{"id":84286,"date":"2016-10-11T07:49:05","date_gmt":"2016-10-11T05:49:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=84286"},"modified":"2016-10-13T06:20:06","modified_gmt":"2016-10-13T04:20:06","slug":"quale-cultura-per-la-citta-di-brindisi-di-mino-pica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/quale-cultura-per-la-citta-di-brindisi-di-mino-pica\/","title":{"rendered":"Quale cultura per la citt\u00e0 di Brindisi? Di Mino Pica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-84290\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-1-300x225.jpg\" alt=\"luoghi-per-cultura-in_chiostri-1\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-1-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0BRINDISI. Dopo la pausa del 2015 \u00e8 ritornato, con grande gioia e conforto, Inchiostri, la due giorni tra libri, gusti e storie per raccontare la citt\u00e0, far vivere testi, parole, narrazioni e gusti.<\/p>\n<p>Era da tempo che la mia citt\u00e0 non mi offriva una iniziativa interessante (aimh\u00e8) e per questo ci tengo a lasciar traccia dell\u2019incontro tenutosi presso l\u2019ex convento Santa Chiara di Brindisi venerd\u00ec 7 ottobre 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo le dovute presentazioni, e la traccia proposta dal prof. <strong>Lele Amoruso<\/strong>, \u00e8 toccato al prof. <strong>Massimo Guastella<\/strong> aprire il dibattito \u201c<em>Quali i luoghi per l\u2019arte? Quale cultura per i luoghi? La cultura per la citt\u00e0?<\/em>\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una variet\u00e0 di temi proposti sul tavolo \u201cimmaginario\u201d di non facile lettura ma che lo storico d\u2019arte contemporanea, nonch\u00e8 del direttore scientifico del MAP, ha voluto affrontare punto per punto:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Parto col dire che immagino sempre che i luoghi della cultura debbano soprattutto avere ed essere un momento educativo. E\u2019 l\u2019intera citt\u00e0 tutta ad essere luogo di cultura, un luogo in cui si incontrano luoghi di memoria ed esperienze sociali, a partire dalla scuole ma non solo. L\u2019ambiente \u00e8 luogo di cultura, lo sono i musei che rappresentano parte del nostro patrimonio culturale. Questi luoghi non devono rimanere tali ma devono saper programmare una dinamica di contenuti, degli obiettivi. Credo che si sia purtroppo perso il valore di metodo e ricerca nella programmazione culturale e non posso che sottolineare come, in generale, la commercializzazione spesso annacqui il valore e come spesso erroneamente vale pi\u00f9 la biglietteria che il resto. Contestualizzando questo discorso al nostro territorio in realt\u00e0 non sono cos\u00ec severo con ci\u00f2 che \u00e8 stato proposto nell\u2019ultimo decennio. La verit\u00e0 \u00e8 che spesso facciamo paragoni con realt\u00e0 vicine senza in fin dei conti conoscerle realmente, cos\u00ec come spesso ci accorgiamo del valore di ci\u00f2 che il nostro territorio offre solo dopo, quando magari queste vengono meno, e l\u2019attualit\u00e0 non mi pu\u00f2 che farmi pensare a quello che sta succedendo ed \u00e8 successo con il progetto universitario qui a Brindisi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A seguire l\u2019intervento della dott.ssa <strong>Anna Cinti<\/strong>, responsabile della Collezione Archeologica Faldetta di Brindisi.<\/p>\n<p>\u201c<em>Personalmente, operando in particolare dal 2013 ad oggi, io ho notato un forte risveglio delle realt\u00e0 di Brindisi ma \u00e8 chiaro che non basta e si debba fare di pi\u00f9. L\u2019importanza della programmazione \u00e8 vitale ed in questo senso le recenti collaborazioni ed iniziative nate non possono che essere di buon auspicio, in particolare quelle volte all\u2019educazione e alla fruizione di contenitori come quello che rappresento. Vorrei anche affermare di come nella nostra realt\u00e0 brindisina mi pare pi\u00f9 di assistere ad una gara fra le varie piccole e grandi realt\u00e0 culturali brindisine, piuttosto che un impegno concreto