{"id":77463,"date":"2016-07-20T08:00:18","date_gmt":"2016-07-20T06:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=77463"},"modified":"2016-07-20T11:18:55","modified_gmt":"2016-07-20T09:18:55","slug":"i-docenti-del-liceo-scientifico-fermi-monticelli-dicono-no-grazie-al-bonus-della-buona-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/i-docenti-del-liceo-scientifico-fermi-monticelli-dicono-no-grazie-al-bonus-della-buona-scuola\/","title":{"rendered":"I docenti del Liceo Scientifico &#8220;Fermi Monticelli&#8221; dicono &#8220;No grazie&#8221; al bonus della Buona Scuola"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie del Liceo Scientifico Fermi \u2013 Monticelli di Brindisi e pubblichiamo integralmente il documento che in data 16 u.s. 41 docenti del Liceo Scientifico Fermi \u2013 Monticelli hanno indirizzato alla propria scuola in relazione alla assegnazione del bonus premiale previsto dalla famigerata L. 107\/2015 c.d. della \u201cBuona Scuola\u201d.<\/em><br \/>\n<em> In tale documento viene ripercorsa, come \u00e8 giusto, molta della storia di opposizione alla ennesima riforma che esattamente un anno prima, aveva colpito la qualit\u00e0 della scuola pubblica. Il nucleo essenziale riguarda il rifiuto di richiedere tale \u201celemosina\u201d, dopo che dal 2009 la scuola \u00e8 priva di contratto nazionale di lavoro, e di donare \u2018eventuale compenso ai bisogni dei propri studenti, che come \u00e8 logico sono il centro della propria attivit\u00e0 professionale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">NO, GRAZIE !<br \/>\nUn uomo forte non ha bisogno del potere;<br \/>\nun uomo debole ne rimane schiacciato.<br \/>\n(Nicola II di Russia)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Eccoci ancora qui, a ricordare, riprendere le fila del discorso, ricostruire la nostra dignit\u00e0 di\u00a0lavoratori ed esseri pensanti, rivendicare coerenza, analizzare e proporre.<br \/>\nColtivare la memoria, per noi, non \u00e8 hobby ma dovere.<br \/>\nPer chi volesse ricostruire l\u2019intero percorso critico, proponiamo una breve road map.<br \/>\n<strong>Il passato remoto<\/strong><br \/>\nSiamo stati contrari al documento governativo La Buona Scuola del 3 settembre 2014, e le\u00a0nostre fondate motivazioni le abbiamo espresse pubblicamente nel documento In principio era la\u00a0Costituzione\u2026 Non per \u201cLa buona scuola\u201d del 2 novembre 2014, fatto ufficialmente proprio dal\u00a0Direttivo Provinciale della FLC-CGIL di Brindisi, e gi\u00e0 sintetizzato in una Mozione dei lavoratori della\u00a0scuola adottata da molte istituzioni scolastiche della nostra provincia, compreso il liceo \u201cFermi-Monticelli\u201d (Assemblea dei lavoratori del 28 0ttobre 2014).\u00a0Abbiamo alimentato, da allora in avanti, ogni tipo di iniziativa di sensibilizzazione pubblica\u00a0sul tema, e di coinvolgimento di studenti e famiglie (documenti, appelli, petizioni, mozioni, lettere,<br \/>\nsit in, flash mob, manifestazioni in piazze reali e virtuali), promuovendo azioni di protesta in\u00a0ambito locale, e partecipando a quelle di spessore regionale e nazionale.<br \/>\nSiamo stati contrari al Ddl Scuola (stampato Camera n.2994 del 20 maggio 2015), e le\u00a0nostre fondate motivazioni le abbiamo ancora una volta espresse pubblicamente, mentre il ddl era\u00a0in discussione al Senato, nel documento Appello per il ritiro del Ddl a salvaguardia della scuola\u00a0pubblica, ugualitaria, laica e democratica (Assemblea dei lavoratori del liceo \u201cFermi-Monticelli\u201d<br \/>\ndel 29 maggio 2015).<\/p>\n<p><strong>Il passato prossimo<\/strong><br \/>\nSiamo stati, dunque, coerentemente, contrari alla legge 107 del 13.07.2015, che si\u00a0presentava come tappa conclusiva di un percorso destinato a peggiorare la qualit\u00e0 dell\u2019istruzione\u00a0pubblica e ad allargare le disuguaglianze sociali e territoriali, e ci pareva, e ci pare ancora,\u00a0portatrice altres\u00ec di profili di illegittimit\u00e0 legale e costituzionale (e la successiva campagna<br \/>\nreferendaria ha dato ragione, se non altro, almeno alla fondatezza dei nostri dubbi). C\u2019era da dire\u00a0qualcosa, e lo abbiamo detto, oltre che su contenuti e legittimit\u00e0, anche sul metodo\u00a0dell\u2019approvazione: voto di fiducia su una norma composta da un unico articolo di 212 commi (roba\u00a0da necessit\u00e0 di navigatore, per orientarsi in cos\u00ec disorganico mare magnum!). Non \u00e8 certo questo<br \/>\ndocumento lo spazio pi\u00f9 opportuno per riepilogare i motivi di un cos\u00ec radicale dissenso, ma\u00a0almeno proviamo a fare sintesi.