{"id":76850,"date":"2016-07-13T12:56:42","date_gmt":"2016-07-13T10:56:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=76850"},"modified":"2016-07-13T12:56:42","modified_gmt":"2016-07-13T10:56:42","slug":"inaugura-sabato-16-albedo-opere-di-isabella-nazzarri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/inaugura-sabato-16-albedo-opere-di-isabella-nazzarri\/","title":{"rendered":"Inaugura sabato 16 Albedo Opere di Isabella Nazzarri"},"content":{"rendered":"<p>Un antico testo veneziano, un manoscritto della seconda met\u00e0 del settecento, gelosamente custodito e sapientemente restaurato, oggi conservato presso la Biblioteca Diocesana di Ostuni, \u00e8 l\u2019elemento che ha ispirato \u201cAlbedo\u201d, la mostra di Isabella Nazzarri che la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugurer\u00e0 il prossimo sabato 16 luglio.<br \/>\nIn mostra diverse opere realizzate sia su tela che su carta tra cui una tela dal titolo \u201cAlbedo\u201d che rappresenta una reinterpretazione da parte dell\u2019artista della marca tipografica dell\u2019antico testo, disegnata da Lanchi ed incisa nei primi del \u2018700 da Suor Isabella PICCINI, una delle rare e assai poco conosciute donne incisore dell\u2019epoca.<br \/>\nLa personale dell\u2019artista livornese Isabella Nazzarri, curata in collaborazione con la Galleria Opere Scelte di Torino, simboleggia la seconda delle quattro fasi dell&#8217;alchimia rappresentate dai quattro colori della pittura greca; la mostra \u00e8 un omaggio al bianco quale trasformazione e dissoluzione, nonch\u00e9 purezza e spiritualit\u00e0.<br \/>\nLe opere di Isabella Nazzarri evocano qualcosa di indefinito, elementi fitomorfi che danno vita a un\u2019idea di sviluppo e germinazione. Dalle tele esposte, le forme emergono da un bianco nebuloso come se stessero nascendo da esso, mentre nelle carte le stesse forme astratte sono impostate rigorosamente su fondi neutri, ricordando le antiche tavole naturalistiche o mediche.<br \/>\nCon una narrazione organica l\u2019artista crea delle \u201cfigure astratte\u201d che nascono da stati mentali e suggestioni emotive e conducono lo spettatore in una dimensione parallela, un universo di profili incredibili che ricordano delle surreali visioni microscopiche, cellule di organi in trasformazione, un mondo che si sta creando e autogenerando attraverso la mano della Nazzarri.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo si snoda in un delicato susseguirsi di eteree fluttuazioni e colori evanescenti fino ad arrivare all\u2019opera \u201cAlbedo\u201d in cui le due donne, le due Isabelle, scavalcano tempo e spazio e si incontrano in quello che \u00e8 e rimane l\u2019unico loro gesto identificativo al di l\u00e0 dei secoli: il proprio segno.<br \/>\nQuello della Nazzarri, caratterizzato da colori intensi, forti ma al tempo stesso evanescenti, si mescola al bianco candore delle tele e delle carte che, rievocando la citt\u00e0 di Ostuni, diventano un inno al bianco, quale rappresentazione di metamorfosi, candore e misticismo. <\/p>\n<p>E quello di Suor Isabella, donna forte di spirito e dal piglio intraprendente, che obbligata dai costumi dell\u2019epoca ad entrare in convento, con intelligenza e maestria, si dedica alla sua pi\u00f9 grande passione: l\u2019incisione. Il suo segno forte, insolito e deciso conferiva ai suo lavori unicit\u00e0 e pregio, rendendoli altamente riconoscibili. La lastra cos\u00ec fortemente incisa permetteva ai tipografi del periodo di stampare pi\u00f9 volte le copie dei manoscritti, motivo per cui Suor Isabella divenne il pi\u00f9 grande e richiesto incisore dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>La mostra dunque racconta il percorso di un\u2019artista di oggi, giovane e raffinata, nella sua pittura come nel suo essere che incontra, in una staffetta oltre il limite dello spazio e del tempo, un\u2019altra donna, un\u2019artista dei tempi andati, che ha lasciato un\u2019eredit\u00e0 preziosa e dissacrante; un\u2019eredit\u00e0 che la Nazzarri \u00e8 felice di raccogliere, interpretandola in chiave contemporanea e proiettandola nel nostro presente dopo un volo pindarico in un glorioso passato.<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un antico testo veneziano, un manoscritto della seconda met\u00e0 del settecento, gelosamente custodito e sapientemente restaurato, oggi conservato presso la Biblioteca Diocesana di Ostuni, \u00e8 l\u2019elemento che ha ispirato \u201cAlbedo\u201d, la mostra di Isabella Nazzarri che la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugurer\u00e0 il prossimo sabato 16 luglio. In mostra diverse opere realizzate sia su tela che su carta tra cui una tela dal titolo \u201cAlbedo\u201d che rappresenta una reinterpretazione da parte dell\u2019artista della marca tipografica dell\u2019antico testo, disegnata da Lanchi ed incisa nei primi del \u2018700 da Suor Isabella PICCINI, una delle rare e assai poco conosciute donne incisore dell\u2019epoca. La personale dell\u2019artista livornese Isabella Nazzarri, curata in collaborazione con la Galleria Opere Scelte di Torino, simboleggia la seconda delle quattro fasi dell&#8217;alchimia rappresentate dai quattro colori della pittura greca; la mostra \u00e8 un omaggio al bianco quale trasformazione e dissoluzione, nonch\u00e9 purezza e spiritualit\u00e0. Le opere di Isabella Nazzarri evocano qualcosa di indefinito, elementi fitomorfi che danno vita a un\u2019idea di sviluppo e germinazione. 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