{"id":86401,"date":"2016-11-02T12:25:44","date_gmt":"2016-11-02T11:25:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/?p=86401"},"modified":"2016-11-02T12:25:44","modified_gmt":"2016-11-02T11:25:44","slug":"referendum-tra-luoghi-comuni-e-merito-brindisi-ha-qualche-ragione-in-piu-per-scegliere-no-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/referendum-tra-luoghi-comuni-e-merito-brindisi-ha-qualche-ragione-in-piu-per-scegliere-no-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Referendum tra luoghi comuni e merito. Brindisi ha qualche ragione in pi\u00f9 per scegliere no. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Al referendum del 4 dicembre manca un mese. \u00c8 importante utilizzare questo tempo per non farsi suggestionare da luoghi comuni e da banalizzazioni. Bisogna essere consapevoli delle scelte a cui siamo chiamati. Purtroppo fino ad oggi sono prevalsi eccessi e strumentalizzazioni che non aiutano la consapevolezza delle scelte, anche se i richiami al merito del quesito referendario si sprecano. A prevalere sono i luoghi comuni? Forse.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nQuello che non si pu\u00f2 accettare \u00e8 di far passare l&#8217;idea che i mali dell&#8217;Italia, le sue disgrazie sono da addossare alla costituzione, confondendo la crisi della politica,della rappresentanza,dei partiti con le norme costituzionali. Si stanno spacciando come inefficienze istituzionali gli errori e la cattiva qualit\u00e0 delle dirigenze politiche e del loro rapporto con la societ\u00e0. Questo \u00e8 inaccettabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec come non convince una campagna referendaria fatta di: nuovo contro vecchio, cambiamento contro conservazione, passato contro futuro, giovani contro anziani. E si prova un certo fastidio a vedere, in prima fila, imprenditori, professionisti, politici, che, protagonisti e fruitori delle peggiori pratiche della vecchia politica, si presentono come innovatori ma sempre dalla parte di chi comanda!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il referendum utilizzato a legittimare il governo e un ceto politico di nominati e alla ricerca della benevolenza del capo, sfuggendo al merito, non aiuta la formazione di una consapevolezza e non contribuisce a creare un clima adeguato alla posta in gioco: la legge di tutti, i valori condivisi, le regole comuni del gioco democratico che non possono essere quelle volute da una sola parte. Le costituzioni sono questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi sta sostenendo le ragioni del Si si ispira alla semplificazione del quesito che rimuove la natura vera di tutte le modifiche contenute nella riforma di ben 47 articoli della costituzione. Eliminazione del bicameralismo perfetto (sostituito con uno imperfetto e pasticciato), numero dei parlamentari e loro costo ( fatto passare come riduzione dei politici senza affrontare i principi della rappresentanza e della sovranit\u00e0 del popolo), eliminazione del senato (quando non \u00e8 vero perch\u00e9 rimane, ma non eletto pi\u00f9 dai cittadini e con funzioni confuse e dopolavoristiche esercitate da consiglieri regionali e da qualche sindaco, nominati dai partiti), sono titoli che si prestano a diventare luoghi comuni. E se vogliamo proprio dare una definizione, si tratta di mezze riforme come quella delle province! E le mezze riforme non hanno mai funzionato.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn questa sagra di luoghi comuni non pu\u00f2 essere ridotto a tale, per\u00f2, la modifica di un capitolo della riforma, quello del titolo V e dell&#8217;articolo 117, la rimodulazione dei rapporti tra centro e periferie (regioni, comuni, autonomie territoriali). A questo non si sta prestando molta attenzione.<br \/>\nSe la prima riforma del titolo V, quella che volle Veltroni e Rutelli prima delle elezioni del 2001, riforma sbagliata, votata dal solo centro sinistra come risposta alla domanda di federalismo che in quegli anni andava di moda, anche l&#8217;attuale riforma mi sembra altrettanto sbagliata perch\u00e9 divisiva e non valutata o sottovaluta per le sue conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo scopo di questa ri-modifica del 117 \u00e8: accentrare e svuotare ci\u00f2 che e&#8217; al di fuori del centro (governo e parlamento nazionale).