{"id":81835,"date":"2016-09-14T20:34:44","date_gmt":"2016-09-14T18:34:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=81835"},"modified":"2016-09-14T20:34:44","modified_gmt":"2016-09-14T18:34:44","slug":"societa-partecipate-del-comune-di-brindisi-vs-decreto-madia-una-sfida-da-cogliere-di-antonio-sergi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/societa-partecipate-del-comune-di-brindisi-vs-decreto-madia-una-sfida-da-cogliere-di-antonio-sergi\/","title":{"rendered":"Societ\u00e0 Partecipate del Comune di Brindisi vs Decreto Madia: una sfida da cogliere. Di Antonio Sergi"},"content":{"rendered":"<p>Tra pochissimi giorni, esattamente il 23 Settembre 2016, entrer\u00e0 in vigore il Decreto Legislativo n.175 del 19\/08\/2016, Testo unico in materia di societ\u00e0 a partecipazione pubblica, provvedimento normativo tanto atteso dagli addetti ai lavori ed \u201camanti\u201d della spending review, che si prefigge l\u2019ambizioso obiettivo di mettere ordine in un comparto del sistema economico italiano, tanto controverso quanto contestato, quale quello delle partecipazioni pubbliche.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSe da un lato, questo decreto rappresenta una importantissimo strumento nel processo di armonizzazione legislativa nazionale alle consuetudini anglosassoni, che vedono nei testi unici gli elementi qualificanti di un processo legislativo chiaro e di univoca interpretazione, del tutto contrapposti alla pressi legislativa italiana, in cui la continua sovrapposizione di provvedimenti legislativi sulla medesima materia, molto spesso poco chiari se non addirittura confliggenti tra di loro, quasi sempre paralizzano le decisioni conseguenti che gli attori, pubblici e privati, sono chiamati a dover assumere in merito, dall\u2019altro un\u2019attenta lettura degli articoli che lo compongono portano a porsi una serie di interrogativi circa i riflessi operativi che la loro attuazione avr\u00e0 sulle partecipate del Comune di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nL\u2019art. 20 del predetto decreto, infatti, intitolato Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, al primo comma prescrive l\u2019effettuazione, da parte delle PA, di un\u2019analisi dell\u2019assetto delle partecipazione detenute, sia direttamente che indirettamente, e la predisposizione di un piano di riassetto, ove ricorrano le condizioni di cui al secondo comma del medesimo articolo, per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante la messa in liquidazione o la cessione; mentre al secondo comma, tra le casistiche scatenanti il riassetto di cui al primo comma, al punto d) ed al punto e) cita, rispettivamente, le partecipazioni in societ\u00e0 che, nel triennio precedente, abbiamo conseguito un fatturato medio inferiore al milione di euro e partecipazioni in societ\u00e0, diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d&#8217;interesse generale, che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti. Ad un occhio attento, pertanto, non potr\u00e0 sfuggire coma la Energeko sia da ricomprendere nella casistica di cui al punto d), visto che il suo fatturato medio nel triennio 2013-2015 \u00e8 pari ad \u20ac 787.434,67, mentre la BMS sia da ricomprendere nella casistica di cui al punto e), avendo registrato perdite di esercizio a partire dal 2011. Ad onor del vero, alcuni potrebbero eccepire che, allo stato dell\u2019arte, non sia possibile affermare che per la BMS ricorra l\u2019ipotesi di cui al punto e), visto che, ad oggi, la societ\u00e0 non ha approvato il bilancio di esercizio 2014 e pertanto, non essendo a conoscenza del risultato di esercizio conseguito dalla societ\u00e0 in quell\u2019anno, tale affermazione potrebbe risultare alquanto azzardata. Tralasciando le implicazioni civilistiche di tale mancata approvazione del bilancio di esercizio, visto che si \u00e8 in ritardo di oltre 15 mesi rispetto a quanto prescritto dal codice civile in merito all\u2019approvazione dei bilanci di esercizio delle societ\u00e0 di capitale, cos\u00ec come volendo accantonare per un attimo le implicazioni, sempre di natura civilistica, della mancata ricapitalizzazione della societ\u00e0 con ricostituzione del capitale sociale al di sopra del minimo legale, visto che ad oggi non \u00e8 stato perfezionato il conferimento dell\u2019immobile della societ\u00e0, caso che costituisce, sic et simpliciter, causa di scioglimento \u201csenza indugio\u201d della societ\u00e0, \u00e8 plausibile ipotizzare che anche per il 2014 la societ\u00e0 abbia registrato una perdita di esercizio, scenario questo che rende operativa l\u2019ipotesi di cui al punto e).