{"id":8258,"date":"2014-03-17T10:12:46","date_gmt":"2014-03-17T09:12:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=8258"},"modified":"2014-03-17T13:19:38","modified_gmt":"2014-03-17T12:19:38","slug":"pd-il-documento-sul-rapporto-tra-energia-e-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/pd-il-documento-sul-rapporto-tra-energia-e-territorio\/","title":{"rendered":"PD: il documento sul rapporto tra energia e territorio"},"content":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente il documento della Direzione Provinciale del Partito Democratico di Brindisi sul rapporto tra produzione energetica e territorio approvato lo scorso 14 Marzo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PREMESSA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Brindisi, la cui area industriale \u00e8 stata definita ad alto rischio ambientale e, con la legge 426\/1998, Sito di bonifica di interesse nazionale (SIN), ospita storicamente il pi\u00f9 imponente insediamento industriale energetico d\u2019Europa grazie alla presenza, in particolare: della centrale termoelettrica ENEL &#8220;Federico II&#8221; alimentata a carbone con una capacit\u00e0 totale di 2640 MW installati, tra le pi\u00f9 grandi in Europa; la centrale Edipower con 2 gruppi convenzionali alimentati a carbone per un potenza complessiva di 640 MW; la centrale Enipower, all&#8217;interno del Petrolchimico, a ciclo combinato con una potenza di 1170 MW, a cui si \u00e9 aggiunta da alcuni anni, all&#8217;interno della raffineria SFIR, un nuovo impianto di produzione energetica da biomassa di circa 35 MW. A ci\u00f2 si aggiunga che il territorio della citt\u00e0 di Brindisi ospita, altres\u00ec, circa 200 MW di impianti fotovoltaici per una occupazione di terreni agricoli pari a circa 400 ettari<\/p>\n<p>La situazione energetica complessiva del Paese, l\u2019esigenza di diversificare le fonti per la produzione di energia, la mutata situazione di approvvigionamento di energia elettrica con il forte aumento di produzione da fonti rinnovabili, i progressi in atto nella tecnologia rispetto all&#8217;abbattimento delle emissioni e l\u2019esigenza globale di porre sotto controllo le emissioni di CO2, rendono necessario una complessiva rivisitazione del complesso del polo energetico brindisino. Tale obiettivo va perseguito rinnovando gli stessi rapporti negoziali tra aziende energetiche e istituzioni locali e soprattutto istituzioni nazionali. Non perseguendo la redazione di convenzioni, ormai non pi\u00f9 attuali, ma piuttosto attraverso la capacit\u00e0 di avanzare specifiche richieste nella fase cruciale dei procedimenti istruttori ufficiali degli strumenti autorizzativi in corso (AIA), specie in relazione alle ricadute di carattere ambientale ed alla riduzione del carbone, movimento e inviato a combustione.<\/p>\n<p>Il PD ritiene fondamentale che il rapporto con le grandi industrie sia oggetto, in modo continuo e trasparente, del pieno coinvolgimento delle istituzioni locali e delle forze sociali della citt\u00e0 e dell&#8217;intero territorio, come opportunamente avviato nel corso nel Consiglio Comunale di Brindisi svoltosi nelle scorse settimane.<\/p>\n<p>Tale obiettivo deve essere perseguito promuovendo la pi\u00f9 efficace e avanzata sintesi tra i princ\u00ecpi di tutela e salvaguardia della salute e dell&#8217;ambiente con la necessit\u00e0 di garantire le condizioni di un moderno e sostenibile sviluppo socio-economico del territorio.<\/p>\n<p>Per tali ragioni appare preliminare il rafforzamento delle tecnologie di monitoraggio ambientale da fondare sull\u2019adozione di un moderno, trasparente, continuo ed integrato sistema di controllo delle emissioni inquinanti \u2013 attraverso un \u00a0potenziamento del modello attualmente adottato dall\u2019ARPA.<\/p>\n<p>In particolare si ritiene imprescindibile dare vita a quel sistema di Monitoraggio Integrato Globale (gi\u00e0 previsto per Brindisi, ma mai completamente attuato) per aria, acque, suolo e sottosuolo, capace di tenere sotto controllo quotidiano e in continuo i limiti massici globali delle emissioni e delle immissioni, in tutta l\u2019area a rischio di crisi ambientale del territorio\u00a0 brindisino.