{"id":81135,"date":"2016-09-06T14:46:53","date_gmt":"2016-09-06T12:46:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=81135"},"modified":"2016-09-13T08:10:22","modified_gmt":"2016-09-13T06:10:22","slug":"ancora-cattive-notizie-per-la-salute-in-provincia-di-brindisi-eccessi-di-tumori-e-di-malattie-respiratorie-e-cardiache","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ancora-cattive-notizie-per-la-salute-in-provincia-di-brindisi-eccessi-di-tumori-e-di-malattie-respiratorie-e-cardiache\/","title":{"rendered":"Ancora cattive notizie per la salute: in Provincia di Brindisi eccessi di tumori e di malattie respiratorie e cardiache"},"content":{"rendered":"<p>Ancora cattive notizie per la salute delle popolazioni pugliesi residenti a Brindisi, Taranto, Bari e Manfredonia. E\u2019 quanto \u00e8 emerso da diversi contributi scientifici presentati alla Conference 2016 dell\u2019International Society for Environmental Epidemiology (ISEE) svoltasi in questi giorni a Roma, il congresso mondiale degli epidemiologi giunti in Italia da tutti i continenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Queste le ricerche che hanno riguardato Brindisi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BRINDISI: IL PM10 DELLE 3 CENTRALI ELETTRICHE HANNO PROVOCATO PIU&#8217; DECESSI PER TUMORI, MALATTIE RESPIRATORIE E CARDIACHE<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019area di Brindisi in relazione alle emissioni delle tre centrali operanti sul territorio, due delle quali ancora attive, \u00e8 stato condotto uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell\u2019Ares Puglia, dell\u2019ARPA e della ASL di Brindisi guidato per incarico del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia da Francesco Forastiere (DEP)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 stata analizzata una popolazione di 229.334 cittadini (coorte in termine tecnico) residenti al 2001 in 7 comuni della provincia di Brindisi e ne \u00e8 stato seguito il destino fino al 2013. Attraverso l\u2019applicazione di un modello di simulazione della dispersione degli inquinanti, \u00e8 stata attribuita a ciascun membro della coorte l\u2019esposizione al PM10, la condizione socio economica e il settore di occupazione. Nei soggetti con esposizioni ai livelli di PM10 pi\u00f9 elevati (tra il 90\u00b0 e il 95\u00b0 percentile) si \u00e8 riscontrata una mortalit\u00e0 annua significativamente pi\u00f9 elevata per tutti i tumori (+8%), tra questi spiccano il cancro del pancreas (+11%), e il cancro della vescica (+16%), malattie respiratorie (+ 12%), eventi coronarici acuti, cio\u00e8 decessi per infarto cardiaco (+11). Lo studio conclude che le emissioni industriali sono associate con la mortalit\u00e0 della coorte residente nell\u2019area.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preliminarmente allo studio epidemiologico su menzionato \u00e8 stato condotto dallo stesso gruppo di ricerca una valutazione retrospettiva dell\u2019inquinamento dell\u2019aria dalle emissioni di PM10 ed SO2 delle centrali elettriche di Brindisi nel periodo 1991-2014 con l\u2019impiego di modellistica consolidata applicata alle emissioni misurate dalle centraline nello stesso periodo. I valori pi\u00f9 alti di SO2 si sono avuti dal 1991 al 1997 (33-41 microgr\/m3) decresciuti rapidamente del 65% nel periodo 1998-2002 e del 90% negli anni successivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TUMORI TIROIDE E SITI INQUINATI: ECCESSI A BRINDISI, TARANTO E BARI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro studio presentato alla congresso dell\u2019ISEE a Roma in cui si menzionano le citt\u00e0 pugliesi di Bari, Brindisi e Taranto \u00e8 stato condotto da ricercatrici dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 sui 44 siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN) e riguarda il rischio di contrarre tumori della tiroide. Lo studio non ha precedenti perch\u00e9 le cause riconosciute di tumore della tiroide sono le radiazioni ionizzanti, quelli potenziali le centrali nucleari e l\u2019esposizione a radon. Altri rischi sono rappresentati dai pesticidi e da alcune sostanze chimiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati di mortalit\u00e0 esaminati non sono informativi eccetto che per gli eccessi in donne residenti a Bari (citt\u00e0 con un\u2019area portuale ed un impianto di cemento amianto, la Fibronit). I dati di ospedalizzazione al contrario rivelano eccessi in entrambi i sessi in 8 siti: Brescia-Caffaro (impianti chimici, discariche), Laghi di Mantova (petrolchimica, chimica, raffineria e discariche) , Livorno (petrolchimica e raffineria), Piombino (chimica, acciaio e discariche), Bari, Taranto (petrolchimica, acciaio e discariche) e Brindisi (petrolchimica, chimica e discariche). Nel solo sesso maschile gli eccessi si rilevano in 3 siti (Balangero (miniere di asbesto, discariche), Sassuolo-Scandiano (chimica e discariche) e Milazzo (raffineria). nNel solo sesso femminile in 3 siti: Casale-Monferrato (impianti di cemento-amianto), Valle del Sacco (impianti chimici), Sulci (impianti chimici e discariche).