<br \/>\nDal federalismo parlato, ma senza mai essere stato federale, si ritorna ad un neocentralismo in cui il governo di fatto esautora le autonomie, (dopo la eliminazione delle Province, adesso \u00e8 il turno delle Regioni?) e, se non si cambiasse la legge elettorale, sceglie,nomina e controlla la maggioranza del parlamento. Un sistema politico e istituzionale che non ha precedenti in nessuna parte del mondo occidentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel nuovo articolo 117,due materie, tra le altre ritornano in capo allo Stato ed eliminano il potere concorrente delle regioni: l&#8217;energia e il turismo. Materie che per la nostra regione sono sensibili e di grande rilevanza. In questo intervento mi limito a quella energetica, rimandando ad un altro intervento la materia turistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCon le modifiche apportate la potest\u00e0 legislativa in materia energetica ridiventa di competenza statale. Se dovesse passare la riforma, le Regioni non avrebbero pi\u00f9 alcun diritto costituzionalmente sancito di partecipare alle decisioni dello Stato in merito ai progetti energetici( centrali di produzione, trivellazione dei mari, trasporto e infrastrutture per prodotti energetici).<br \/>\nSi sancir\u00e0 con valore costituzionale qualsiasi decisione calata dall&#8217;alto e imposta, aldil\u00e0 delle volont\u00e0 delle popolazioni, dei territori e delle loro istituzioni locali e regionali. Per eliminare l&#8217;eccessivo contenzioso tra regioni e stato, prodotto dalla precedente riforma del 117 e del titolo V, si sta ricentralizzando in maniera esagerata, e pericolosa soprattutto per il mezzogiorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tolgono funzioni, poteri e risorse alle istituzioni locali e alle regioni. Ma questo non vale per le 5 regioni a statuto speciale!<br \/>\nInsomma si torna al passato. Altro che cambiamento e richiami alla partecipazione.<br \/>\nBrindisi e la Puglia hanno conosciuto, hanno pagato e soffrono ancora per le politiche energetiche e per le decisioni calate dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLo Stato si riprende la competenza &#8220;esclusiva&#8221; su materie tipicamente regionali,come il controllo del territorio ma,si dice, solo per &#8220;dettare disposizioni generali e comuni&#8221;. E che significa questo se non che lo Stato potr\u00e0 fare tutto ci\u00f2 che vorr\u00e0 ricorrendo anche alla &#8220;clausola di supremazia&#8221; che ripristina il principio dell&#8217;interesse nazionale. Principio questo che prima della riforma del 2001 del titolo V era il pretesto discrezionale con cui si calpestavano le autonomie locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se la potest\u00e0 concorrente tra regioni e stato prevista dall&#8217;attuale titolo V ha scatenato confusione e contenziosi, questo non pu\u00f2 diventare l&#8217;alibi per costruire un nuovo centralismo statale senza, tra l&#8217;altro, dare soluzioni certe alle competenze delle stesse regioni. E questo non \u00e8 un luogo comune, \u00e8 il merito su cui siamo chiamati a pronunciarci.<br \/>\nScelgo no anche per queste ragioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nLa costituzione merita rispetto, conoscenza e lettura approfondita.<br \/>\nUna volta si diceva a noi giovani: alla lettura e agli studi!<br \/>\n\u00c8 lo stesso appello che, oggi, mi sento di fare a quei giovani interessati a questo referendum e che, mi auguro, vadano a votare in massa, consapevoli delle conseguenze delle scelte a cui siamo chiamati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><br \/>\n<strong> Presidente Leftbrindisi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al referendum del 4 dicembre manca un mese. \u00c8 importante utilizzare questo tempo per non farsi suggestionare da luoghi comuni e da banalizzazioni. Bisogna essere consapevoli delle scelte a cui siamo chiamati. Purtroppo fino ad oggi sono prevalsi eccessi e strumentalizzazioni che non aiutano la consapevolezza delle scelte, anche se i richiami al merito del quesito referendario si sprecano. A prevalere sono i luoghi comuni? Forse. &nbsp; Quello che non si pu\u00f2 accettare \u00e8 di far passare l&#8217;idea che i mali dell&#8217;Italia, le sue disgrazie sono da addossare alla costituzione, confondendo la crisi della politica,della rappresentanza,dei partiti con le norme costituzionali. Si stanno spacciando come inefficienze istituzionali gli errori e la cattiva qualit\u00e0 delle dirigenze politiche e del loro rapporto con la societ\u00e0. Questo \u00e8 inaccettabile. &nbsp; Cos\u00ec come non convince una campagna referendaria fatta di: nuovo contro vecchio, cambiamento contro conservazione, passato contro futuro, giovani contro anziani. 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