{"id":77701,"date":"2016-07-22T14:39:35","date_gmt":"2016-07-22T12:39:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=77701"},"modified":"2016-07-22T14:39:35","modified_gmt":"2016-07-22T12:39:35","slug":"dipietrangelo-il-mezzogiorno-non-puo-piu-aspettare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/dipietrangelo-il-mezzogiorno-non-puo-piu-aspettare\/","title":{"rendered":"Dipietrangelo: &#8220;il mezzogiorno non pu\u00f2 pi\u00f9 aspettare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Tra qualche giorno la Svimez render\u00e0 pubblico il rapporto annuale sul mezzogiorno. Vedremo cosa \u00e8 cambiato rispetto al quadro negativo e allarmante fatto l&#8217;anno scorso e a seguito del quale fu enfaticamente lanciato dal presidente del consiglio Renzi il famoso &#8220;master plan&#8221;,piano poi spezzettato in tanti patti regionali e di citt\u00e0 metropolitane che non sono altro l&#8217;elenco di opere e finanziamenti gi\u00e0 decisi e finanziati con preesistenti e vecchie risorse.<\/p>\n<p>Da questi patti,poi,la Puglia risulta ancora esclusa a causa di quelle che eufemisticamente vengono definite come &#8220;incomprensioni&#8221; e diverse interpretazioni tra la regione e il governo nazionale. Intanto non si hanno ancora notizie sui tempi e sui contenuti di questa sottoscrizione e di cui qualcuno si dovrebbe pure assumere le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCi sono per\u00f2 gi\u00e0 alcuni dati sul mezzogiorno,dati preannunciati da altri istituti e di cui certamente la Svimez dar\u00e0 conto. Essi indicano un sud che ha arrestato la lunga recessione e che cresce un po&#8217; di pi\u00f9 delle altre aree del paese. Sono dati positivi ma che non possono essere utilizzati per parlare di crescita. Sbagliano coloro che li enfatizzano o enfatizzeranno via Twitter.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nVanno innanzitutto rapportati a quelli di una ripresa modesta, asfittica dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia la cui crescita \u00e8 la met\u00e0 della media europea. I fatti internazionali di questi giorni e le incertezze che essi determinano aggravano la situazione.<br \/>\nIl sud continua a stare peggio.<\/p>\n<p>I dati del mezzogiorno indicano solo qualche zero virgola in pi\u00f9 ma non sono una inversione di tendenza e non prefigurano uno sviluppo e una crescita. Se poi se si guarda dentro questi dati si capisce che essi sono pi\u00f9 il frutto del contributo dato dai settori dell&#8217;agricoltura e del turismo che hanno beneficiato di fattori internazionali favorevoli, che di specifiche politiche nazionali. Non c&#8217;\u00e8 ancora una crescita industriale anzi continua la desertificazione industriale di cui il rapporto Svimez dell&#8217;anno scorso parlava. Il divario tra sud e il resto del paese aumenta nel settore dei servizi oltre che in quello industriale. Con questi ritmi di crescita, se pur positivi, ci vorranno 14 anni per raggiungere i livelli precrisi, quelli prima della lunga recessione iniziata nel 2008! Cio\u00e8 per tornare a come stava il Mezzogiorno prima del 2008 si dovr\u00e0 aspettare almeno 14 anni. E gi\u00e0 allora certamente non si stava bene. Il divario tra sud e altre aree del paese era forte, la disoccupazione e quella giovanile in particolare erano gi\u00e0 allora insostenibili. Nel frattempo la disoccupazione \u00e8 aumentata, le diseguaglianze sono drammaticamente cresciute.<\/p>\n<p>Basta guardare a Brindisi dove la disoccupazione ha raggiunto il 35% e quella giovanile pi\u00f9 del 60%!