dopo il voto, il dibattito tra i partiti e quello in atto nel PD.<br \/>\nSi continua con recriminazioni, rivalse, ricerche di responsabilit\u00e0. Eppure di valutazioni da fare e di insegnamenti da ricevere il risultato elettorale \u00e8 ricco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il voto di Brindisi, innanzitutto,pur nella sua specificit\u00e0, non pu\u00f2 essere valutato aldifuori del contesto nazionale.<br \/>\nAstensionismo e fluidit\u00e0 del voto sono elementi che possono aiutare una corretta lettura del voto del 19 giugno anche a Brindisi e che nessuna forza politica o movimento pu\u00f2 pensare di rimuovere o di sottovalutare.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nInnanzitutto l&#8217;astensionismo.<\/p>\n<p>Al ballottaggio a Brindisi \u00e8 andato a votare un po&#8217; pi\u00f9 del 41%, quasi la stessa percentuale (42%) dei votanti alle ultime elezioni regionali. In due tornate elettorali a Brindisi quasi il 60% degli elettori ha deciso di non votare. Astenersi \u00e8 diventato anche un modo per far pesare il proprio voto? Penso di s\u00ec. Quando si raggiunge un livello tale di astensione non \u00e8 solo un problema di quantit\u00e0 e di qualit\u00e0, e&#8217; soprattutto una questione democratica.<br \/>\nLa politica, cio\u00e8, non riesce non solo ad essere attrattiva a causa delle sue presunte malefatte, ma non \u00e8 capace di garantire pi\u00f9 un&#8217;offerta politica in grado di incontrare i sentimenti, \u00a0le aspirazioni, gli interessi della maggioranza degli elettori.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nNelle ultime regionali del 2015 a Brindisi voto&#8217; solo il 42% degli elettori la cui maggioranza si espresse a favore del candidato presidente Emiliano, del Pd e dei candidati delle liste del &#8220;sistema&#8221; Emiliano.<br \/>\nAl ballottaggio del 19 giugno si \u00e8 registrato un altro forte astensionismo e un chiaro &#8220;travasamento&#8221; di elettori. Rispetto allo stesso primo turno solo il 41% \u00e8 tornato a votare e una risicata maggioranza ha scelto di votare Angela Carluccio.<br \/>\nDa questi dati emerge come l&#8217;astensionismo a Brindisi come in altre realt\u00e0 e in Italia sia diventato un modo per votare non votando. Non \u00e8 solo indifferenza, protesta. Esso, ormai, in molti casi fa la differenza. E non lo si pu\u00f2 giudicare con categorie vecchie. Le analisi del voto devono aggiornare i propri schemi e giudizi.<br \/>\nL&#8217;astensionismo come il populismo sono in occidente fenomeni ormai strutturali e indicano e\/o vanno di pari passo con la reazione verso la formazione di culture politiche ormai omologate al centro e tutte tarate verso le compatibilit\u00e0 imposte da soggetti extraistituzionli o dettate dal principio astratto della governabilit\u00e0 a tutti i costi.<br \/>\nLe alleanze per governare si decidono non per realizzare programmi differenti e alternativi ma solo per gestire presente e potere. E quando si afferma che sinistra e destra sono superate o che non sono pi\u00f9 attuali ed efficaci si aiuta o il populismo e l&#8217;antipolitica o l&#8217;astensionismo consapevole. A pagarne le conseguenze sono le forze della sinistra i cui elettori sono pi\u00f9 esigenti e, per sentimenti e visioni del mondo, anche pi\u00f9 inclini ad avere punti di vista critici e di contrasto allo status quo.<br \/>\nLe coalizioni allargate oltre ogni confine e perimetro stanno penalizzando sempre di pi\u00f9 la sinistra. Funzionano solo se sono a termine ed hanno obiettivi limitati e condivisi. Le coalizioni poi che si formano contro qualcuno non hanno futuro. Servono solo per distruggere e per dar fiato ai risentimenti. In questi casi un numero ristretto di elettori possono decidere le sorti di una Nazione o di una citt\u00e0.<br \/>\nA Brindisi al ballottaggio, a fronte di 74.500 elettori, solo 14.800 di essi hanno votato a sindaco della citt\u00e0, Angela Carluccio, altri 14.150 hanno votato Nando Marino. Una minoranza si \u00e8 contesa l&#8217;elezione del sindaco.<br \/>\nAl ballottaggio, a differenza del primo turno dove pesa di pi\u00f9 il voto organizzato dei candidati consiglieri, vince la personalit\u00e0 e l&#8217;offerta politica e amministrativa pi\u00f9 credibile, affidabile, pi\u00f9 rappresentativa degli interessi di chi ha deciso di andare a votare in quel determinato momento e contesto. E quando la platea di chi va a votare si restringe,a Brindisi in maniera omogenea in tutti i quartieri,e quando lo scontro si articola e si caratterizza rinfacciandosi il passato o la presenza nelle medesime liste di candidati pi\u00f9 o meno obsoleti o di consiglieri uscenti di vecchie maggioranze e di vecchie opposizioni, vince paradossalmente quello che appare pi\u00f9 debole e pi\u00f9 lontano dai poteri che contano.