{"id":80592,"date":"2016-08-30T16:58:10","date_gmt":"2016-08-30T14:58:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=80592"},"modified":"2016-09-02T12:16:48","modified_gmt":"2016-09-02T10:16:48","slug":"la-ricchezza-dellagro-brindisino-non-puo-essere-piu-trascurata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-ricchezza-dellagro-brindisino-non-puo-essere-piu-trascurata\/","title":{"rendered":"La ricchezza dell&#8217;agro brindisino non pu\u00f2 essere pi\u00f9 trascurata"},"content":{"rendered":"<p>A Brindisi, dopo gli anni della industrializzazione forzata e calata dall&#8217;alto e che, per un certo periodo, ha prodotto sviluppo, reddito e lavoro, \u00e8 necessaria una svolta o quantomeno una riflessione economica e culturale non condizionata ne&#8217; da approssimazioni e ne&#8217; da fondamentalismi.<br \/>\nL&#8217;industrializzazione che trasform\u00f2 la non remunerativa rendita agraria di allora nella ricca rendita urbanistica ed edilizia consentendo, oltre il dovuto, la costruzione di case e di quartieri e destinando terreni produttivi a suoli per l&#8217;industria pesante e inquinante, ha fatto il suo tempo. Per non parlare poi dei danni apportati al territorio agrario,in epoca recente, dai campi fotovoltaici realizzati senza regole e a discapito dell&#8217;agricoltura oltrech\u00e9 del paesaggio.<br \/>\n\u00c8 arrivato il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire anche l&#8217;agricoltura del territorio. In un momento, tra l&#8217;altro, in cui l&#8217;agricoltura, in Italia e soprattutto nel sud, sta dimostrando segni di vitalit\u00e0 e di sviluppo ben superiori a tutti gli altri settori ( +7%) come dimostrano i recenti dati della Svimez e dell&#8217;Istat.<br \/>\nLa citt\u00e0 di Brindisi per superficie agraria e&#8217; la citt\u00e0 pugliese, dopo Foggia, con l&#8217;agro pi\u00f9 esteso arrivando fino ai confini di Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio, San Pietro, Cellino, Carovigno, San Vito.<br \/>\nE&#8217; l&#8217;unica citt\u00e0 capoluogo che ha, a suo nome, una DOC che potrebbe essere trasformata, dandole un ulteriore valore aggiunto, in DOCG, e che fece del vino una delle sue principali ragioni e condizioni di sviluppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le fornaci per la costruzione in epoca romana di anfore vinarie, i tantissimi stabilimenti vinicoli, tutti distrutti o dati alla rendita e alla speculazione edilizia, l&#8217;utilizzo, in varie epoche, del porto per il trasporto del vino che si produceva nel territorio, sono, forse la testimonianza pi\u00f9 significativa della storia vitivinicola della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La superficie agraria destinata alla viticoltura fino agli anni ottanta, prima degli svellimenti incentivati dei vigneti era a Brindisi, quasi quattro volte superiore a quella attuale.<\/p>\n<p>Altre realt\u00e0 con le vigne hanno fatto le loro fortune, a Brindisi sono prevalsi, invece, prematuramente sfiducia e abbandono.<br \/>\nBrindisi attraverso i suoi carciofeti si \u00e8 fatta apprezzare per il cultivar del carciofo, oggi IGP.<\/p>\n<p>Era famosa per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 della produzione di angurie e melloni gialli (ci sono ancora in giro per l&#8217;Italia gazebo che vendono angurie spacciate come brindisine).<br \/>\nAutocriticamente attorno a queste produzioni non si \u00e8 riusciti, per\u00f2, a costruire filiere, a determinare una rottura nel percorso della intermediazione tra prodotti agricoli e loro trasformati e consumatori. Una intermediazione fatta di troppi passaggi e che tanto nuoce alla redditivit\u00e0 dell&#8217;agricoltura brindisina e che avvantaggia e fa arricchire solo l&#8217;industria di trasformazione e la catena commerciale.<br \/>\nNon si \u00e8 stati capaci di valorizzare il saper fare dei nostri contadini, la qualit\u00e0 dei nostri terreni, introducendo le innovazioni necessarie. Anzi molte delle nostre produzioni sono state valorizzate, trasformate e utilizzate in altri contesti anche vicini, in un rapporto positivo tra produzioni agricole, cibo, territorio e cultura.