<\/p>\n<p>Questo consentirebbe con esattezza di rilevare con esattezza gli effetti prodotti dall\u2019inquinamento sulla salute e sull\u2019ambiente. Il sistema di controllo deve essere ancora pi\u00f9 accessibile e verificabile, rispetto ad oggi, da parte delle Istituzioni interessate e leggibile da parte di tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rapporto tra\u00a0 ISTITUZIONI ed ENEL<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In riferimento alla centrale Enel &#8220;Federico II&#8221; di Cerano si ritiene necessario proseguire lungo l&#8217;attivit\u00e0 di investimenti in materia di ambientalizzazione della produzione e, pertanto, nell&#8217;ambito della procedura di verifica ed aggiornamento dell&#8217;AIA, gi\u00e0 avviata, vanno definiti nuovi limiti emissivi ancora pi\u00f9 stingenti rispetto ai risultati gi\u00e0 conseguiti, sia in riferimento agli inquinanti quali polveri, SO2, NOx, sia in relazione alle emissioni climalteranti quale la CO2, da perseguire con ulteriori interventi\u00a0 di ambientalizzazione,\u00a0 mediante l\u2019utilizzo delle pi\u00f9 avanzate tecnologie\u00a0 disponibili, <b>ma soprattutto attraverso la riduzione del carbone movimentato e inviato a combustione.<\/b> Tale richiesta va avanzata in sede AIA ed in ogni altra sede ritenuta opportuna. A tal proposito va garantita una informazione pi\u00f9 puntuale sulla quantit\u00e0 di carbone bruciato attualmente e sull\u2019attuazione concreta della prescrizioni previste dall\u2019ultima AIA concessa.<\/p>\n<p>Va, inoltre, accuratamente approfondita la vicenda relativa agli sforamenti di PM10 del Comune di Torchiarolo, aggiornando rilevamenti e approfondendo le analisi effettuate come da richiesta dello stesso Comune.<\/p>\n<p>Vanno definiti contenuti, risorse e strumenti per il rilancio e consolidamento del Centro Ricerche Enel di Brindisi, in particolare con riferimento alle nuove tecnologie di abbattimento delle emissioni, di salvaguardia ambientale e di risparmio ed efficienza energetica.<\/p>\n<p>Un nuovo Protocollo d&#8217;intesa tra istituzioni locali, forze sociali e aziende deve, inoltre, rappresentare lo strumento utile per valorizzare il coinvolgimento delle imprese locali nell\u2019accesso alle commesse e per garantire la manodopera locale sia nei livelli occupazionali che in termini di sicurezza.<\/p>\n<p>Circa l\u2019ipotesi di sostituire una quota di carbone bruciato con il CDR e\/o CSS si ribadisce che questa soluzione risulta del tutto irricevibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL POLO ENERGETICO NON E\u2019 SOLO ENEL<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Circa la centrale EDIPOWER, alla luce della rinuncia dell&#8217;azienda negli anni scorsi alla conversione della centrale a ciclo combinato e in presenza di un progetto di ulteriore produzione a carbone integrato dal CSS, il PD giudica negativamente tale volont\u00e0 e ribadisce che \u00e8 insostenibile il funzionamento a carbone di un impianto adiacente all\u2019insediamento urbano, il quale risulta obsoleto sul piano tecnologico e pertanto di notevole impatto ambientale. Ne consegue la necessit\u00e0 &#8211; perdurando tali programmi &#8211; di un confronto tra Governo, Enti locali, forze sociali e azienda per programmare la chiusura dell\u2019impianto. L\u2019impegno del Governo \u00e8 fondamentale anche allo scopo di non determinare difficolt\u00e0 per i lavoratori diretti ed indiretti. Peraltro, con la dismissione della centrale verrebbero a crearsi degli spazi importanti per lo sviluppo dell\u2019intera area portuale, oltre a produrre nell\u2019immediato attivit\u00e0 significative finalizzate alla realizzazione di opere di smantellamento degli impianti e di bonifica del sito.<\/p>\n<p>Va\u00a0 peraltro, avviato il confronto con la societ\u00e0 ENIPOWER, che pur in presenza di emissioni molto basse, non pu\u00f2 essere estranea ad una valutazione complessiva della bolla di emissioni, cos\u00ec come con tutti gli altri insediamenti industriali che concorrono alla formazione della stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UN NUOVO RAPPORTO TRA TERRITORIO E PRODUZIONE\u00a0 ENERGETICA DA FONTI RINNOVABILI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In relazione ai notevoli risultati raggiunti in Puglia e nella provincia di Brindisi nello sviluppo di impianti alimentati da fonti rinnovabili, in alcuni territori con una presenza addirittura eccessiva su terreni agricoli, come nel brindisino, si ritiene