{"id":82032,"date":"2016-09-17T08:02:57","date_gmt":"2016-09-17T06:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=82032"},"modified":"2017-02-03T13:02:32","modified_gmt":"2017-02-03T12:02:32","slug":"intervista-alla-dott-ssa-emilia-mannozzi-direttrice-del-museo-f-ribezzo-di-brindisi-di-guido-giampietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/intervista-alla-dott-ssa-emilia-mannozzi-direttrice-del-museo-f-ribezzo-di-brindisi-di-guido-giampietro\/","title":{"rendered":"Intervista alla Dott.ssa Emilia Mannozzi, Direttrice del Museo \u201cF. Ribezzo\u201d di Brindisi. Di Guido Giampietro"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sotto un traditore scroscio di pioggia di sapore autunnale salgo in fretta i gradini che mi separano dal porticato del Museo Archeologico Provinciale. Manca ancora qualche minuto all\u2019appuntamento con la dott.ssa Emilia Mannozzi, cos\u00ec mi fermo e penso.<br \/>\nPenso al suo carattere schivo, intuito nel corso delle telefonate dei giorni scorsi. E mi chiedo se sar\u00f2 capace di stabilire un dialogo che, al di l\u00e0 dei possibili mutamenti della gestione museale, faccia comprendere ai lettori anche il momento delicato che il Museo (e non solo quello) sta attraversando dal punto di vista ordinativo-organizzativo a causa di una Provincia che c\u2019\u00e8, ma al tempo stesso non c\u2019\u00e8.<br \/>\nL\u2019ascensore che con una lentezza esasperante mi porta al secondo piano non fa altro che alimentare i timori che per\u00f2, dopo una stretta di mano, si dissolvono come nebbiolina al sole ed \u00e8 un vero piacere sentire parlare la Mannozzi: da architetto, da funzionario pubblico (come ama puntigliosamente definirsi), da direttrice di Museo. Cita spesso gli articoli del Decreto Legislativo n.42\/2004 relativo al \u201cCodice dei beni culturali e del paesaggio\u201d. Capisco che per lei \u00e8 la Bibbia. Non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo sotto il sole, direbbe Qohelet e, allo stesso modo, lei afferma: \u00ab\u00c8 tutta spiegata nel Codice la politica che i vari Ministri della cultura, compreso Franceschini, stanno attuando\u00bb.<br \/>\nNaturalmente non tralascia di parlare del \u201csuo\u201d Museo e delle difficolt\u00e0 pratiche con cui deve combattere da quando l\u2019\u00e8 caduta sulla testa la spending review. Parla della didattica museale che cerca di privilegiare a ogni costo perch\u00e9 \u00e8 sui giovani che bisogna fare leva per salvaguardare il patrimonio culturale.<br \/>\nS\u2019inorgoglisce quando accenna all\u2019importanza della Sezione subacquea del Museo e alle esposizioni internazionali dei Bronzi di Punta del Serrone.<br \/>\nAbbassa lo sguardo in segno d\u2019impotenza e sofferenza per il momento d\u2019incertezza che grava sul personale, anche se dal 12 luglio \u00e8 tutto transitato alle dipendenze della Regione.<br \/>\nMa ascoltiamo la diretta interessata:<\/p>\n<p><strong>\u201c\u201dCos\u2019\u00e8 un museo? Per Andr\u00e8 Malraux non \u00e8 un luogo di morte ma di vita. Un luogo dove, pi\u00f9 che immagazzinare opere fruite, si ha cura di metterle in contatto le une con le altre e, in questo contatto, di farle vivere all\u2019infinito. L\u2019occhio ascolta, i muri parlano\u2026 Si trova d\u2019accordo con questa definizione?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di alcuni uomini si \u00e8 buttato lo stampo\u2026. Sono pochi quelli che come Malraux hanno saputo sprigionare capacit\u00e0 visionaria. Condivido con lui il principio dell\u2019arte come linguaggio universale dell\u2019umanit\u00e0 e come testimonianza di cultura e di costume, capace di trasmettere per sempre la percezione e lo spirito di un popolo o di un artista. Tuttavia pi\u00f9 semplicemente ritengo che nei musei si custodisce la memoria, che ci racconta il nostro passato, nella consapevolezza che non ci pu\u00f2 essere presente senza passato e che ciascuno di noi \u00e8 il risultato della propria storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ancora Malraux afferma che \u201cla sfida del nostro tempo consiste nel mettere a disposizione del pubblico le opere d\u2019arte finora in possesso di pochi privilegiati\u201d. Alla luce di questo pensiero come giudica il fatto che i depositi dei grandi musei siano strapieni di opere che difficilmente vedranno la luce del sole? Lei vede soluzioni alternative?