di sinergia&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tema dei destinatari di questi luoghi \u00e8 centrale invece nell\u2019intervento del <strong>prof. Giacomo Carito<\/strong>, presidente della sezione di Brindisi della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia:<\/p>\n<p>\u201c<em>Dobbiamo renderci conto del target di questi luoghi. Insegnando per tanti anni ricordo bene come negli anni Ottanta la preoccupazione degli studenti era ancora cosa fare dopo il diploma. Oggi, ed \u00e8 un oggi che si riferisce ad un periodo abbastanza ampio, la preoccupazione dopo il diploma \u00e8 dove andare. Questo ha comportato una profonda mutazione delle classi d\u2019et\u00e0 presenti in citt\u00e0. La generazione che va dai 18 ai 40 non c\u2019\u00e8, anche questa sera guardiamoci; questo \u00e8 un aspetto che ci dovrebbe far riflettere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-84289 alignright\" src=\"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-3-300x225.jpg\" alt=\"luoghi-per-cultura-in_chiostri-3\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-3-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/luoghi-per-cultura-in_chiostri-3-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Presente in sala anche l\u2019assessore alla cultura e spettacolo e beni monumentali del Comune di Brindisi, <strong>Maria Greco<\/strong>:<\/p>\n<p>\u201c<em>Possibile che quando si parla di Brindisi e cultura si parli ancora d potenzialita? La mia impressione \u00e8 che, quando si riceve una risposta, ci si impegni pi\u00f9 a valutare i contro che i pro, e i vantaggi che ci si preoccupa in parte di osservare vengano spesso valutati da chi Brindisi non la vive. C\u2019\u00e8 tanto da fare, anche in questo tipo di approccio; vista anche la presenza del prof. Guastella, ad esempio, non possiamo pensare che il Map vada fuori Brindisi. Molto si dovr\u00e0 e si potr\u00e0 fare. Sono convinta del bisogno di pianificare un progetto condiviso e nel breve tempo vorrei organizzare un incontro programmatico con le parti, con gli operatori del settore<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su quest\u2019ultima valutazione il prof. Amoruso sottolinea la considerazione, consegnando alcune proposte del Manifesto della cultura (qui quanto proposto a maggio agli allora candidati sindaco ), in particolare sul sostegno all\u2019associazionismo, al supporto nell\u2019offerta di luoghi per eventi, ovvero ad una community building (\u201cscusate il termine\u201d) efficace e reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A seguire l\u2019intervento dell\u2019architetto <strong>Maurizio Marinazzo<\/strong>, responsabile Servizio Beni Monumentali del Comune di Brindisi:<\/p>\n<p>\u201c<em>Riparto proprio dal Manifesto della cultura, ricordando come nel 2013 la Regione Lazio lo ha voluto istituzionalizzare. Parole come rete o sinergia sono dei termini certamente abusati ma se non si creano realmente \u00e8 difficile poi realizzare qualcosa di utile alla societ\u00e0. Parlare di politica in generale, e delle sue<\/em><br \/>\n<em> responsabilit\u00e0, \u00e8 come sparare sulla croce rossa quindi dobbiamo a provare a guardare oltre. I luoghi di cultura non sono unicamente quelli \u201cclassici\u201d, i luoghi di cultura, concordo con Guastella, sono intere citta. Si parla spesso di luoghi del passato che potrebbero essere riutilizzati, ma in realt\u00e0 vanno ripensate: anche su questo sorvoliamo sulla qualit\u00e0 dei restauri. Dobbiamo definire che tipo d citta vogliamo e sarebbe opportuno lavorare seriamente su un parco progetti, sulla progettazione sui concorsi di idea, beneficiando di bandi che intervegono sui luoghi ma che richiedono una reale sostenibilit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A prendere cos\u00ec la parola <strong>Carmelo Grassi<\/strong>, presidente del Teatro Pubblico Pugliese:<\/p>\n<p>\u201c<em>Un luogo per diventare di cultura deve avere contenuti altrimenti resta solo un luogo. I restauri devono essere seguiti