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALCUNE CONSIDERAZIONI<\/strong><\/p>\n<p>Gli studi promossi dal Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia confermano quanto l\u2019indagine scientifica ha rilevato negli ultimi decenni a carico delle popolazioni di Taranto e Brindisi dove si concentrano le attivit\u00e0 industriali pi\u00f9 inquinanti della Regione.<\/p>\n<p>Rispetto ai precedenti studi quelli presentati al congresso mondiale di epidemiologia di Roma sono studi di coorte che \u201cfotografano\u201d e seguono il \u201cdestino sanitario\u201d di una popolazione da un certo anno in poi e attribuiscono a ciascun componente di quella popolazione valori di esposizione ad inquinanti (PM10 e SO2) emessi dai camini delle industrie. Inoltre tengono conto delle condizioni socio-economiche dei componenti la coorte che, come \u00e8 noto, influiscono pesantemente sulla salute e quindi anche sulla mortalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Brindisi lo studio era molto atteso dopo una petizione di 10.000 cittadini per una indagine epidemiologica consegnata alle autorit\u00e0 nel 2012 e dopo che il precedente governo regionale (Vendola) aveva minimizzato l\u2019impatto sulla salute della storia industriale di Brindisi nonostante la produzione di studi di segno contrario e l\u2019attuale (Emiliano) ha in programma di ridurre fortemente i posti letto ospedalieri al di sotto della media regionale proprio in questa provincia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati su Brindisi si riferiscono solo all\u2019impatto del PM10. Sar\u00e0 interessante vedere l\u2019effetto della SO2 sulla coorte presa in esame dal momento che uno degli studi ne ha stimato la dispersione. Inoltre considerato il carattere analitico dello studio sar\u00e0 interessante vedere quali porzioni di popolazione hanno maggiormente patito i danni alla salute da inquinamento industriale. Si consideri che lo studio non prende in considerazione gli effetti delle emissioni del polo chimico che si andrebbero ad aggiungere a quelli delle centrali elettriche. Si tratta quindi una valutazione parziale ancorch\u00e8 drammaticamente espicativa. E\u2019 interessante notare che a fronte di una notevole riduzione delle emissioni industriali dal 2002 in poi, la coorte contiene ben il 40% di individui con una condizione socio-economica bassa, a dimostrazione del fatto che la grande industria non ha prodotto lo sviluppo economico diffuso tanto promesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il dato dell\u2019effetto nocivo sulla salute nell\u2019area Brindisina delle emissioni delle tre centrali \u00e8 coerente con lo studio pubblicato lo scorso anno da un gruppo di ricerca del CNR che attribuiva al particolato primario e secondario della Centrale Brindisi Sud da 7 a 44 decessi annui su tutta l\u2019area salentina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro studio in passato aveva rilevato a Brindisi un eccesso di malformazioni congenite, in particolare cardiache, rispetto al dato dei registri europei (EUROCAT) nel decennio 2001-2010 ed aveva, inoltre, riportato un aumento di rischio in corrispondenza di picchi di SO2, tracciante industriale frutto della combustione di carbone e derivati del petrolio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La continua produzione di evidenze scientifiche circa gli effetti nocivi sulla salute delle popolazioni pugliesi dell\u2019inquinamento industriale va ad accrescere nell\u2019opinione pubblica la coscienza degli effetti dannosi di un modello di sviluppo distorto e giunge a sostegno di quei decisori politici che credono in un modello economico differente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ASSOCIAZIONE SALUTE PUBBLICA<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora cattive notizie per la salute delle popolazioni pugliesi residenti a Brindisi, Taranto, Bari e Manfredonia. 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