<br \/>\nQuesta legge colpisce:<br \/>\n\u00b7 i diritti dei lavoratori precari, perch\u00e9 determina esclusioni e discriminazioni;<br \/>\n\u00b7 la libert\u00e0 di insegnamento, attraverso la chiamata diretta dei docenti e un sistema<br \/>\npremiale autoritario e discriminatorio;<br \/>\n\u00b7 il ruolo degli organi collegiali, ridimensionato rispetto al Ds;<br \/>\n\u00b7 le prerogative della contrattazione, esautorate in materia di mobilit\u00e0,<br \/>\nprofessionalit\u00e0, retribuzione accessoria;<br \/>\n\u00b7 l\u2019autonomia e la libert\u00e0 professionale dei Ds, con una valutazione effettuata da<br \/>\nispettori temporanei nominati dal Ministro e con criteri non definiti<br \/>\ncontrattualmente;<br \/>\n\u00b7 la democrazia delle istituzioni, con un eccesso ingiustificato di deleghe.<br \/>\nPer un\u2019analisi pi\u00f9 dettagliata (19 punti di criticit\u00e0) rimandiamo alla lettura integrale del\u00a0nostro documento del 12 gennaio 2016, Quelli del no (ragionato), proposto all\u2019Assemblea dei\u00a0lavoratori del liceo \u201cFermi-Monticelli\u201d del 14 gennaio 2016), e disponibile, a data 21 marzo 2016,\u00a0anche sul sito della FLC-CGIL Brindisi.<br \/>\nGi\u00e0 in quella sede all\u2019analisi seguivano indicazioni operative. Riproduciamo il testo,\u00a0scusandoci della lunghezza, necessaria, della citazione.<br \/>\nE la smettiamo qui, per carit\u00e0 di patria, perch\u00e9 i punti di criticit\u00e0 della legge 107 sono davvero innumerevoli. Tanto<br \/>\ninnumerevoli e palesi che le rappresentanze sindacali pi\u00f9 forti del mondo della scuola (FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS\u00a0CONFSAL e GILDA UNAMS), dopo anni di fratture e monadismo, sono riuscite ad elaborare una piattaforma comune d\u2019azione,\u00a0firmando a Roma, il 28 agosto 2015, il documento Risparmiamo alla scuola gli effetti pi\u00f9 deleteri della legge 107\/2015, il cui senso\u00a0generale \u00e8 l\u2019indicazione di fare riferimento ai principi costituzionali ed alle disposizioni normative e contrattuali, di cui la legge 107\u00a0non ha sancito il superamento, per adottare comportamenti, pienamente legittimi, rivolti a salvaguardare l\u2019autonomia\u00a0professionale dei docenti e del personale ATA, le prerogative degli organi collegiali, la libert\u00e0 di insegnamento, e, pi\u00f9 in generale,\u00a0un\u2019idea di scuola fondata su partecipazione, collegialit\u00e0 e condivisione, fortemente messa a rischio da questo indirizzo dirigistico\u00a0ed autoritario, estraneo alla migliore tradizione culturale della scuola italiana.<\/p>\n<p>E su questa linea di azione intendiamo muoverci anche noi, condividendo riflessioni e proposte operative in relazione alla problematica della \u201cValorizzazione del merito del personale docente\u201d \u2013 il gi\u00e0 citato bonus \u2013, e a quella, direttamente connessa\u00a0alla prima, del \u201cComitato per la valutazione dei docenti\u201d (cc. dal 126 al 130).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Concretizzare il dissenso\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il presupposto politico di fondo \u00e8 la legittimit\u00e0 della resistenza civile. E dunque, all\u2019insegna del messaggio di don Milani<br \/>\n(\u201cL\u2019obbedienza non \u00e8 pi\u00f9 una virt\u00f9\u201d), invitiamo tutti ad uno spoglio lessicale, anche se minimo, per rinvenire le differenze<br \/>\nsemantiche tra parole come \u201cresistenza\u201d, \u201cdisobbedienza\u201d, \u201cobiezione\u201d, \u201cboicottaggio\u201d e \u201csabotaggio\u201d. Il tutto per non essere<br \/>\ncostretti, alla Candido, a ritenere questo il migliore dei mondi possibili, o a giudicare reato il solo pensarne un altro. La tradizione\u00a0culturale cui ci appelliamo parte da Antigone, nel senso che \u00e8 uno dei pi\u00f9 maturi frutti ideali della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Valorizzazione del merito del personale docente<\/strong><br \/>\nLa legge 107 istituisce un apposito fondo annuale di 200 milioni di euro, a partire dal 2016, ripartito in base alla<br \/>\ndotazione organica dei docenti, ai fattori di complessit\u00e0 delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggior rischio<br \/>\neducativo (c.126). L\u2019assegnazione di tale bonus \u00e8 affidata ad Ds, sulla base di motivata valutazione, ed ha natura di retribuzione<br \/>\naccessoria (cc.127 e 128). L\u2019individuazione dei criteri per la valorizzazione dei docenti, sulla base dei quali il Ds assegna il bonus<br \/>\n(c.127), spetta al \u201cComitato per la valutazione dei docenti\u201d, cui \u00e8 dedicato l\u2019intero c.129.