<\/strong><br \/>\nFinalmente oggi c\u2019\u00e8 una maggiore attenzione, non solo normativa, alla valorizzazione, finalizzata, ovviamente, alla pubblica fruizione. In tal senso mi risulta che il MARTA (Museo Archeologico Taranto) abbia organizzato alcune visite guidate tematiche di reperti presi dai depositi, nell\u2019ambito delle campagne di aperture straordinarie promosse dal MIBACT, che ne prevede il sostegno economico solo per i Musei Statali. Negli altri casi tutte le spese vanno a gravare sui bilanci gi\u00e0 traballanti degli Enti locali di riferimento. In mancanza di risorse il Ribezzo ha sempre cercato di adeguarsi con molti sforzi, ma ha dovuto fare delle scelte di priorit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 d\u2019accordo con la linea del Ministro Franceschini secondo cui dieci nuovi direttori saranno selezionati con un bando internazionale cos\u00ec che a dirigere i musei statali non saranno pi\u00f9 solo italiani?<\/strong><\/p>\n<p>Ritengo che in Italia ci siano delle ottime professionalit\u00e0, tuttavia se la ratio del legislatore \u00e8 stata quella di prendere atto del processo di globalizzazione, forse \u00e8 stato un modo per adeguarsi al fatto che molti musei stranieri sono guidati da direttori italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 d\u2019accordo che con un minimo di programmazione politica si sarebbero potuto ridurre le cadute negative che l\u2019annunciata soppressione delle Province sta creando sulle istituzioni che dall\u2019Ente di via De Leo dipendono?<\/strong><br \/>\nAl Dlgs n. 56\/2014 c.d. legge Delrio sono seguite varie circolari e leggi che in corso d\u2019opera hanno snaturato le intenzioni iniziali del legislatore, tra cui quella di diminuire i costi della politica. Invece a rimetterci sono stati i lavoratori che sebbene il legislatore in fase iniziale sembrasse voler salvaguardare nelle professionalit\u00e0 acquisite e nei corrispettivi economici di fatto, almeno per alcuni, le cose sono andate diversamente, in termini di perdita di salari accessori e professionalit\u00e0 acquisite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come state vivendo, lei e i suoi collaboratori, il passaggio non semplice dalla Provincia alla Regione? Soprattutto, come vedete il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che numerosi studi indicano il trasloco quale terzo principale fattore di squilibri emotivi dopo il lutto ed il licenziamento, il trasferimento lavorativo forzato dei dipendenti, aggravato da un lungo periodo di incertezza lavorativa che faceva, tra l\u2019altro, paventare anche la possibilit\u00e0 di licenziamento, di sicuro \u00e8 stata un\u2019esperienza dolorosa e destabilizzante. Nonostante questo stato d\u2019animo generale, abbiamo cercato di mantenere aperto il Museo in pi\u00f9 occasioni possibili, durante gli approdi crocieristici, giornate particolari in allineamento alle campagne di promozione culturale del MIBACT oltre che per convegni, concerti, mostre ed eventi in genere, sempre in totale mancanza di risorse pubbliche, ma grazie alla collaborazione di associazioni di volontariato e sponsor privati. Grazie a questi ultimi, all\u2019impegno profuso in questi anni al fine della divulgazione e promozione pubblicitaria, nonch\u00e9 al valore intrinseco del Museo che lo rende appetibile in circuiti nazionali ed internazionali, la rivista mensile Stil\u2019\u00e8 in edicola con il Sole 24 ore del 12 settembre, ha dedicato una intera pagina al Museo Ribezzo, come gi\u00e0 ha fatto Repubblica, Rayanair, Freccia Rossa ed il Touring.<br \/>\nFaccio presente che con Legge Regionale n. 9 del 27 maggio 2016 le funzioni in materia di valorizzazione dei beni culturali e in materia di biblioteche, musei e pinacoteche, sono state trasferite, insieme alle loro sedi, alla Regione ed il personale a luglio ha firmato i nuovi contratti.