{"id":78320,"date":"2016-07-30T10:16:44","date_gmt":"2016-07-30T08:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=78320"},"modified":"2016-07-30T06:18:20","modified_gmt":"2016-07-30T04:18:20","slug":"legambiente-sforamenti-di-pm10-a-torchiarolo-il-consiglio-di-stato-chiede-di-cercare-in-modo-scientifico-le-cause","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/legambiente-sforamenti-di-pm10-a-torchiarolo-il-consiglio-di-stato-chiede-di-cercare-in-modo-scientifico-le-cause\/","title":{"rendered":"Legambiente: &#8220;Sforamenti di PM10 a Torchiarolo: Il Consiglio di Stato chiede di cercare in modo scientifico le cause&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio di Stato (Sezione quinta), chiamato ad esaminare il ricorso in appello della Regione Puglia in merito al procedimento amministrativo concernente i ripetuti sforamenti di PM10 a Torchiarolo (Brindisi), ha disposto l\u2019accertamento delle reali fonti di inquinamento e delle rispettive percentuali sul PM10 registrato.<br \/>\nIn sostanza il Consiglio di Stato ha accolto le argomentazioni dell\u2019avvocato del Comune di Torchiarolo Lolli e del consulente tecnico prof. Francesco Magno, che hanno contraddetto le conclusioni dell\u2019Arpa Puglia e del conseguente Piano regionale in merito all\u2019attribuzione al 92% degli sforamenti ai camini domestici dei cittadini di Torchiarolo.<br \/>\nLegambiente ha sempre chiesto, anche con osservazioni sul Piano regionale, di procedere alla ricerca degli isotopi radioattivi C14 e C12 per individuare la provenienza da combustione di biomasse (compresa la legna che si brucia nei caminetti domestici) o di carbone ed ha dimostrato come una tale analisi sia tranquillamente fattibile presso la Cittadella della ricerca localizzata a pochi chilometri da Brindisi. Vi sono ulteriori analisi possibili sulle polveri di carbone per individuare metalli pesanti, quali l\u2019oro, sicuramente ricollegabili al carbone e certamente non alla biomassa fresca.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLegambiente ha anche chiesto lo svolgimento di una valutazione ambientale strategica (VAS), ma anche questa richiesta \u00e8 stata immotivatamente rigettata dalla Regione Puglia, portata a scegliere una tesi unilaterale e non supportata dai riscontri scientifici oggettivi proposti.<br \/>\nL\u2019attuale Sindaco di Torchiarolo ha emesso ordinanza con cui ha disposto nell\u2019autunno dell\u2019anno passato il blocco del funzionamento dei camini domestici ed il ricorso a filtri o, in subordine ad impianti di riscaldamento che non brucino biomassa fresca.<br \/>\nLa spesa per tali interventi \u00e8 stata sborsata da Enel e ci\u00f2 evidentemente crea pi\u00f9 che legittime perplessit\u00e0 essendo in corso il contenzioso amministrativo e soprattutto la ricerca delle fonti di inquinamento, la prima delle quali non pu\u00f2 che essere la centrale termoelettrica dell\u2019Enel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stesso Sindaco ha chiesto ed ottenuto il 23 dicembre un campionamento estemporaneo da parte dell\u2019Arpa nelle zone in cui si erano registrati gli sforamenti, ma non \u00e8 stato assunto<br \/>\nalcun provvedimento e non \u00e8 stata effettuata alcuna ulteriore analisi quantomeno su base giornaliera pur in presenza dei picchi di concentrazione di PM10 registrati.<br \/>\nIn un periodo nel quale \u00e8 vigente l\u2019ordinanza sindacale e si \u00e8 proceduto all\u2019installazione dei filtri sui camini domestici a Torchiarolo, nella solo centralina di via Don Minzoni si sono registrati 29 sforamenti nell\u2019anno in corso fino al 27 luglio e ci\u00f2 non fa che confermare che non sono certamente i caminetti la causa dell\u2019enorme numero di sforamenti.<br \/>\nLegambiente, che seguir\u00e0 con attenzione gli sviluppi delle ricerche analitiche disposte dal Consiglio di Stato ritiene importante che la materia sia approfondita nell\u2019ambito del procedimento penale in corso presso il Tribunale di Brindisi in merito ai danni provocati dallo spandimento di polveri di carbone: l\u2019ordinanza del Consiglio di Stato, infatti, testimonia quanto fondate fossero le argomentazioni tecniche oggetto di perizia e di testimonianza in confutazione alla tesi dei legali dell\u2019Enel. Legambiente chiede, per\u00f2, alle istituzioni pi\u00f9 direttamente interessate, quali Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comune di Brindisi, comuni oggetto delle possibili ricadute delle polveri di carbone, di intraprendere un\u2019azione comune che porti alla revisione del Piano regionale, alla realizzazione delle VAS fino ad ora negata ed alla riapertura dei termini concernenti l\u2019autorizzazione integrata ambientale per la centrale Enel (AIA), procedimento che, al momento, ha visto attivamente presente la Provincia di Brindisi ed assente il comune capoluogo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Legambiente Brindisi &#8211; Circolo \u201cTonino Di Giulio\u201d<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio di Stato (Sezione quinta), chiamato ad esaminare il ricorso in appello della Regione Puglia in merito al procedimento amministrativo concernente i ripetuti sforamenti di PM10 a Torchiarolo (Brindisi), ha disposto l\u2019accertamento delle reali fonti di inquinamento e delle rispettive percentuali sul PM10 registrato. In sostanza il Consiglio di Stato ha accolto le argomentazioni dell\u2019avvocato del Comune di Torchiarolo Lolli e del consulente tecnico prof. Francesco Magno, che hanno contraddetto le conclusioni dell\u2019Arpa Puglia e del conseguente Piano regionale in merito all\u2019attribuzione al 92% degli sforamenti ai camini domestici dei cittadini di Torchiarolo. Legambiente ha sempre chiesto, anche con osservazioni sul Piano regionale, di procedere alla ricerca degli isotopi radioattivi C14 e C12 per individuare la provenienza da combustione di biomasse (compresa la legna che si brucia nei caminetti domestici) o di carbone ed ha dimostrato come una tale analisi sia tranquillamente fattibile presso la Cittadella della ricerca localizzata a pochi chilometri da Brindisi. 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