<br \/>\nIl Comitato individua i criteri sulla base:<br \/>\na. della qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e del contributo al miglioramento dell\u2019istituzione scolastica nonch\u00e9 del successo formativo e<br \/>\nscolastico degli studenti;<br \/>\nb. dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e<br \/>\ndell\u2019innovazione didattica e metodologica, nonch\u00e9 della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione\u00a0delle buone pratiche didattiche;<br \/>\nc. delle responsabilit\u00e0 assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.<br \/>\nIl Comitato ha la durata di tre anni e, presieduto dal Ds, \u00e8 costituito da tre docenti della scuola (due scelti dal collegio e<br \/>\nuno dal consiglio d\u2019istituto), pi\u00f9 due rappresentanti dei genitori (per infanzia e primo ciclo) oppure da un rappresentante dei<br \/>\ngenitori e uno degli studenti (per il secondo ciclo) scelti dal consiglio d\u2019istituto, pi\u00f9 un componente esterno individuato dall\u2019USR tra\u00a0docenti, Ds e dirigenti tecnici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>A proposito di metodo<\/strong><br \/>\nInnanzitutto riteniamo sbagliato il metodo. Il tema della valorizzazione professionale andava fatto discutere<br \/>\npreventivamente dalla docenza , in modo da renderla protagonista della scelta migliore che potesse portare a riconoscere la<br \/>\nbravura didattica non tanto dei singoli quanto dei team educativi (la scuola davvero \u201cbuona\u201d non \u00e8 fatta dal singolo docente ma<br \/>\ndalla condivisione di missione, metodi e strumenti), magari legandola anche ad impegni quantificabili relativi alla formazione<br \/>\nobbligatoria. Poi occorreva fissare dei principi generali e, con un atto di indirizzo, aprire le trattative all\u2019ARAN. E a volte il metodo \u00e8\u00a0sostanza: la scuola, per come la intendiamo noi, \u00e8 condivisione e cooperazione e collegialit\u00e0, e non individualismo, operativit\u00e0 del\u00a0singolo e competizione (meccanismi che la corsa al bonus necessariamente generer\u00e0); e, Comitato o no, il Ds rimane arbitro ultimo\u00a0della scelta finale tra docenti \u201cmeritevoli\u201d e \u201cnon meritevoli\u201d. Questo, tra l\u2019altro, per un primo triennio \u201cfai da te\u201d, perch\u00e9 poi il\u00a0MIUR, bont\u00e0 sua, recependo dai vari UUSSRR le relazioni sui criteri pi\u00f9 disparati adottati dalle singole scuole, costrette intanto ad\u00a0un clima di sostanziale guerra civile, costituir\u00e0 un bel Comitato tecnico scientifico che, degnandosi (bont\u00e0 sua bis) di confrontarsi\u00a0con parti sociali e rappresentanze professionali (bentornati ai tavoli negoziali!; finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita c\u2019\u00e8 speranza), predisporr\u00e0 delle linee\u00a0guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale (ovviamente periodicamente rivedibili, perch\u00e9 un bell\u2019in itinere o\u00a0work in progress non si nega proprio a nessuno).<\/p>\n<p><strong>A proposito di contenuti<\/strong><br \/>\nPoi abbiamo critiche nel merito. Il bonus\u00a0\u0001 contrasta con il principio costituzionale della libert\u00e0 di insegnamento (art.33 Cost.), perch\u00e9, con il suo potere di condizionamento,\u00a0limita fortemente l\u2019autonomia professionale dei docenti;<br \/>\n-\u0001viola le leggi vigenti che prevedono che \u201cIl trattamento economico fondamentale ed accessorio \u00e8 definito dai contratti collettivi\u201d\u00a0(art.45 D.lgs 165\/2001, come riformato da Brunetta);<br \/>\n-crea nella figura del Ds un\u2019autorit\u00e0 salariale che, caso unico nella PA, distribuisce premi in denaro dietro il fragile schermo di criteri\u00a0che egli stesso contribuisce a definire all\u2019interno del Comitato di valutazione;<br \/>\n-\u0001attribuisce al Ds poteri in materia didattica in contrasto con le sue competenze e funzioni che sono e restano di carattere<br \/>\ngestionale, amministrativo ed organizzativo (ex art.25 del gi\u00e0 citato D.lgs 165\/2001);<br \/>\n-\u0001subordina gli organi collegiali alla volont\u00e0 di un organo monocratico;<br \/>\n-\u0001attribuisce competenze didattiche e valutative a componenti non professionali all\u2019interno del Comitato di valutazione<br \/>\n(genitori\/studenti);<br \/>\n\u0001-prevede una procedura premiale estranea alla ben radicata cultura cooperativa, collegiale e plurale della scuola italiana.