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nStante cos\u00ec le cose, si potrebbe ipotizzare, nel prossimo futuro, l\u2019apertura dell\u2019ennesima emergenza occupazionale per il nostro territorio, con tutte le ripercussioni economiche e sociali che ci\u00f2 innescherebbe, visto che\u201d apparentemente\u201d l\u2019Ente non potrebbe far altro che prendere atto del concretizzarsi delle situazioni summenzionate e decidere la dismissione o, peggio, la soppressione, di tali societ\u00e0 , nel redigendo piano di riassetto, la cui approvazione \u00e8 normativamente prescritta entro dicembre di ogni anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn realt\u00e0, pi\u00f9 che una minaccia, l\u2019attuazione di tale decreto legislativo rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019Ente, che dovr\u00e0 necessariamente essere colta, potendo finalmente promuovere un piano di riassetto in grado di riequilibrare societ\u00e0 che per troppo tempo sono vissute furi mercato, seguendo logiche clientelari e di assistenzialismo pubblico come strumento di ultima istanza in grado di ripianare veri e propri buchi di bilancio, la cui responsabilit\u00e0 non \u00e8 mai stato sino in fondo ricercata ed individuata. In questi mesi si dovr\u00e0 lavorare strenuamente sulla BMS, approvando il bilancio 2014, perfezionando il conferimento dell\u2019immobile, in grado di ricostituire il capitale minimo legale, ed approvando il bilancio 2015. Una volta effettuate tali operazioni preliminari, per rendere la societ\u00e0 di nuovo pienamente e legittimamente operativa dal punto di vista civilistico, sar\u00e0 necessario approfondire l\u2019ipotesi di una fusione tra la BMS e la Energerko, in grado di rafforzare patrimonialmente la prima e scongiurare nefaste ipotesi di dismissione o chiusura della seconda, in quanto bisogna ricordare come quest\u2019ultima risulti essere, ad oggi, una societ\u00e0 in bonis che mai ha mostrato tensioni economico, finanziarie e patrimoniali.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nMa tutto ci\u00f2 non basta e se veramente si vorr\u00e0 cogliere appieno la sfida che tale decreto lancia alle Amministrazioni locali, bisogner\u00e0 andare oltre la pianificazione di interventi che prevedano il soddisfacimento dei criteri minimi prescritti dallo stesso. Sar\u00e0, infatti, opportuno spingere ulteriormente tale processo di razionalizzazione e fusione, prevedendo ulteriori accorpamenti per la New.Co che si intende realizzare, con la societ\u00e0 Servizi Farmaceutici e la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, ad esempio, valutando attentamente anche la questione STP, alla luce del fatto che, presto o tardi, le quote della Provincia dovranno essere cedute al Comune, potendo tranquillamente ipotizzare che quest\u2019ultimo diventi il socio unico del ramo d\u2019azienda del servizio urbano. Nei fatti, seguendo tale via, si darebbe vita ad una grande partecipata multiutilities, alla quale poter conferire ulteriori servizi, tra cui la gestione del patrimonio immobiliare comunale ed il servizio di riscossione dei tributi ed altri ancora, strutturandola secondo logiche organizzative di tipo divisionale, specializzate su singole aree di intervento pubblico, in grado, preliminarmente, di dare una tangibile sforbiciata alle tante poltrone attualmente disseminate tra tutti questi soggetti giuridici, e facendola divenire foriera del con-seguimento di economie sia di scala che di scopo e di strategie di sviluppo corporate, impensabili nell\u2019attuale scenario di frammentazione dei servizi di pubblica utilit\u00e0 tra diversi soggetti giuridici minori.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nSolo mettendo da parte logiche politiche di individuazione di soluzioni in grado di mantenere immutato lo status quo, pur nel rispetto di prescrizioni normative sempre pi\u00f9 stringenti, seguendo il motto gattopardesco del cambiare tutto per non cambiare nulla, si potr\u00e0 ridare speranza ad un territorio ormai in ginocchio, altrimenti, seppur difficile da immaginare, il futuro non potr\u00e0 che essere ancora pi\u00f9 plumbeo rispetto al difficilissimo presente che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong> Antonio Sergi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra pochissimi giorni, esattamente il 23 Settembre 2016, entrer\u00e0 in vigore il Decreto Legislativo n.175 del 19\/08\/2016, Testo unico in materia di societ\u00e0 a partecipazione pubblica, provvedimento normativo tanto atteso dagli addetti ai lavori ed \u201camanti\u201d della spending review, che si prefigge l\u2019ambizioso obiettivo di mettere ordine in un comparto del sistema economico italiano, tanto controverso quanto contestato, quale quello delle partecipazioni pubbliche. &nbsp; Se da un lato, questo decreto rappresenta una importantissimo strumento nel processo di armonizzazione legislativa nazionale alle consuetudini anglosassoni, che vedono nei testi unici gli elementi qualificanti di un processo legislativo chiaro e di univoca interpretazione, del tutto contrapposti alla pressi legislativa italiana, in cui la continua sovrapposizione di provvedimenti legislativi sulla medesima materia, molto spesso poco chiari se non addirittura confliggenti tra di loro, quasi sempre paralizzano le decisioni conseguenti che gli attori, pubblici e privati, sono chiamati a dover assumere in merito, dall\u2019altro un\u2019attenta lettura degli articoli che lo compongono portano a porsi una serie di interrogativi circa i riflessi operativi che la loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6729,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-81835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81835"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81836,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81835\/revisions\/81836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}