<br \/>\nIl problema tuttavia continua a sussistere per il mantenimento delle spese di gestione degli immobili (luce, acqua, ecc), che la Regione non riesce a coprire completamente. Mi risulta che al fine di risolvere il problema siano stati avviati alcuni tavoli di concertazione con la Provincia e con il Ministero Beni Culturali e Turismo.<br \/>\nTuttavia in questi giorni sono venuta a conoscenza della Delibera di riequilibrio di Bilancio n. 25 del 13 settembre 2016, approvata dal Consiglio provinciale, nella quale si dice che contributi vari e di altre ripartizioni arrivati nella casse provinciali, saranno finalizzati unicamente allo svolgimento delle funzioni fondamentali, mentre per \u201cTurismo, Museo e Biblioteca, salvo comunicazione di copertura integrale dei costi di gestione o richiesta di volturazione delle utenze relative a energia elettrica, gas, acqua, fogna, vigilanza eccetera, da far pervenire, da parte della Regione Puglia, entro il 30.9.2016, i dirigenti competenti dovranno adottare, entro il 31.10.2016, ogni atto finalizzato ad evitare di sostenere le relative spese di gestione, ivi comprendendo la voltura\/disdetta delle utenze, con conseguente chiusura delle strutture interessate\u201d.<br \/>\nLe lascio immaginare quello che significherebbe interrompere un Servizio pubblico cos\u00ec importante, ma non meno in termini di perdita e fallimento politico per la citt\u00e0 e l\u2019intero territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il \u201cpezzo\u201d del Museo \u201cF. Ribezzo\u201d che pi\u00f9 di ogni altro le sta a cuore?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 come chiedere ad una mamma quale \u00e8 il figlio preferito, specie considerato il pregio ed il valore del materiale esposto. Tuttavia prescindendo da un mero giudizio di valore, mi ha sempre affascinato il \u201crilievo\u201d esposto nella sezione dedicata ai culti che rappresenta la N\u00e8mesi, dea della Giustizia compensatrice, punitrice di ogni forma di deroga all\u2019ordine naturale delle cose. Oggi questo termine si usa anche per intendere, ad esempio, una situazione positiva che giunge immediatamente dopo un periodo particolarmente sfortunato, sempre come atto predestinato alla compensazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il 12 agosto u.s. due giovani turiste, recatesi nella toilette, sono rimaste \u201cprigioniere\u201d a causa della chiusura del Museo. E se, invece delle ragazze, si fosse trattato di due malintenzionati? Non dovrebbe costituire una norma primaria di sicurezza il controllo dei locali prima di ogni chiusura?<\/strong><\/p>\n<p>La vicenda \u00e8 successa durante il periodo delle mie ferie estive, tuttavia ho avuto modo di ricostruire i fatti sia dalle relazioni del personale presente, sia da quella che mi ha prodotto la Sicuritalia. Premetto che il Museo \u00e8 dotato di un sofisticato sistema d\u2019allarme, collegato con la centrale operativa della Sicuritalia, che prevede l\u2019intervento delle guardie in caso di intrusione.<br \/>\nIn aggiunta tutte le Sale espositive e molti spazi di collegamento sono dotati di telecamere.<br \/>\nAlla luce di ci\u00f2 appare chiaro che se si fosse trattato di un malintenzionato sarebbe stato, comunque, intercettato. Nella fattispecie, il caso ha voluto che le ragazze siano uscite dall\u2019immobile nel breve lasso di tempo previsto fra la chiusura dei locali e l\u2019inserimento dell\u2019allarme, portandosi nel cortile del Museo prospiciente piazza Duomo, a sua volta chiuso da un cancello. Eludendo, pertanto, la possibilit\u00e0 di far scattare l\u2019allarme ed il conseguente intervento in loco sia della Sicuritalia sia del personale reperibile del Museo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 concluso l\u2019inventario del patrimonio (vasi, epigrafi, statue e monete antiche) della Biblioteca arcivescovile \u201cDe Leo\u201d tuttora in affidamento al Museo? Si pu\u00f2 sperare che la preziosa collezione rimanga ancora nella disponibilit\u00e0 del Museo?