<br \/>\nPer non dire della verbosa fumosit\u00e0 delle indicazioni a., b. e c. del c.129 punto 3, e della disomogeneit\u00e0 culturale e<br \/>\nvaloriale che sar\u00e0 l\u2019inevitabile conseguenza dell\u2019 adozione di criteri differenziati in ambiti territoriali diversi (e anarchica<br \/>\nframmentazione non significa autonomia). La maggiore o minore elasticit\u00e0 di questi criteri, il loro tendere, scuola per scuola, al<br \/>\nparametro qualit\u00e0 (tendenzialmente non misurabile) o al parametro quantit\u00e0 (oggettivamente misurabile, ma a rischio di penose<br \/>\nbanalizzazioni), determiner\u00e0 intollerabili differenziazioni economiche per la valorizzazione di professionalit\u00e0 docenti<br \/>\ntendenzialmente di pari qualit\u00e0 ma sfortunatamente sottoposte a valutazione dirigenziale sulla base di diversi criteri adottati da<br \/>\ndiversi Comitati.<br \/>\nCome si misura la qualit\u00e0 di un insegnamento? Con quella dell\u2019apprendimento? E questa, a sua volta, come?<br \/>\nAutoreferenzialmente, sulla base degli esiti di profitto? Intermedi? Finali? Troppo scorretto, per deontologia professionale, anche\u00a0solo pensarci. \u201cOggettivamente\u201d, con decine di virgolette, sulla base degli esiti di prove standardizzate nazionali (e qui si<br \/>\nriaprirebbe l\u2019annosa polemica sul \u201ccosa\u201d misurano le prove INVALSI\u2026)? Cosa contribuisce al miglioramento dell\u2019istituzione<br \/>\nscolastica? La scuola A premier\u00e0 chi si attiva per favorire incontri conoscitivi tra scuola e realt\u00e0 lavorative locali; la scuola B chi,\u00a0attento ad un clima estetico che favorisca l\u2019apprendimento, ha portato da casa sua e appeso in classe una bella riproduzione di\u00a0Vaso di iris su fondo giallo di van Gogh. Il paradosso serve a riflettere, ma tant\u2019\u00e8. Cos\u2019\u00e8 il successo formativo di uno studente? Lo\u00a0sviluppo di intelligenza critica o di skills operative spendibili sul mercato? La maturazione di una coscienza civica o della capacit\u00e0 di\u00a0pensiero computazionale? Ed anche ammesso che lo si sia definito, in base a quale divinatorio principio si determinerebbe che a\u00a0questo successo il docente A ha contribuito pi\u00f9 e meglio del docente B? Come si fa a premiare un singolo docente nel caso di un\u00a0(pur tutto da dimostrare) potenziamento delle competenze trasversali di uno studente?<br \/>\nE l\u2019innovazione didattica e metodologica? La scuola A premier\u00e0 chi ha usato il maggior numero di UD multimediali sulla<br \/>\nLIM; la scuola B chi si \u00e8 lanciato in ardite sperimentazioni di flipped classroom; la scuola C, pi\u00f9 modestamente, chi ha disposto i<br \/>\nbanchi a staffa di cavallo, fatto lezione in piedi girando come una trottola per 40 minuti e poi lasciato i ragazzi a dormire per i<br \/>\nrestanti 20 in ossequio alla reverse learning theory. Come si fa a dire che \u00e8 giusto premiare chi si impegna nella diffusione delle<br \/>\nbuone pratiche didattiche quando il meccanismo stesso di questo sistema premiale ad singulos induce il docente non alla<br \/>\ncondivisione ma anzi all\u2019isolamento ed alla gelosa difesa delle proprie competenze e dei propri eventuali successi?<br \/>\n(\u2026)<br \/>\n<strong>I conti della serva<\/strong><br \/>\nI 200 milioni di euro, annui, a partire dal 2016, divisi per il numero delle istituzioni scolastiche autonome (oltre 8500),<br \/>\nportano ad una cifra media di bonus, per singola scuola, di circa 24000 euro, come si affretta a comunicare il MIUR nella golosa\u00a0FAQ 2, dimenticando per\u00f2 di specificare che si tratta di importo \u201clordo Stato\u201d, e cio\u00e8 in definitiva in quota pari ai 2\/3 dello\u00a0stanziamento totale. E diciamo pure, allora, bene che vada, 18000 euro. Possiamo ipotizzare che tra gli 8-10 docenti scelti dal Ds\u00a0ex c.83 a comporre il suo staff per attivit\u00e0 di supporto organizzativo e didattico (quindi anche parzialmente sovrapponibili alle\u00a0figure professionali di cui al c.129, punto 3, lettera c.), e le nuove professionalit\u00e0 richieste da altri aspetti della legge 107\u00a0(coordinatore dei percorsi personalizzati degli studenti, promotore della cultura digitale, docente tutor, coordinatore pedagogico\u00a0per il segmento 0-6, etc.) si possa ragionevolmente arrivare ad una media di una quindicina di docenti per istituzione, di cui\u00a0valorizzare il merito, anche con tutte le cautele e le riserve dell\u2019opzione 3.<br \/>\nA ripartizione paritaria, si andrebbe ad un lordo medio annuale di 1200 euro, mensile di 100, giornaliero di 3,33.<br \/>\nSenza ulteriori commenti: sunt lacrimae rerum.<\/p>\n<p><strong>E adesso?<\/strong><br \/>\nCome poi le cose siano andate a finire, da noi, lo sappiamo tutti.