{"id":81002,"date":"2016-09-05T12:16:15","date_gmt":"2016-09-05T10:16:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=81002"},"modified":"2016-09-07T07:48:16","modified_gmt":"2016-09-07T05:48:16","slug":"barocco-festival-si-chiude-con-un-viaggio-alle-origini-della-musica-napoletana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/barocco-festival-si-chiude-con-un-viaggio-alle-origini-della-musica-napoletana\/","title":{"rendered":"Barocco Festival: si chiude con un viaggio alle origini della musica napoletana"},"content":{"rendered":"<p>Il \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb chiude la XIX edizione con \u00abLa canzone napoletana\u2026 prima della canzone napoletana\u00bb. Un tema classico per la rassegna che saluta il pubblico, in viaggio dopo il \u201ccheck-in\u201d d\u2019imbarco, nel Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, marted\u00ec 6 settembre alle ore 21. Il concerto vocale e strumentale dell\u2019ensemble \u00abFesta Rustica\u00bb, diretto dal virtuoso del flauto a becco, Giorgio Matteoli, ci porta alla scoperta delle radici delle tradizioni popolari napoletane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019origine della canzone napoletana risale al XIII secolo e alla diffusione della poesia che a quel tempo era quasi sempre musicata. Le invocazioni corali del popolo sottolineavano gi\u00e0 allora le contraddizioni tra le bellezze naturali e culturali della citt\u00e0 e le difficolt\u00e0 oggettive di chi ci viveva. Quando nel Quattrocento la lingua napoletana divenne pi\u00f9 strutturata assumendo una propria identit\u00e0 e dignit\u00e0, molti musicisti, ispirandosi proprio ai cori popolari, iniziarono a comporre farse, frottole, ballate, villanelle, che dal Cinquecento al Settecento si diffusero in Italia prima, e poi in tutta Europa. Si trattava, allora come oggi, di un\u2019espressione artistica popolare, piena di contenuti positivi. Racconti di vita comuni a tutti, quale che fosse il contesto sociale, come le passioni e le vicende d\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel periodo barocco, il genio popolare contamina la commedia in musica insinuandosi come un virus nelle forme colte fino a diventare, in opposizione alla musica di corte e della nobilt\u00e0, il linguaggio preferito della classe borghese. Rispetta la regola l\u2019aria \u00abT\u2019aggio voluto bene\u00bb di Gaetano Latilla, che tiene fede alla forma classica e all\u2019ispirazione popolare, finanche nella strumentazione: l\u2019espressivit\u00e0 delle parti recitate e l\u2019orecchiabilit\u00e0 delle melodie delle cantate diviene il tratto unico di un linguaggio musicale easy.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La genialit\u00e0 compositiva delle arie e la bellezza melodica delle sonate si intrecciano con gli accenti delle villanelle alla napoletana, dal sapore popolaresco. In effetti, originariamente, le villanelle erano eseguite in lingua napoletana dal popolo nelle strade, e ogni giorno piazza Castello diventava il centro musicale di Napoli: poeti e musicisti si riunivano per comporre nuovi brani che il popolo faceva suoi e poi cantava nelle feste. I canti e i suoni nella Napoli del Cinquecento si diversificavano a seconda della loro origine e provenienza, ma la villanella riusc\u00ec a conservare l\u2019ispirazione poetico-musicale delle origini, quando gli autori attingevano alla tradizione del canto contadino. Pi\u00f9 tardi le villanelle furono tradotte dai musici, trascritte e composte su righe musicali, manipolate dai trascrittori, eseguite a pi\u00f9 voci divenendo un genere musicale in grado di affrontare il cammino fuori dai confini del Regno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ensemble \u00abFesta Rustica\u00bb \u00e8 specializzato nel repertorio tardo rinascimentale, barocco e galante su copie di strumenti antichi. Particolarmente attivo in ambito concertistico, in Italia e all\u2019estero, l\u2019ensemble dedica grande attenzione anche al repertorio barocco napoletano, come testimoniano le incisioni discografiche prodotte. Il trio strumentale \u00e8 accompagnato dal soprano Enrica Mari, alle spalle una intensa attivit\u00e0 concertistica con vari gruppi da camera e orchestre, oltre a diversi ruoli operistici. In caso di pioggia il concerto si terr\u00e0 sotto i portici del chiostro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 6 settembre ore 21.00 &#8211; San Vito dei Normanni, Chiostro dei Domenicani<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA CANZONE NAPOLETANA &#8230; PRIMA DELLA CANZONE NAPOLETANA<\/strong><br \/>\n<strong> Le cantate, le arie e le villanelle nella Napoli barocca<\/strong><\/p>\n<p>Enrica Mari soprano<br \/>\nensemble Festa Rustica<br \/>\nMatteo Scarpelli violoncello<br \/>\nGiorgio Spolverini cembalo<br \/>\nGiorgio Matteoli flauti diritti e direttore di concerto<br \/>\n<strong>Ufficio Stampa \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u00abBarocco Festival Leonardo Leo\u00bb chiude la XIX edizione con \u00abLa canzone napoletana\u2026 prima della canzone napoletana\u00bb. Un tema classico per la rassegna che saluta il pubblico, in viaggio dopo il \u201ccheck-in\u201d d\u2019imbarco, nel Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, marted\u00ec 6 settembre alle ore 21. Il concerto vocale e strumentale dell\u2019ensemble \u00abFesta Rustica\u00bb, diretto dal virtuoso del flauto a becco, Giorgio Matteoli, ci porta alla scoperta delle radici delle tradizioni popolari napoletane. &nbsp; L\u2019origine della canzone napoletana risale al XIII secolo e alla diffusione della poesia che a quel tempo era quasi sempre musicata. Le invocazioni corali del popolo sottolineavano gi\u00e0 allora le contraddizioni tra le bellezze naturali e culturali della citt\u00e0 e le difficolt\u00e0 oggettive di chi ci viveva. Quando nel Quattrocento la lingua napoletana divenne pi\u00f9 strutturata assumendo una propria identit\u00e0 e dignit\u00e0, molti musicisti, ispirandosi proprio ai cori popolari, iniziarono a comporre farse, frottole, ballate, villanelle, che dal Cinquecento al Settecento si diffusero in Italia prima, e poi in tutta Europa. Si trattava, allora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":81003,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-81002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81002"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81186,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81002\/revisions\/81186"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}