<br \/>\nSi possono valorizzare e utilizzare a Brindisi le sue tradizionali produzioni, il suo saper fare agricolo, i suoi terreni, la sua pianura, il paesaggio delle campagne, per ripensare anche cos\u00ec il suo futuro?<br \/>\nNuovi giovani imprenditori brindisini, oltre che grandi imprese del nord, ci stanno provando ed anche con successo. Nuove coltivazioni crescono, nuovi e pi\u00f9 moderni impianti viticoli si stanno di nuovo diffondendo. Ma l&#8217;impegno devo andare oltre e deve coinvolgere il sapere e l&#8217;innovazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il vecchio saper fare non basta pi\u00f9.<\/p>\n<p>Gli elementi che non possono mancare sono oggi anche il saper raccontare (comunicazione, marketing, brand), il saper vendere (internazionalizzazione, e-commerce, creare nuovi mercati), il saper innovare (tecnologie di conduzione e di buona e sana coltivazione, dei processi produttivi), il saper ricavare nuovi prodotti dalle vecchie produzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che sia cultura o storia, biologia o chimica,\u00a0\u00e8 il sapere l&#8217;elemento di maggiore valore anche per l&#8217;agricoltura. Ed \u00e8 questa anche una delle condizioni per sconfiggere il caporalato e rispettare, valorizzandolo, il lavoro nelle campagne.<\/p>\n<p>E poi tutto\u00a0\u00e8 collegato.<\/p>\n<p>Una sana agricoltura fondata sui saperi fa bene alla salute. Una buona agricoltura tutela il territorio e il paesaggio. Un paesaggio e un territorio ben tutelato attira il turismo, soprattutto quello di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il turismo di qualit\u00e0 va alla ricerca di benessere e di cibo sano, crea nuova occupazione, incentiva l&#8217;artigianato di territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche questo \u00e8 un messaggio utile per il nostro futuro, per il futuro di questo territorio che pu\u00f2 riscoprire tutte le sue potenzialit\u00e0, ridando alla terra e alla agricoltura il ruolo perso o abbandonato. E non \u00e8 anche questo un patrimonio da far conoscere e far apprezzare ai turisti, compresi quelli delle crociere?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A mio parere e&#8217; giusto pensare da qui in avanti al settore primario anche attraverso una visione pi\u00f9 ampia dove gli aspetti innovativi offrono spunti interessanti di reale cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dare cos\u00ec una prospettiva alle nuove generazioni interessate e attratte dalla campagna e dalla agricoltura. E si darebbe anche un po&#8217; di fiducia e di considerazione ai nostri agricoltori ancora disperati, per i costi di produzione o per le varie crisi agricole e di mercato che subiscono.<br \/>\nSarebbe gi\u00e0 un ottimo segnale per la citt\u00e0 e per l&#8217;agricoltura brindisina se l&#8217;amministrazione comunale (per anni disinteressata a questa parte importante del suo ricco agro), facendo il censimento delle proprie propriet\u00e0 agricole (relitti stradali, terreni agricoli, donazioni, ecc.) le mettesse a disposizione di giovani e di anziani per coltivare e per imparare a coltivare e a produrre prodotti tipici della nostra terra, introducendo anche da noi la buona pratica degli orti urbani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un patrimonio di terreni, di associazioni, di cooperative, di nuovi e vecchi imprenditori che in agricoltura possono dare e fare tanto. E&#8217; anche questo un modo per ripensare allo sviluppo della citt\u00e0 e se si vuole guardare al futuro dei nostri territori senza rimanere impigliati ancora nelle polemiche sulla vecchia industrializzazione, una parte della quale ha ormai fatto il suo tempo.