<br \/>\nIl Consiglio di Istituto aveva intanto gi\u00e0 provveduto, in data 21 dicembre 2015, a nominare i\u00a0tre componenti del Comitato di Valutazione di sua spettanza (un docente, uno studente, un\u00a0genitore), senza preliminarmente discutere, ci risulta, le modalit\u00e0 attraverso cui \u201cscegliere\u201d, come\u00a0pure sollecitava la FAQ ministeriale n. 8 (ma, si sa, il richiamo alla cogenza normativa delle FAQ va\u00a0un po\u2019 ad usum delphini).<br \/>\nStravolgimenti epocali, tra la mattinata del 14 gennaio (Assemblea dei lavoratori, in cui\u00a0veniva presentato e discusso il documento Quelli del no (ragionato), che riscuoteva un diffuso\u00a0consenso) e la serata e tarda serata (sic!) del 15 gennaio 2016 (Collegio dei Docenti, con, al punto\u00a02) dell\u2019Odg: Comitato di Valutazione L. 107\/2015,comma 129: individuazione dei due docenti scelti\u00a0dal Collegio), riconducibili alla laica saggezza della vox populi \u201cLa notte porta consiglio\u201d, ovvero,\u00a0per pi\u00f9 raffinati cultori del Libro, alla repentina conversione di Saulo sulla via di Damasco, fecero s\u00ec\u00a0che dalla semplice possibilit\u00e0 del dubbio (tra l\u2019altro argomentatissima) si passasse de plano, e\u00a0senza rigurgiti coscienziali, alla meccanica certezza (tra l\u2019altro zoppicante, come avevamo cercato\u00a0di dimostrare) dell\u2019ipse dixit (il legislatore). N\u00e9 Antigone, n\u00e9 alcuna delle tre opzioni proposte<br \/>\nriuscirono a scalfire le apodittiche sicurezze della maggioranza, e montagna democrazia partor\u00ec,\u00a0dopo defatiganti reiterati turni elettorali, la rappresentanza docente (di competenza Collegio) del\u00a0topolino Comitato di Valutazione.<br \/>\nE il topolino, dopo due serie di doglie (3 e 17 maggio 2016), a sua volta ha partorito dei\u00a0criteri, una procedura di raccolta delle evidenze, nonch\u00e9 una Griglia di rilevazione da utilizzare\u00a0(all\u2019interno di una dichiarazione personale degli \u201caspiranti\u201d resa ai sensi del DPR 445\/2000) per\u00a0l\u2019attribuzione del bonus relativo alla valorizzazione dei docenti.<br \/>\n<strong>Cassandra e il Comitato<\/strong><br \/>\nA questo punto proponiamo una serie di osservazioni di metodo e di merito, sulle\u00a0procedure adottate e sui criteri individuati, a conferma della fondatezza di tutti i dubbi che\u00a0avevamo espresso, a prescindere, e in tempi non sospetti, e cio\u00e8 ben prima che il Comitato\u00a0nascesse, si insediasse ed operasse. Sterile, lo sappiamo, la soddisfazione di chi pu\u00f2 a ragione\u00a0sostenere \u201cNoi, quelli del no, l\u2019avevamo previsto!\u201d (ma anche questa \u00e8 storia, e non pu\u00f2 essere n\u00e9\u00a0cancellata n\u00e9 sottoposta a revisione), se non fosse , come nel nostro caso, l\u2019occasione di un\u00a0rilancio, prima di analisi, come sempre, e poi di concreta operativit\u00e0.<br \/>\n<strong>Osservazioni di metodo<\/strong><br \/>\nTra la prima e la seconda serie di doglie ci sarebbe stata (cito dalla circolare a firma Ds del\u00a006\/07\/2016, prot. n. 4200\/A-19) \u201cregolare consultazione dei docenti avvenuta con e-mail in data\u00a012 maggio 2016\u201d. Comprendiamo la necessit\u00e0 dell\u2019inciso come banale forma di autotutela rispetto\u00a0alla nota 19 aprile 2016 n.1804 del MIUR, ma noi, che evidentemente abbiamo un concetto<br \/>\ndistorto di democrazia e delle sue forme rappresentative, intendiamo \u201ccoinvolgimento della\u00a0comunit\u00e0 scolastica nel suo complesso\u201d come formale coinvolgimento di tutti i soggetti interessati\u00a0(Collegio dei Docenti, Consiglio d\u2019Istituto, RSU), non aggirabile attraverso la richiesta di\u00a0suggerimenti, su base volontaria e via e-mail (tra l\u2019altro dell\u201911, e non del 12 maggio), di singole\u00a0persone atomizzate e private di un contesto di diretto confronto partecipato.<br \/>\nLe proposte emerse da detta consultazione dei docenti, il verbale n.2 del Comitato di\u00a0Valutazione sostiene siano state illustrate in quella sede (riunione del 17 maggio 2016) dalla\u00a0prof.ssa Russo, e rimanda ad un relativo \u201cdocumento in allegato\u201d che, spiace notarlo (la\u00a0documentazione \u00e8 accessibile sul sito del liceo, sezione \u201cOrganizzazione\u201d, sub \u201cAmministrazione<br \/>\ntrasparente\u201d, sub \u201cDisposizioni generali\u201d, sub \u201cAtti Generali\u201d), \u201ctrasparentemente\u201d allegato non\u00a0risulta affatto. Dunque, allo stato, nessuno che sia esterno al Comitato risulta in grado di valutare\u00a0criticamente il contributo (quale?) del corpo docente (chi? quanti?) al faticoso parto di cui sopra.<\/p>\n<p>Quanto alla determinazione (citata circolare Ds) in base alla quale \u201cper quest\u2019anno, non\u00a0saranno previste differenziazioni nell\u2019attribuzione del bonus\u201d, pur leggendo e rileggendo, con la\u00a0consueta acribia, i verbali n.1 e n.2 delle sedute del Comitato, nulla si evince in proposito.