<\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro che ha richiesto grande impegno da parte del Museo oltre che della Fondazione Biblioteca De Leo, \u00e8 stato gi\u00e0 concluso. Ora si tratta di sottoscrivere una nuova convenzione tra le parti, tenendo conto della situazione oggettiva. Il lavoro si \u00e8 svolto con serenit\u00e0 sia da parte del personale del Museo sia da parte della Fondazione, pertanto conto su un \u201cfine storia\u201d orientato in tal senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nella recente ristrutturazione del lungomare di Brindisi sono venuti alla luce reperti archeologici medievali probabilmente sovrastanti altri pi\u00f9 antichi di epoca romana. La Sovrintendenza di Taranto ha ritenuto, dopo la catalogazione, di dovere \u201cricoprire\u201d il tutto con una bella gettata di cemento. \u00c8 giusto privare la citt\u00e0 e le future generazioni della godibilit\u00e0 di un tale patrimonio?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sicuramente saranno state assunte tutte le accortezze tecniche per la salvaguardia delle strutture ritrovate, magari in attesa di avere in futuro maggiori risorse per la loro eventuale valorizzazione o pi\u00f9 tecnologie. La catalogazione potr\u00e0, di certo garantire i giovani nella conoscenza scientifica del sito e\/o nella sua ricostruzione storica. I musei, dal canto loro, possono accogliere i manufatti ritrovati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso del trentennio 1953-83 l\u2019Amministrazione Provinciale ha acquistato oltre 200 quadri ispirati quasi tutti al paesaggio pugliese. In gran parte si tratta di \u201copere di decoroso descrittivismo e di semplici propositi decorativi. Pochi dipinti di qualche storico maestro salentino (Protopapa, Fanigliulo, Casciaro) o di artisti pi\u00f9 noti in campo nazionale (Picinni, Cantatore, Cassinari, Crippa\u2026)\u201d. Queste opere, opportunamente schedate, sono sparse nei vari uffici dell\u2019Amministrazione Provinciale e presso altri Enti della Provincia. Secondo lei, nel caso di soppressione della Provincia, cosa capiter\u00e0 a questo patrimonio culturale?<\/p>\n<p>Auspico che possano essere, in ogni modo, oggetto di pubblica fruizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una domanda che avrebbe voluto le avessi rivolto?<\/strong><\/p>\n<p>Se possibile vorrei io farle una domanda e magari estenderla a chi, nei fatti, sapr\u00e0 darmi una risposta. Quanti rappresentanti politici ed istituzionali brindisini o dei vari livelli territoriali, conoscono realmente il Museo? E quando si parla di cultura, tema spesso demagogicamente cavalcato, quanti sono realmente convinti del valore aggiunto che deriva dalla salvaguardia di una delle massime espressioni culturali territoriali?\u201d\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I venti minuti preventivati per l\u2019intervista sono diventati pi\u00f9 di un\u2019ora e, prima di congedarmi, si continua a discutere fino alla porta dell\u2019ascensore. Sul pianerottolo si parla anche di questa Brindisi maltrattata o, forse, giustamente maltrattata. E qui le vedute, mie e della direttrice, coincidono come i cubi con cui i bambini ricompongono le figure.<br \/>\nQuando mi ritrovo sotto il porticato vedo allontanarsi un pulmino giallo che deve avere accompagnato qualche scolaresca in visita al Museo. E mi tornano alla mente le sue parole che sintetizzano i contenuti degli artt. 3 e 6 del Codice: \u00ab\u2026<em> La cultura non dev\u2019essere fine a se stessa\u2026 La tutela del patrimonio culturale, insieme alla sua valorizzazione, devono essere finalizzate alla fruizione pubblica<\/em>\u2026\u00bb.<br \/>\nIl cielo intanto si \u00e8 schiarito. Che sia un buon segno per il futuro del Museo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guido Giampietro<\/strong><br \/>\n<strong> Giornalista pubblicista<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>Articolo del 17\/09\/2016 ore 8.02<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sotto un traditore scroscio di pioggia di sapore autunnale salgo in fretta i gradini che mi separano dal porticato del Museo Archeologico Provinciale. Manca ancora qualche minuto all\u2019appuntamento con la dott.ssa Emilia Mannozzi, cos\u00ec mi fermo e penso. Penso al suo carattere schivo, intuito nel corso delle telefonate dei giorni scorsi. 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