da progetti di fruizione sostenibili e continui. Negli ultimi anni Brindisi, cos\u00ec come in altre citt\u00e0, ci si preoccupa solo del restauro ma poi nulla. La verit\u00e0 \u00e8 che questa citt\u00e0 \u00e8 isolata, non \u00e8 in rete<\/em><br \/>\n<em> con il resto del territorio. Certo se penso al nuovo teatro Verdi questo negli ultimi anni rappresenta un contenitore importante ma ha bisogno di altri contenuti, non solo di spettacoli. Se ci pensiamo questi occupano il teatro 15\/20 giorni all\u2019anno, con i privati magari se ne aggiungono altri 10 ma di certo non basta e non pu\u00f2 bastare. Se la comunit\u00e0 brindisina ha pagato molto la ricostruzione di questo contenitore io credo che debba essere pi\u00f9 presente. Noi cerchiamo di attivare reti con le poche risorse in nostro possesso, ma non \u00e8 solo una questione politica tocca anche a noi cittadini<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiamato come osservatore esterno, l\u2019unico non brindisino presente al \u201ctavolo immaginario\u201d il professore dell\u2019Universit\u00e0 degli studi del Salento <strong>Stefano Cristante<\/strong>, che si occupa di sociologia dell\u2019opinione pubblica e di produzione e consumo culturale:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Il dibattito sul decentramento culturale parte 40 anni fa, quando la cultura oltre la rappresentazione accademica era un concreto fenomeno che attraversava la societ\u00e0. L\u2019 \u201cestate romana\u201d ha fatto uscire i romani dalle proprie case facendo loro vivere il cinema, il teatro, i luoghi, e colloquiando con i trentenni dell\u2019epoca che operavano affinch\u00e8 questo avvenisse con loro non si parlava certo di quanti spettatori fossero presenti, ma dei contenuti e di come questi potessero essere rappresentati al meglio, anche sul piano dell\u2019innovazione. Se qualcuno di allora questa sera fosse venuto qui, sono certo che ci avrebbe chiesto: \u201cQuando \u00e8 scoppiata la bomba?\u201d. Secondo me la bomba \u00e8 scoppiata in un processo avvenuto negli ultimi 30, 35 anni, quando l\u2019industria culturale (termine coniato negli anni Quaranta ma esploso realmente a met\u00e0 degli anni Ottanta) \u00e8 entrata nelle nostre case. Letteralmente. Dallas incitava la gente a stare a casa piuttosto che uscire e da l\u00ec in poi l\u2019educazione dettata \u00e8 stata crescente. Ci hanno invitato piuttosto ad abbellire la nostra casa, vendendoci quadri come fossero schiacciapatate. Gli arresti domiciliari della cultura italiana di questi ultimi 35 anni sembrano continuare e questo accade mentre la tv migliora; pensiamo alle serie tv quasi ormai perfette, tanto che quasi ci drogano. E\u2019 come se diventiamo tutti pi\u00f9 intelligenti ma da soli. A cosa serve? C\u2019\u00e8 bisogno di un cambio di prospettiva e di idea: non si pu\u00f2 passare da una monocultura ad altra illudendoci che questo metodo funziona. Che funzioni dopo che per anni abbiamo vissuto uma monocultura agricola, per poi passare a quella industriale di cui ancora ci lecchiamo le ferite; se penso ora ad una monocultura turistica penso che fra qualche anno questa possa terminare come le altre. Nonostante questo un dato \u00e8 certo, \u00e8 che non si \u00e8 riusciti a smantellare la nostra qualit\u00e0 della vita, allora c\u2019\u00e8 il bisogno di pensare di rivendicare le nostre identit\u00e0 culturali, prendiamole e facciamole diventare un progetto reale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi,<\/p>\n<p>INCHIOSTRI 2016 II Edizione,<\/p>\n<p>6 e 7 ottobre 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mino Pica<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.minopica.it\">http:\/\/www.minopica.it<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0BRINDISI. Dopo la pausa del 2015 \u00e8 ritornato, con grande gioia e conforto, Inchiostri, la due giorni tra libri, gusti e storie per raccontare la citt\u00e0, far vivere testi, parole, narrazioni e gusti. 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