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre se si escludono gli investimenti in alcune aziende industriali fortemente incentivate dalla Regione, settori importanti della tradizionale base produttiva brindisina (petrolchimica, energia prodotta da fossili, subfornitura dell&#8217;industria aeronautica) sono in fase di ridimensionamento se non di possibile crisi. Quale sviluppo potr\u00e0 mai assorbire i livelli di disoccupazione che si registrano a Brindisi e in gran parte delle aree meridionali? Una situazione questa che, senza una politica di investimenti pubblici e privati e senza una idea per il mezzogiorno per ridurre il suo divario e combattere la economia duale dell&#8217;Italia, si aggraver\u00e0. Quando in un&#8217;area come quella di Brindisi si registrano questi livelli di disoccupazione quanti investimenti sono necessari per una inversione di tendenza per poter assorbire e mettere a lavoro tanti disoccupati? Certo il reddito di cittadinanza \u00e8 quello di dignit\u00e0 sono certamente utili per alleviare lo status individuale della parte che pi\u00f9 soffre, ma non sono sufficienti e non creano sviluppo. Ci vuole quindi una strategia per il mezzogiorno che non sono i patti regionali o locali per lo sviluppo proposti da questo governo. Essi vanno pure sottoscritti ma servono politiche e investimenti se si vogliono combattere diseguaglianze territoriali e sociali e diminuire il divario che si \u00e8 ulteriormente accumulato tra sud e resto del paese e la stessa Europa. Non so a quanti capita di riflettere sulla nostra sfortuna per essere nati e per vivere dalle nostre parti.<\/p>\n<p>Quante diseguaglianze sopportiamo, quante opportunit\u00e0 in meno hanno i nostri figli per studiare, per muoversi, per avere servizi e diritti come quelli del nord e del centro? E quanto tutto questo incide sui redditi famigliari? I costi che le famiglie del sud sono ormai difficilmente sopportabili e stanno determinando altro impoverimento o rinunce inumane alla stessa propria salute. Basti pensare al servizio sanitario e ospedaliero che al nord funziona e guarisce e al sud se ti va bene ti fa sopravvivere. Quanti di noi sono costretti ad andare al nord per fronteggiare malattie o per fare interventi chirurgici? Per non parlare del sistema universitario che al nord e&#8217; diffuso e qualificato. \u00c8 inserito in un ambiente favorevole di ricerca e di lavoro. Al sud \u00e8 diventato per molti un prolungamento del proprio periodo di studio senza poterlo utilizzare per lavorare.<\/p>\n<p>E quanti nostri giovani e figli vanno a studiare fuori per formarsi e poi non tornano? I sacrifici e i costi sopportati per studiare nelle universit\u00e0 del centro e del nord vanno ad arricchire altre aree e impoveriscono di professionalit\u00e0 e competenze i territori in cui sono nati e dove le loro famiglie hanno fatto i sacrifici per farli studiare. Ma la formazione inizia anche dai primi anni di vita. Faccio sempre l&#8217;esempio degli asili nidi per evidenziare la differenza tra nord e sud. Il rapporto \u00e8 uno a dieci nei migliori dei casi. Andate a vedere quanti asili nido ci sono a Brindisi e quanti ce ne sono, non dico a Reggio Emilia, ma in qualsiasi citt\u00e0 del nord.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn questi giorni,a seguito della malagestione delle ferrovie delle sud-est e del drammatico disastro ferroviario del nord barese,\u00e8 tornato prepotentemente il problema dell&#8217;arretratezza del trasporto ferroviario locale e regionale. Anche qui quanta differenza tra nord e sud. Viaggiare, spostarsi, utilizzare i mezzi pubblici non \u00e8 la stessa cosa in Puglia o in Lombardia o in Toscana o in Emilia. E non solo per la sicurezza! E la questione dei rifiuti dove la mettiamo? Perch\u00e9 al nord le citt\u00e0 sono pulite e al sud no? Perch\u00e9 tante emergenze per la raccolta e lo smaltimento?<br \/>\nIl mezzogiorno deve essere il banco di prova innanzitutto per i meridionali e di una nuova politica democratica e di crescita nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nInvestimenti pubblici, politiche sanitarie, universitarie, infrastrutturali sono da ripensare e attuare per combattere dualit\u00e0, divari, diseguaglianze.