<br \/>\nA Brindisi, in questo contesto ed anche per queste ragioni, la proposta di una donna come Angela Carluccio e&#8217; apparsa pi\u00f9 convincente oltrech\u00e9 sostenuta da &#8220;motivazioni&#8221; pi\u00f9 organizzate.<br \/>\nSi tratta di prendere atto e di augurarsi che questa scelta fatta da una minoranza di brindisini possa aiutare la citt\u00e0 a liberarsi di un passato che potrebbe condizionare ancora quel bisogno di buona amministrazione che la citt\u00e0 attende da tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nVorrei, umilmente, dare un suggerimento a tutti quei vecchi e nuovi politici e ai miei coetanei che ho conosciuto negli anni passati come avversari e che hanno sostenuto Marino e a tutti coloro che da fuori Brindisi, come si dice adesso, vi hanno messo la faccia (Emiliano prima di tutti) di riflettere su questo voto. Lasciate stare il voto nei quartieri popolari, evitate di criminalizzarlo secondo le convenienze. Quel voto in ogni campagna elettorale e&#8217; da tutti cercato. E a Brindisi, come a Bari o a Lecce quei voti &#8220;popolari&#8221; sono ricercati e da tutti richiesti.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nFate un&#8217;analisi del voto serena e approfondita, per valutare, per esempio, se al ballottaggio non abbia contribuito alla sconfitta di Marino anche l&#8217;aver ostentato sicurezza, l&#8217;essere apparsi, per strada e per ristoranti, in quanto purificati in una specie di fonte della legalit\u00e0, i terminali di un nuovo e vincente potere regionale e nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIl voto in questo giro e&#8217; stato dato contro il cosiddetto esthablishment. A Torino contro Fassino, a Brindisi contro Marino e i suoi accompagnatori!<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nUn po&#8217; di umilt\u00e0 e di opposizione farebbe certamente bene a chi, mettendoci la faccia, \u00e8 stato, purtroppo, sconfitto.<\/p>\n<p>Di impegno e di proposte ce n&#8217;\u00e8 per tutti. Il lavoro che manca, la prospettiva \u00e8 la valorizzazione dei nostri giovani, il disagio sociale diffuso, la confusione istituzionale e amministrativa, il futuro del porto, dell&#8217;industria e dell&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>Le periferie e non solo esse (ci sono i nuovi e i vecchi esclusi) richiedono attenzioni e iniziative coerenti.<br \/>\nLa sinistra ritorni ad essere sociale e popolare, riscopra i valori dell&#8217;unit\u00e0, della lotta alle ingiustizie e del conflitto. Sia se stessa e non si vergogni di richiamarsi ai valori di umanit\u00e0 e di uguaglianza che ancora oggi sono quelli del socialismo e di quel cristianesimo a cui Papa Francesco richiama credenti e non credenti con convinta e appassionata determinazione.<br \/>\nUna sinistra di trasformazione, di proposta e di critica al capitalismo e allo status quo. Non una &#8220;coperta di Linus&#8221; per qualche nostalgico o un circolo ristretto di testimonianza. Si pu\u00f2 ripartire di qua&#8217;?<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nI vecchi elettori del PD in queste elezioni si sono sentiti confusi e hanno reagito non votando o distribuendo i loro voti per molti rivoli. Quei voti non si possono recuperare ricorrendo ai soliti portatori di voti. Hanno bisogno di politica,di passione e di speranza. Altrimenti a vincere sar\u00e0 sempre, come \u00e8 successo a Brindisi, quella coalizione di moderati e di centrodestra allargata che sa tanto di vecchia democrazia cristiana e che \u00e8 apparsa pi\u00f9 convincente, perch\u00e9 pi\u00f9 vicina all&#8217;originale, rispetto a quella in cui era impegnato il PD ufficiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmine Dipietrangelo<br \/>\nPresidente LeftBrindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si prova un certo fastidio a leggere la piega che ha preso, dopo il voto, il dibattito tra i partiti e quello in atto nel PD. Si continua con recriminazioni, rivalse, ricerche di responsabilit\u00e0. Eppure di valutazioni da fare e di insegnamenti da ricevere il risultato elettorale \u00e8 ricco. &nbsp; Il voto di Brindisi, innanzitutto,pur nella sua specificit\u00e0, non pu\u00f2 essere valutato aldifuori del contesto nazionale. Astensionismo e fluidit\u00e0 del voto sono elementi che possono aiutare una corretta lettura del voto del 19 giugno anche a Brindisi e che nessuna forza politica o movimento pu\u00f2 pensare di rimuovere o di sottovalutare. &nbsp; Innanzitutto l&#8217;astensionismo. Al ballottaggio a Brindisi \u00e8 andato a votare un po&#8217; pi\u00f9 del 41%, quasi la stessa percentuale (42%) dei votanti alle ultime elezioni regionali. In due tornate elettorali a Brindisi quasi il 60% degli elettori ha deciso di non votare. Astenersi \u00e8 diventato anche un modo per far pesare il proprio voto? Penso di s\u00ec. 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