{"id":85343,"date":"2016-10-21T10:19:12","date_gmt":"2016-10-21T08:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=85343"},"modified":"2016-10-22T11:12:10","modified_gmt":"2016-10-22T09:12:10","slug":"brindisi-grave-la-situazione-sanitaria-inadeguata-la-risposta-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-grave-la-situazione-sanitaria-inadeguata-la-risposta-politica\/","title":{"rendered":"Brindisi: grave la situazione sanitaria, inadeguata la risposta politica"},"content":{"rendered":"<p>Lo scopo principale del piano di riordino ospedaliero della Puglia dovrebbe essere la riqualificazione del sistema sanitario nelle sue componenti principali. In virt\u00f9 di tale assunto \u00e8 difficile accettare quanto previsto dalla Riforma Regionale Sanitaria per la provincia di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nInfatti la riorganizzazione prevede drastici tagli per il nostro territorio: in concreto si passa da sei ospedali gi\u00e0 esistenti e operanti soltanto a tre; la trasformazione del \u201cPerrino\u201d in ospedale di II livello; l\u2019ospedale di Francavilla Fontana in ospedale di I livello e l\u2019Ospedale di Ostuni in ospedale di base.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli ospedali di Fasano, Mesagne e S. Pietro Vernotico saranno trasformati in presidi territoriali. Per quanto riguarda il numero dei posti letto Brindisi occupa l\u2019ultimo posto in Puglia con un rapporto di 2,7 per mille abitanti, quando gli standard regionali prevedono 3,4 posti letto per mille abitanti. Ebbene, nonostante questa situazione di precariet\u00e0 il nuovo piano prevede una ulteriore contrazione di posti letto per la provincia di Brindisi .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fronte a questa sconfortante prospettiva la citt\u00e0 \u00e8 preoccupata e si chiede se \u00e8 mai possibile ridurre un piano di riordino ospedaliero in una pesante contrazione di strutture e di posti letto, senza una serena ed obiettiva analisi sulla attuale situazione della sanit\u00e0 brindisina, partendo dalla tutela della salute dei cittadini in rapporto alle emergenze sanitarie e ambientali. Aspetto questo quanto mai importante dal momento che Brindisi \u00e8 dichiarata area ad elevato rischio ambientale con una significativa incidenza di malattie tumorali e respiratorie che colpiscono sia la popolazione maschile che quella femminile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per giustificare il taglio di posti letto pubblici si demonizza l\u2019ospedalizzazione e si dice che molte patologie si possono curare a domicilio. Inoltre per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso si promette una medicina del territorio di cui non si vede l\u2019ombra. La verit\u00e0 \u00e8 che la gente non si ricovera in ospedale per diletto e non va in pronto soccorso per passare una giornata diversa: non ci sono altre risposte al di fuori dell\u2019ospedale e in molti casi non possono essercene. La riduzione dei posti letto non genera per incanto una alternativa assistenziale. La medicina generale non rappresenta spesso un\u2019alternativa al pronto soccorso perch\u00e9 il malato richiede una risposta specialistica che trova prontamente solo in ospedale. La distinzione tra medicina ospedaliera, territoriale e della prevenzione \u00e8 puramente teorica e nasce in un contesto estraneo ad una visione unitaria della persona ammalata. La riduzione dei posti letto, propagandata come superamento di una medicina vetusta, \u00e8 solo necessaria per ridurre la spesa pubblica, perch\u00e9 storicamente invece la nascita dell\u2019ospedale, rinnovato e multidisciplinare, \u00e8 il frutto pi\u00f9 maturo della medicina moderna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non chiusure o riduzione, quindi, di strutture, beni e servizi ma garanzia di adeguato potenziamento di assistenza sanitaria con il completamento di quei requisiti corrispondenti al secondo livello dell\u2019Ospedale Perrino di Brindisi che si traducono nella necessit\u00e0 di un pronto adeguamento delle piante organiche in tutte le figure professionali di personale medico, infermieristico e tecnico; trasferimento del reparto di pneumologia dall\u2019Ospedale di S. Pietro Vernotico a quello di Brindisi, istituzione delle unit\u00e0 di cardiochirurgia, chirurgia toracica e di gastroenterologia, terapia intensiva respiratoria, hospice oncologico e per le malattie croniche. E potenziamento delle attivit\u00e0 di prevenzione in genere e nei luoghi di lavoro in particolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 un modo di guardare alla sanit\u00e0 che non riesce a far breccia nella politica della nostra Regione, quello secondo cui la sanit\u00e0 non rappresenta un peso economico da tagliare, ma piuttosto un elemento di sviluppo alla stessa stregua di turismo, ricerca e cultura. Lo hanno ben capito invece gli imprenditori privati della sanit\u00e0, anche stranieri, che intorno alle loro attrezzate strutture fanno crescere centri di accoglienza, accordi con aziende di trasporti e molti altri servizi. Una sanit\u00e0 attrezzata costituisce quindi un motore di sviluppo economico come gi\u00e0 avviene nelle regioni del centro nord che attraggono molti nostri ammalati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati di salute emergenti in questi ultimi tempi su Brindisi (in realt\u00e0 sono anni che vi sono dati sanitari negativi su questa popolazione) possono far intraprendere due strade, non necessariamente alternative: quella consistente nel richiedere pi\u00f9 servizi per curare l\u2019aumentato numero di malattie, e quella della prevenzione vera che non chiede un di pi\u00f9 di atti medici, bens\u00ec atti politici (urbanistici, economici, industriali, impiantistici ecc) per ridurre le malattie e quindi gli ammalati. Bisogna intraprenderle entrambe: ridurre i rischi per la salute e migliorare le cure.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre sono le cause in ordine di importanza della cattiva salute: la povert\u00e0, l&#8217;ignoranza e l&#8217;inquinamento. Gli studi epidemiologici di coorte su Brindisi e Taranto commissionati dalla Regione Puglia ci dicono che a Brindisi il 38% della popolazione ha un reddito medio basso. Secondo una indagine condotta sulla mortalit\u00e0 per quartieri a Brindisi dal 2002-2014, su oltre 3000 decessi registrati quasi 90 in pi\u00f9 della media cittadina si sono verificati nei quartieri con un livello socio-economico basso e pi\u00f9 esposti all\u2019inquinamento industriale. Per contrastare questi \u201cnemici\u201d della salute non serve un eccesso n\u00e9 di medici n\u00e9 di ospedali ma solo coraggiose e fattive politiche economiche, urbanistiche e sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mettere, quindi, al centro la persona sempre e comunque. La riforma deve partire da qui, tenendo presente questa priorit\u00e0. Chi di dovere si liberi da posizioni di parte, ascolti con animo sereno le richieste dei cittadini e decida, c\u2019\u00e8 ancora tempo per farlo, tenendo presente che quanto sar\u00e0 stabilito oggi condizioner\u00e0 la sanit\u00e0 brindisina per i prossimi anni.<br \/>\nBrindisi 21 ottobre 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FORUM AMBIENTE SALUTE E SVILUPPO<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scopo principale del piano di riordino ospedaliero della Puglia dovrebbe essere la riqualificazione del sistema sanitario nelle sue componenti principali. 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