<\/p>\n<p>Fino a quando non si creeranno queste condizioni il mezzogiorno non crescer\u00e0.<br \/>\nSi tratta allora di attuare quanto previsto dalla costituzione: diritto alla salute, alla formazione e alla mobilit\u00e0. Diritti non a caso garantiti a tutti dallo Stato e pagati attraverso la fiscalit\u00e0 generale (anche quella di noi meridionali!) ma che nel corso degli ultimi tempi sono stati messi in discussione o vanificate da politiche di bilancio restrittive e da un liberismo esasperato, fatto passare come ineluttabile ed &#8220;europeo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLe riforme costituzionali senza giustizia sociale non hanno senso. Il paese non cresce perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una costituzione fino adesso non riformata.<br \/>\nIo ho fatto parte di una generazione che ha combattuto, contro il divario e le ingiustizie ,per sviluppare il mezzogiorno.<br \/>\nLe lotte bracciantili e contadine del dopoguerra e quelle operaie degli anni 70 contribuirono a sviluppare e a modernizzare il sud. Le lotte studentesche di quegli anni democratizzarono l&#8217;accesso alla formazione e la fecero diventare un diritto. I governi di allora si dotarono di strumenti (cassa del mezzogiorno),di politiche pubbliche ed industriali mettendo a disposizione investimenti pubblici che aiutarono il mezzogiorno a crescere e a svilupparsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nOggi mancano lotte, politiche e investimenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nForse se il PD e la sinistra ripartisse di qua&#8217; troverebbe il filo della propria esistenza e utilit\u00e0 e capirebbe anche perch\u00e9 perde credibilit\u00e0, voti ed elettori.<br \/>\nE se si ritornasse poi al conflitto e alla mobilitazione popolare e culturale per combattere divario e ingiustizie, liberando il mezzogiorno da intermediazioni parassitarie e da illegalit\u00e0 che in molte casi coincidono, nel senso comune, con l&#8217;attivit\u00e0 politica e istituzionale, interpretata e gestita da un ceto politico affaristico e rassegnato, forse nascerebbero anche nel sud nuove e autonome classi dirigenti. Si tratta di prendersi in carico un nuovo mezzogiorno per farlo crescere pretendendo dallo stato il giusto sostegno e l&#8217;attuazione della costituzione prima di qualsiasi sua riforma.<br \/>\nMa per pretendere bisogna cambiare noi stessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente LeftBrindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra qualche giorno la Svimez render\u00e0 pubblico il rapporto annuale sul mezzogiorno. Vedremo cosa \u00e8 cambiato rispetto al quadro negativo e allarmante fatto l&#8217;anno scorso e a seguito del quale fu enfaticamente lanciato dal presidente del consiglio Renzi il famoso &#8220;master plan&#8221;,piano poi spezzettato in tanti patti regionali e di citt\u00e0 metropolitane che non sono altro l&#8217;elenco di opere e finanziamenti gi\u00e0 decisi e finanziati con preesistenti e vecchie risorse. Da questi patti,poi,la Puglia risulta ancora esclusa a causa di quelle che eufemisticamente vengono definite come &#8220;incomprensioni&#8221; e diverse interpretazioni tra la regione e il governo nazionale. Intanto non si hanno ancora notizie sui tempi e sui contenuti di questa sottoscrizione e di cui qualcuno si dovrebbe pure assumere le responsabilit\u00e0. &nbsp; Ci sono per\u00f2 gi\u00e0 alcuni dati sul mezzogiorno,dati preannunciati da altri istituti e di cui certamente la Svimez dar\u00e0 conto. Essi indicano un sud che ha arrestato la lunga recessione e che cresce un po&#8217; di pi\u00f9 delle altre aree del paese. 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