\u00a0Lo stesso si dica, in relazione alla scheda di autovalutazione del docente, a proposito della<br \/>\nriserva in base alla quale (ancora citata circolare Ds) \u201cIl Dirigente scolastico potr\u00e0, comunque,\u00a0assegnare il bonus premiale anche in mancanza di tale dichiarazione, utilizzando i criteri stabiliti\u00a0dal Comitato\u201d.<br \/>\nE sinceramente non cogliamo, non trattandosi in nessun caso di dati sensibili, la necessit\u00e0\u00a0di tutela della riservatezza che spinge il Ds (ancora citata circolare) a garantire che \u201cle schede di\u00a0autovalutazione dei docenti non saranno rese pubbliche\u201d, e al massimo \u201csar\u00e0 data la possibilit\u00e0 ai\u00a0docenti che ne facessero richiesta di conoscere i risultati d\u2019insieme delle rilevazioni riferibili a loro\u00a0stessi\u201d. Un concetto di trasparenza piuttosto discutibile, gi\u00e0 in astratto, ma concretamente\u00a0ostativo rispetto alla necessit\u00e0 di tutela di interessi soggettivi da parte di un docente ricorrente.<br \/>\n<strong>Osservazioni di merito<\/strong><br \/>\nPremettiamo, a scanso di equivoci, che non abbiamo alcuna intenzione di scandagliare uno\u00a0per uno i fattori di debolezza, logica, funzionale, di legittimit\u00e0, rilevabili all\u2019interno dei criteri\u00a0stabiliti da questo Comitato di Valutazione, di cui fanno parte anche colleghi regolarmente votati\u00a0dal Collegio (potremmo, se volessimo, discutere della validit\u00e0 e della legittimit\u00e0, contrattuale e<br \/>\ncostituzionale, dell\u2019indicatore Assiduit\u00e0 di presenza, nell\u2019Area A-1; della congruit\u00e0 dell\u2019indicatore\u00a0Formazione professionale non obbligatoria all\u2019interno di un\u2019Area, la A-1, che \u00e8 titolata Qualit\u00e0\u00a07\u00a0dell\u2019insegnamento; della legittimit\u00e0 e della funzionalit\u00e0 erga omnes dell\u2019indicatore Utilizzo dei\u00a0laboratori, sempre nell\u2019 Area A-1; del ragionamento su che tipo di mission affidiamo alla scuola che\u00a0\u00e8 dietro la scelta di utilizzare anche il descrittore Organizzazione\/partecipazione a viaggi di\u00a0istruzione per l\u2019indicatore Partecipazione ad attivit\u00e0 extracurricolari, nell\u2019Area A-2, titolata\u00a0Contributo al miglioramento dell\u2019istituzione scolastica; di quale paralogismo arriva a connettere,\u00a0nell\u2019Area A-3, il successo formativo e scolastico degli studenti al descrittore Disponibilit\u00e0 a tenere i\u00a0corsi di recupero e\/o di potenziamento; della legittimit\u00e0 e della funzionalit\u00e0 erga omnes del<br \/>\ndescrittore Scuola Europea per l\u2019indicatore Potenziamento delle competenze degli alunni, nell\u2019Area\u00a0B-2, a titolo Innovazione didattica e metodologica; della presenza, come descrittori per l\u2019indicatore\u00a0Coordinamento organizzativo &#8211; Attivit\u00e0 scolastiche extracurricolari, nell\u2019Area C-1, a titolo\u00a0Coordinamento organizzativo, di attivit\u00e0 che sono comunque gi\u00e0 retribuite dal FIS; e via<br \/>\nspulciando\u2026.).<br \/>\nPotremmo, ma non vogliamo. E, davvero, non si tratta di retorica preterizione.\u00a0Il piano del nostro discorso vuole essere squisitamente politico, e tende a sottolineare\u00a0come cura e attenzione, se pur massime, dedicate da un qualsiasi Comitato al lavoro di\u00a0individuazione dei criteri per l\u2019attribuzione del bonus premiale, non riusciranno mai, in ogni caso, a<br \/>\nrisolvere alla radice le criticit\u00e0 che l\u2019applicazione di tali disposizioni di legge comporta.\u00a0Un aborto, in definitiva, resta tale anche dopo le pi\u00f9 amorevoli operazioni di maquillage.\u00a0Proponiamo, quindi, pochi spunti di riflessione, che non attengono alla specificit\u00e0 dei\u00a0singoli criteri selezionati.<br \/>\n\u00b7 Per quanto molto gettonato nei lavori di tanti Comitati, nessuna ratio legittima \u00e8\u00a0individuabile dietro la pregiudiziale dell\u2019assenza di procedimenti disciplinari a\u00a0carico. E dove non si individui ratio, il ricorso ex art. 3 Cost. \u00e8 dietro l\u2019angolo.