necessario porre un freno ad ulteriori simili installazioni, in particolare quando questi riguardano centrali di grande produzione ad alto impatto ambientale, come nel caso di parchi eolici off-shore. Al contrario, \u00e8 opportuno promuovere solo la realizzazione di impianti su immobili, sia pubblici che privati destinati prevalentemente autoconsumo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019IMPATTO SANITARIO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il Partito Democratico \u00e8 fondamentale considerare, in ogni fase della valutazione circa la sostenibilit\u00e0 degli impianti industriali del SIN di Brindisi ed in particolare delle aziende energetiche, la dimensione dell\u2019impatto sulla salute della popolazione prodotto dalle emissioni ed immissioni inquinanti determinato dal polo industriale nel suo complesso e dalle singole aziende. Ci\u00f2 in considerazione del fatto che, come lo stesso Direttore di Arpa Puglia ha ufficialmente dichiarato, i limiti emissivi previsti dalle normative per l\u2019esercizio dei singoli impianti non sono \u201c<i>health based<\/i>\u201d, ossia basati su dati epidemiologici s\u00ec da garantire che tali emissioni non abbiano un impatto negativo sulla salute della popolazione.<\/p>\n<p>L\u2019area a elevato rischio di crisi ambientale di Brindisi, infatti, vive la situazione apparentemente paradossale di una crescita di effetti sanitari \u201cfuori norma\u201d, pur mantenendo ogni impianto mediamente (ma solo mediamente) limiti emissivi d\u2019inquinamento \u201cnella norma\u201d. Questo paradosso lo evidenziano numerosissimi studi scientifici ed epidemiologici, l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, le stesse indagini epidemiologiche condotte in questi anni dai Ministeri della salute e dell\u2019ambiente, la recentissima e pregevole indagine sulle malattie neonatali, che testimoniano di un danno sanitario attuale, in corso.<\/p>\n<p>Per questo riteniamo fondamentale e necessario completare immediatamente ogni studio ed approfondimento epidemiologico (in particolare quanto previsto dallo studio SENTIERI per il SIN di Brindisi), cos\u00ec come peraltro previsto dalla legge appena approvata dal Parlamento, la cosiddetta \u201cTerra dei fuochi\u201d. Ci\u00f2 al fine di evidenziare lo stato di salute della popolazione in relazione all\u2019inquinamento prodotto dal polo industriale. Tale principio, peraltro \u00e8 stato gi\u00e0 accolto e normato dalla Regione Puglia con la l.r. 21\/2012 che sia per Taranto che per Brindisi prevede la Valutazione di Danno Sanitario. Ma anche portare a regime e rendere realmente funzionanti tutti quegli strumenti utili al monitoraggio della salute in rapporto con l\u2019ambiente (registri tumori, malformazioni congenite etc\u2026).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CONCLUSIONI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per concludere, il Partito Democratico ribadisce la necessit\u00e0 di considerare l\u2019inquinamento prodotto nel territorio brindisino nella sua globalit\u00e0, cio\u00e8 dall\u2019insieme dell\u2019apparato industriale inquinante: <i>\u201c\u2026non limitando l\u2019analisi agli impatti diretti dei singoli insediamenti industriali, ma considerando anche impatti cumulativi ed indiretti determinati da una pressione sull\u2019ambiente e sul territorio costante e combinata da parte del polo industriale nel suo complesso<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>Poich\u00e9 siamo convinti che si debba superare la logica del semplice rispetto dei limiti normativi applicabili ai singoli punti di emissione per proporre uno schema di risanamento complessivo del benessere del nostro territorio che tenga conto della intensit\u00e0 della pressione complessiva sull\u2019ambiente dell\u2019area a rischio e dei rischi congiunti connessi alla particolarit\u00e0 dello stesso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questa ragione di fondo, ed anche in riferimento alle pressoch\u00e9 totali competenze dello Stato in materia energetica, riteniamo fondamentale che tutti i nostri rappresentati istituzionali, ad ogni livello compreso quello comunale della citt\u00e0 di Brindisi, si facciano portavoce della richiesta di:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un <b>tavolo nazionale inter-istituzionale sulla situazione