<br \/>\nInsomma \u00e8 maturo il tempo che anche a Brindisi l&#8217;agricoltura ritorni ad essere considerata in maniera diversa per farla diventare una componente forte dello sviluppo del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi non \u00e8 solo industria, porto, zona industriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Partecipare alla definizione degli strumenti a sostegno dello sviluppo rurale e costiero quali sono i nuovi GAL (Gruppi di azione locale) previsti dalla programmazione agricola regionale dei fondi europei, oggi \u00e8 possibile.<br \/>\nSe ci fossero una politica e una amministrazione attente si potrebbe pensare ad &#8221; un patto verde&#8221; per una buona agricoltura e per cibi sani, contro l&#8217;abbandono dei terreni, recuperando quelli incolti per far crescere cos\u00ec, attraverso incentivi, associazionismo, formazione, una nuova passione e una imprenditorialit\u00e0 giovanile radicata nel territorio e del territorio.<br \/>\nL&#8217;agricoltura \u00e8 un settore pieno di opportunit\u00e0 e pu\u00f2 avere un elevato valore aggiunto a condizione che si sappia generare quel circolo virtuoso del sapere fatto di tradizione, qualit\u00e0, innovazione e capacit\u00e0 di racconto.<\/p>\n<p>E Brindisi dai tempi dei messapi e dei romani, per la fertilit\u00e0 del suo agro, per la bont\u00e0 delle sue produzioni agricole, pu\u00f2 fare e raccontare tanto.<br \/>\nParta allora dalle associazioni agricole brindisine quella progettualit\u00e0 che pure \u00e8 contenuta nei loro documenti ma che qualcuno al loro interno tenta di rimuovere per gestirsi parassitariamente spazi di potere e di gestione, in qualche situazione, anche in maniera familiare e mortificando in alcuni casi gli interessi dei loro stessi associati; si organizzi un nuovo protagonismo dei produttori e degli imprenditori agricoli. \u00c8 questa poi la condizione per farsi sentire e contare nella costruzione del nuovo sviluppo della citt\u00e0,a cui l&#8217;agricoltura \u00e8 chiamata a dare il suo contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si attendono iniziative e reazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LeftBrindisi sulla base di queste note \u00e8 impegnata ad organizzare per la prima decade di ottobre un momento di riflessione e di confronto a cui parteciperanno il parlamentare europeo Paolo De Castro, il presidente del parco delle dune costiere e consigliere del ministro Martina, on.Enzo Lavarra, imprenditori agricoli del territorio, giovani agronomi e rappresentanti delle associazioni agricole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente LeftBrindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Brindisi, dopo gli anni della industrializzazione forzata e calata dall&#8217;alto e che, per un certo periodo, ha prodotto sviluppo, reddito e lavoro, \u00e8 necessaria una svolta o quantomeno una riflessione economica e culturale non condizionata ne&#8217; da approssimazioni e ne&#8217; da fondamentalismi. L&#8217;industrializzazione che trasform\u00f2 la non remunerativa rendita agraria di allora nella ricca rendita urbanistica ed edilizia consentendo, oltre il dovuto, la costruzione di case e di quartieri e destinando terreni produttivi a suoli per l&#8217;industria pesante e inquinante, ha fatto il suo tempo. Per non parlare poi dei danni apportati al territorio agrario,in epoca recente, dai campi fotovoltaici realizzati senza regole e a discapito dell&#8217;agricoltura oltrech\u00e9 del paesaggio. \u00c8 arrivato il momento per un ripensamento sul futuro economico e produttivo della citt\u00e0. Alla sua definizione pu\u00f2 e deve contribuire anche l&#8217;agricoltura del territorio. In un momento, tra l&#8217;altro, in cui l&#8217;agricoltura, in Italia e soprattutto nel sud, sta dimostrando segni di vitalit\u00e0 e di sviluppo ben superiori a tutti gli altri settori ( +7%) come dimostrano i&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3684,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-80592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80592"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80633,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80592\/revisions\/80633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}