<br \/>\n\u00b7 Lo stesso vale per il limite, fissato al \u201c35% del totale dei docenti aventi diritto\u201d, della\u00a0\u201cpercentuale dei docenti che potranno rientrare nell\u2019attribuzione del compenso del\u00a0merito\u201d. \u00a0Aventi diritto, ma esclusi: il lavoro degli avvocati dei ricorrenti sar\u00e0 ancora\u00a0pi\u00f9 facile, anche se in questo caso la ratio \u00e8 palese: rendere pi\u00f9 appetibile e\u00a0dignitoso il piatto di lenticchie per i cosiddetti meritevoli. E per\u00f2 qui vada la nostra\u00a0sincera solidariet\u00e0 ai componenti del Comitato, che si son dovuti inventare una<br \/>\nformula che traducesse in pratica l\u2019ineffabile deresponsabilizzazione del MIUR, che,\u00a0in gara (vincente) col Maresciallo di Francia Jacques de la Palice, sottolinea che\u00a0(citata nota 1804 del 19 aprile 2016) \u201cil fondo dovr\u00e0 essere utilizzato non attraverso<br \/>\nuna generica distribuzione allargata a tutti e nemmeno, di converso, attraverso la\u00a0destinazione ad un numero troppo esiguo di docenti\u201d. Come dire: \u201cin medio stat\u00a0virtus, ma in ogni caso i problemi sono vostri\u201d.<br \/>\n\u00b7 Lo stesso vale per la preferenza accordata al docente anagraficamente pi\u00f9 giovane,\u00a0\u201cin caso di parit\u00e0 di punteggio\u201d al termine di quella che, a detta dello stesso\u00a0Comitato, con qualche problema di coerenza logica, non vuole comunque essere la<br \/>\n\u201ccostruzione di una graduatoria di merito tra docenti\u201d.<br \/>\n\u00b7 Ci pare infine discutibile la stessa scelta di ricorrere alla compilazione di una scheda\u00a0di autovalutazione da parte del docente, che diventa, cos\u00ec, automaticamente,\u00a0\u201caspirante\u201d ad un \u201cbeneficio\u201d. Sembra forma, ma \u00e8 anche sostanza. Ed infatti, pur<br \/>\nvolendo rimanere interni alla lettera ed allo spirito della legge 107, bisogna\u00a0precisare che il bonus non rappresenta un beneficio che viene concesso dietro\u00a0presentazione di una domanda, ma costituisce una retribuzione accessoria, come<br \/>\nesplicitamente indicato dall\u2019art.1 c.129. Ancora: l&#8217;attribuzione del bonus premiale\u00a0per i docenti \u00e8, ancora una volta esplicitamente, collegata ad un preciso obbligo in\u00a0capo al dirigente scolastico (ex art.1 c. 127), e l\u2019assegnazione viene disposta sulla\u00a0base di criteri fissati dal Comitato di Valutazione. Il diritto di accesso a tale\u00a0retribuzione, dunque, va riconosciuto a prescindere dal fatto che il soggetto avente\u00a0titolo ne abbia fatto espressa richiesta oppure no.<br \/>\n<strong>Che fare?<\/strong><br \/>\nIn coerenza con la precedente analisi, i sottoscritti docenti ritengono che:<br \/>\n1. Siamo tutti insegnanti meritevoli e di qualit\u00e0, che, pur nella diversit\u00e0 delle rispettive\u00a0competenze, e con gradi differenti di responsabilit\u00e0 gestionale, fanno scuola con\u00a0passione, impegno e professionalit\u00e0.<br \/>\n2. Il bonus \u00e8 umiliante per l\u2019esiguit\u00e0 inconsistente ed offensiva della mancetta, e non\u00a0abbiamo intenzione alcuna di prestarci consapevolmente al solito meccanismo\u00a0abbrutente dell\u2019ennesima guerra tra poveri.<br \/>\n3. Il bonus non \u00e8 neppure incentivante, perch\u00e9 il vero problema, da cui questa gentile\u00a0elargizione tenta di stornare l\u2019attenzione, \u00e8 il violato diritto dei lavoratori al rinnovo\u00a0di un contratto fermo dal 2009, e all\u2019adeguamento degli stipendi ai parametri<br \/>\neuropei.<br \/>\n4. Qualsiasi impegno assunto oltre le funzioni e le attivit\u00e0 di docenza deve essere\u00a0\u201cretribuito\u201d e non \u201cpremiato\u201d (s\u00ec al tavolo con le RSU per un\u2019intesa sui criteri\u00a0quantitativi di assegnazione di questo fondo, che come retribuzione accessoria si<br \/>\nqualifica).<br \/>\n5. Il sistema premiale comporta uno sterile aumento della competizione individuale\u00a0tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualit\u00e0, come insegnano le teorie\u00a0dell\u2019organizzazione e del funzionamento dei sistemi complessi (l\u2019incentivo<br \/>\neconomico, quale motivazione estrinseca, non migliora le prestazioni del\u00a0lavoratore, anzi peggiora il contesto lavorativo, incrementando individualismo,\u00a0arrivismo e concorrenza tra i dipendenti, clima che mal si addice ad una istituzione<br \/>\neducativa) ha bisogno di effettiva collegialit\u00e0 e cooperazione.<br \/>\n6. Il sistema premiale pu\u00f2 negativamente influire sulla didattica, appiattendola sulla\u00a0visione dirigenziale, o comunque adattandola ex ante ai criteri prestabiliti dal\u00a0Comitato, con buona pace del pluralismo culturale, della libert\u00e0 di insegnamento, e<br \/>\ndella valorizzazione delle reali e specifiche peculiarit\u00e0 della singola classe e dei\u00a0singoli alunni.<br \/>\n7. Tale sistema premiale attribuisce competenze didattiche e valutative a componenti\u00a0non professionali all\u2019interno del Comitato di Valutazione (genitori\/studenti).<\/p>\n<p>8. Tale sistema premiale opera una intollerabile discriminazione tra docenti di ruolo e\u00a0docenti precari, escludendo a priori questi ultimi dal novero dei possibili aventi\u00a0diritto.