{"id":840,"date":"2013-11-26T22:36:39","date_gmt":"2013-11-26T21:36:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=840"},"modified":"2013-11-27T10:36:52","modified_gmt":"2013-11-27T09:36:52","slug":"il-coordinamento-nazionale-nac-chiede-incontro-con-ministro-orlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-coordinamento-nazionale-nac-chiede-incontro-con-ministro-orlando\/","title":{"rendered":"Il coordinamento nazionale Nac chiede incontro con ministro Orlando"},"content":{"rendered":"<p>Con un comunicato stampa a margine della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Varsavia (COP19) il Ministro Orlando ha annunciato di voler incontrare a Roma le associazioni ambientaliste \u201cper giungere ad un&#8217;azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e societ\u00e0 civile&#8221; ritenendo &#8220;essenziale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della societ\u00e0 nell&#8217; elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici\u201d.<br \/>\n<br \/>\nLe centrali a carbone italiane sono vetuste e tutte a buona ragione inserite tra le 200 industrie inquinanti che l\u2019EEA ha stimato come responsabili del 50% dei danni economici provocati alla salute e all\u2019ambiente. Il costo complessivo delle centrali italiane oscilla tra 1,9 e 2,6 MLD\u20ac \/anno.<br \/>\nLa Banca Mondiale, USA e UK &#8211; e a breve la Svizzera e la Germania \u2013 hanno dichiarato di aver sospeso finanziamenti per nuove centrali a carbone che sono in fase di progressivo smantellamento nei paesi sviluppati.<br \/> L\u2019Italia dispone di una potenza installata di oltre il doppio di quella necessaria e la stessa Terna investe sull\u2019integrazione con le reti europee e il necessario ammodernamento finalizzato ad accogliere l\u2019energia prodotta dalle fonti rinnovabili.<br \/>\nLa retorica dominante \u00e8 quella che vede Cina e India, insieme ai maggiori paesi in via di sviluppo, come massimi inquinatori. Anzich\u00e9 puntare il dito sulle altrui responsabilit\u00e0, mentre ci attiviamo nell\u2019opera di giusta persuasione, \u00e8 opportuno che anche l\u2019Italia stabilisca una road map che consideri la progressiva dismissione delle centrali, a partire da quelle pi\u00f9 inquinanti, e la sospensione della costruzione di quelle in progetto.<\/p>\n<p>Comitati ed associazioni aderenti al Coordinamento Nazionale No Carbone e la Rete Internazionale Stop Enel, particolarmente attivi sul territorio italiano e non solo, hanno apprezzato questa proposta del Ministro Orlando di incontrare le associazioni, e attraverso una lettera inviata al Ministero chiedono di poter partecipare a questo incontro con una propria delegazione e poter esprimere le opportune valutazioni.<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA COMITATI E ASSOCIAZIONI DI BRINDISI, CIVITAVECCHIA, LA SPEZIA, PORTO TOLLE, ROSSANO, SALINE JONICHE, SAVONA\u2010VADO\u2010QUILIANO ADERENTI AL PROGETTO DI COORDINAMENTO NAZIONALE NO CARBONE E ALLA RETE INTERNAZIONALE STOP ENEL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un comunicato stampa a margine della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Varsavia (COP19) il Ministro Orlando ha annunciato di voler incontrare a Roma le associazioni ambientaliste \u201cper giungere ad un&#8217;azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e societ\u00e0 civile&#8221; ritenendo &#8220;essenziale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della societ\u00e0 nell&#8217; elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici\u201d. Le centrali a carbone italiane sono vetuste e tutte a buona ragione inserite tra le 200 industrie inquinanti che l\u2019EEA ha stimato come responsabili del 50% dei danni economici provocati alla salute e all\u2019ambiente. Il costo complessivo delle centrali italiane oscilla tra 1,9 e 2,6 MLD\u20ac \/anno. La Banca Mondiale, USA e UK &#8211; e a breve la Svizzera e la Germania \u2013 hanno dichiarato di aver sospeso finanziamenti per nuove centrali a carbone che sono in fase di progressivo smantellamento nei paesi sviluppati. 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