industriale, ambientale e sanitaria brindisina<\/b> (MISE, MATTM, Min. SALUTE, REGIONE, PROV, COMUNI, ARPA, ISPRA, ISS) che abbia come obbiettivo:<\/p>\n<p><b>1)\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>la definizione dei limiti di emissioni massiche sopportabili dal territorio e dai suoi abitanti\u00a0 al fine di azzerare ogni rischio sanitario;<\/p>\n<p><b>2)\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>la strutturazione di un sistema di monitoraggio integrato ambientale globale (SIMAGE) completo, efficiente e fruibile capace di<b> <\/b>tenere sotto controllo quotidiano e in continuo i limiti massici globali delle emissioni e delle immissioni, in tutta l\u2019area a rischio di crisi ambientale del territorio\u00a0 brindisino.<\/p>\n<p><b>3)\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>la gestione delle vertenze aperte;<\/p>\n<p><b>4)\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>l\u2019avvio della riconversione in chiave eco-sostenibile dell\u2019apparato industriale brindisino attraverso progetti ed investimenti mirati alla riconversione, bonifica e reindustrializzazione con la concorrenza ed il coinvolgimento dei grandi gruppi industriali presenti sul territorio;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad ogni livello istituzionale poi devono essere assunte:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 immediate iniziative di coordinamento, individuati finanziamenti ed economie utili alla ripresa, prosecuzione, approfondimento di ogni indagine epidemiologica gi\u00e0 prevista dagli organi competenti (ARPA; ASL; ISS) o che si renda utile per una valutazione completa del rischio sanitario del SIN di Brindisi;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 motivato parere negativo, da esprimere ufficialmente in tutte le fasi ed i procedimenti istruttori in riferimento al Progetto industriale per la Centrale Brindisi NORD, EDIPOWER A2A,\u00a0 in particolare impegnando in tal senso Comune di Brindisi e Regione Puglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ribadire il proprio NO alla realizzazione della TAP nelle aree della stessa provincia, o comunque nei comuni ricadenti nell\u2019area a elevato rischio di crisi ambientale (nonch\u00e9 di incidente rilevante) in considerazione della elevata complessit\u00e0 della situazione brindisina sul piano ambientale, industriale e sanitario,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ribadire il netto dissenso su qualunque ipotesi di avvio di ricerche di petrolio nei fondali antistanti localit\u00e0 ad alto interesse ambientale e turistico che rappresentano un importante realt\u00e0 di sviluppo della nostra provincia e dell\u2019intera\u00a0 Regione, contribuendo in modo significativo alla rinascita turistica del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Direzione provinciale, con questo documento impegna tutte le sue rappresentanze politiche ed Istituzionali impegnati ai vari livelli a costruire tutte le iniziative politiche e istituzionali utili al raggiungimento degli obiettivi nello stesso contenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Direzione Provinciale del Partito Democratico\u00a0Federazione di Brindisi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo integralmente il documento della Direzione Provinciale del Partito Democratico di Brindisi sul rapporto tra produzione energetica e territorio approvato lo scorso 14 Marzo &nbsp; PREMESSA &nbsp; La citt\u00e0 di Brindisi, la cui area industriale \u00e8 stata definita ad alto rischio ambientale e, con la legge 426\/1998, Sito di bonifica di interesse nazionale (SIN), ospita storicamente il pi\u00f9 imponente insediamento industriale energetico d\u2019Europa grazie alla presenza, in particolare: della centrale termoelettrica ENEL &#8220;Federico II&#8221; alimentata a carbone con una capacit\u00e0 totale di 2640 MW installati, tra le pi\u00f9 grandi in Europa; la centrale Edipower con 2 gruppi convenzionali alimentati a carbone per un potenza complessiva di 640 MW; la centrale Enipower, all&#8217;interno del Petrolchimico, a ciclo combinato con una potenza di 1170 MW, a cui si \u00e9 aggiunta da alcuni anni, all&#8217;interno della raffineria SFIR, un nuovo impianto di produzione energetica da biomassa di circa 35 MW. 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