<br \/>\n9. La farsa di un Comitato di Valutazione che, nelle intenzioni del legislatore,\u00a0elaborerebbe criteri oggettivi tali da realmente valorizzare il merito (tra l\u2019altro nelle\u00a0more di un MIUR che si \u00e8 bellamente sottratto al suo compito istituzionale di<br \/>\nfornire delle linee-guida, generando, con la scusa del rilancio dell\u2019autonomia, una\u00a0situazione di vera e propria anarchia periferica), non sana la discrezionalit\u00e0 della\u00a0scelta ultima da parte del Ds, cui, a volte suo malgrado, si impone, da primus inter<br \/>\npares che era, l\u2019adeguamento ad un modello prefettizio che ha il sapore di tempi\u00a0che ritenevamo definitivamente tramontati.<br \/>\n10. Dal momento che i criteri sono stati individuati al termine dell\u2019anno scolastico, e\u00a0non essendo noi cos\u00ec sfacciatamente malpensanti da anche solo immaginare la \u00a0redazione, da parte del Comitato, di criteri ad personas, il bonus premiale sar\u00e0<br \/>\nelargito (ma in Italia non \u00e8 un unicum) \u201call\u2019insaputa\u201d degli stessi meritevoli,\u00a0venendo essi riconosciuti come tali solo dopo aver gi\u00e0 svolto il proprio lavoro, senza\u00a0una chiara visione dei \u201crequisiti\u201d necessari per essere considerati per l\u2019appunto<br \/>\n\u201cmeritevoli\u201d, ed eventualmente in tal senso orientare la propria attivit\u00e0.<br \/>\nIn coerenza con le precedenti dichiarazioni, i sottoscritti docenti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\nCOMUNICANO E FORMALIZZANO<br \/>\n<strong>la propria volont\u00e0 di non presentare alcuna scheda di autovalutazione,<\/strong><br \/>\ncome dichiarazione personale resa ai sensi del DPR 445\/2000, ai fini del procedimento di\u00a0valorizzazione del merito del personale docente (legge 107\/2015, art.1, cc. da 126 a 129);<\/p>\n<p>COMUNICANO E FORMALIZZANO<br \/>\n<strong>la propria indisponibilit\u00e0 ad essere individuati come destinatari di tale bonus premiale,<\/strong><br \/>\nsu indicazione del DS anche in mancanza della dichiarazione personale di cui sopra, e in\u00a0semplice applicazione dei criteri stabiliti dal Comitato;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\nCOMUNICANO E FORMALIZZANO<br \/>\n<strong>la propria volont\u00e0, in caso di attribuzione eventuale, comunque avvenuta, di tale bonus,<\/strong><br \/>\n<strong> di devolverlo integralmente al Liceo \u201cFermi-Monticelli\u201d di Brindisi, come erogazione<\/strong><br \/>\n<strong> liberale finalizzata al sostegno (spese scolastiche, viaggi di istruzione, testi e altro<\/strong><br \/>\n<strong> materiale didattico) di alunni ed alunne in comprovata situazione di difficolt\u00e0 economica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\nIl tutto inteso non solo come simbolico gesto di protesta nonviolenta ma anche\u00a0come concreto esempio di dissenso attivo e propositivo, di reali \u201cbuone pratiche\u201d, per\u00a0dimostrare nei fatti, al di fuori di ogni demagogica retorica populista, quale sia l\u2019unica<br \/>\nproposta educativa nella quale si riconoscono i docenti della vera buona scuola: quella che\u00a0pone al di sopra di tutto la centralit\u00e0 dei giovani e la dignit\u00e0, umana e professionale, di chi\u00a0con loro e per loro opera quotidianamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: left;\">\nBrindisi, 8 luglio 2016<br \/>\nSeguono firme di 41 docenti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie del Liceo Scientifico Fermi \u2013 Monticelli di Brindisi e pubblichiamo integralmente il documento che in data 16 u.s. 41 docenti del Liceo Scientifico Fermi \u2013 Monticelli hanno indirizzato alla propria scuola in relazione alla assegnazione del bonus premiale previsto dalla famigerata L. 107\/2015 c.d. della \u201cBuona Scuola\u201d. In tale documento viene ripercorsa, come \u00e8 giusto, molta della storia di opposizione alla ennesima riforma che esattamente un anno prima, aveva colpito la qualit\u00e0 della scuola pubblica. Il nucleo essenziale riguarda il rifiuto di richiedere tale \u201celemosina\u201d, dopo che dal 2009 la scuola \u00e8 priva di contratto nazionale di lavoro, e di donare \u2018eventuale compenso ai bisogni dei propri studenti, che come \u00e8 logico sono il centro della propria attivit\u00e0 professionale. NO, GRAZIE ! Un uomo forte non ha bisogno del potere; un uomo debole ne rimane schiacciato. (Nicola II di Russia) Eccoci ancora qui, a ricordare, riprendere le fila del discorso, ricostruire la nostra dignit\u00e0 di\u00a0lavoratori ed esseri pensanti, rivendicare coerenza, analizzare e proporre. 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